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Bologna. In soprintendenza presentazione del libro di Luigi Malnati “La passione e la polvere. Storia dell’archeologia italiana da Pompei ai giorni nostri” (La nave di Teseo). Green pass obbligatorio

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Luigi Malnati, già soprintendente archeologo (foto Mibact)

L’archeologia è fango, polvere, cemento, baracche prefabbricate in lamiera, bagni mobili, panini consumati in fretta. E l’emozione della scoperta. Lo descrive molto bene l’archeologo, già soprintendente, Luigi Malnati nel suo libro “La passione e la polvere. Storia dell’archeologia italiana da Pompei ai giorni nostri” (La nave di Teseo) che l’arch. Maria Luisa Laddago presenterà mercoledì 17 novembre 2021, alle 11, a Palazzo Dall’Armi Marescalchi, sede della soprintendenza, in via IV Novembre 5 a Bologna. Ne discuteranno con l’autore Marco Cammelli (professore emerito di Diritto amministrativo – Università di Bologna) e Giuseppe Sassatelli (professore emerito di Etruscologia e Archeologia Italica – Università di Bologna). Ingresso libero con obbligo di Green Pass. Prenotazione consigliata: lara.sabbionesi@beniculturali.it. Per acquistare il volume rivolgersi a Libreria Pavoniana in via Collegio di Spagna 5 a Bologna (tel. 051.234112).

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La copertina del libro “La passione e la polvere” di Luigi Malnati (edizioni La Nave di Teseo)

La passione e la polvere. Avventurosa e carica di mistero: da sempre, è così che immaginiamo l’archeologia. Spesso legata a paesi lontani, esotici e favolosi, o a scoperte di tesori e reperti straordinari come le tombe etrusche, gli affreschi di Pompei, le sculture classiche. Non è più così da molto tempo, da quando nell’Ottocento l’archeologia ha iniziato a distinguersi dalla storia dell’arte antica ed è diventata una scienza intimamente connessa alla storia dell’uomo, contribuendo, insieme alle fonti scritte, a scoprire e raccontare la vita nelle diverse civiltà. Da allora si sono moltiplicati gli scavi, condotti con metodi rigorosi, specie nelle città che conservano sotto l’aspetto attuale le tracce delle epoche e delle culture precedenti. In Italia la professione di archeologo è nata formalmente negli anni ottanta del Novecento e richiama giovani spinti da una grande passione, che lavorano duramente, a fianco delle soprintendenze, il più delle volte lontani dalla ribalta. Perché non esistono solo Pompei e il Colosseo: il patrimonio archeologico è diffuso e la battaglia per salvaguardarlo non è ancora perduta. Arricchito da un inserto di immagini che ripercorrono momenti e figure decisive e illustrano le tecniche dell’archeologia, La passione e la polvere racconta un mondo tanto affascinante quanto ancora poco conosciuto, nelle parole di un testimone diretto.