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Bresega di Ponso (Pd). Al teatro l’incontro “Il santuario di Bresega. I primi dati dallo scavo” con il racconto dello scavo e gli sviluppi futuri. Il santuario venetico, emerso durante i lavori nell’area interessata dalla SR10, era già attivo in età preromana, con una funzione significativa anche in età romana

Lunedì 20 luglio 2026, alle 21, in Sala Teatro di Bresega di Ponso (Pd) l’incontro “Il santuario di Bresega. I primi dati dallo scavo” con il racconto dello scavo e gli sviluppi futuri. Il ritrovamento del santuario venetico a Bresega di Ponso, emerso durante i lavori nell’area interessata dalla SR10, solleva infatti la necessità di trovare soluzioni tecniche e condivise per preservare il sito senza cancellare la sua fruibilità per la comunità. Secondo gli specialisti, che si rifanno esperienze internazionali di tutela e trasferimento di monumenti, esistono alternative alla semplice copertura o sigillatura dell’area. La scelta di procedere in modo trasparente e partecipato è importante per assicurare alla collettività il diritto alla memoria storica. Intervengono, per conto della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province Padova Treviso e Belluno, la funzionaria archeologa Carla Pirazzini e la funzionaria restauratrice Federica Santinon; Anna Marinetti, dell’università Ca’ Foscari; Alberto Manicardi e Simone Melato per la SAP Soc. Archeologica; Luca Rinaldi, di Geoarcheologi Associati; Gabriella Manginelli e Alberto Cuogo di Veneto Strade.

Santuario venetico di Bresega di Ponso (Pd): elementi lapidei con iscrizioni in caratteri latini e, in misura nettamente maggiore, venetici (foto sabap-pd)

L’eccezionale rinvenimento archeologico, in corso di indagine sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province Padova Treviso e Belluno, risale a maggio 2026 a Bresega di Ponso (Pd) durante i lavori di Veneto Strade per la realizzazione del 1° lotto funzionale della Nuova Strada Regionale 10 “Padana Inferiore” da Borgo Veneto a Carceri: si tratta di un’area di carattere culturale, già attiva in età preromana, con una funzione significativa anche in età romana.

Santuario venetico di Bresega di Ponso (Pd): lastricato realizzato nel I sec. con elementi di reimpiego (foto sabap-pd)

I primi rinvenimenti sono stati effettuati durante le operazioni di bonifica bellica e hanno comportato l’avvio di alcuni sondaggi stratigrafici di approfondimento. Si tratta di elementi lapidei recanti iscrizioni in caratteri latini e, in misura nettamente maggiore, venetici. Molti di questi, preliminarmente databili al V-IV sec. a.C., risultano reimpiegati in un lastricato pavimentale dalla funzione ancora incerta, mentre alcuni risultano ancora in posto. Il lastricato sarebbe stato realizzato durante il I sec. d.C., come suggeriscono alcune evidenze attualmente in fase di studio.

Santuario venetico di Bresega di Ponso (Pd): colonne del porticato del tempio periptero (foto sabap-pd)

Le iscrizioni, alcune delle quali incise su tre facce dei cippi, grazie ai dati epigrafici riscontrati al momento, presentano carattere votivo. Con il proseguire delle operazioni di scavo sono emerse nuove ampie strutture a pianta rettangolare a livello di fondazione identificabili come templi, una delle quali presenta le caratteristiche del periptero, circondato da una fila di colonne attorno ai lati.

Santuario venetico di Bresega di Ponso (Pd): il team di scavo sull’area archeologica (foto sabap-pd)

Le evidenze messe in luce, obliterate successivamente da una potente alluvione del vicino corso del fiume Adige (che al tempo scorreva in questa zona), indicano quindi la presenza di un’area con frequentazione di carattere cultuale, attiva già in età preromana, ma con successive fasi di utilizzo in età romana. Nel loro insieme, i dati finora acquisiti suggeriscono una continuità di frequentazione del luogo con trasformazioni nel tempo, piuttosto che un semplice abbandono. Il sito sembra infatti conservare una funzione significativa anche in età romana, pur con modalità e linguaggi diversi rispetto alla fase precedente. Le indagini in corso consentiranno di definire con maggiore precisione l’organizzazione dell’area e le diverse fasi di utilizzo.

Verona. “L’ARENA E GLI ALTRI. Teatri e anfiteatri romani tra ricerca, tutela e valorizzazione”: giornata di studi – in presenza e on line – sugli edifici di spettacolo degli antichi romani, dall’Arena al Colosseo, da Pola a Brescia, da Libarna a Luni

verona_gran-guardia_l-arena-e-gli-altri_convegno_locandinaUna giornata di studi sugli edifici di spettacolo degli antichi romani. Appuntamento giovedì 27 ottobre 2022, dalle 9 alle 17.30, al Palazzo della Gran Guardia in piazza Bra a Verona, con “L’ARENA E GLI ALTRI. Teatri e anfiteatri romani tra ricerca tutela e valorizzazione”. L’evento, promosso da Comune di Verona e soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona, è aperto alla partecipazione in presenza senza prenotazione o si può seguire in streaming sul canale YouTube de I MUV – I Musei di Verona https://youtube.com/channel/UCYpt_CWPo09yEH1Y5KlqnPQ. Alle 9, registrazione partecipanti; 9.30, saluti istituzionali: Damiano Tommasi, sindaco di Verona; Cecilia Gasdia, sovrintendente Arena di Verona; Alessandro Mazzucco, presidente Fondazione Cariverona; Davide Croff, presidente Cattolica Assicurazioni; Vincenzo Tiné, soprintendente ABAP VR-RO-VI. Dalle 10, primo blocco delle relazioni, modera Patrizia Basso (UniVR): “Verona, Arena” (Vincenzo Tiné, Giovanna Battista, Brunella Bruno, Marco Cofani – SABAP VR-RO-VI); “Roma, Colosseo” (Alfonsina Russo, Barbara Nazzaro, Angelica Pujia, Federica Rinaldi – Parco Archeologico del Colosseo); “Pola, Anfiteatro” (D. Komso, G. Gobic-Bravar, N. Nefat, A. Sardoz – Museo Nazionale dell’Istria); 11, pausa caffè; 11.50, secondo blocco delle relazioni, modera Jacopo Bonetto (UniPD): “Milano, Anfiteatro” (Antonella Ranaldi, Anna Maria Fedeli, Francesco Roncoroni, Attilio Stocchi – SABAP MI); “Brescia, Teatro” (Luca Rinaldi, Serena Solano; Stefano Karadjov, Francesca Bazoli – SABAP BS-BG e Fondazione Brescia Musei); “Trieste, Teatro” (Simonetta Bonomi, Paola Ventura – SABAP FVG); “Libarna, Anfiteatro e Teatro” (Simone Lerma, Alessandro Quercia; Valentina Barberis – SABAP AL-AT-CN e DRM Piemonte); 13, pausa pranzo; 14.30, terzo blocco di relazioni, modera Francesca Ghedini (UniPD): “Ventimiglia, Teatro” (Roberto Leone, Luigi Gambaro, Simona Lanza – SABAP SV-IM); “Luni, Anfiteatro e Teatro” (Alessandra Guerrini, Marcella Mancusi, Antonella Traverso – DRM Liguria); 15.10, presentazione del volume “Arena di Verona. Rinascita di un monumento” di Giovanni Castiglioni e Marco Cofani a cura di Alberto Grimoldi (Politenico di Milano) e Francesca Ghedini (Università di Padova); 15.40, dibattito “Scavare restaurare e riqualificare i teatri antichi oggi” moderato da Massimo Mamoli (direttore de “L’Arena”) con Luigi La Rocca, direttore generale Archeologia Belle arti e Paesaggio-MiC; Massimo Osanna, direttore generale Musei-MiC; Antonio Calbi, sovrintendente Istituto nazionale del Dramma Antico di Siracusa; Stefano Trespidi, vicedirettore artistico Arena di Verona; Gianmarco Mazzi, A.D. Società Arena di Verona. Interventi programmati di Barbara Bissoli (vicesindaca Comune di Verona), Marta Ugolini (assessore Cultura Comune di Verona), Raffaella Gianello (Conservatrice Arena di Verona), Francesca Rossi (direttrice Musei Civici Verona), Matteo Faustini (Presidente Ordine Architetti Verona).

Brescia. Convegno “Il futuro del teatro romano di Brescia”: grandi esperti si confrontano sul tema dell’utilizzo di questi edifici antichi e degli interventi necessari a migliorarne la fruizione. Tra i partecipanti il direttore generale dei musei Massimo Osanna, l’archeologo e storico dell’arte Salvatore Settis, e il soprintendente di Brescia Luca Rinaldi

Veduta aerea del teatro romano di Brescia (foto fondazione brescia musei)

Perché avviare un percorso di rinnovata fruizione del teatro romano di Brescia e con quale modalità? Quali premesse culturali e progettuali? Quale il ruolo di questo edificio nei luoghi della cultura della città? Sulla scorta di questi interrogativi, il Comune di Brescia e la Fondazione Brescia Musei propongono un confronto aperto alla cittadinanza, affidando le considerazioni di partenza, per attivare il dibattito, a rappresentati di istituzioni, tra i quali Massimo Osanna, direttore generale dei Musei al Mic, Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte e il soprintendente di Brescia, Luca Rinaldi, che a diverso titolo hanno già avuto modo di confrontarsi sul tema dell’utilizzo di questi edifici antichi e degli approntamenti allestitivi necessari alla fruizione. Appuntamento lunedì 4 aprile 2022 dalle 10 all’auditorium di Santa Giulia a Brescia con il convegno “Il futuro del teatro romano di Brescia”. Il convegno è in presenza, consigliata l’iscrizione all’indirizzo segreteria@bresciamusei.com. Per accedere all’iniziativa verrà richiesto di esibire la Certificazione verde Covid-19 green pass come previsto dalla normativa vigente. Ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. Accrediti dalle 9.30. Tutti coloro che hanno scritto a segreteria@bresciamusei.com si considerano accreditati.

Il teatro romano di Brescia è inserito nei percorsi di visita del Parco Archeologico di Brescia Romana, parte integrante della componente di Brescia del sito UNESCO I Longobardi in Italia (foto parco archeologico brescia romana)

Il teatro romano di Brescia nel corso degli anni è stato oggetto di dibattito in merito alle possibili modalità di valorizzazione, in relazione al contesto archeologico e storico al quale appartiene. Attualmente l’edificio è inserito nei percorsi di visita del parco archeologico di Brescia Romana, parte integrante della componente di Brescia del sito UNESCO I Longobardi in Italia. I luoghi del potere e, tra tutti i monumenti del sito, presenta ancora uno stato incompiuto in quanto le indagini archeologiche non sono completate, così come ogni intervento di restauro. A 10 anni dall’iscrizione nella World Heritage List e alle soglie del ruolo di Brescia Capitale italiana della Cultura nel 2023 con Bergamo, il Comune di Brescia, il ministero della Cultura e la Fondazione Brescia Musei ritengono doveroso riflettere sul futuro di questo antico edificio in relazione ai programmi di recupero delle architetture monumentali storiche e ai progetti culturali della città.

Assonometria del teatro romano di Brescia (foto comune di brescia)

Il programma. L’introduzione al convegno, alle 10, è affidata a Francesca Bazoli, presidente Fondazione Brescia Musei; Laura Castelletti, vice sindaco e assessore alla Cultura, Creatività e Innovazione del Comune di Brescia; Pierre-Alain Croset, chair del convegno, professore ordinario di Composizione architettonica urbana al Politecnico di Milano. Aprono i lavori Francesca Morandini, conservatore delle Collezioni e delle aree archeologiche della Fondazione Brescia Musei; Serena Solano, funzionario archeologo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le Provincie di Bergamo e Brescia. Seguono gli interventi di Luca Rinaldi, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le Provincie di Bergamo e Brescia; Vincenzo Tinè, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le Provincie di Verona Rovigo e Vicenza; Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, professore emerito Scuola Normale Superiore di Pisa. Dopo il coffee break, dibattito conclusivo con Massimo Osanna, direttore generale Musei al ministero della Cultura; Alberto Ferlenga, professore ordinario di Progettazione architettonica all’università IUAV di Venezia; Stefano Molgora, presidente Ordine degli Architetti pianificatori paesaggisti e conservatori della Provincia di Brescia; Francesca Bazoli, presidente Fondazione Brescia Musei. Chiude i lavori il sindaco di Brescia Emilio Del Bono.