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Un libro al giorno. “Archeologia della performance musicale e della danza in Magna Grecia e nella Sicilia greca. Rituali, spazi e contesti” di Angela Bellia che analizza come le attività musicali e coreutiche abbiano plasmato l’identità sociale e religiosa in Magna Grecia e nella Sicilia greca

Copertina del libro “Archeologia della performance musicale e della danza in Magna Grecia e nella Sicilia greca. Rituali, spazi e contesti” di Angela Bellia

È uscito per i tipi degli Istituti editoriali e poligrafici internazionali il libro “Archeologia della performance musicale e della danza in Magna Grecia e nella Sicilia greca. Rituali, spazi e contesti” di Angela Bellia. Il libro esplora la pervasività della “song culture” nell’Occidente greco, analizzando come le attività musicali e coreutiche abbiano plasmato l’identità sociale e religiosa in Magna Grecia e nella Sicilia greca. Muovendo dal concetto di archeologia della performance, l’opera indaga l’inscindibile legame tra l’azione rituale e l’evidenza materiale, superando l’approccio puramente iconografico per restituire la dimensione multisensoriale e vissuta del rito. Attraverso l’analisi di strumenti musicali, coroplastica, pitture funerarie e architetture sacre, i contributi raccolti mirano a ricostruire i “sacred soundscapes” e i dancescapes dell’antichità, laddove il suono e il movimento non erano semplici ornamenti, ma elementi co-creatori dello spazio e dell’esperienza sacra e funeraria. Il lavoro affronta la sfida metodologica della “duplice immaterialità” di musica e danza, posizionando la cultura materiale come nucleo dell’indagine per accedere a significati antropologici profondi: dalla costruzione delle identità collettive ai riti di passaggio, fino alle ideologie escatologiche materializzate nei corredi e negli spazi del sepolcro. In questa prospettiva, il libro non solo offre una sintesi aggiornata sui reperti e sui contesti dell’Occidente greco, ma apre a nuove frontiere di ricerca interdisciplinare, integrando l’archeologia dei sensi con l’archeo-acustica e le tecnologie digitali per il recupero del patrimonio sonoro e performativo del passato.

Un libro al giorno. “Dance, space, ritual. Material evidence of dance performance in the ancient world” a cura di Angela Bellia sui metodi di ricerca e i contesti delle evidenze archeologiche riguardanti lo studio degli spettacoli di danza nelle società antiche

Copertina del libro “Dance, space, ritual. Material evidence of dance performance in the ancient world” a cura di Angela Bellia

È uscito per i tipi degli Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali il libro “Dance, space, ritual. Material evidence of dance performance in the ancient world” a cura di Angela Bellia, per la collana “Telestes. Studi Ricerche di Archeologia Musicale nel Mediterraneo. 7”. Il libro esamina i metodi di ricerca e i contesti delle evidenze archeologiche riguardanti lo studio degli spettacoli di danza nelle società antiche; esso si propone di far luce sulla funzione degli spettacoli di danza e ricostruire il ruolo della danza, oltre che quello della musica e del suono, nel mondo antico. Gli articoli esplorano le testimonianze materiali della danza ed evidenziano il contributo di questi documenti per approfondire la nostra comprensione dei significati e delle funzioni culturali, religiose e sociali della danza all’interno delle attività rituali e della vita quotidiana, ricostruendo i molteplici modi e i contesti diversi in cui sono stati vissuti. Gli spazi sacri sono stati considerati non solo in relazione a come le loro forme e strutture interagivano con l’esperienza umana, ma anche riguardo a come le caratteristiche delle aree addette alla danza potessero essere studiate come strutture architettoniche che dirigevano l’attenzione sull’interazione tra comportamento umano, movimento corporeo, spazio e costruzioni. Pertanto, il volume, miscellaneo, mira non solo a stimolare lo studio dei movimenti fisici eseguiti in antichi contesti rituali, ma anche a esplorare come essi potrebbero contribuire alla complessa relazione tra edifici, spazi, rappresentazione e interazioni sociali, rafforzando la memoria di eventi speciali dedicati a divinità particolari.