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Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia al via il cantiere di restauro del Ninfeo, capolavoro rinascimentale di Bartolomeo Ammannati, grazie al sostegno di Sphere Italia con l’Art Bonus che garantisce anche la manutenzione per i prossimi quattro anni. Il pubblico potrà seguire i lavori in diretta. Saranno ripristinate le fontane del Tevere e dell’Arno ricreando così “il teatro delle acque”

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Ninfeo di Villa Giulia: restauratrici al lavoro nel cantiere delle cariatidi (foto etru)

L’annuncio, tra le righe, era stato dato un paio di settimane fa, alla riapertura al pubblico, dopo quasi dieci anni, del Ninfeo di Villa Giulia a Roma (vedi Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia riapre al pubblico il Ninfeo, dopo quasi dieci anni. Per la prima volta accessibile ai disabili. Al via il restauro delle Cariatidi | archeologiavocidalpassato).

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Presentazione ufficiale del restauro del Ninfeo al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia_ al centro Andrea Meloni e Luana Toniolo (foto etru)

Ora c’è stata la presentazione ufficiale da parte del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma e di Sphere Italia: al via il cantiere di restauro del celebre Ninfeo rinascimentale di Villa Giulia, capolavoro rinascimentale di Bartolomeo Ammannati a Villa Giulia. Elemento di grande novità nel rapporto pubblico-privato per la conservazione e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale è che per la prima volta verrà finanziata anche la manutenzione programmata del Ninfeo per i prossimi quattro anni. Lo sviluppo di buone pratiche di manutenzione programmata è peraltro proprio una delle mission della Direzione generale Musei, che punta a una migliore conservazione del nostro patrimonio in un’ottica di programmazione strategica.

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Veduta del fronte est del Ninfeo di Villa Giulia a Roma (da A. Lafréry), incisione di Hieronymus Cock (1555-60) (foto etru)

Il Ninfeo è il cuore degli splendidi giardini di Villa Giulia, con la fontana progettata da Bartolomeo Ammannati, le cariatidi a sorreggere la balconata in travertino e il mosaico dedicato a Tritone, che grazie al grande progetto di restauro conservativo, finanziato attraverso lo strumento dell’Art Bonus da Sphere Italia, tornerà al suo originario splendore. I visitatori del Museo potranno non solo godere della vista ravvicinata di un patrimonio architettonico e artistico di grande valore, ma assistere in diretta al delicato lavoro dei restauratori.

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Veduta aerea zenitale del ninfeo di Villa Giulia al museo nazionale Etrusco (foto etru)

“Grazie a un virtuoso esempio di collaborazione pubblico-privato e al mecenatismo favorito dall’Art bonus, Villa Giulia amplia la sua offerta al pubblico e realizza uno degli obiettivi del nostro Ministero, e in particolare della Direzione generale Musei, quello della manutenzione programmata del nostro patrimonio”, dichiara Massimo Osanna, direttore generale Musei. “Un intervento che speriamo contribuisca a favorire altri casi di collaborazione, nella consapevolezza che il patrimonio culturale è un bene comune, da conservare e valorizzare a vantaggio dell’intera comunità”.

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Luana Toniolo, direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, nel ninfeo davanti alle Cariatidi (foto etru)

E Luana Toniolo, direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: “Questo intervento permetterà non solo di restituire al Ninfeo di Villa Giulia il suo splendore fatto di marmi policromi, ma finalmente anche di riattivare le fontane con le statue dell’Arno e del Tevere al secondo livello. Il progetto parte dallo studio delle tubature antiche e del rapporto con l’acquedotto dell’Acqua Vergine e permetterà di ristabilire il flusso d’acqua che arricchirà il Ninfeo di preziosi giochi d’acqua. Il contributo fondamentale per la manutenzione programmata ci permetterà inoltre di prenderci cura del fragile equilibrio conservativo del Ninfeo, sospeso tra acqua e terra”. “Sono orgoglioso di avviare questa collaborazione con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia”, spiega Adriano Meloni, amministratore delegato di Sphere Italia. “La nostra azienda è costantemente impegnata nella selezione di iniziative di ampio respiro. Grazie all’Art Bonus, siamo felici di aver accolto la proposta di poter sostenere il restauro del complesso del Ninfeo e delle sue fontane, dando nuova vita a un bene culturale esempio del Rinascimento italiano”.

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Villa Giulia a Roma vista da drone (foto etru)

Villa Giulia, costruita da papa Giulio III tra il 1550 e il 1555, rappresenta uno splendido esempio di villa rinascimentale, sorta come residenza suburbana, analogamente ad altri complessi cinquecenteschi di Roma e dintorni. Al progetto e alla realizzazione parteciparono i più grandi artisti dell’epoca: per l’apparato pittorico Prospero Fontana, Taddeo Zuccari, Pietro Venale e loro botteghe; per l’impianto architettonico Giorgio Vasari, Jacopo Barozzi da Vignola e Bartolomeo Ammannati, con la supervisione di Michelangelo, secondo quanto asserito dallo stesso Vasari.

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Ninfeo di Villa Giulia: la fontana del Tevere dopo il restauro (foto etru)

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Ninfeo di Villa Giulia: la fontana dell’Arno dopo il restauro (foto etru)

Ai lati del Ninfeo, entro due grandi nicchie simmetriche sono due fontane con le personificazioni di due fiumi, il Tevere e l’Arno identificabili dai rispettivi attributi: la lupa per il fiume Tevere e il Marzocco, il leone – simbolo della Repubblica di Firenze e protettore laico della città, in riferimento alle origini toscane del papa. Le due statue monumentali dei fiumi sono rappresentate secondo tradizione, adagiate su un fianco e all’interno di nicchie decorate a stucco con elementi vegetali. Due grandi vasche in marmo accoglievano un tempo l’Acqua Vergine che sgorgava copiosa dalle anfore su cui poggiano le figure. Grazie al sostegno di Sphere Italia sarà ripristinato l’impianto idrico delle fontane, riportandole alla loro originaria funzione di elementi di raccordo del “teatro delle acque” del Ninfeo.

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Lo stato di deterioramento in cui versa il Ninfeo di Villa Giulia al museo nazionale Etrusco (foto etru)

Sphere Italia è un’azienda che ha fatto dell’attenzione alla sostenibilità e al patrimonio culturale una mission importante, per questo si è dotata di Comitato per la Sostenibilità, che vanta tra i suoi componenti personaggi di spicco, tra cui Virginia Raggi, presidente comitato sostenibilità Sphere Italia, e Alfonso Pecoraro Scanio, advisor comitato sostenibilità Sphere Italia.  Il Comitato svolge funzioni istruttorie, propositive e consultive sui temi collegati ai fattori Esg in materia di sostenibilità, con iniziative e attività tese a presidiare l’impegno della società per lo sviluppo sostenibile lungo la catena del valore. Per Sphere Italia sostenibilità significa anche preservare la cultura dei luoghi.

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Lo stato di deterioramento in cui versano le Cariatidi del Ninfeo di Villa Giulia al museo nazionale Etrusco (foto etru)

“Sono orgogliosa di guidare il Comitato di sostenibilità di questo importante gruppo aziendale”, sottolinea Virginia Raggi, presidente comitato sostenibilità Sphere Italia, “che si sta impegnando seriamente per diventare ogni giorno più sostenibile sia in termini ambientali, che in termini sociali, anche attraverso iniziative di altissimo valore culturale come questa del restauro del Ninfeo di Villa Giulia. Sphere Italia intende contribuire a una trasformazione che possa portare miglioramenti tangibili, sia alleggerendo la propria impronta ecologica, che riportando allo splendore che meritano i tantissimi gioielli artistici e culturali del nostro Paese, affinché il futuro, non sia solo più in linea con il ciclo della natura, ma sia anche saldamente ancorato a quell’eccellenza, che ci rende unici al mondo!”. E Alfonso Pecoraro Scanio, advisor comitato sostenibilità Sphere Italia: “Sono felice che con questa donazione si sostenga, non solo il prezioso restauro, ma anche la successiva manutenzione per alcuni anni. Ho sempre proposto di superare il vizio nazionale di sottovalutare la cura costante del nostro patrimonio artistico, culturale e naturale. Spero che questa novità diventi un buon esempio di filantropia e di sostenibilità”.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Capena. La necropoli di Monte Cornazzano. Identità e memoria di una comunità” (L’ERMA di BRETSCHNEIDER) curato da Maria Gilda Benedettini e Giovanni Ligabue

roma_villa-giulia_libro-capena-la-necropoli-di-monte-cornazzano_benedettini-ligabue_presentazione_locandinaGiovedì 10 ottobre 2024, alle 17.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Capena. La necropoli di Monte Cornazzano. Identità e memoria di una comunità” (L’ERMA di BRETSCHNEIDER) curato da Maria Gilda Benedettini e Giovanni Ligabue, con testi di L. Balzerani, M.G. Benedettini, E. Biancifiori, G. Ligabue, E. Mangani, C. Mottolese, S. Neri, D. Rossetti e L. Sagripanti. Ingresso gratuito in Sala Fortuna. Info e prenotazioni all’indirizzo mail lerma@lerma.it. Introduce: Luana Toniolo, direttrice museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Presentano il libro: Gilda Bartoloni, già professoressa in Etruscologia e Antichità italiche (Sapienza università di Roma); Filippo Delpino, Pontificia Accademia Romana di Archeologia; Laura M. Michetti, professoressa in Etruscologia e Antichità italiche (Sapienza università di Roma). Saranno presenti i curatori e gli autori.

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Copertina del libro “Capena. La necropoli di Monte Cornazzano. Identità e memoria di una comunità” (L’ERMA di BRETSCHNEIDER) curato da Maria Gilda Benedettini e Giovanni Ligabue

Capena. La necropoli di Monte Cornazzano Identità e memoria di una comunità. Il percorso iniziato con l’edizione dei contesti orientalizzanti e alto-arcaici della necropoli di San Martino trova una sua naturale prosecuzione in quella dei materiali provenienti dal sepolcreto di Monte Cornazzano che, assieme al suo circoscritto insediamento, chiude a SE la corona di siti che compongono l’enclave di Capena. Le indagini condotte a più riprese agli inizi del ‘900, sulle due alture su cui si distende il sito, portarono in luce 67 tombe, tra fosse e camere ipogee, sviluppatesi, con un’articolata occupazione del territorio, dalla metà dell’VIII secolo a.C. sino alla prima età imperiale. Tutte le strutture individuate erano interessate da cedimenti strutturali e dalla manomissione dei corredi, cui si deve sommare l’assenza di una documentazione consona ai moderni criteri della ricerca scientifica. Nonostante le difficoltà, la ricostruzione filologica dei contesti, attuata attraverso l’uso delle fonti documentali disponibili e dei materiali conservati, ha consentito di ricomporre nel suo insieme un quadro culturale alquanto esaustivo della comunità qui sepolta. Ne sono emerse non solo le prevedibili analogie che l’assimilano alla collettività sepolta nell’adiacente, e più estesa, necropoli-specchio di San Martino, ma anche alcune discontinuità che mettono in evidenza la vitalità e l’estro creativo delle maestranze artigiane locali.

Napoli. Il dg Musei Massimo Osanna inaugura al museo Archeologico nazionale gli “Incontri di Archeologia” del trentennale su “I nuovi allestimenti al Mann 2024-2025”, sempre in presenza e on line, in una giornata speciale con apertura serale. Passeggiata col direttore, visita didattica, conferenza performativa, gioco a tappe

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Il dg Musei Massimo Osanna, direttore delegato del museo Archeologico nazionale di Napoli, apre la stagione 2024-2025 degli “Incontri di Archeologia” (foto mann)

Con la conferenza “I nuovi allestimenti al MANN 2024-2025” sarà Massimo Osanna, direttore generale Musei italiani e direttore delegato del Mann, ad aprire giovedì 10 ottobre 2024, alle 17, nell’auditorium del museo Archeologico nazionale di Napoli, “Incontri di Archeologia”, la storica rassegna che quest’anno festeggia il trentennale di programmazione. Una ricorrenza simbolica che conferma le ormai consolidate caratteristiche del ciclo di conferenze a fruizione gratuita (in presenza e online sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo): i focus sulle collezioni dell’Istituto, che continua ad ampliare la propria offerta espositiva al pubblico; l’approfondimento delle più recenti tendenze di ricerca nei campi dell’archeologia e del restauro; la valorizzazione delle buone pratiche museali nel territorio.

napoli_mann_incontri-di-archeologia-2024-2025_speciale-trentennale_locandinaMa quella di giovedì 10 ottobre 2024 sarà per il museo Archeologico nazionale di Napoli una giornata speciale che si apre alle 12 con la presentazione di avvio lavori di restauro delle fontane del Mann; continua – come detto –, alle 17, con l’inaugurazione della stagione 2024-2025 degli “Incontri di Archeologia” con la conferenza “I nuovi allestimenti al MANN 2024-2025” di Massimo Osanna, direttore generale Musei Mic; e prosegue con l’apertura serale del museo, con ingresso dalle 19 alle 23.30 al prezzo di 5 euro (l’ingresso è consentito fino alle 23), che prevede un ricco programma per celebrare il trentennale degli “Incontri di Archeologia”. Alle 19.30 passeggiata con il direttore generale Massimo Osanna alla scoperta dei capolavori del Museo: prenotazione su www.eventbrite.it.; alle 20, visita didattica “Mitologia in cammino”, per bambini dai 7 ai 12 anni: prenotazione su www.eventbrite.it.; alle 20.30, conferenza performativa “Suoni dal Mediterraneo. Riascoltare l’Antico attraverso l’Archeologia Musicale”, evento a cura di Alessandra D’Eugenio e Rossano Munaretto: ingresso libero fino ad esaurimento posti; alle 21.30, gioco a tappe “Caccia all’opera”: prenotazione su www.eventbrite.it.

napoli_mann_incontri-di-archeologia-2024-2025_locandinaIncontri di Archeologia. “Ancora una volta gli Incontri di Archeologia si configurano come una vetrina d’eccellenza per raccontare un patrimonio culturale in divenire, sempre aperto ai temi della scoperta e del cambiamento”, commenta il professore Osanna. “Per questo, abbiamo costruito con cura un programma che potesse non soltanto rivolgersi agli addetti ai lavori, ma anche a chi ha curiosità per un mondo vivo e dinamico come quello dell’archeologia. Immediatezza nella comunicazione, taglio analitico, innovazione metodologica sono le matrici identitarie delle nostre conferenze”. Gli incontri, che saranno in calendario sino a maggio 2025, coinvolgeranno funzionari del Museo e relatori esterni, che illustreranno progetti e ricerche legati alle sezioni e agli allestimenti del Mann. Un focus ad hoc sarà dedicato alle collezioni del Medagliere e alla sezione Numismatica (che dovrebbero essere riaperti a dicembre 2024). Gli “Incontri di Archeologia” sono curati dal responsabile dei Servizi educativi del Mann, Giovanni Vastano, in collaborazione con Miriam Capobianco e gli altri membri dello staff dell’ufficio.

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Il medagliere della collezione numismatica del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

IL PROGRAMMA. INCONTRI DI ARCHEOLOGIA – SPECIALE TRENTENNALE: OTTOBRE 2024 – MAGGIO 2025. OTTOBRE 2024: giovedì 10 ottobre, ore 17: “I nuovi allestimenti al MANN 2024-2025” di Massimo Osanna. NOVEMBRE 2024: giovedì 7 novembre, ore 17: “La reintegrazione delle lacune nel restauro delle ceramiche figurate. Esigenza di percezione unitaria dell’opera o ricerca dell’immagine perduta?” di Mariateresa Operetto; giovedì 14 novembre, ore 17: “Nuove ricerche archeologiche presso la villa imperiale del Pausilypon” di Marco Giglio; giovedì 21 novembre, ore 17: “Trachinie e Filottete di Sofocle: la messa in scena del dolore del corpo” di Giovanni Greco in collaborazione con ICRA Project di Lina Salvatore e Michele Monetta.

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Ceramiche a figure rosse della collezione Spinelli del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

DICEMBRE 2024: giovedì 5 dicembre, ore 17: “Le aree archeologiche urbane: progetti ed interventi in corso a Napoli” di Giuliana Boenzi e Stefano Iavarone; giovedì 12 dicembre, ore 17: “Il progetto Collezione Spinelli: le vicende di uno dei più ricchi rinvenimenti archeologici della Piana Campana, dalla necropoli di Suessula (Acerra), tra Italia, Europa e USA” di Emanuela Santaniello, Sveva Savelli, Mariateresa Operetto, Marina Vecchi e Alessandra Spadaccini; giovedì 19 dicembre, ore 17: “Nuove ricerche sulla Rocca di Cuma” di Carlo Rescigno. GENNAIO 2025: giovedì 16 gennaio, ore 17: “Il nuovo museo Archeologico nazionale di Sessa Aurunca: dalla terra degli Aurunci a Matidia” di Carlo Rescigno e Luana Toniolo; giovedì 23 gennaio, ore 17: “Il ruolo delle donne negli archivi di tabulae ceratae di Puteoli ed Ercolano” di Giuseppe Camodeca; giovedì 30 gennaio, ore 17: “La Tomba del Cerbero a Giugliano: dalla scoperta archeologica al restauro” di Mariano Nuzzo. FEBBRAIO 2025:  giovedì 6 febbraio, ore 17: “L’isola dei Cesari: un nuovo museo archeologico per Capri” di Massimo Osanna, Carmela Capaldi e Luana Toniolo; giovedì 13 febbraio, ore 17: “Gli strumenti chirurgici del museo Archeologico nazionale di Napoli” di Michele Di Gerio; giovedì 20 febbraio, ore 17: “Attività di censimento e documentazione per la conoscenza dei ripostigli monetali di epoca greca e romana dall’Italia meridionale e delle collezioni numismatiche del Medagliere del Mann” di Renata Cantilena, Federico Carbone, Marina Taliercio, Emanuela Spagnoli, Andrea Pecorella, Floriana Miele, Silvana Oliviero e Marco Casciello.

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L’anello di re Carlo conservato nel Gabinetto dei Preziosi del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

MARZO 2025: giovedì 6 marzo, ore 17: “Lo sport femminile nell’antichità” di Diva Di Nanni; giovedì 13 marzo, ore 17: “Dal gabinetto dei preziosi: le oreficerie e i tessuti aurei” di Lucia Amalia Scatozza, Anna Patera, Guia Rossignoli e Riccardo Gennaioli; giovedì 20 marzo, ore 17: “Il museo “Nolano” della famiglia Mastrillo nella biblioteca del Mann: dalla prestigiosa committenza a Michelangelo Merisi all’evoluzione della Wunderkammer” di Vittoria Minniti; giovedì 27 marzo, ore 17: “Parthenope e Neapolis al Mann: dati archeologici e progetti per un nuovo allestimento” di Raffaella Bosso.

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Cratere della collezione Santangelo del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

APRILE 2025: giovedì 3 aprile, ore 17: “Dalla necropoli dell’Orientalizzante alla Via Appia: nuovi percorsi scientifici e allestitivi per il museo Archeologico di Calatia a Maddaloni” di Valeria Parisi e Antonella Tomeo; giovedì 10 aprile, ore 17: “Dal gabinetto dei preziosi: i materiali organici” di Alessia D’Auria. MAGGIO 2025: giovedì 8 maggio, ore 17: “Scavi nel Museo: nuovi dati sulla Collezione Santangelo” di Bianca Ferrara e Marialucia Giacco; giovedì 15 maggio, ore 17: “Misurare, pesare, costruire. Strumenti e tecniche nelle collezioni del Mann” di Laura Forte; giovedì 22 maggio, ore 17: “Il Progetto Perceive. Analisi di un caso studio: il Tempio di Iside di Pompei” di Cristiana Barandoni e Sofia Pescarin.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia riapre al pubblico il Ninfeo, dopo quasi dieci anni. Per la prima volta accessibile ai disabili. Al via il restauro delle Cariatidi

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Il NInfeo di Villa Giulia realizzato da Bartolomeo Ammannati (foto etru)

A partire da sabato 5 ottobre 2024, in orario di apertura del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, il Ninfeo torna ad essere fruibile al pubblico. Dopo quasi dieci anni di godimento esclusivo dalla soprastante Loggia dell’Ammannati, sarà possibile scendere lungo le rampe di accesso e passeggiare accanto alle monumentali fontane con le personificazioni dei fiumi Tevere e Arno. Inoltre, nell’ambito delle strategie messe in campo per rendere Villa Giulia un museo accessibile a tutti, per la prima volta il Ninfeo sarà raggiungibile anche dal pubblico con ridotta capacità motoria grazie ad un nuovo impianto servoscala che permetterà a tutti di ammirare da vicino le sculture. Un passo decisivo verso l’accessibilità fisica totale del Museo. Anche la Sala dello Zodiaco, con bellissimi affreschi cinquecenteschi raffiguranti il volgere delle stagioni e la ciclicità del tempo, sarà ora accessibile grazie ad una pedana di raccordo. Gli spazi del Ninfeo saranno a breve oggetto di visite guidate a cura del personale del Museo che condurrà il visitatore anche alla scoperta dell’Acquedotto Vergine. “Dopo un decennio Villa Giulia restituisce al pubblico uno dei suoi spazi più belli e suggestivi, il meraviglioso Ninfeo progettato dall’Ammannati”, afferma la direttrice del Museo, Luana Toniolo, “e, allo stesso tempo, diventa sempre più accessibile: dopo le videoguide in LIS si aggiunge un altro tassello che rende il nostro museo più aperto ed inclusivo. Per la prima volta il pubblico con disabilità potrà accedere al Ninfeo e alla Sala dello Zodiaco, realizzando così gli obiettivi previsti dal Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche”.

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Ninfeo di Villa Giulia: la fontana che personifica il fiume Tevere (foto etru)

Luogo caro a papa Giulio III destinato ad accogliere e sorprendere i suoi ospiti al riparo dalla calura estiva, godendo del benevolo influsso dell’acqua proveniente dal celebre acquedotto Vergine, il Ninfeo continua ad essere il cuore delicato e prezioso dei giardini di Villa Giulia. Qui Bartolomeo Ammannati immagina e realizza un ambiente scenografico, un teatro delle acque articolato su tre livelli e ornato di stucchi e numerosissime statue per stupire e meravigliare ospiti e visitatori. Al livello intermedio del Ninfeo, entro due grandi nicchie simmetriche sono due fontane con le personificazioni di due fiumi, il Tevere e l’Arno identificabili dai rispettivi attributi: la lupa per il fiume Tevere e il Marzocco, il leone – simbolo della Repubblica di Firenze e protettore laico della città – per il fiume Arno, in riferimento alle origini toscane del papa. Le due statue monumentali dei fiumi sono rappresentate secondo tradizione, adagiate su un fianco e all’interno di nicchie decorate a stucco con elementi vegetali. Due grandi vasche in marmo accoglievano un tempo l’Acqua Vergine che sgorgava copiosa dalle anfore su cui poggiano le figure.

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Ninfeo di Villa Giulia: dettaglio delle Cariatidi che sorreggono la balconata (foto etru)

Al piano inferiore, fra marmi policromi e decorazioni in stucco, proprie della raffinata cultura del Cinquecento, si stagliano le figure sinuose e incantevoli delle Cariatidi, testimoni dell’antica ricchezza del Ninfeo, a sorreggere la balconata in travertino. E proprio qui a breve partirà un grande progetto di restauro conservativo, finanziato grazie alle donazioni Art Bonus, che restituirà al Ninfeo l’originario splendore. Il visitatore attento potrà dunque non solo godere della vista ravvicinata di un patrimonio architettonico e artistico di grande valore, ma assistere in diretta al delicato lavoro dei restauratori.

Roma. Al museo nazionale di Villa Giulia “Falerii Veteres e Vulci: vecchi scavi e nuove prospettive di ricerca”: pomeriggio in memoria di Giulio di Giorgio con la presentazione di due libri: “Falerii Veteres tra la tarda età arcaica e l’età ellenistica alla luce delle testimonianze funerarie: la necropoli della Penna (Sidera, 3)” di Manuela Bonadies, e “Gli scavi Ferraguti-Mengarelli (1929-1931) nella necropoli settentrionale di Vulci. 1. L’area sacra di Carraccio dell’Osteria (Quaderni vulcenti, 3)” di Alessandro Conti

roma_villa-giulia_incontro-falerii-veteres-e-vulci_locandina“Falerii Veteres e Vulci: vecchi scavi e nuove prospettive di ricerca”: venerdì 27 settembre 2024, alle 17.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia ospita un pomeriggio in memoria di Giulio di Giorgio con la presentazione dei libri: Manuela Bonadies, “Falerii Veteres tra la tarda età arcaica e l’età ellenistica alla luce delle testimonianze funerarie: la necropoli della Penna (Sidera, 3)”, Roma, Edizioni Quasar 2023; e Alessandro Conti, “Gli scavi Ferraguti-Mengarelli (1929-1931) nella necropoli settentrionale di Vulci. 1. L’area sacra di Carraccio dell’Osteria (Quaderni vulcenti, 3)”, Acquapendente, Ed. AntiquaRes 2024. Ingresso gratuito in sala Fortuna. Info e prenotazioni all’indirizzo mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Introducono Luana Toniolo, direttrice museo nazionale Etrusco di Villa Giulia; Rossella Zaccagnini, funzionaria archeologa soprintendenza ABAP provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale. Dialogano con gli autori Simona Carosi, funzionaria archeologa soprintendenza ABAP provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale; Daniele F. Maras, direttore museo Archeologico nazionale di Firenze. Interviene Massimo Osanna, direttore generale Musei del MiC. Seguirà visita guidata alle sezioni di Vulci e Falerii.

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Copertina del libro “Falerii Veteres tra la tarda età arcaica e l’età ellenistica alla luce delle testimonianze funerarie: la necropoli della Penna”

Falerii Veteres tra la tarda età arcaica e l’età ellenistica alla luce delle testimonianze funerarie: la necropoli della Penna. Se si escludono brevi commenti ai corredi funerari all’interno di alcuni importanti corpora, e accenni ad alcuni materiali esposti nelle sale del museo Archeologico dell’Agro Falisco e di Villa Giulia, i numerosi contesti provenienti dalle necropoli di Civita Castellana risultano privi di un’edizione sistematica e sono conosciuti, nel loro insieme, solo per l’edizione postuma della documentazione prodotta per l’edizione della Carta Archeologica, confluita nella Serie II della Forma Italiae edita del 1981. L’ingente materiale archeologico, attinente alla fase cronologica in esame, ha imposto la selezione di un primo campione di indagine costituito dai contesti funerari della necropoli della Penna, posta a sud-ovest del pianoro principale, integralmente presentati e commentati in questa sede. Per avere un quadro più omogeneo del record archeologico funerario della città, sono stati censiti e quantificati la maggior parte dei materiali provenienti dai restanti sepolcreti, aggiungendo al computo anche i materiali non acquisiti dallo Stato di cui si ha nota negli elenchi redatti contestualmente allo scavo dalla Guardia delle Antichità Giuseppe Magliulo. Sono noti, infatti, i limiti del record archeologico di Falerii, lontano dal costituire un campione di indagine ideale a causa dell’utilizzo prolungato delle camere funerarie nell’arco di più generazioni, delle numerose manomissioni avvenute fin dall’antico e dalle parziali acquisizioni del materiale archeologico effettuate contestualmente alle indagini. Il tentativo di “ricostruzione” dei contesti e della realtà funeraria di Falerii, proposto in questa sede, si avvale di un’importante base metodologica formalizzata da Giovanni Ligabue per l’edizione integrale della più antica necropoli di Montarano e di un’ampia e solida rassegna bibliografica, sia archeologica sia archivistica, che ha conosciuto negli ultimi anni un significativo incremento.

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Copertina del libro “Gli scavi Ferraguti-Mengarelli nella necropoli settentrionale di Vulci (1929-1931). Vol. 1: L’ area sacra di Carraccio dell’Osteria”

Gli scavi Ferraguti-Mengarelli nella necropoli settentrionale di Vulci (1929-1931). Vol. 1: L’ area sacra di Carraccio dell’Osteria. Con questo volume si avvia, a distanza di oltre novant’anni, l’edizione sistematica delle ricerche condotte tra il 1929 e il 1931, nell’immediato suburbio settentrionale dell’antica città di Vulci, da Ugo Ferraguti, regio ispettore onorario e finanziatore degli scavi, sotto il controllo e la supervisione di Raniero Mengarelli, funzionario (diremmo oggi) dell’allora soprintendenza agli Scavi di Roma e Provincia, competente per territorio: una campagna di indagini che, nonostante i risultati notevoli – numerosi complessi funerari databili dall’età orientalizzante a quella ellenistica e i resti di un’area sacra –, non era mai giunta, per diverse ragioni, ad una compiuta edizione. Dopo un primo capitolo dedicato alla presentazione delle attività svolte a Vulci dai due protagonisti, vengono illustrate le complesse vicende che hanno determinato la mancata pubblicazione delle indagini e riassunti i punti salienti del lavoro di revisione che, in parte ancora in atto per ciò che concerne i complessi funerari, ha consentito di riordinare l’intera documentazione prodotta ai tempi degli scavi o negli anni immediatamente successivi; nel terzo capitolo viene affrontata la presentazione di uno dei contesti indagati dal “mecenate” e dall’“ingegnere”: l’area sacra di Carraccio dell’Osteria, già oggetto di fondamentali considerazioni da parte di Francesco Buranelli nel volume del 1994 dedicato alla presentazione delle fotografie del “Fondo Ferraguti”. Seguono alcune osservazioni conclusive che si spera possano costituire la base per ulteriori, auspicabili ricerche e approfondimenti.

Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presenta la VideoguidaLIS, scaricabile gratuitamente, che permette al visitatore con disabilità uditiva di conoscere le opere e fruire dei contenuti di Villa Giulia e Villa Poniatowski

roma_villa-giulia_presentazione-guida-in-lis_locandinaIl museo nazionale Etrusco di Villa Giulia taglia un traguardo importante nella sfida alla accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva dei suoi spazi e delle sue collezioni. L’esperienza di visita si arricchisce e si completa con l’inserimento del Museo nei luoghi della cultura dotati di videoguida in Lis (Lingua Italiana dei Segni). Appuntamento giovedì 19 settembre 2024, alle 16.30, in sala della Fortuna, per la presentazione della VideoguidaLIS del Museo a cura dei Servizi Educativi, con contenuti redatti dal personale del Museo, con il coordinamento di Vittoria Lecce e adattati da Rosanna Pesce di Digi.Art. Ingresso gratuito. Intervengono Luana Toniolo, direttrice museo ETRU; Vittoria Lecce, funzionario archeologo, responsabile progetto; Giuseppe Musicò, Digi.Art Servizi Digitali; Vittorio Corsini, presidente consiglio regionale ENS Lazio; Maria Rosaria Lo Muzio, direzione generale Musei. A seguire visita guidata ad alcuni capolavori del Museo. Per tutta la durata dell’iniziativa sarà presente un interprete LIS. La VideoguidaLIS, attraverso un percorso di oltre 90 video fra opere e sezioni raccontate con testi dal linguaggio accessibile e accompagnate dalle videodescrizioni in LIS, offre uno strumento utile per guidare il visitatore con disabilità uditiva a conoscere le opere e fruire i contenuti delle diverse sezioni del Museo di entrambe le sedi, Villa Giulia e Villa Poniatowski. La VideoguidaLIS può essere scaricata gratuitamente sui Market Store Apple e Android o può essere utilizzata on-line sulla piattaforma nazionale www.videoguidalis.it.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia torna la rassegna concertistica “Incontri con la Musica” quest’anno dedicata a Ludwig van Beethoven. Ecco il programma dei concerti seguiti dalla visita all’Etru

roma_villa-giulia_incontri-con-beethoven_2024_locandinaTorna la grande musica per il quarto anno consecutivo al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia dal 3 al 7 settembre 2024. Dopo Schubert e Mozart la rassegna concertistica “Incontri con la Musica” al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, a cura di Promu All for Music, sarà dedicata a un pilastro della cultura musicale mondiale, il grande compositore Ludwig van Beethoven, il quale verrà rappresentato non solo attraverso le sue opere, dalle più rare alle più conosciute, ma anche attraverso il rapporto con il suo milieu culturale, gli epigoni. Ingresso a partire dalle 19.30. Inizio concerti: 20.15. Tutti i concerti saranno presentati e introdotti dalle guide all’ascolto del compositore e divulgatore Francesco Antonioni in dialogo con personalità del mondo della cultura. Dopo il concerto sarà possibile visitare le collezioni museali fino alle 23.30 accompagnati dal personale del Museo. Il costo del biglietto (10 euro) include l’ingresso al Museo e al concerto con posto a sedere non numerato. Biglietti acquistabili su: INCONTRI CON LA MUSICA – MUSEO NAZIONALE ETRUSCO DI VILLA GIULIA. Per gli abbonati al Museo e gli aventi diritto alle agevolazioni per l’ingresso nei luoghi della cultura (elenco consultabile su: Agevolazioni per l’ingresso – Ministero della cultura) è possibile prenotarsi direttamente scrivendo a eventi@promu.it. La prenotazione del biglietto di ingresso al Museo prevede il ritiro del ticket presso la sede museale.

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Incontri con la musica 2022 a Villa Giulia: I solisti di Pavia nel cortile rinascimentale (foto Flavio Ianniello)

Nel cortile rinascimentale di Villa Giulia, residenza suburbana di Papa Giulio III e capolavoro del manierismo romano di metà ‘500 e opera di Vasari, Vignola, Ammannati e Michelangelo, oggi sede del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e custode della più importante raccolta etrusca al mondo, il pubblico potrà assistere, come ormai da consuetudine, a cinque concerti preziosi quanto il luogo che li ospita. “Villa Giulia si prepara ad accogliere per la quarta edizione una nuova rassegna concertistica di altissimo livello che ci riporta allo spirito artistico e musicale della tradizione classica”, afferma la direttrice del Museo, Luana Toniolo. “Vogliamo rendere nuovamente Villa Giulia un luogo culturalmente vivo, aperto alle molteplici forme e declinazioni delle arti che qui possono trovare stimolo ed espressione. Rinnoviamo dunque la collaborazione con Promu – All For Music che ha saputo leggere la modernità di questo luogo, elevandolo nuovamente a sede privilegiata di incontro fra le arti, e dove la musica, linguaggio universale per eccellenza, riesce a tradursi in tutta la sua potenza”.

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Il Trio di Parma a “Incontri con la Musica” 2024 di Villa Giulia (foto etru)

Si parte martedì 3 settembre 2024 con il primo concerto: il celebre Trio di Parma, che ha in sé al violoncello l’eccellente Enrico Bronzi, eseguirà le rare “Variazioni Kadaku”, opera giovanile sul Lied settecentesco “Ich bin der Schneider Kadaku” (Io sono il sarto Kadaku), rivisto e pubblicato in tarda età da Beethoven, per chiudere con “L’Arciduca”, dedicato all’allievo e mecenate Rodolfo D’Asburgo, opera monumento della maturità espressiva beethoveniana.

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Enrico Pace a “Incontri con la Musica” 2024 di Villa Giulia (foto Marco Borggreve)

Anche il programma del pianista Enrico Pace, mercoledì 4 settembre 2024, ripercorrerà il Beethoven più celebre, con la grande sonata “Waldstein”, accostandola a brani meno noti come la “Fantasia” dall’arcaico sapore settecentesco o il Beethoven miniaturista delle “Bagatelle”.

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Sergej Krylov a “Incontri con la Musica” 2024 di Villa Giulia (foto etru)

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Beatrice Magnani a “Incontri con la Musica” 2024 di Villa Giulia (foto etru)

Giovedì 5 settembre 2024, Sergej Krylov (violino), Beatrice Magnani (pianoforte) propongono la Sonata per violino e pianoforte n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 12 Sonata per violino e pianoforte n. 4 in la minore, op. 23 Fritz Kreisler: Capriccio viennese op. 2 La Précieuse Rondino su un tema di Beethoven La Gitana.

FOTO © IANNIELLO

Mirus Quartet a “Incontri con la Musica” (foto Flavio Ianniello)

E il Quartetto Mirus, venerdì 6 settembre 2024, al grande di Bonn associa il giovane Mendelssohn proprio nel momento in cui egli si confronta con la pesante eredità beethoveniana: di Ludwig van Beethoven il Quartetto per archi n. 11 in fa minore, op. 95 “Serioso”; di Felix Mendelssohn-Bartholdy il Quartetto per archi n. 2 in la minore, op. 13.

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L’Orchestra Sinfonica Rossini a “Incontri con la Musica” 2024 di Villa Giulia (foto etru)

Più curioso l’abbinamento scelto per l’Orchestra Sinfonica G. Rossini di Pesaro, sabato 8 settembre 2024, dove l’apertura con l’Ouverture del “Barbiere” non è solo un omaggio all’identità della nota compagine orchestrale, bensì raccoglie l’aneddoto reso noto da Wagner nel 1860 secondo cui Rossini avrebbe incontrato a Vienna Beethoven vecchio e malato nel 1822, ricevendone lodi proprio per questa opera buffa. Segue dunque una pagina orchestrale tra le più trascurate di Beethoven: l’allegra, spigliata e indubbiamente neoclassica ouverture dal balletto mitologico viennese “Le Creature di Prometeo”, per chiudere infine con la celeberrima Sinfonia N.7, considerata unanimemente una delle musiche più belle mai scritte.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia il convegno “Le lamine di Pyrgi 60 anni dopo la scoperta: scavi ricerche e significato”: l’anniversario dell’evento viene ricordato con la testimonianza di chi ha presenziato alla celebre scoperta e con interventi sul suo significato

roma_villa-giulia_le-lamine-di-pyrgi-60-anni-dopo-la-scoperta_locandina“Era l’8 luglio 1964 e mancava poco a mezzogiorno quando l’oro di tre lamine accuratamente ripiegate su se stesse brillò sotto i delicati colpi di piccone di Oreste Brandolini, il decano degli scavatori specializzati di Pyrgi”: comincia così il racconto di Maria Paola Guidobaldi, responsabile delle collezioni del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, che ricorda l’eccezionale scoperta – giusto 60 anni fa: 8 luglio 1964 – 8 luglio 2024 – delle tre lamine d’oro, avvolte sui chiodi usati per affiggerle nell’ambito degli scavi del santuario di Pyrgi, in un’area a lato del Tempio B. Martedì 9 luglio 2024, alle 16.30, nella sala della Fortuna del museo di Villa Giulia, la scoperta delle lamine d’oro di Pyrgi viene ricordato nel convegno “Le lamine di Pyrgi 60 anni dopo la scoperta: scavi ricerche e significato”. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per info e prenotazioni mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Seguirà una visita guidata alla sezione dedicata a Pyrgi.

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Scoperta delle lamine d’oro a Pyrgi: M. Pallottino, G. Colonna, E. Di Paolo e altri all’indomani dell’eccezionale rinvenimento (foto uni-sapienza)

“Sullo scavo, condotto in concessione alla cattedra di Etruscologia dell’università di Roma La Sapienza, e intrapreso nel 1957 per iniziativa di Massimo Pallottino come uno dei grandi scavi dell’Ateneo”, ricorda Maria Paola Guidobaldi, “erano presenti la dottoressa Falconi che si precipitò a darne notizia telefonica a Massimo Pallottino. La dottoressa Rallo e gli studenti Piero Guzzo e Maristella Pandolfini. Giovanni Colonna in ricognizione nella zona sopraggiunse immediatamente dopo. Quella scoperta epocale non solo ha permesso una migliore comprensione della lingua etrusca, ma ha fornito informazioni fondamentali sulla fondazione del tempio più antico del santuario monumentale di Pyrgi, quello indicato negli studi come Tempio B.

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Le tre lamine d’oro di Pyrgi: due con iscrizione in etrusco, una in fenicio (foto uni-sapienza)

“Quelle preziose iscrizioni, due in lingua etrusca e una in fenicio, traduzione non letterale del testo etrusco più lungo”, spiega Guidobaldi, “ci dicono infatti che introno al 510 a.C. Thefarie Velianas, tiranno di Caere, re di Caere in fenicio, dedica quel luogo di culto per ringraziare una divinità femminile chiamata Uni in etrusco e Astarte in fenicio, per aver favorito tre anni prima la sua ascesa al potere. Quando nel III sec. a.C. il Tempio B fu demolito, le tre lamine furono accuratamente arrotolate su ste stesse e sepolte in un’area adiacente.

“Il programma decorativo del Tempio B, ricostruito sulla base della decorazione architettonica in terracotta dipinta”, sottolinea Guidobaldi, “appare incentrato sulla mitologia di Eracle, l’eroe coraggioso e indomito che con impareggiabile forza fisica aveva superato i limiti concessi all’uomo e che perciò, al termine delle sue imprese, con il favore degli dei, aveva potuto finalmente accedere all’Olimpo. La sua apoteosi diventa perciò simbolo dell’investitura divina del potere di Thefarie Velianas conquistato con il favore della dea Uni-Astarte, come appunto le lamine iscritte raccontano.

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La vetrina della sala 13B del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con le tre lamine d’oro di Pyrgi e i chiodi utilizzati per fissarle (foto etru)

“Le lamine sono esposte insieme ai chiodini con cui erano in origine affisse su uno stipite della porta del tempio in una sala del piano terra del museo di Villa Giulia”, conclude Guidobaldi, “precisamente nella sala 13B interamente dedicata al santuario di Pyrgi, lo scalo marittimo dell’antica Caere-Cerveteri, presso il castello di Santa Severa, autentica proiezione sul mare di questa importantissima città dell’Etruria meridionale e frequentato soprattutto da mercanti greci e fenici”.

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Una recente campagna di scavo al santuario di Pyrgi condotta dall’università Sapienza di Roma fin dal 1957 (foto uni sapienza)

Convegno “Le lamine di Pyrgi 60 anni dopo la scoperta: scavi ricerche e significato”. Cosa veniva dedicato nel santuario? Chi era l’autore di una dedica così preziosa? Si poteva finalmente contare su una traduzione dell’etrusco attraverso il fenicio? Che ruolo avevano i Fenici in luogo sacro nei pressi di Cerveteri? Il 9 luglio 2024, alle 16.30, l’anniversario dell’evento viene ricordato con la testimonianza di chi ha presenziato alla celebre scoperta e con interventi sul suo significato. Introduce i lavori Luana Toniolo, direttrice del museo di Villa Giulia. Intervengono: Maristella Pandolfini su “Le lamine di Pyrgi. Ricordo della scoperta”; Vincenzo Bellelli su “Le lamine di Pyrgi e la storia di Thefarie Velianas alla luce di quarant’anni di archeologia urbana a Cerveteri”; Paolo Xella su “L’iscrizione fenicia di Pyrgi”; Daniele Federico Maras su “Il dono di Thefarie e la ricerca dell’immortalità”; Enrico Benelli su “Le lamine di Pyrgi e il contributo allo studio dell’etrusco”; Laura Michetti su “La Sapienza a Pyrgi 60 anni dopo la scoperta delle lamine: ricerche in corso e future prospettive”.

 

Roma. Per “Speciale Villa Poniatowski”, visita guidata “Le collezioni di villa Poniatowski” con la direttrice Luana Toniolo compresa nel biglietto d’ingresso. Ecco il programma di luglio

roma_villa-giulia_villa-poniatowski_visita-guidata-le-collezioni-di-villa-poniatowski_locandinaPer “Speciale villa Poniatowski”, visita guidata “Le collezioni di villa Poniatowski” con la direttrice Luana Toniolo compresa nel biglietto d’ingresso. Appuntamento venerdì 5 luglio 2024, alle 17, all’accoglienza di Villa Giulia. Il biglietto si acquista nella sede di Villa Giulia. Posti limitati. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Sarà possibile prenotarsi direttamente in sede, salvo disponibilità.
roma_villa-giulia_villa-poniatowski_speciale-visite-guidate_locandinaLe visite guidate a Villa Poniatowski e alle sue collezioni continuano per tutto il mese di luglio: 6 luglio 2024, “Le tante vite di Villa Poniatowski: un pomeriggio tra storia e archeologia” a cura di Francesca Mazzoncini; 12 luglio 2024, “Secoli di storie a Villa Poniatowski: l’edificio e le sue collezioni” a cura di Luca Mazzocco; 19 luglio 2024, “Da Giulio III al principe Poniatowski: le trasformazioni di una villa fuori porta” a cura di Francesca Montuori; 20 luglio 2024, “Italici, non solo Etruschi” a cura di Chiara Cecot; 26 luglio 2024, “Dei, principi e guerrieri a Villa Poniatowski” a cura di Mariacristina Masci; 27 luglio 2024, “La moda dei popoli italici: storia di uno stile e influenze straniere” a cura di Valentina Billante.

Roma. Per GEA 2024 al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia focus sulla statua di Latona da Veio, opera identitaria del Museo, a conclusione dei recenti restauri: conferenze, visite guidate, letture e laboratori didattici

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Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia dedica l’edizione 2024 delle le Giornate Europee dell’Archeologia alla presentazione dei risultati del delicato intervento di restauro compiuto sulla statua di Latona da Veio. Opera identitaria del Museo, eccezionale scultura in terracotta policroma risalente al 510-500 a.C., appartenente al gruppo del santuario di Portonaccio e collocata sul colmo del tetto del Tempio assieme alla statua dell’Apollo, a quella di Eracle e di Hermes.  Grazie alla partnership culturale con Studio Legale Carbonetti e Associati che ha sostenuto l’intervento conservativo, oggi la Latona può mostrarsi al pubblico in una veste rinnovata, recuperando la policromia originale, dettagli anatomici e sfumature delle vesti che erano andati perduti o coperti dal precedente restauro risalente a circa 60 anni fa. L’intervento ha portato a risultati importanti e sollevato riflessioni e spunti di ricerca. Un fine settimana all’insegna della scoperta di Latona fra conferenze, visite guidate, letture e laboratori didattici per bambini, per esplorare il mito e la storia, ripercorrere le fasi della scoperta sensazionale avvenuta nel 1939 e ammirare da molto vicino i risultati di questo straordinario lavoro che ha richiesto impegno e ha restituito emozione e soddisfazione.

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La statua della Latona di Veio durante i restauri al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto graziano tavan)

Dopo l’intenso programma di venerdì 14 giugno 2024, con la conferenza “La Latona di Veio. La conclusione del restauro: risultati e nuove riflessioni” con Luana Toniolo, direttrice museo ETRU; Francesco Carbonetti, Studio Legale Carbonetti e Associati; Vittoria Lecce, responsabile Servizi Educativi e Depositi del museo ETRU; Miriam Lamonaca, responsabile Servizio Conservazione del museo ETRU; Sante Guido, restauratore; e la visita guidata “A tu per tu con Latona” a cura di Romina Laurito e Sante Guido; anche il programma di sabato 15 giugno 2024 si presenta interessante. Alle 11, visita tematica con letture “Racconti dal Santuario di Portonaccio tra culto e restauro” a cura di Alessandra Leonardi e Martina Monni (Servizi Educativi); 11.30, laboratorio didattico “RestauriAmo”: i bambini vestono i panni del restauratore e provano a ricomporre i frammenti di un vaso e riportarlo alla sua forma originaria. A cura di Martina Monni (Servizi Educativi). Età consigliata dai 5 agli 11 anni. Alle 17, visita tematica “Il santuario del Portonaccio a Veio: dai culti antichi al più recente restauro della Latona” a cura di Valeria de Scarpis. Tutti gli eventi sono gratuiti, compresi nel biglietto di ingresso al Museo. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it, specificando l’iniziativa che si intende prenotare.