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Archeologia subacquea: indagini di Ca’ Foscari (Ve) su tre relitti di età romana nelle acque profonde del Tirreno. Tra i reperti recuperati anfore dal IV al I secolo a.C. e poi coppi e tegole

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Un dolium e anfore Dressel 1 parte del carico del relitto Dae 27 a oltre 600 metri di profondità nelle acque tra l’Elba e Pianosa (foto unive)

Anfore dal IV al I secolo a.C. e poi coppi e tegole sono alcuni dei reperti recuperati nella nuova breve campagna di indagini su tre relitti di età romana affondati negli alti fondali del mar Tirreno dell’università Ca’ Foscari di Venezia. Ne dà notizia Federica Ferrarin sul numero della rivista on line CfNews del 20 agosto 2024. A fine luglio 2024, infatti, il dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari Venezia, a seguito di decreto di concessione di ricerche del ministero della Cultura, ha portato a termine una nuova breve campagna di indagini su relitti di età romana affondati negli alti fondali del Mar Tirreno. Il progetto è condotto dal prof. Carlo Beltrame e dalla dott.ssa Elisa Costa, in collaborazione con Fondazione Azionemare, ing. Guido Gay, e sotto la sorveglianza della soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo e della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno, dott.ssa Lorella Alderighi. Quest’anno, la sinergia tra le tecnologie avanzate della Fondazione e le competenze scientifiche del DSU ha permesso di documentare e studiare ben tre relitti profondi di età antica, individuati in precedenza da Azionemare.

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Uno dei veicoli filoguidati usati per l’esplorazione e il recupero dei materiali nelle acque profinde del mar Tirreno nella missione archoelogica dell’università Ca’ Foscari (foto unive)

I ROV abissali Multi Pluto e Pluto Palla (sorta di veicoli filoguidati dotati di telecamera e braccio per recuperi), movimentati dal catamarano Daedalus, hanno consentito di esplorare il relitto Dae 27, un carico di tegole e coppi e anfore posto a oltre 600 metri di profondità nelle acque tra l’Elba e Pianosa, recuperando dei campioni di materiale trasportato; in particolare sono stati portati alla luce dalle profondità una tegola, un coppo, un’anfora Dressel 1 e una brocca monoansata. Questo materiale, che verrà presto studiato dalla prof.ssa Gloria Olcese, dell’università Statale di Milano, e dalla dottoranda Caterina Tomizza, permette una prima datazione del naufragio tra II e I secolo a.C.

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Anfore greco-arcaiche parte del carico del relitto Dae 7 che come il Dae 39 sono nelle acque profonde tra l’isola della Gorgona e Capo Corso (foto unive)

Sono quindi iniziate due nuove indagini sui relitti Dae 7 e Dae 39, entrambi posti nelle acque profonde tra l’isola della Gorgona e Capo Corso. Il primo è un interessante carico di centinaia di anfore greco-italiche datate al IV e III secolo a.C. che giace a oltre 400 metri di profondità e dal quale è stata recuperata un’anfora.

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La dott.ssa Elisa Costa e l’ing. Guido Gay con alcuni reperti recuperati dai relitti romani nelle acque profinde del mar Tirreno (foto unive)

Purtroppo rispetto ai primi video realizzati da Azionemare nel 2010, al momento della scoperta, il sito giace ora in condizioni peggiori, con un alto numero di anfore frammentate; il dato non sorprende considerando che le batimetrie fino a circa 400 metri sono molto più soggette alla pesca a strascico. Il secondo contesto invece, trovandosi molto al largo e a quasi 600 metri di profondità, è stato intaccato solo marginalmente dalle reti e risulta ben conservato. Il carico è composto da centinaia di anfore Dressel 1B, databili al I secolo a.C., una delle quali è stata recuperata in questa campagna assieme a una brocca monoansata. Tutti i reperti sono oggetto di deposito temporaneo per studio. Sui relitti è stato realizzato un rilievo digitale attraverso la tecnica fotogrammetrica che permette di ottenere un modello tridimensionale scalato e misurabile del carico, peraltro molto realistico, utile allo studio, in laboratorio, del volume e della portata di queste imbarcazioni. La collaborazione tra istituzioni impegnate nel campo di beni culturali sommersi e una Fondazione specializzata nel settore della ricerca in acque profonde sta dimostrando come, unendo le forze, sia possibile, da un lato, fare ricerca per conoscere meglio vari aspetti della circolazione dei beni e della navigazione attraverso il Tirreno in età romana, dall’altro, fare tutela monitorando un patrimonio archeologico raggiungibile solo attraverso tecnologie avanzate.

Rosignano Marittimo (Li). Al via il festival “Vivere l’archeologia”, 8 giorni per promuovere e valorizzare i paesaggi e il patrimonio archeologico del territorio , con open days degli scavi, visite guidate e dialoghi con gli archeologi, conferenze, dibattiti, presentazioni di libri, laboratori didattici, rievocazioni, spettacoli dal vivo, mercato romano e degustazioni ispirate alla cucina romana

rosignano-marittimo_unipisa_festival-vivere-l-archeologia-2024_locandinaDal 28 luglio al 4 agosto 2024 a Rosignano Marittimo (Li) torna “Vivere l’archeologia”, festival organizzato dal Comune di Rosignano Marittimo e dal museo civico Archeologico “Palazzo Bombardieri”, in collaborazione con l’insegnamento di Topografia antica del dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’università di Pisa, allo scopo di promuovere e valorizzare i paesaggi e il patrimonio archeologico del territorio di Rosignano, che comprende l’antico centro portuale di Vada Volaterrana e i due importanti musei archeologici di Rosignano Marittimo e Castiglioncello, e di condividere con la comunità il senso e il valore dell’archeologia nella società contemporanea. Giunto alla quarta edizione, il Festival prevede un programma ricco di appuntamenti, con open days degli scavi, visite guidate e dialoghi con gli archeologi, conferenze, dibattiti, presentazioni di libri, laboratori didattici, rievocazioni, spettacoli dal vivo, mercato romano e degustazioni ispirate alla cucina romana.

PROGRAMMA DOMENICA 28 LUGLIO 2024, alle 19, al museo civico Archeologico di Rosignano Marittimo: ImmersiVada VR Experience, inaugurazione della nuova sala immersiva del museo civico Archeologico di Rosignano Marittimo, per esplorare gli edifici di un quartiere dell’antico porto romano di Vada Volaterrana. Interverranno Carolina Megale (museo civico Archeologico di Rosignano Marittimo), Anna Maria Marras (International Council Of Museums – ICOM) e Andrea Lippi (Digitalismi). “ABC…Archeologia Bene Comune”, brevi dialoghi sul valore dell’archeologia per la comunità, in collaborazione con il Sistema dei Musei e Parchi Partecipativi della Toscana.

PROGRAMMA LUNEDÌ 29 LUGLIO 2024, alle 18.30, al museo Archeologico nazionale di Castiglioncello: “All inclusive: il ruolo sociale del museo”, ne parlano Giorgio Corretti (UOC Psichiatria Cecina Piombino Elba), Ania Franceschi (associazione Comunicare per Crescere), Carolina Megale (museo civico Archeologico di Rosignano Marittimo), Marinella Zagaglia (AIMA Costa degli Etruschi), Andrea Apostolo (RSA Bastia), Luca Carli Ballola (Musei Toscani per l’Alzheimer), Chiara Raugi (Pubblica Assistenza di Piombino). Aperitivo a cura di L’Apicio. Degustazioni archeogastronomiche e dell’associazione Amici del Museo Archeologico di Rosignano Marittimo.

PROGRAMMA MARTEDÌ 30 LUGLIO 2024, alle 18.30, al museo Archeologico nazionale di Castiglioncello: “Tra archeologia e biodiversità: le ricerche scientifiche in corso nel territorio di Rosignano”, ne parlano Lorella Alderighi (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno), Simonetta Menchelli (università di Pisa), Domingo Belcari (università di Pisa), Francesco Pagliani (università di Firenze), Enrico Cirelli (università di Bologna), Simone Cai (Comitato Tutela Secche di Vada), Ugo Nesti (Comitato Tutela Secche di Vada). Aperitivo a cura di L’Apicio. Degustazioni archeogastronomiche e dell’associazione Amici del Museo Archeologico di Rosignano Marittimo. Alle 21.30, nell’anfiteatro del Parco di Castello Pasquini, conferenza “Scoperte e riscoperte dal territorio”.

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 31 LUGLIO 2024, alle 18.30, al museo Archeologico nazionale di Castiglioncello: “I bronzi da San Casciano a Rosignano: contesti di scavo e analisi isotopiche”, ne parlano Jacopo Tabolli e Mattia Bischeri (università per Stranieri di Siena), Carolina Megale (museo civico Archeologico di Rosignano Marittimo), Carlo Monti (ET&EC SAGL) e Alessandro Lenzi (museo di Storia naturale di Rosignano), modera Edina Regoli (già museo civico Archeologico di Rosignano Marittimo).

PROGRAMMA GIOVEDÌ 1° AGOSTO 2024, alle 18.30, al museo Archeologico nazionale di Castiglioncello: “Il tesoro di Suese e il denaro dei Romani”, ne parlano Lorella Alderighi (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno), Fiorenzo Catalli (già Gabinetto Numismatico del museo Archeologico nazionale di Firenze), modera Simonetta Menchelli (università di Pisa).

PROGRAMMA VENERDÌ 2 AGOSTO 2024, alle 18.30, al museo Archeologico nazionale di Castiglioncello: “Gli Argonauti dell’era dei dinosauri: la conquista degli abissi raccontata dai fossili della Toscana e dell’Emilia Romagna”, ne parlano Andrea Baucon (università di Genova), Girolamo Lo Russo (museo di Storia naturale di Piacenza), modera Angelo Cimarosti (ArchaeoReporter).

PROGRAMMA SABATO 2 E DOMENICA 3 AGOSTO 2024, ore 16.30-21.30, area archeologica di San Gaetano di Vada “Vivere l’archeologia a Vada Volaterrana”. OPEN DAYS: gli archeologi raccontano a cura dell’università di Pisa. Stand sui metodi della ricerca archeologica sul campo e in laboratorio, in particolare: il mestiere dell’archeologo; la vita degli antichi abitanti di Vada attraverso i reperti; le sepolture; le attività di archeologia subacquea. Visite guidate degli scavi: 17, 18, 19.00 (italiano), 18.30 (inglese). GIOCAFESTIVAL Area didattica con attività e laboratori per bambini e famiglie: “ Uno sporco mestiere!”, scavo didattico simulato a cura del museo Archeologico di Rosignano. Laboratori ludico-educativi: Piccoli legionari crescono, Gladiatori da piccoli, Scripta manent a cura di Suodales; Il corriveloce: un giocattolo antico a cura di Valter Fattorini; Il laboratorio del mosaicista a cura del laboratorio di restauro del museo Archeologico di Rosignano; Laboratori sulla biodiversità a cura del Centro di Educazione Ambientale. AREA MERCATO Ricostruzione di un mercato romano con stand, tabernae, rievocazioni e spettacoli dal vivo. Argentarius cambio denari; Antiche fragranze a cura del Gruppo Archeologico Massarosese; Il Convivio archeogastronomico di Laura Mussi; Archeologia sonora e strumenti musicali del mondo antico di Francesco Landucci; Miliarium 0 dell’Associazione Amici del Museo; Abacus: i conti tornano! di Antonio Olivieri; I gioielli dei Vettii di Fondazione Aglaia E molto altro…

PROGRAMMA SABATO 2 AGOSTO 2024, area archeologica di San Gaetano di Vada “Vivere l’archeologia a Vada Volaterrana”: alle 18.30, WOW! Comunicare l’archeologia, dibattito a cura di Angelo Cimarosti (ArchaeoReporter), a partire dal libro “L’arte che parla. Radio e podcast per la valorizzazione dei beni culturali” (Edipuglia 2024) di Cinzia Dal Maso (Centro Studi per l’Archeologia Pubblica – Archeostorie). Aperitivo a cura di L’Apicio. Degustazioni archeogastronomiche, in collaborazione con Amici del Museo Archeologico di Rosignano Marittimo.

PROGRAMMA DOMENICA 3 AGOSTO 2024, area archeologica di San Gaetano di Vada “Vivere l’archeologia a Vada Volaterrana”: alle 18.30, letture nella storia a cura del gruppo di lettura della Biblioteca comunale di Rosignano Marittimo. Aperitivo a cura di L’Apicio. Degustazioni archeogastronomiche, in collaborazione con Amici del Museo Archeologico di Rosignano Marittimo. TABERNA ROMANA Degustazione di cibi e sapori ispirati alla cucina romana tramandata dal gastronomo Apicio.

Toscana. Nella villa romana dell’Oratorio nel Comune di Capraia e Limite scoperti pavimenti a mosaico con caccia al cinghiale, figure di animali e motivi geometrici e vegetali

Il grande pavimento musivo con la caccia al cinghiale trovato nella villa romana dell'Oratorio

Il grande pavimento musivo con la caccia al cinghiale trovato nella villa romana dell’Oratorio in provincia di Firenze

Il progetto prevedeva il restauro e la musealizzazione del sito della villa romana dell’Oratorio, nel Comune di Capraia e Limite in provincia di Firenze, ma il risultato ha superato le aspettative dell’èquipe dell’università di Pisa, diretta dal professore Federico Cantini del dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, in collaborazione con la soprintendenza Archeologia della Toscana: scoperto un nuovo pavimento musivo caratterizzata da diversi tipi di decorazioni, tra le quali spiccano ottagoni con al centro figure animali e un busto umano, e cornici composte da motivi geometrici e vegetali.

Ottagono musivo con figure animali dalla villa romana dell'Oratorio

Ottagono musivo con figure animali dalla villa romana dell’Oratorio

“La grande villa romana dell’Oratorio è un sito di eccezionale importanza che getta nuova luce sulle residenze delle ultime aristocrazie senatorie vissute tra il IV e il V secolo”, spiega Cantini. “Il complesso ha avuto una importante fase di monumentalizzazione in età tardo antica, quando, come testimonia il frammento di un’iscrizione, doveva appartenere alla famiglia dei Vetti e probabilmente allo stesso Vettio Agorio Pretestato, che fu corrector Tusciae et Umbriae prima del 362 e praefectus urbi nel 384, anno della sua morte”. Durante le precedenti campagne di scavo condotte dal 2010 al 2014, i ricercatori avevano scoperto una grande aula absidata con pavimento musivo policromo, al centro del quale è collocato un pannello con una scena di “venatio apri”, cioè una caccia al cinghiale. Quest’ultimo ritrovamento, avvenuto a fine agosto, consente di ricostruire la pianta di una nuova parte della villa, che doveva essere costituita da una struttura esagonale con sale che si affacciavano su un ambiente centrale.

Il busto umano raffigurato all'interno di una cornice ottagona sul pavimento musivo della villa dell'Oratorio

Il busto umano raffigurato all’interno di una cornice ottagona sul pavimento musivo della villa dell’Oratorio

“Questa nuova scoperta”, sottolinea Lorella Alderighi della soprintendenza, “rafforza la valenza culturale ed economica in età romana, come già in età etrusca, di un’area considerata fino a poco tempo fa di limitata importanza per tutto il periodo imperiale, ma che, a seguito di una recente e intensa attività di ricerca sul campo e degli studi sul commercio e sui trasporti di merci e suppellettili nel medio Valdarno, sta dimostrando la propria centralità soprattutto nel periodo del tardo impero, considerato a torto un’epoca di decadenza commerciale e culturale”. “Siamo orgogliosi di queste nuove scoperte seguite alla campagna di scavi sul sito Le Muriccia di Limite sull’Arno”, conclude Alessandro Giunti sindaco del Comune Capraia e Limite. “Già il ritrovamento del mosaico policromo intatto di alcuni anni fa, ci aveva dato numerose soddisfazioni. Adesso lavoreremo nel tempo per tutelare, valorizzare e rendere fruibile alla cittadinanza il sito, che è un patrimonio storico, artistico e culturale di prim’ordine”.