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Adria (Ro). Presentata la seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale di cinema archeologico Adria e Delta del Po: oltre quaranta appuntamenti tra Adria, Porto Viro e Loreo. Film da tutto il mondo, incontri con archeologi e registi, spettacoli, mostre, visite guidate e una masterclass valida per la formazione continua dei giornalisti

Conto alla rovescia per la seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale di cinema archeologico Adria e Delta del Po, dal 9 al 13 settembre 2026, promossa dal Circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” e dal museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) con la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele (Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea, Ct) e con la direzione scientifica di Alberta Facchi e Sandra Bedetti. Sempre a ingresso gratuito eccetto lo spettacolo “AquaDueO” con biglietto a 20 euro.

La barca cucita di Cortre Cavanella di Loreo (Ro) (I. sec. a.C.) nel nuovo allestimento al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) (foto graziano tavan)

Cinque giorni di proposte; tre sedi: Portoviro, Loreo e Adria (con il museo Archeologico nazionale e il teatro Politeama: la novità di quest’anno) e il coinvolgimento di Fratta Polesine; un tema: l’acqua (“Acqua: un elemento che custodisce e trasforma il passato. Scorre, sommerge, restituisce. È in grado di annullare confini e, al tempo stesso, disegnarne di nuovi”, scrivono i direttori artistici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele); e un protagonista: la barca cucita di Corte Cavanella di Loreo, new entry al MAN Adria; 19 film in concorso (da Italia, Egitto, Francia, Grecia, Perù); “Incontri con l’Antico” che portano ad Adria studiosi, archeologi, esperti: Giovanna Gambacurta, Stefano Medas, Raffaella Bortolin, Angela Ruta, Silvia Rosa Brusin, Chiara Mancinelli; incontri e proiezioni per le scuole; un evento speciale al Politeama con la Banda Osiris e Telmo Pievani con “AquaDueO. Un pianeta molto liquido”. E ancora: Antonino Varvarà su “Eracle nel Teatro”; Cinema e Note: il cinema muto del primo Novecento ritrova la propria voce attraverso la musica dal vivo; due mostre, una all’Archeologico (E l’immagine prese vita), l’altra alla Fondazione Franceschetti e Di Cola (Fluide memorie); visite guidate al museo Archeologico nazionale di Adria e al museo Diocesano della Cattedrale, e un’escursione alla scoperta del sito di Frattesina con visita allo scavo del sito protostorico e del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro). E per non farsi mancare niente, anche una masterclass “Quando l’Archeologia fa notizia. Ricerca e divulgazione sui giornali, tra Tutankhamon e Indiana Jones. E uno sguardo al web” con Graziano Tavan, giornalista, curatore dell’archeoblog archeologiaviocidalpassato.com, valido come corso di formazione continua dei giornalisti accreditato dall’Ordine dei Giornalisti, ma aperto a tutti gli interessati.

Oltre quaranta appuntamenti tra Adria, Porto Viro e Loreo per unamanifestazione che mette in dialogo cinema, ricerca scientifica, divulgazione e valorizzazione del patrimonio culturale, trasformando il territorio del Delta del Po in un laboratorio internazionale di conoscenza, incontro e scoperta. Tutto ciò conferma quanto gli organizzatori credano in Adrikà, nata nel 2025 quasi come una scommessa e una sfida per un territorio dove l’archeologia continua ad arricchire le conoscenze sul passato del Polesine e sulle sue connessioni con culture e civiltà anche lontane, e il cinema vanta lunghe e radicate tradizioni. Concetti ribaditi lunedì 31 agosto 2026 nella presentazione ufficiale di Adrikà 2026 in municipio ad Adria con la partecipazione di Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale; Emanuela Finesso, presidente del Circolo del cinema; Sandra Bedetti, direzione scientifica; Massimo Barbujani, sindaco del Comune di Adria; Marilena Berto, consigliera delegata alla Cultura del Comune di Loreo; Pako Massaro, direttore Ente parco Delta del Po; Antonio Giolo per la Fondazione Cariparo; Mauro Giuriolo, presidente Banca Adria Colli Euganei; Marco Bonaldo, presidente Fondazione Franceschetti e Di Cola; Mara Bellettato, presidente CADA; Elena Passadore, presidente Fondazione Bocchi. Da remoto si sono collegati i direttori artistici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele. E tra i collaboratori c’erano Renato Benvegnù, Fotoclub Adria; Letizia Guerra, presidente Pro Loco. La manifestazione gode del patrocinio della Regione Veneto, della provincia di Rovigo e di Veneto Film Commission, nonché del sostegno del Comune di Adria, dell’Ente Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po, della Fondazione CARIPARO, di Banca Adria Colli Euganei, della Fondazione Franceschetti e Di Cola, del Rotary Club di Adria, del CADA di Adria, della Fondazione Carlo Bocchi e dello Studio Vassalli Associati. È realizzata inoltre con la collaborazione dei Comuni di Porto Viro e Loreo, del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, del Conservatorio “Buzzolla”, del CPSSAE, della Pro Loco di Adria, dell’Associazione Polesine Terra Emersa, del Festival della comunicazione del Cinema archeologico, del Foto Club di Adria, della Croce Verde di Adria, di Arteven, di Aboca, della Rivista REM.

Adrikà 2025: da sinistra, Sandra Bedetti, Alberta Facchi, Lorenzo Daniele, Alessandra Cilio, ed Emanuela Finesso (foto graziano tavan)

“L’idea di una rassegna di cinema archeologico è nata dal Circolo del Cinema, nel 2025, nella convinzione che Adria e archeologia siano un binomio indissolubile e perché Adria è anche e soprattutto il suo Museo”, ha ricordato Emanuela Finesso. “Dopo il lusinghiero apprezzamento ricevuto per la prima edizione, questa seconda è ancora più colorata e multiforme, con un filo conduttore legato all’acqua, tema che si imponeva dopo l’inaugurazione al Museo della barca “cucita” di Corte Cavanella appena restaurata. E con il coinvolgimento di due comuni del Delta, Porto Viro e Loreo, siti di rinvenimenti archeologici importanti”.

“Una rassegna cinematografica è molto più delle sue proiezioni: è uno spazio di scoperta e di confronto, in cui pubblico, autori ed esperti condividono prospettive differenti. Adrikà”, hanno sottolineato Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, “vuole essere proprio questo: un luogo in cui immergersi nella Storia e nelle storie, per comprendere il passato e interrogare il presente”.

“Il linguaggio cinematografico con la sua capacità di suggerire ed evocare luoghi, storie e personaggi è stato visto già dalla prima edizione di Adrikà come un mezzo per intercettare un pubblico meno propenso ad approfondire i temi legati all’archeologia”, hanno ribadito Alberta Facchi e Sandra Bedetti. “Quest’anno, la nuova valorizzazione della barca cucita della Mansio Fossis di Corte Cavanella di Loreo, esposta al museo Archeologico di Adria, offre nuovi spunti di riflessione. La rassegna propone infatti molti film incentrati sui temi legati all’acqua e alla navigazione, con un focus sui linguaggi di comunicazione dell’archeologia. Un posto di rilievo va dato alla partecipazione delle scuole, con attività e proiezioni pensate specificamente per gli studenti e presentazioni di laboratori che li hanno visti protagonisti”.

#iorestoacasa. Museo Archeologico nazionale di Adria: la mostra “Lo sguardo del buio – il “Cieco d’Adria” e il Tintoretto”, chiusa per emergenza coronavirus, diventa una kermesse virtuale: da aprile a maggio sei seminari web di approfondimento

La locandina della mostra “Lo sguardo del buio – il “Cieco d’Adria” e il Tintoretto” al museo Archeologico nazionale di Adria: chiusa per emergenza coronavirus, riaprirà il 5 settembre 2020

La tela raffigurante Luigi Groto detto il Cieco di Adria, di proprietà dell’amministrazione comunale di Adria, custodita nella sede municipale, attribuito a Jacopo Robusti detto il Tintoretto o piuttosto alla sua bottega era stata pensata come il punto di partenza della mostra “Lo sguardo del buio – il “Cieco d’Adria” e il Tintoretto” curata da Alessandro Ceccotto al museo Archeologico nazionale di Adria (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2020/02/14/al-museo-archeologico-nazionale-di-adria-la-mostra-lo-sguardo-del-buio-il-cieco-dadria-e-il-tintoretto-viaggio-nelliconografia-del-lett/), è promosso dal Comune di Adria e dal ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo – Polo museale del Veneto, in collaborazione con la Pro Loco di Adria, e la partecipazione della Fondazione scolastica “C. Bocchi” di Adria, dell’Accademia dei Concordi di Rovigo, enti prestatori, dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Rovigo e del Polo tecnico di Adria per la realizzazione del percorso tattile associato alla mostra. A sostenere l’iniziativa, Bancadria Colli Euganei e Delta Consulting srl. Mediapartner dell’evento culturale è anche ItAdria. Ma solo tre settimane dopo l’inaugurazione (15 febbraio 2020), è scattata l’emergenza coronavirus, e il museo Archeologico nazionale di Adria ha chiuso, come tutti i musei d’Italia, per decreto governativo.

Luigi Groto, il poeta cieco di Adria

Ma la cultura non si ferma nel rispetto di #iorestoacasa. E la mostra sul Groto dal 18 aprile 2020, diventa una kermesse virtuale, con sei Webinar (seminari sul web) sul Cieco d’Adria, possibili grazie alla sinergia tra Comune e museo Archeologico nazionale e grazie al prezioso contributo di professionisti che in modo spontaneo e generoso aiutano la cultura a rinascere: Sandra Bedetti, Letizia Guerra, Luigi Bigliardi e la soprano adriese Silvia Frigato. “Ora più che mai! Lo sguardo oltre il buio di Luigi Groto”, ripetono come un mantra i promotori. dei sei webinar, dal 18 aprile al 9 maggio 2020, in streaming sulla pagina Facebook del Comune di Adria, ma poi comunque disponibili sul web, possono quindi tenere costante il legame culturale con i temi della mostra. “Al momento la mostra è chiusa a causa della pandemia in corso e riaprirà il 5 settembre 2020 per chiudere il 6 gennaio 2021. Fino al momento della riapertura”, afferma l’assessore al Turismo Andrea Micheletti, “vogliamo tenere alta l’attenzione sul nostro illustre concittadino con degli appuntamenti on-line in streaming sulla pagina Facebook del Comune di Adria, dedicati ad approfondire aspetti e tematiche collaterali a quelli sviluppati dalla mostra”. E Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria: “La mostra è nata con un percorso parallelo a quello tradizionale, destinato alla fruizione tattile per i visitatori ipovedenti e non vedenti. L’accessibilità è quindi un valore aggiunto per l’evento. Una caratteristica distintiva intesa come veicolo di trasmissione culturale universale che vogliamo trasmettere anche attraverso l’impiego delle moderne tecnologie della comunicazione”.

La locandina dei seminari web sulla mostra “Lo sguardo del buio – il “Cieco d’Adria” e il Tintoretto” ad Adria

I primi due appuntamenti sono dunque sabato 18 e mercoledì 22 aprile 2020, alle 15, con Sandra Bedetti che parlerà dei “Paesaggi intorno ad Adria dal Medioevo al taglio di Porto Viro”. Si proseguirà con Giulio Bigliardi della società 3DArcheoLab che ha eseguito la riproduzione in stampa 3D del ritratto di Luigi Groto, attribuito alla bottega del Tintoretto e del frammento di ceramica attica del 440 a. C. del pittore Polignoto con il mito di Edipo, custodito al museo Archeologico nazionale. Bigliardi racconterà sabato 25 aprile 2020 alle 15 come è avvenuto il processo di modellazione 3D e scultura digitale nel seminario dal titolo “Modellazione e stampa 3D del ritratto di Luigi Groto”. Sarà poi il turno di Letizia Guerra, presidente della Proloco di Adria, che affronterà due appassionanti tematiche sabato 2 e mercoledì 6 maggio 2020, alle 15, dal titolo: “Luigi Groto e le relazioni culturali: i rapporti del Cieco con le Accademie e il mondo culturale veneto” e “Le relazioni culturali attraverso le lettere familiari del Cieco d’Adria”. Chiuderà la kermesse virtuale la soprano adriese Silvia Frigato che si esibirà sabato 9 maggio 2020 alle 15 interpretando un madrigale del ‘500 su testo di Luigi Groto, che verrà poi spiegato al pubblico.

Una fanciulla grida atterrita da un atroce delitto… un essere mostruoso ruba un vaso e si dà alla fuga… ogni notte c’è chi rinasce per bere di nascosto… Succede al museo Archeologico nazionale di Adria ricco di segreti: molti saranno svelati con una visita.. da brivido in occasione di “Veneto spettacoli di mistero”

La locandina dell’evento “Veneto spettacoli di mistero” al museo Archeologico nazionale di Adria

Chi è che ogni notte prende vita per bere di nascosto da un antico bicchiere? Chi è la fanciulla che grida, atterrita da un atroce delitto? Quale essere mostruoso ruba un vaso e si dà alla fuga? Domande su altrettanti segreti cui si potrà dare una risposta sabato 10 novembre 2018 partecipando a una visita… da brivido al museo Archeologico nazionale di Adria dove, con l’aiuto della torcia, si potrà far luce sui mille segreti custoditi tra le vetrine. La locandina dell’evento, in rigorosi caratteri gotici, attira l’attenzione e fa galoppare la fantasia. La rassegna regionale “Veneto spettacoli di mistero”, giunta alla decima edizione, approda per la prima volta al museo Archeologico nazionale di Adria. “L’idea è venuta alla Pro Loco di Adria che ci ha chiesto la collaborazione”, spiega la direttrice Alberta Facchi, “e noi abbiamo aderito al progetto con entusiasmo insieme all’associazione culturale Studio D”. Promosso dalla Regione Veneto, il Festival del Mistero è organizzato dalle Pro Loco aderenti all’Unpli, che danno vita a oltre duecento eventi finalizzati alla riscoperta delle tradizioni e degli aspetti più nascosti del patrimonio culturale del territorio. Il Festival, inoltre, rappresenta anche un’occasione per promuovere il turismo in una stagione tradizionalmente trascurata dai flussi tradizionali.

Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria

“Il museo Archeologico racchiude i segreti e gli enigmi dell’antica Adria”, interviene Letizia Guerra della Pro Loco di Adria. “Il luogo più idoneo, quindi, per proporre un’iniziativa che, attraverso atmosfere misteriose cariche di suggestioni, possa promuovere la conoscenza delle nostre radici e della nostra storia. Si è pensato, pertanto, di organizzare una visita guidata ai misteri del Museo, una vera visita da brivido”. Le fa eco Facchi: “Sappiamo che in archeologia non esistono misteri, ma situazioni, oggetti, strutture per i quali non riusciamo ancora a dare una risposta completa o almeno soddisfacente per mancanza di dati, lacune che gli archeologi sperano sempre di poter colmare con nuove ricerche e nuove scoperte. Ma ci piace l’idea che si possano scoprire in modo giocoso i segreti custoditi dai tesori conservati in museo”.

La famosa “Tomba della biga” conservata al museo Archeologico nazionale di Adria

Gli amanti del mistero saranno felici di sapere che, tante scoperte archeologiche avvenute diverso tempo fa, in realtà presentano ancora oggi tanti interrogativi (non misteri, sia chiaro). Ad esempio: la “Tomba della biga”, la più famosa sepoltura di Adria, rinvenuta il 25 maggio 1938 durante lo scavo di un canale a sud della città, custodisce ancora l’enigma del destinatario del sacrificio di tre cavalli (probabilmente di provenienza orientale): un guerriero celtico o monumento rituale deposto nel centro della necropoli al cavallo, simbolo della divinità solare? E ancora si scoprirà chi ogni notte prende vita per bere di nascosto da un antico bicchiere, quale fanciulla grida, atterrita da un atroce delitto e quale essere mostruoso ruba un vaso e si dà alla fuga e chi sarà ricordato per sempre a causa del suo errore. La direttrice non dà anticipazioni. Per saperlo aspetta tutti gli appassionati sabato 10 novembre in museo. Alle 17.30 è prevista la prima visita guidata. Visto l’alto numero di richieste, ci sarà un secondo ingresso alle 18.30. Al termine è prevista una degustazione di dolcetti tipici legati alla tradizione del periodo autunnale. La quota di partecipazione corrisponde al biglietto di ingresso al museo: intero, 4 euro, dai 25 anni in su; ridotto, 2 euro, dai 18 ai 25 anni; gratuito sotto i 18 anni. Prenotazione obbligatoria: Pro Loco di Adria, tel. 042621675 o mail prolocoadria@gmail.com o su Fb www.facebook.com/pro.adria; e museo Archeologico nazionale di Adria, tel. 0426 21612 o mail pm-ven.museoadria@beniculturali.it o su Fb www.facebook.com/Museoarcheologicoadria.