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Fano (PU). A tre anni dai primi ritrovamenti durante i lavori per piazza Costa, identificata con certezza la Basilica di Vitruvio descritta nel “De Architectura”. Il soprintendente Pessina: “Straordinaria scoperta”

A Fano identificati i resti della basilica di Vitruvio durante i lavori per piazza Costa (foto mic)

“Una scoperta destinata a entrare nei libri di storia: a Fano è stata identificata con certezza la Basilica descritta da Vitruvio nel De Architectura, l’unico edificio attribuibile senza dubbi al grande architetto romano”: inizia così la comunicazione del ministero della Cultura all’indomani dell’annuncio ufficiale alla Mediateca Montanari, alla presenza del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli; del sindaco di Fano, Luca Serfilippi; del soprintendente, Andrea Pessina e con il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervenuto in collegamento. Un momento che segna un vero spartiacque per l’archeologia e per la storia dell’architettura occidentale, concretizzando quella che è stata l’ipotesi formulata ancora tre anni fa, quando nel marzo 2023, in occasione di alcuni lavori edili in via Vitruvio, vennero alla luce dei resti relativi a un edificio pubblico, di epoca romana, collocato in affaccio al foro cittadino. Il pensiero corse subito alla Basilica di Vitruvio, ma in quell’occasione proprio la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro Urbino, in primis l’archeologa Ilaria Venanzoni che seguiva lo scavo, rimase molto prudente. Per avere la certezza che si trattasse della famosa Basilica sarebbero stati necessari ulteriori approfondimenti. A cominciare dalla cronologia e dalla funzione del complesso (vedi Fano (PU). In un cantiere edile in centro scoperto un imponente edificio pubblico, di epoca romana, decorato da marmi preziosi. È la famosa Basilica di Vitruvio, cercata da almeno 500 anni? La Sabap: “È presto per dirlo. Servono ulteriori approfondimenti” | archeologiavocidalpassato). I risultati raggiunti in questi anni, presentati il 19 gennaio 2026 dal soprintendente Andrea Pessina, sono l’esito di una attenta attività preventiva di assistenza e di scavo archeologico avviati dalla Sabap AN-PU, nell’ambito del progetto PNRR del Comune di Fano dedicato alla riqualificazione di piazza Andrea Costa. Le ricerche comunque non sono finite: sotto la direzione lavori della responsabile di zona, la funzionaria archeologa Ilaria Rossetti, sono in corso indagini che permetteranno di approfondire altri aspetti irrisolti.

Il ritrovamento della quinta colonna d’angolo ha confermato l’identoficazione della basilica di Vitruvio a Fano (foto sabap-an-pu)

La scoperta archeologica. Durante gli scavi legati alla riqualificazione di piazza Andrea Costa, è stata identificata con certezza la basilica romana descritta da Vitruvio, con pianta rettangolare e colonnato perimetrale: otto colonne sui lati lunghi e quattro sui lati brevi. La conferma definitiva è arrivata con un ultimo sondaggio, che ha restituito la quinta colonna d’angolo, confermando la posizione e l’orientamento dell’edificio tra le due piazze. Le colonne, di circa cinque piedi romani di diametro (147–150 cm) e alte circa 15 metri, erano addossate a pilastri e paraste portanti a sostegno di un piano superiore. La ricostruzione planimetrica, basata sulla descrizione vitruviana, ha trovato una corrispondenza al centimetro. Il riconoscimento si inserisce in un percorso di ricerca avviato da anni: già nel 2022, in via Vitruvio, il rinvenimento di imponenti strutture murarie e pavimentazioni in marmi pregiati aveva evidenziato la presenza di edifici pubblici di alto livello. Le verifiche proseguiranno nel cantiere finanziato con fondi PNRR.

L’intervento del ministro Giuli da remoto alla presentazione a Fano (foto sabap-an-pu)

“A Fano oggi è stata ritrovata una tessera fondamentale del mosaico che custodisce l’identità più profonda del nostro Paese”, ha dichiarato il ministro Alessandro Giuli. “La storia dell’archeologia e della ricerca, con gli attuali strumenti a disposizione, viene divisa in un prima e un dopo: prima della scoperta e dopo la scoperta della Basilica di Vitruvio. I libri di storia, e non solo le cronache giornalistiche, storicizzeranno questa giornata e tutto ciò che nei prossimi anni verrà studiato e scritto attorno a questa scoperta eccezionale. Il valore scientifico è di caratura assoluta, gli elementi rinvenuti dimostrano in modo plastico che Fano è stata ed è il cuore della più antica sapienza architettonica della civiltà occidentale, dall’antichità fino a oggi”,

A Fano identificati i resti della basilica di Vitruvio durante i lavori per piazza Costa (foto sabap-an-pu)

“La straordinaria scoperta che oggi presentiamo rappresenta qualcosa di davvero unico”, ha affermato il presidente Francesco Acquaroli. “Cambia la percezione della città di Fano, della nostra regione e, più in generale, del patrimonio culturale e architettonico italiano. È il risultato di decenni di lavoro, di studi e ricerche approfondite e di scelte che hanno permesso di arrivare fino a qui. Arricchisce enormemente il patrimonio che già conoscevamo e, da oggi, vive sotto una luce diversa. In un certo senso, riscrive anche parte della storia di Fano. Dovremo essere bravi, tutti insieme, a trasformare questa scoperta in un motore di sviluppo per la città e per l’intera Regione Marche. Noi ci siamo, e c’è piena consapevolezza del valore che questo patrimonio può portare, non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto turistico e culturale. Il coinvolgimento del Ministero e del Governo sarà fondamentale per accompagnare questo percorso e ringrazio il Ministro Alessandro Giuli per aver condiviso questa straordinaria soddisfazione. Questa non è soltanto una grande scoperta archeologica, racconta lo straordinario passato della nostra terra e guarda al futuro solidificando il ruolo delle Marche nelle dinamiche culturali internazionali”.

Sopralluogo sull’area dello scavo dei resti della basilica di Vitruvio (foto mic)

“Si tratta di un evento straordinario per la città di Fano”, ha aggiunto il sindaco di Fano, Luca Serfilippi. “La scoperta della Basilica vitruviana nel cuore del nostro centro urbano restituisce alla comunità un frammento di identità storica e culturale di valore universale. Dopo secoli di attese e studi, ciò che per lungo tempo è stato tramandato solo attraverso la parola scritta si è trasformato in una realtà concreta, tangibile e condivisibile”.

L’intervento del soprintendente Pessina alla presentazione a Fano (foto sabap-an-pu)

“Le scoperte di oggi, con l’identificazione certa della posizione della Basilica Vitruviana”, ha concluso il soprintendente Andrea Pessina, Archeologia Belle arti e Paesaggio di Ancona e Pesaro-Urbino, “sono di un’importanza straordinaria: non solo per la storia degli studi e per la comunità scientifica, ma anche perché aprono nuove e concrete prospettive sul patrimonio archeologico della città di Fano. Un patrimonio considerevole, che da tempo attende di essere indagato e valorizzato. E oggi, finalmente, abbiamo una chiave di lettura decisiva anche per interpretare evidenze note da anni, come l’edificio sotto Sant’Agostino, e per mettere in relazione in modo più chiaro tracce, strutture e testimonianze del nostro passato. È l’inizio di una nuova stagione di ricerca: più consapevole, più precisa, più ambiziosa. E Fano, da oggi, ha uno strumento in più per raccontare al mondo la propria storia”.

Urbania (PU). A Palazzo Ducale la mostra “Urbania. L’archeologia entra in museo” dedicata ai tumuli preromani della Valle dei Principi (area archeologica la Cantinaccia) con l’esposizione di alcuni preziosi oggetti da scavo che delineano in modo preciso la figura del Principe guerriero

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Al via a Palazzo Ducale la mostra “Urbania. L’archeologia entra in museo” dedicata ai tumuli preromani della Valle dei Principi (11 dicembre 2023 – 7 aprile 2024). L’inaugurazione l’11 dicembre 2023, alle 17.45, nella sala del Consiglio comunale di Urbania (PU). Lo scavo di Santa Maria del Piano, meglio conosciuto come area archeologica la Cantinaccia, entra nel percorso museale dei Musei Civici di Palazzo Ducale, con l’esposizione di alcuni preziosi oggetti da scavo che delineano in modo preciso la figura del Principe guerriero sepolto nel tumulo assieme ad ambre, uova di struzzo, finimenti equini, elementi decorativi metallici, lance e vasellame. Una sezione didattica dedicata alle scuole accompagna l’esposizione e ricostruisce le operazioni di scavo e ricerca. La mostra è realizzata dal Comune di Urbania in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le Province di Ancona e Pesaro e Urbino e con l’università di Bologna, polo di Ravenna, e sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

“La nuova sezione dei musei civici ha il merito di coniugare tutela e valorizzazione e nell’ambito delle ricerche archeologiche”, afferma la soprintendente Cecilia Calorosi. “Il rinvenimento dei Tumuli di Urbania è da annoverare tra le scoperte straordinarie e inaspettate che permettono di riscrivere la storia dell’intero territorio della alta e media valle del Metauro, consentendo di rileggere in una nuova chiave il ruolo nodale del Pesarese in età preromana fra Umbri, Piceni ed Etruschi. Un importante risultato raggiunto grazie alla sinergia fra gli enti coinvolti, che ha trovato terreno fertile nella sensibilità e nella lungimiranza di cittadini privati che hanno messo a disposizione competenze, fondi e mezzi, per garantire la piena comprensione delle testimonianze di un antico splendore”.

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Testa di animale in bronzo dagli scavi della Cantinaccia (foto sabap-an-pu)

Sulla base delle ricostruzioni degli archeologi, si evince che il territorio della media e alta valle del fiume Metauro ha rappresentato, in età preromana, una delle vie di transito e incontro tra diverse popolazioni dell’Italia antica. “L’esposizione mostra solo una selezione della grande mole di oggetti rinvenuti, alcuni dei quali devono ancora essere sottoposti a interventi di restauro, già programmati per il prossimo futuro, e restituisce alla comunità una pagina della propria storia finora sconosciuta e sepolta”, spiega Ilaria Rossetti della soprintendenza di Ancona e Pesaro e Urbino.

“Il sito archeologico la Cantinaccia”, prosegue il sindaco di Urbania, Marco Ciccolini, “apre una nuova pagina importante di storia dell’entroterra della provincia di Pesaro e Urbino. Prima dei romani non sapevamo chi abitasse queste terre e che rapporti aveva con l’esterno. La sinergia tra le istituzioni e il privato ha già portato a dei risultati importanti; ritengo che si debba continuare con gli scavi e aprire una sezione visitabile permanente presso i musei civici di palazzo ducale”. Conclude Alice Lombardelli, direttrice dei Musei Civici di Palazzo Ducale: “L’archeologia entra in museo lo fa con una sezione aperta, dinamica ed in continua evoluzione. Saranno esposti oggetti da scavo, in fase di restauro e già restaurati. Saranno divulgati gli studi, le ricerche e le nuove metodologie”.