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Padova. Nell’abbazia di Santa Giustina il convegno “Archeologia delle Venezie: le Associazioni culturali, la ricerca e la valorizzazione”: tre giornate di incontri, tavole rotonde e visite guidate per riflettere sul futuro della tutela e della divulgazione. Ecco il programma

Chi fa l’archeologia oggi? Ricerca scientifica, volontariato, istituzioni, comunità: il patrimonio archeologico è il risultato di un impegno condiviso. Il convegno “Archeologia delle Venezie: le Associazioni culturali, la ricerca e la valorizzazione” riunisce a Padova studiosi, operatori culturali e associazioni per riflettere sul futuro della tutela e della divulgazione. Dal 16 al 18 aprile 2026, in sala S. Luca nell’Abbazia di S. Giustina a Padova, tre giornate di incontri, tavole rotonde e visite guidate. Ingresso libero.

PROGRAMMA GIOVEDI 16 APRILE 2026. Alle 9.30, registrazione; 10, apertura lavori. Saluti istituzionali; 10.20, saluto di Giulio Carraro, presidente Società Archeologica Veneta Odv; 10.30, lectio magistralis di Cristoforo Gorno (autore e conduttore televisivo RAI, in collaborazione con Grandi & Associati Milano), “La divulgazione del mondo antico oggi: il caso dell’Iliade tra mitologia e archeologia”; 12.30, light lunch; 14, CHAIR: Francesco Cozza. 14, Anna Maria Martini Chieco Bianchi (già direttrice del museo nazionale Atestino), “Gli albori della Società Archeologica Veneta di Padova”; 14.30, Niccolò Gennaro (direttore generale CSV di Padova e Rovigo), “Il sogno del volontariato. Come il Terzo Settore ormai “secolarizzato” può riscoprire il valore dell’impegno per i beni comuni”; 15, Elisabetta Favaron (La Bottega del Fundraising), “La valorizzazione sociale dell’archeologia. Opportunità per la sostenibilità dei contesti archeologici e prospettive di rete tra enti del Terzo Settore, Pubblica Amministrazione e soggetti privati”; 15.30, discussione; 15.45, coffee break; 16.15, CHAIR: Marisa Rigoni; 16.30, Giovanna Falezza (museo Archeologico nazionale di Verona), Simone Pedron, Valeria Grazioli (A. Trame di Storia), “Dalla ricerca alla valorizzazione: archeologia sperimentale al museo Archeologico nazionale di Verona con l’associazione Trame di Storia”; 17, Simonetta Bonomi (già soprintendente ABAP FVG), “Tra conflitto e collaborazione per la tutela archeologica: storie di rapporti tra Associazioni e Soprintendenza”; 17.30, Francesca Veronese (Comune di Padova, Musei Civici), “I Musei Civici di Padova e il mondo delle associazioni culturali: obiettivi condivisi e percorsi di collaborazione”; 18, discussione; 18.15, chiusura lavori.

PROGRAMMA VENERDI 17 APRILE 2026. Alle 9.30, CHAIR: Giulio Carraro; 9.30, Emanuele Vaccaro (università di Trento), Carmelo Nicotra (direttore parco archeologico di Morgantina e Villa Romana del Casale a Piazza Armerina), Roberto Scollo (presidente del G. A. Litterio Villari di Piazza Armerina), “Il Progetto Sofiana (Mazzarino, CL) e l’archeologia partecipata”; 10, Luigi SpertiLeonardo Carniato (università Ca’ Foscari Venezia), “Il santuario di Lova fra materiali d’archivio e nuove ricerche”; 10.30, Mariolina Gamba (già SBAV), Nicola Pollon (Alma Mater Studiorum – Università di Bologna), “1976-2026. 50 anni dallo scavo dell’abitato dell’ex-Pilsen (Padova): le sepolture infantili”; 11, discussione; 11.15, coffee break; 11.30, tavola rotonda: “La raccolta di superficie: aiuto o problema?”, moderatore Chiara Boracchi (archeologa, giornalista e podcaster); partecipano: Maria Cristina Vallicelli (SABAP); Sara Bini (SABAP); Michele Matteazzi (archeologo professionista); Michele Busato (G.A. Alto Vicentino); Comandante NTPC; 12.45, light lunch; 14.15, visita all’Abbazia di Santa Giustina, guidati dall’Abate don Giulio Pagnoni; 15, CHAIR: Giovanna Gambacurta; 15, Cecilia Rossi (Sabap Venezia), “Nelle terre del Meduacus. Il contributo del Gruppo Archeologico “Mino Meduaco” per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio archeologico locale”; 15.30, Sara Bini (Sabap Venezia), “Una comunità che osserva: collaborazioni virtuose per la tutela del paesaggio archeologico a Musile di Piave”; 16, Carla Pirazzini, Maria Cristina Vallicelli (Sabap Padova), “Il sito dell’Ardosetta (Pieve del Grappa-TV): un esempio recente nel solco della collaborazione tra Soprintendenza e Associazionismo culturale”; 16.30,  Annachiara Bruttomesso (già museo G. Zannato, Montecchio Maggiore), Giulia Pelucchini (Sabap Vr-Ro-Vi), Anna Scalco (museo G. Zannato, Montecchio Maggiore), Marisa Rigoni (già SBAV), “Associazionismo, museo e territorio nell’Ovest vicentino: il caso del Sistema Museale Agno-Chiampo”; 17, discussione; 17.15, chiusura e coffee break; 17.30, ASSEMBLEA DEI SOCI 2026 (Riservata ai soci SAV).

Programma SABATO 18 aprile 2026. Alle 9.30, CHAIR: Michele Asolati; 9.35 – Maurizio BuoraMassimo Lavarone (Società Friulana di Archeologia Odv), “Due scavi importanti della Società friulana di archeologia: Sevegliano e Attimis”; 10, Luciano BonUgo Silvello (Gruppo Archeo medio Brenta), “Archeomediobrenta: 10 anni di ricerche e collaborazioni nel territorio”; 10.25, coffee break; 10.45, SESSIONE POSTER: Jacopo Bonetto, Andrea Ghiotto e Vittoria Scaroni (università di Padova), “il progetto ArcheoVeneto”; Marco Paladini (università Ca’ Foscari Venezia), “Di archeologie, lagune e storie tra le acque: cinquant’anni di attività a Lio Piccolo”; Giulia Frambusto – Francesco Masiero (università Ca’ Foscari Venezia), “Dal segno alla storia: Il progetto VeLA e il caso studio dei graffiti di Palazzo Ducale”; Giulia Frambusto – Francesco Masiero  (università Ca’ Foscari Venezia), “Dal marmo al gesto, il Leone del Pireo a Venezia: ricerca e valorizzazione attraverso l’archeologia sperimentale e la rievocazione”; Luigi Magnini, Elena Griggio (università Ca’ Foscari Venezia), Veronica Venco, Luca Caloi (università degli Studi di Sassari), Cinzia Bettineschi (università Pegaso), “Terza missione, associazionismo e archeologia partecipata al Bostel di Rotzo: bilancio 2023-2025”; Elena Marzola (CRT), “La restituzione al pubblico della Potnia Theron di Vicenza”; Davide Montagner (G.A. Montello), “Il Toro di Montebelluna: una rappresentazione e un’ipotesi grafica a cura del GAM”; Federico Biondani (A.A. Isola della Scala), “L’Associazione Archeologica ed il Museo di Isola della Scala: cinquant’anni fra ricerca e divulgazione”; G. Fogliata, M. Olivotto (G.A. Agordino), “Il contributo dell’Associazione ARCA alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio storico-archeologico dell’Agordino”; 12, tavola rotonda: “Associazioni culturali archeologiche: quale futuro?”, moderatore Chiara Boracchi (archeologa, giornalista e podcaster), partecipano: Giulio Carraro (SAV); Maurizio Buora (SFA), Francesco Coccato (G.A. Mino Meduaco), Davide Montagner (G.A. del Montello), Luciano Bon (G. Archeomediobrenta), Francesco Pavan, (A.A. Isola della Scala); Stefano Tinazzo CSV Padova e Rovigo; 12.45, chiusura lavori. Brindisi finale.

 

Cividale. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra “Feudatari, cavalieri, crociati. Il castello dei signori di Attems nel Friuli patriarcale”

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La locandina della mostra “Feudatari Cavalieri Crociati” al museo Archeologico nazionale di Cividale dal 5 novembre 2022 al 5 maggio 2023

“Feudatari cavalieri crociati. Il castello dei signori di Attems nel Friuli patriarcale” è il titolo della mostra che sabato 5 novembre 2022, alle 11, apre al museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli dove rimarrà aperta fino al 5 maggio 2023 (orario 10–19, chiuso il lunedì; info +39 0432 700700 museo Archeologico nazionale Cividale, museoarcheocividale@cultura.gov.it; prenotazioni prenotazionisfa@gmail.com). Questa mostra nasce da una collaborazione tra la Società friulana di Archeologia (presidente Maurizio Buora) e il museo Archeologico nazionale di Cividale (direttore Angela Borzacconi), insieme per raccontare un percorso di archeologia e di formazione. Il castello appartenuto alla famiglia degli Attems, una delle più antiche casate del Friuli patriarcale, è un punto di osservazione privilegiato per visualizzare il Medioevo di una terra che nella presenza di fortificazioni e fortezze trova la sua fisionomia più connotante. Il progetto espositivo vuole essere un’occasione per condividere il contributo che vent’anni di campagne di scavo hanno offerto alla conoscenza del territorio attraverso il lavoro di molte persone. Le indagini, condotte dalla Società Friulana di Archeologia, attraverso il coinvolgimento di numerosi studenti, hanno dato vita a momenti importanti di formazione, ma anche di incontro e di scambio per i giovani partecipanti provenienti da diversi luoghi d’Italia e d’Europa. Il sito ha restituito contesti datati al XII e al XIII secolo, un unicum nel panorama dei castelli noti in regione che in genere conservano testimonianze delle ultime frequentazioni prima dell’abbandono avvenuto a partire dal Quattrocento. Una selezione dei materiali archeologici rinvenuti nella residenza fortificata di questi nobili di origine germanica, ne esprime un momento di grande prosperità, eccezionalmente confermato anche dalle fonti documentarie. In questo caso, inoltre, le fonti storiche rintracciate in alcuni preziosi fondi documentari del museo Archeologico nazionale di Cividale permettono di ricostruire atmosfere e personaggi di un nobile casato che diede alla storia feudatari, cavalieri, ma anche crociati di Terrasanta.