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Al museo Egizio di Torino torna Silvia Giorcelli Bersani per presentare in streaming il libro “L’Impero in quota. I Romani e le Alpi”, evento annullato a marzo per l’emergenza coronavirus

La locandina dell’incontro con Silvia Giorcelli Bersani per la presentazione in streaming del libro “L’Impero in quota. I Romani e le Alpi”

Silvia Giorcelli Bersani torna al museo Egizio di Torino per presentare il suo libro “L’impero in quota. I romani e le Alpi” (Einaudi, 2019) in dialogo con il direttore del museo Egizio, Christian Greco. L’appuntamento è per lunedì 19 ottobre 2020, alle 18. Ma stavolta non ci sarà il rischio che salti per l’emergenza Covid, come è già successo il 2 marzo scorso, perché la presentazione sarà in streaming  sulla sola pagina Facebook del museo Egizio (https://www.facebook.com/events/950654795455141/). Al termine, la registrazione verrà caricata sul nostro canale ufficiale YouTube.

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La prof.ssa Silvia Giorcelli Bersani dell’università di Torino

Silvia Giorcelli Bersani insegna Storia romana ed Epigrafia latina all’università di Torino e, dall’anno 2020/21, Storia delle donne romane. Studia i processi di romanizzazione in area cisalpina con particolare riferimento alle strutture istituzionali, sociali, religiose delle comunità urbane; si interessa di ricezione del passato romano tra XVI e XX secolo, con attenzione alla storiografia e alle antichità sabaude. Ha curato le edizioni critiche del patrimonio epigrafico di Alba Pompeia, Vercellae e Augusta Praetoria e, sulla genesi del Corpus Inscriptionum Latinarum, ha curato la mostra “Carlo Promis e Theodor Mommsen cacciatori di pietre fra Torino e Berlino”, Biblioteca Reale di Torino, Catalogo edizioni Hapax 2015. Tra i suoi volumi, si segnalano: Epigrafia e storia di Roma (2004 e 2015); L’auctoritas degli antichi. Hannah Arendt tra Grecia e Roma (2010); Torino «capitale degli studi seri». Carteggio Theodor Mommsen-Carlo Promis, (2014); con Filippo Carlà-Uhink, «Monsieur le Professeur». Correspondances italiennes 1853-1888 (2018). Ha presieduto il Comitato Pari Opportunità e il Comitato Unico di Garanzia dell’Ateneo torinese ed è attualmente Presidente del corso di laurea magistrale in Archeologia e Storia antica e vicedirettrice della Scuola di Scienze Umanistiche. Per il volume L’impero in quota. I Romani e le Alpi (2019) ha vinto il Premio Itas del Libro di montagna 2020 (sezione Vita e Storie di montagna) e il Premio Mario Rigoni Stern 2020.

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La copertina del libro “L’impero in quota. I Romani e le Alpi”

Il volume non ha una sequenza cronologica, ma segue lo snodarsi storico degli eventi importanti con approfondimenti sulla vita materiale, sulle mentalità, sulle strutture sociali, economiche e religiose entro cui si sono formati e hanno operato uomini e donne vissuti nel territorio alpino. I Romani hanno scritto un capitolo importante nella storia delle Alpi, anche se a loro non piacevano affatto; per ragioni politiche e strategiche essi decisero di occuparle, abbastanza tardi nella loro storia, per riuscire a valicarle in sicurezza e completare la costruzione del loro grande impero. La conquista non si tradusse però nella mera occupazione militare di un territorio sottratto con le armi ai popoli che lo abitavano. Ben presto i Romani compresero che le Terre Alte, in apparenza «naturalmente» svantaggiate, potevano essere utili non solo dal punto di vista del controllo territoriale ma anche come serbatoio di materie prime e come potenziali incubatori di sviluppo economico. Nei secoli della conquista le Alpi diventarono dunque il teatro di avventure umane quasi in stile Far West rappresentando un’opportunità concreta per uomini spregiudicati alla ricerca di fortuna, per coloni italici trapiantati nelle città alpine, per imprenditori che fondarono le loro attività nelle valli e nelle aree collinari prealpine.

Conferenza ANNULLATA. Al museo Egizio di Torino salta la presentazione del libro “L’impero in quota. I Romani e le Alpi” di Silvia Giorcelli Bersani

La prof.ssa Silvia Giorcelli Bersani dell’università di Torino

Le Alpi sono state un territorio di radicali trasformazioni politiche, sociali e culturali nei secoli in cui si è dispiegata la civiltà di Roma: una pagina importante della storia dell’espansionismo romano, fra III secolo a.C. e I secolo d.C., è stata scritta in quella regione, fredda e inospitale ma strategica per le comunicazioni. Di questo si sarebbe dovuto parlare martedì 3 marzo 2020, alle 18, nella sala conferenze del museo Egizio di Torino alla presentazione del libro “L’impero in quota. I Romani e le Alpi” con l’autrice Silvia Giorcelli Bersani e il direttore dell’Egizio, Christian Greco. La presentazione del libro è stata invece annullata per l’applicazione delle disposizioni governativa in tema di contenimento della diffusione del coronavirus. Silvia Giorcelli Bersani insegna Storia romana ed Epigrafia latina all’università di Torino. Studia i processi di romanizzazione in area cisalpina con particolare riferimento alle strutture politiche e sociali delle comunità urbane e alle trasformazioni culturali; cura le edizioni critiche di epigrafi romane (Alba, Vercelli, Aosta) e si interessa di eredità del passato romano tra XVI e XX secolo, con attenzione alla storiografia e alle antichità sabaude. È attualmente Presidente del corso di laurea magistrale in Archeologia e Storia antica. Ha presieduto il Comitato Unico di Garanzia dell’Ateneo torinese.

La copertina del libro “L’impero in quota. I Romani e le Alpi”

Il libro “L’impero in quota. I Romani e le Alpi”. Il baluardo inaccessibile che, in origine, costituiva un confine naturale e solido a protezione dell’Italia diventò progressivamente un luogo di passaggio frequentato e gli spazi furono sottoposti a un’opera capillare di romanizzazione: nei secoli, le Alpi diventarono il teatro di straordinarie avventure umane, quasi in stile Far West, rappresentando un’opportunità per uomini spregiudicati alla ricerca di fortuna, per coloni italici trapiantati nelle città alpine, per imprenditori, per liberti, per servi. Questa variegata umanità che popolava e, soprattutto, attraversava le Alpi esprimeva fedi diverse che soltanto in minima parte avevano a che fare con il contesto montano: nel pantheon alpino si trovava di tutto, dagli dèi della tradizione celtica a quelli ufficiali di Roma, dalle divinità orientali a quelle egizie (su questi aspetti in particolare si concentrerà la conferenza). La complessità del rapporto tra i Romani e le Alpi, durato per secoli in una sorta di ambiguità fra paura e curiosità, tra difficoltà logistiche e necessità di gestione, ha alimentato molte riflessioni che toccano problemi di natura politica, economica, religiosa e culturale.