Taranto. Prorogata la mostra “Recuperati dagli abissi. Il relitto alto-arcaico del Canale d’Otranto” nell’ex Convento di Sant’Antonio a Taranto, sede della soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo con i resti del carico del relitto del VII sec. a.C. scoperto a 780 metri di profondità

Locandina della mostra “Recuperati dagli abissi. Il relitto alto-arcaico del canale di Otranto” all’ex convento di Sant’Antonio di Taranto
Prorogata fino al 28 marzo 2025 la mostra “Recuperati dagli abissi. Il relitto alto-arcaico del Canale d’Otranto” nell’ex Convento di Sant’Antonio a Taranto, sede della soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo, con i resti del carico di un’imbarcazione datata ai primi decenni del VII sec. a.C., naufragata nel Canale d’Otranto a 22 miglia dalla costa, e rinvenuti durante i lavori per l’installazione del gasdotto TAP tra le coste albanesi e quelle italiane, a circa 780 metri di profondità nel 2021 (vedi Relitto del Canale di Otranto a 780 metri di profondità: i primi reperti studiati confermano che è un ritrovamento unico, che racconta le fasi più antiche del commercio mediterraneo agli albori della Magna Grecia. Franceschini: più fondi all’archeologia subacquea e si recuperi tutto il carico naufragato | archeologiavocidalpassato).

L’allestimento della la mostra “Recuperati dagli abissi. Il relitto alto-arcaico del Canale d’Otranto” nell’ex Convento di Sant’Antonio a Taranto, sede della soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo (foto patrimonio subacqueo)
La mostra “Recuperati dagli abissi. Il relitto alto-arcaico del Canale d’Otranto” è stata aperta al pubblico il 20 giugno 2023, e quasi un anno dopo è stato presentato il catalogo a cura di Barbara Davidde (vedi Napoli. All’università L’Orientale il prof. Valentino Nizzo presenta il libro “Recuperati dagli abissi: Il relitto alto-arcaico del Canale d’Otranto” di Barbara Davidde. In presenza e on-line | archeologiavocidalpassato). Il sito archeologico subacqueo consiste nei resti del naufragio di un’antica imbarcazione datata ai primi decenni del VII sec. a.C., naufragata con il suo carico nel Canale d’Otranto a 22 miglia dalla costa, a 780 metri di profondità. Esso è stato individuato nel corso delle attività di archeologia preventiva messe in campo negli anni 2018-2019 dall’allora soprintendenza ABAP per le province di Brindisi Lecce e Taranto, preliminari alla posa in opera della condotta sottomarina del gasdotto TAP e ha visto l’utilizzo di tecnologie innovative utilizzate in ambito industriale.

Copertina del libro “Recuperati dagli Abissi. Il relitto alto-arcaico del Canale d’Otranto”
Il libro, curato dall’allora soprintendente Barbara Davidde Petriaggi, accoglie saggi dedicati alla storia e all’archeologia della Magna Grecia, con particolare riferimento alle rotte e ai commerci transmarini in età alto-arcaica. Vi sono ospitati, inoltre, i risultati delle analisi scientifiche condotte sul vasellame di manifattura corinzia e sul loro contenuto (vino e olive, attestate dai noccioli rinvenuti all’interno delle anfore) e i dati relativi al restauro e allo studio dei reperti archeologici recuperati, costituiti da contenitori da trasporto, quali pithoi, anfore, brocche e ceramica fine da mensa (skyphoi). Una parte del volume è dedicata all’analisi dei metodi e degli strumenti utilizzati per l’esplorazione dei siti archeologici sommersi, al recupero dei manufatti archeologici in alto fondale e all’uso delle nuove tecnologie per lo studio e la valorizzazione del patrimonio culturale subacqueo. Questo ritrovamento colma un vuoto nella documentazione dei relitti greci di età alto-arcaica attestati fino ad oggi nel Mediterraneo e getta nuova luce sui contatti che si irradiavano dalla Grecia, Corinto in particolare, verso le coste della Puglia.
Roma. Al complesso di San Michele per i “Percorsi di lettura dell’ICA” presentazione, anche on line, del libro a cura di Barbara Davidde Petriaggi “Recuperati dagli Abissi. Il relitto alto-arcaico del Canale d’Otranto”, catalogo della mostra sull’importante scoperta di archeologia subacquea
Nuovo appuntamento con i “Percorsi di lettura dell’Istituto centrale per l’archeologia”. Martedì 5 dicembre 2023, alle 16, a Roma, nella sala conferenze della Biblioteca delle Arti del Complesso monumentale del San Michele, presentazione del libro a cura di Barbara Davidde Petriaggi “Recuperati dagli Abissi. Il relitto alto-arcaico del Canale d’Otranto”. Si ripercorrerà un’importante scoperta di archeologia subacquea che ha consentito di gettare nuova luce sulla storia della Magna Grecia. Si tratta del rinvenimento di un relitto, riferibile ai primi decenni del VII secolo a.C., il cui carico è costituito da ceramiche di manifattura corinzia, in particolare contenitori per il trasporto di derrate alimentari e ceramica fine da mensa. Il ritrovamento è avvenuto a circa 780 metri di profondità, nell’ambito delle attività di archeologia preventiva finalizzate all’installazione del gasdotto TAP, Trans Adriatic Pipeline, tra le coste albanesi e quelle italiane. Il ritrovamento ha restituito il carico di un relitto riferibile ai primi decenni del VII secolo a.C., il cui carico è costituito da ceramiche di manifattura corinzia, in particolare contenitori per il trasporto di derrate alimentari e ceramica fine da mensa (vedi Relitto del Canale di Otranto a 780 metri di profondità: i primi reperti studiati confermano che è un ritrovamento unico, che racconta le fasi più antiche del commercio mediterraneo agli albori della Magna Grecia. Franceschini: più fondi all’archeologia subacquea e si recuperi tutto il carico naufragato | archeologiavocidalpassato). Il programma prevede il saluto di Luigi La Rocca, a capo della direzione generale Archeologia Belle arti e paesaggio, e di Luca Schieppati, Managing Director di TAP. A seguire la presentazione, a cura di Elena Calandra, direttore dell’Istituto Centrale per l’Archeologia (ICA), e di Alessandro Naso, professore ordinario di Etruscologia e Antichità italiche all’università di Napoli “Federico II”. In chiusura la soprintendente Barbara Davidde Petriaggi illustrerà il ritrovamento commentandone le tappe significative attraverso le suggestive immagini scattate durante i lavori. La presentazione del volume “Recuperati dagli Abissi. Il relitto alto-arcaico del Canale d’Otranto” sarà fruibile anche online al seguente link: stream.lifesizecloud.com/extension/3227537/1d50744f-8696-492c-929e-41da98f56a55 e, in differita, sui canali social dell’ICA.

Una fase della pulizia di un vaso recuperato dal Relitto alto-arcaico del Canale di Otranto (foto patrimonio subacqueo)
La proficua collaborazione tra la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Brindisi Lecce e Taranto e TAP, che ha fornito il necessario supporto tecnico, logistico e operativo, ha permesso il recupero dei reperti tra il 2018 e il 2019. Nel 2021 la soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo con il sostegno di TAP ha avviato lo studio del sito archeologico sommerso e dei manufatti e ha progettato e realizzato il restauro e la valorizzazione del carico, con una mostra e con la pubblicazione del catalogo.
La mostra in corso a Taranto nell’ex Convento Sant’Antonio fino al 31 dicembre 2023, grazie a un allestimento immersivo ed emozionale porta il visitatore negli abissi del Mar Mediterraneo e si avvale di moderne tecnologie digitali di stampa 3D, installazioni tattili e di realtà virtuale, ma anche di narrazioni che completano la suggestiva esposizione dei reperti ceramici. Tra questi figura, oltre a quelli di produzione corinzia recuperati dall’abisso, anche una selezione di reperti, anch’essi corinzi, provenienti da siti archeologici di Taranto e del Salento.

Copertina del libro “Recuperati dagli Abissi. Il relitto alto-arcaico del Canale d’Otranto”
“Recuperati dagli Abissi. Il relitto alto-arcaico del Canale d’Otranto”. Il volume, pubblicato in occasione della mostra “Recuperati dagli abissi. Il relitto alto-arcaico del Canale d’Otranto” aperta al pubblico il 20 giugno 2023 a Taranto, nella sede della soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo, ex Convento di Sant’Antonio, inaugura l’edizione scientifica degli studi relativi a questo importante ritrovamento. Il sito archeologico subacqueo consiste nei resti del naufragio di un’antica imbarcazione datata ai primi decenni del VII sec. a.C., naufragata con il suo carico nel Canale d’Otranto a 22 miglia dalla costa, a 780 metri di profondità. Esso è stato individuato nel corso delle attività di archeologia preventiva messe in campo negli anni 2018-2019 dall’allora Soprintendenza ABAP per le province di Brindisi Lecce e Taranto, preliminari alla posa in opera della condotta sottomarina del gasdotto TAP e ha visto l’utilizzo di tecnologie innovative utilizzate in ambito industriale. Il volume, curato dalla soprintendente Barbara Davidde Petriaggi, accoglie saggi dedicati alla storia e all’archeologia della Magna Grecia, con particolare riferimento alle rotte e ai commerci transmarini in età alto-arcaica. Vi sono ospitati, inoltre, i risultati delle analisi scientifiche condotte sul vasellame di manifattura corinzia e sul loro contenuto (vino e olive, attestate dai noccioli rinvenuti all’interno delle anfore) e i dati relativi al restauro e allo studio dei reperti archeologici recuperati, costituiti da contenitori da trasporto, quali pithoi, anfore, brocche e ceramica fine da mensa (skyphoi). Una parte del volume è dedicata all’analisi dei metodi e degli strumenti utilizzati per l’esplorazione dei siti archeologici sommersi, al recupero dei manufatti archeologici in alto fondale e all’uso delle nuove tecnologie per lo studio e la valorizzazione del patrimonio culturale subacqueo. Questo ritrovamento colma un vuoto nella documentazione dei relitti greci di età altoarcaica attestati fino ad oggi nel Mediterraneo e getta nuova luce sui contatti che si irradiavano dalla Grecia, Corinto in particolare, verso le coste della Puglia.

L’archeologa subacquea Barbara Davidde, soprintendente nazionale del patrimonio subacqueo
Barbara Davidde Petriaggi dirige dal 2020 la soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo, e nel 2021 ha diretto anche, ad interim, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce. È progettista, coordinatore scientifico e responsabile unico del procedimento di progetti nazionali finanziati dal ministero della Cultura e internazionali finanziati dalla Comunità Europea (PON CULTURA E SVILUPPO-FESR 2014-2020; Interreg MED 2014-2023; CREA-CULTURE _2021-COOP; HORIZON) per lo sviluppo di tecnologie per la ricerca archeologica subacquea e per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale subacqueo e per il patrimonio culturale della città di Taranto e della sua provincia. Dal 2018 a oggi è responsabile scientifico della missione archeologica subacquea di scavo e restauro della villa sommersa dell’antica Epidauro e del progetto “Ricerche di archeologia subacquea nell’Isola di Lemnos”, entrambi in collaborazione tra la Scuola Archeologica Italiana di Atene (SAIA), l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR), le Autorità elleniche e (dal 2021) la soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo. Per l’ICR ha diretto dal 2010 al 2020 il Nucleo per gli Interventi di Archeologia Subacquea e a oggi è responsabile unico del procedimento, progettista e direttore dei lavori di restauro delle navi romane di Napoli e del progetto MUSAS-Musei di archeologia Subacquea. Dal 2010 è professore a contratto di Archeologia subacquea all’università Roma Tre. È membro dello Scientific and technical Advisory Body (STAB) della Convenzione Unesco 2001 per la protezione del Patrimonio Culturale Subacqueo, eletta in rappresentanza dell’Italia per un secondo mandato.
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CHI SIAMO
Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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