Nelle domeniche gratis, a Pompei visite contingentate: “numero chiuso a tempo” per non danneggiare gli Scavi. Non più di 15mila visitatori contemporaneamente

Domenica 3 maggio a ingresso gratuito: assalto alle entrate degli Scavi di Pompei. A fine giornata si conteranno 35mila visitatori
Pompei a numero chiuso a tempo nelle domeniche gratis. Lo ha deciso il ministero in accordo con la soprintendenza per tutelare il patrimonio archeologico di Pompei, sentite le indicazioni degli ispettori dell’Unesco, dopo le criticità emerse in occasione della domenica record dello scorso 3 maggio, quando il numero delle presenze ha raggiunto quota 35mila unità. A destare maggiore preoccupazione sono gli affreschi che, secondo gli esperti, vengono messi a rischio dall’alterazione del microclima determinato dall’aumento dell’umidità nelle domus innescato dalla massiccia presenza di persone. Il successo dunque della prima domenica del mese gratis nei musei e siti statali è indubitabile. Ma non sempre si può gridare al successo. Come appunto è il caso dell’area archeologica di Pompei: 35mila visitatori in un solo giorno negli Scavi “non sono un flusso sostenibile”, aveva lanciato l’allarme il soprintendente Massimo Osanna che aveva subito contattato il ministro per i Beni culturali e turismo, Dario Franceschini, così da “arrivare preparati” alla prossima domenica ad ingresso gratis, prevista il 7 giugno, con un incremento di sorveglianza e il “numero chiuso”. Nell’occasione Osanna aveva abbozzato anche un’ipotesi di lavoro: «Si potrebbe contingentare l’afflusso di visitatori bloccando gli ingressi oltre i 15-20mila. Ma la proposta può essere anche quella di visite con itinerari programmati, ampi, perché nemmeno si può pensare di far confluire una tale massa di persone in un’unica zona degli Scavi”.

“Troppi 35mila visitatori in un giorno: a rischio il microclima del sito archeologico”, parola di soprintendente Massimo Osanna
“Gli oltre 33mila visitatori a Pompei, e i quasi 40mila in tutti i siti vesuviani, registrati in occasione della prima domenica di maggio a ingresso gratuito – spiega la soprintendenza – confermano, anche grazie all’attento lavoro di restauro quotidianamente posto in essere, il grande richiamo e interesse che le nostre aree archeologiche esercitano su fasce sempre più ampie di visitatori. Tuttavia, ancora una volta, e con forza, pongono il tema della tutela e della conservazione di un patrimonio di per sé fragile e della sua corretta fruizione. Pur superando ogni aspettativa, il gran numero di turisti a Pompei era in parte atteso, tanto che già dall’ultima domenica di aprile, per evitare una forte concentrazione antropica e contestualmente eludere rischi al patrimonio archeologico, si era provveduto alla chiusura di alcune domus”.
“È del tutto evidente, però – evidenzia la soprintendenza – che tali misure non sono da sole sufficienti a garantire la salvaguardia del sito e delle strutture archeologiche ivi custodite che, per loro natura, mal sopportano flussi di visitatori quale quello fatto registrare la prima domenica di maggio. Per questo, facendo seguito alla lettera del Ministro Franceschini, si sta provvedendo a incentivare le misure di sicurezza e, allo stesso tempo, individuare il numero massimo di visitatori per gli scavi di Pompei. Non un numero chiuso, ma il limite massimo di presenze simultanee negli scavi archeologici. Grazie a questo provvedimento si auspica anche un’ottimizzazione dei flussi turistici che, da una parte garantirà un miglioramento del servizio e, dall’altra, potrebbe essere l’occasione per far confluire i visitatori negli altri siti di questa soprintendenza, purtroppo, meno conosciuti a livello internazionale”, conclude la nota.

Nuove regole: nelle domeniche a ingresso a Pompei non potranno mai esserci più di 15mila visitatori contemporaneamente
La decisione è stata presa: dal prossimo 7 giugno scatta il numero chiuso “a tempo” per i visitatori negli scavi archeologici di Pompei in occasione delle domeniche ad ingresso gratuito. Il numero massimo non dovrà superare quota 15mila unità. Una volta raggiunto il tetto massimo si dovrà attendere l’uscita dei visitatori presenti negli scavi per consentirne l’ingresso di altri.
Appuntamento agli scavi di Pompei per la vendemmia 2014: dalle uve raccolte il vino “Villa dei Misteri”, un “pompeiano IGT rosso”
Dove si va domani? A vendemmiare a Pompei. Sì, avete capito bene. Domani, 22 ottobre, torna per la quindicesima volta – è quindi ormai una tradizione – la vendemmia agli scavi di Pompei. La raccolta delle uve nei vigneti dell’area orientale della città antica potrà essere seguita infatti anche dal pubblico che visita l’area archeologica. L’evento che si rinnova per il quindicesimo anno, sarà occasione per presentare le recenti attività del Laboratorio di Ricerche Applicate della soprintendenza e soprattutto le ultime novità a supporto dei vari studi di approfondimento. Tra queste le recenti convenzioni con l’Ordine Nazionale dei Biologi per l’analisi dei rischi e dei danni correlate alla presenza di microrganismi sui reperti, nonché la convenzione con l’Istituto Superiore di agraria “Vesevus Cesaro” per l’implementazione delle attività svolte nell’Orto Botanico e nell’Orto didattico. L’appuntamento per i giornalisti è alle 11 al vigneto della Casa della Nave Europa. Mentre I visitatori potranno assistere al taglio delle uve presso i vigneti del Foro Boario che resterà aperto al pubblico a partire dalle 13.
Nell’incontro con i giornalisti saranno presenti il soprintendente Massimo Osanna, il dott. Ernesto De Carolis responsabile del Laboratorio di Ricerche applicate della soprintendenza e il prof. Piero Mastroberardino. Interverranno, inoltre, il prof. Gaetano Panariello, preside dell’Istituto “Vesevus Cesaro” e il prof. Aldo Mauri, tutor agronomo del progetto, il prof. Stefano Mazzoleni, direttore del museo di Storia Agraria di Portici, con il quale è da diversi anni attiva una proficua collaborazione di studi e il prof. Giovanni Rivelli, dell’Ordine nazionale dei Biologi. Al termine della vendemmia, i giornalisti interessati, potranno visitare il Laboratorio di Ricerche aApplicate dove sarà possibile osservare alcuni dei reperti botanici più interessanti conservati nella camera climatizzata, di cui la soprintendenza di Pompei, tra le poche in Italia, dispone.
Per il quindicesimo anno saranno dunque vendemmiate le uve dei vigneti coltivati, su circa un ettaro complessivo, all’interno dell’area archeologica. Le scorse annate hanno prodotto in media 30 quintali d’uva ciascuna. Le uve saranno poi lavorate per produrre il vino “Villa dei Misteri”. Nei primi anni il vino prodotto venne venduto all’asta, poi venne inviato alle ambasciate italiane per essere “ambasciatore” degli Scavi all’estero, attualmente viene commercializzato dalla casa vinicola Mastroberardino.
Nel 1996 la soprintendenza Archeologica di Pompei affidò proprio alla Mastroberardino il ripristino della viticoltura nell’antica città di Pompei, senza oneri per la soprintendenza. Un esperimento di archeologia applicata, per verificare sul campo quanto noto sulla pratica vitivinicola degli antichi romani che proprio nell’attuale Campania aveva la sua area di eccellenza. Nel 2001 si è avuto il primo raccolto significativo, la prima vinificazione e l’affinamento in legno del primo vino dell’antica Pompei, prodotto in appena 1721 bottiglie. Secondo la classificazione ufficiale il “Villa dei Misteri” è un “Pompeiano IGT rosso”, da uvaggio Aglianico, Piedirosso e Sciascinoso.








Commenti recenti