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Dopo Venezia 77, il film di Doriana Monaco “Agalma”, vita al museo Archeologico nazionale di Napoli, in prima visione su Sky Arte e on demand su NOW TV

Poster del film “Agalma” di Doriana Monaco in prima visione su Sky Arte e on demand su NOW TV

Un vortice di attività ci conduce nel museo Archeologico nazionale di Napoli attraverso un racconto intimo in cui le opere d’arte del mondo antico si rivelano come materia viva. Il luogo dove l’umanità che ha creato un patrimonio inestimabile incontra l’umanità impegnata a preservarlo. È il film “Agalma”, vita al museo Archeologico nazionale di Napoli, film documentario scritto e diretto da Doriana Monaco con le voci di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni: già selezionato alle 17esima edizione delle Giornate degli Autori di Venezia 77 (vedi Il film documentario di Doriana Monaco “Agalma”, vita al museo Archeologico nazionale di Napoli, in anteprima nella sala “Notti Veneziane – L’Isola degli Autori” alla 17.ma edizione delle Giornate degli Autori di Venezia 77 | archeologiavocidalpassato), sarà trasmesso in prima visione domenica 28 febbraio 2021 su Sky Arte (Canali 120 e 400) alle 22.15 e in streaming su NOW TV, dal 1° marzo 2021 disponibile on demand.

Doriano Monaco regista del film documentario “Agalma” (foto Angelo Antolino)

Prodotto da Antonella Di Nocera (Parallelo 41 Produzioni) e Lorenzo Cioffi (Ladoc) con il museo Archeologico nazionale di Napoli diretto da Paolo Giulierini, produzione esecutiva di Lorenzo Cioffi e Armando Andria, con il contributo di Regione Campania e la collaborazione di Film Commission Regione Campania, il film è frutto di tre anni di lavoro sulla quotidianità  di uno dei più importanti musei del mondo, che ha aperto le porte alla giovane regista allieva di FilmaP – Atelier di cinema del reale di Ponticelli.  Agalma è anche un omaggio al classico Viaggio in Italia di Roberto Rossellini: al centro del racconto c’è il rapporto segreto e sempre nuovo che nasce tra i visitatori e le meraviglie dell’antichità greco-romana, ma anche il respiro appassionato di chi pianifica ogni giorno la vita del Museo. Tutto fa emergere il Mann come un grande organismo produttivo, che rivela la sua natura di cantiere materiale e intellettuale. In squadra con la regista Doriana Monaco, i fonici Filippo Puglia e Rosalia Cecere, il compositore Adriano Tenore, gli aiuti regia Marie Audiffren ed Ennio Donato e per la post produzione la montatrice Enrica Gatto e la colorist Simona Infante. Il film ha ricevuto la menzione speciale al Perso Lab 2019. 

Sinossi: “Agalma” (dal greco “statua”, “immagine”) coglie la bellezza del museo Archeologico nazionale di Napoli non solo nell’evidenza dei suoi incantevoli tesori di arte classica, ma anche nelle relazioni intime e invisibili che si realizzano al suo interno. Nell’illusoria immobilità del grande edificio borbonico che ospita il Museo, un vortice di attività offre nuovo respiro a statue, affreschi, mosaici e reperti di varia natura. Il film osserva ciò che accade ogni giorno negli ambienti del Museo, soffermandosi sulla quotidianità dei lavoratori, alle prese con interventi delicatissimi che necessitano di cura e tempo, e manutenzione costante. Le opere che vivono e vibrano da secoli sono monitorate come corpi viventi. Tutto ciò accade mentre giungono visitatori, sotto l’occhio apparentemente impassibile delle opere che sono protagoniste e spettatrici a loro volta del grande lavorio umano. 

Sul set del film documentario “Agalma” sul Mann di Doriana Monaco (foto di Angelo Antolino)

“Dopo tanti documentari prodotti in questi 20 anni di attività”, spiegano i produttori Antonella Di Nocera e Lorenzo Cioffi, “siamo molto felici che sia un’opera prima realizzata da una donna e da una equipe di giovani talenti a raggiungere una visibilità importante e una diffusione nazionale su Sky Arte. È ancora più importante per noi perché l’autrice, Doriana Monaco, è stata scoperta nell’ambito di un percorso formativo, la FilmaP – Atelier di cinema del reale. Agalma è un documentario di osservazione e creazione che rivela la vita del museo nel suo farsi, applicando un rigore estetico non comune nel cinema documentario. Il progetto rappresenta un cerchio che si chiude perché unisce due compagini produttive, espressione del territorio e di un coerente lavoro sul documentario, ma con forti legami internazionali, il contributo della Legge cinema regionale, la crescita dei giovani e la valorizzazione di un luogo fiore all’occhiello del patrimonio culturale campano”.

Il direttore Paolo Giulierini sul set del film “Agalma” di Doriana Monaco (foto Angelo Antolino)

“Il progetto Agalma è stato realizzato nell’ambito del nostro piano di digitalizzazione, poco prima della chiusura dei musei imposta dalla pandemia nel 2020”, interviene Paolo Giulierini, direttore Mann. “Abbiamo voluto raccontare il museo Archeologico nazionale di Napoli, custode delle meraviglie di Pompei ed Ercolano, della collezione Farnese, delle armi dei Gladiatori, dei tesori della Magna Grecia, come una comunità viva nel cuore della città, una vera e propria fabbrica della cultura. Realizzato con immensa passione da Doriana Monaco, impreziosito dalle voci importanti di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni, Agalma può rappresentare idealmente il grande lavoro di tutti musei italiani, invitandoci a riflettere sul loro ruolo centrale nella ripartenza del Paese”.

Il MANN a Venezia 77 con “Agalma” film documentario di Doriana Monaco sulla quotidianità e le attività all’interno di uno dei musei archeologici più importanti del mondo

La locandina del film documentario “Agalma” di Doriana Monaco

Il museo Archeologico nazionale di Napoli sarà presente alla 77.ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2-12 settembre 2020) con “Agalma”, un film documentario scritto e diretto da Doriana Monaco con le voci di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni. “Agalma”, vita al museo Archeologico nazionale di Napoli, è stato infatti selezionato alla 17esima edizione delle “Giornate degli Autori”. Il film documentario descrive la quotidianità e le attività all’interno di uno dei musei archeologici più importanti del mondo. Un racconto intimo in cui le opere d’arte si rivelano come materia viva, in un luogo dove l’umanità che ha creato un patrimonio inestimabile incontra l’umanità impegnata giorno per giorno a preservarlo.

Sul set del film documentario “Agalma” sul Mann di Doriana Monaco (foto di Angelo Antolino)

Prodotto da Antonella Di Nocera (Parallelo 41 Produzioni) e Lorenzo Cioffi (Ladoc) con il museo Archeologico nazionale di Napoli diretto da Paolo Giulierini, produzione esecutiva di Lorenzo Cioffi e Armando Andria, con il contributo di Regione Campania e la collaborazione di Film Commission Regione Campania, sviluppato in FilmaP- Atelier di cinema del reale, “Agalma” è un documentario unico nato dalla creatività di un gruppo di giovani e appassionati talenti campani. In squadra con la regista, i fonici Filippo Puglia e Rosalia Cecere, il compositore Adriano Tenore, gli aiuti regia Marie Audiffren ed Ennio Donato e al montaggio il lavoro di Enrica Gatto e della colorist Simona Infante.

“Essere in selezione alle Giornate degli Autori è un grande onore per questa opera prima. Agalma è un documentario di osservazione e creazione che racconta il museo Archeologico nazionale di Napoli come non l’abbiamo mai visto, luogo in continua tensione tra l’incanto del passato e le passioni del presente”, spiegano i produttori Antonella Di Nocera e Lorenzo Cioffi. “Il film rivela del museo la vita nel suo farsi, applicando un rigore estetico non comune nel cinema documentario e uno sguardo che poteva nascere solo da occhi curiosi. Quando abbiamo iniziato a girare, agli inizi del 2018, con la nomina del direttore Paolo Giulierini, che ha mostrato da subito fiducia nel progetto, il Mann stava attraversando una fase di rinnovamento non solo nel restauro e nella riorganizzazione, ma anche nella costruzione di un nuovo modello di gestione con l’idea del museo come un corpo vivente in tutte le sue forme e attività. Ciò ha significato il confronto continuo, quasi quotidiano, con nuove prospettive di narrazione del film: i frammenti sono divenuti frammenti viventi più del previsto e hanno guidato l’immaginario per la crescita del film. Prova ne è la straordinaria riapertura della sezione Magna Grecia, avvenuta “sotto i nostri occhi” proprio nel luglio 2019, che si è fatta spazio nel racconto filmico. Il progetto rappresenta un cerchio che si chiude perché unisce una compagine produttiva, espressione del territorio ma con forti legami internazionali, il contributo della legge cinema regionale, la crescita e promozione dei talenti locali e la valorizzazione di un luogo fiore all’occhiello dell’offerta culturale campana”.

Il direttore Paolo Giulierini sul set del film “Agalma” di Doriana Monaco (foto Angelo Antolino)

“Ringraziamo i selezionatori delle Giornate degli Autori”, interviene il direttore Paolo Giulierini. “La presenza, in questo momento, di un film come Agalma a Venezia assume un particolare significato. Raccontiamo la “vita” all’interno di uno dei più” importanti musei archeologici del mondo, il Mann, ma ci sentiamo di rappresentare tutti gli sforzi e il lavoro dei musei italiani per ribadire oggi più che mai il proprio ruolo centrale nella ripartenza del paese. Il progetto Agalma è uno dei primi realizzati nel nostro piano di digitalizzazione e non poteva esserci miglior partenza per premiare l’ impegno di tutta la nostra squadra verso nuove sfide. La decima musa, quella delle arti cinematografiche, è di casa nel nostro museo, da Rossellini a Ozpetek, e ispira oggi il nostro racconto attraverso due voci importanti, quelle di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni. Ringrazio la regista Doriana Monaco e i produttori Antonella Di Nocera e Lorenzo Cioffi per la grandissima professionalità dimostrata in questi anni di lavoro insieme e la Regione Campania che ha sostenuto, con la consueta sensibilità verso la comunicazione dei nostri beni culturali, questo ambizioso lavoro”.

Doriano Monaco regista del film documentario “Agalma” (foto Angelo Antolino)

Restauratori sul set del film documentario “Agalma” di Doriana (foto Angelo Antolino)

Sinossi. Agalma (dal greco “statua”, “immagine”) coglie la bellezza del Museo non solo nell’evidenza dei suoi incantevoli tesori di arte classica, ma anche nelle relazioni intime e invisibili che si realizzano al suo interno: il rapporto segreto e sempre nuovo che nasce tra i visitatori e le meraviglie dell’antichità greco-romana, il respiro appassionato di chi pianifica ogni giorno la vita del museo. Nell’illusoria immobilità del grande edificio borbonico che ospita il museo Archeologico nazionale, un vortice di attività offre nuovo respiro a statue, affreschi, mosaici e reperti di varia natura. Il film osserva ciò che accade ogni giorno negli ambienti del museo, soffermandosi sulla quotidianità dei lavoratori, alle prese con interventi delicatissimi che necessitano di cura e tempo, e manutenzione costante. Le opere che vivono e vibrano da secoli sono monitorate come corpi viventi. Tutto ciò accade mentre giungono visitatori da ogni parte del mondo, popolando le numerose sale espositive sotto l’occhio apparentemente impassibile delle opere che sono protagoniste e spettatrici a loro volta del grande lavorio umano. Tutto fa emergere il museo come grande organismo produttivo, che rivela la sua natura di cantiere materiale e intellettuale.

Lo spostamento dell’Atlante Farnese sul set di “Agalma” (foto Angelo Antolino)

Note di regia. “Seguire la vita del museo per quasi tre anni mi ha dato l’opportunità di scoprire un universo altrimenti inaccessibile – penso al mondo sommerso dei depositi – e filmare momenti memorabili come lo spostamento della scultura dell’Atlante Farnese, il ritorno della statua di Zeus dal Getty Museum o l’allestimento della mostra sulla Magna Grecia nelle sale con i pavimenti costituiti dai mosaici di Pompei. L’archeologia come materia viva, ecco uno dei temi del film. La necessità era quella di trovare una chiave che sovrapponesse lo sguardo archeologico a quello cinematografico, depurandolo dall’elemento divulgativo che spesso accompagna i documentari archeologici per affidare il più possibile il racconto a trame visive. Agalma è la relazione tra l’opera e chi la osserva e ne è osservato. Lo sguardo della statua diviene luogo di possibilità interpretative, punti di vista e nuove visioni che si riflettono nello sguardo del visitatore a sua volta intercettato dal cineocchio, rievocando il ruolo performativo che la cultura greco-romana riconosceva alle immagini”.