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Egitto. Webinar promosso dall’istituto italiano di Cultura al Cairo su “Tell el-Maskhuta. Recenti scoperte e nuove prospettive” a cura di Andrea Angelini del Consiglio Nazionale delle Ricerche – ISPC: la missione interdisciplinare ha riportato alla luce una fortezza a controllo del Canale dei Faraoni. Ecco come seguirlo

L’appuntamento è martedì 23 novembre 2021, alle 17 ora italiana (18 ora egiziana) per il webinar “Tell el-Maskhuta. Recenti scoperte e nuove prospettive” a cura di Andrea Angelini del Consiglio Nazionale delle Ricerche – ISPC, promosso dal Centro archeologico italiano dell’Istituto italiano di Cultura al Cairo in collaborazione con l’ambasciata italiana al Cairo. La conferenza potrà essere seguita attraverso Microsoft Teams al link https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_ZmRiMTlkMTktMDU3MS00NGNiLWE2MmMtNWY1YWQ2NGQwMTE2%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%2234c64e9f-d27f-4edd-a1f0-1397f0c84f94%22%2c%22Oid%22%3a%22babdcf46-9524-4ae8-ae30-59e751a8a656%22%7d (istruzioni: 1- clicca sul link; 2- scegli “continua su questo browser”, non sarà necessario scaricare alcuna applicazione; 3- fai clic su partecipa e sarai nella sala riunioni; 4- Se ti iscrivi da cellulare, dovrai installare l’app).

Lo scavo del Canale dei Faraoni a Tell el-Maskhuta, , importante città di confine fra Egitto e Levante lungo lo Wadi Tumilat (foto cnr-ispc)
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Andrea Angelini (Cnr-Ispc)

Il progetto interdisciplinare per lo studio di Tell el-Maskhuta, importante città di confine fra Egitto e Levante lungo lo Wadi Tumilat, sul canale navigabile dei faraoni che anticamente connetteva Mediterraneo e Mar Rosso è attivo dal 2013, diretto da Andrea Angelini. La grande città, con la sua enorme fortezza, viene indagata e documentata con tecnologie avanzate. Il progetto è anche dedicato allo studio di materiali d’archivio. La missione archeologica italiana del CNR ha fatto tornare alla luce nuove imponenti mura di una roccaforte situata sul Canale dei faraoni, quella di Tell el-Maskhuta, che ora si profila come una delle più grandi fortezze del Delta del Nilo e probabilmente la meglio conservata di epoca precedente a quella romana.

L’antico tracciato del canale dei Faraoni che collegava il Nilo al Mar Rosso: Heroonpolis è l’odierna Tell el-Maskhuta)
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Giuseppina Capriotti Vittozzi (Centro Archeologico Italiano – Istituto Italiano di Cultura del Cairo)

La posizione dell’insediamento è nel Wadi Tumilat, una valle che era “antichissima via di comunicazione tra l’Egitto e il Levante, tra la terra dei faraoni e la Palestina, la Siria, fino alla Mesopotamia, percorsa da eserciti, commercianti e anche profughi”, ricorda Giuseppina Capriotti Vittozzi, manager del Centro Archeologico Italiano al Cairo, segnalando come l’area sia stata, dalla più remota antichità, un luogo di scambio sia commerciale sia culturale. Sul sito ci sono pure tracce di un insediamento degli Hyksos, stranieri che dominarono parte dell’Egitto più di 3500 anni fa; su questo insediamento è impostata la fortezza successiva. Lo studio della ceramica, condotto da Maria Cristina Guidotti, già direttore della Sezione Egizia del museo Archeologico di Firenze, lascia supporre che la struttura rinvenuta si sia aggiunta alla precedente in epoca tolemaica (III-I secolo a.C.).

Scoperta archeologica in Egitto. Il sito di Kom al-Khaljan (governatorato di Daqahliya) ha restituito 110 tombe che risalgono a tre diverse civiltà, tra la preistoria (più di 5mila anni fa) e gli Hyksos (3500 anni fa): 68 della Civiltà di Buto 1 e 2, cinque di Naqada III e 37 del Secondo periodo intermedio

La necropoli di Kom al-Khaljan, governatorato di Daqahliya, nella zona Delta, dove sono state scoperte 110 tombe di tre differenti periodi (foto ministry of Tourism an Antiquities)
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Uno scarabeo rinvenuto nel sito di Kom al-Khaljan, nella zona del Delta, in Egitto (foto ministry of Tourism and Antiquities)

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Un amuleto rinvenuto nel sito di Kom al-Khaljan, nella zona del Delta, in Egitto (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Il Basso Egitto restituisce ben 110 tombe che coprono un arco temporale lunghissimo di quasi 2500 anni, dalla preistoria agli Hyksos. La scoperta archeologica è avvenuta nel sito di Kom al-Khaljan, governatorato di Daqahliya, nella zona Delta, dove opera la missione archeologica guidata da Sayed Al-Talhawi. Le 110 tombe scoperte risalgono a tre diverse civiltà: la civiltà del Basso Egitto conosciuta come Bhutto/Buto 1 (3900-3700 a.C.) e Bhutto/Buto 2 (3700-3350 a.C.), la Civiltà di Naqada III (3500-3150 a.C.) e il secondo Periodo intermedio noto come periodo Hyksos (1720-1530 a.C.). “Questa scoperta”, ha spiegato Mustafa Waziri, segretario generale del Consiglio supremo delle antichità, “dà un importante contributo alla conoscenza storica e archeologica del sito: delle tombe trovate, 68 risalgono al periodo della civiltà del Basso Egitto, cinque tombe all’era di Naqada III e 37 tombe all’era di Hyksos. Siamo convinti che gli scavi continueranno a rivelare altri segreti di questa regione”. La missione ha anche scoperto una collezione di forni, stufe, resti di fondamenta in mattoni di fango, vasi di ceramica e amuleti, in particolare scarabei, alcuni dei quali erano fatti di pietre semipreziose e ornamenti come orecchini.

Una tomba a fossa ovale con sepoltura accovacciata scoperta nel sito di Kom al-Khalian, nel Delta, e risalente alla civiltà di Buto (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Tombe della civiltà di Buto. “Le 68 tombe”, ha aggiunto Ayman Ashmawi, capo del settore delle antichità egizie dello Sca, “sono fosse di forma ovale scavate nello strato sabbioso dell’isola deltizia e contengono persone sepolte in una posizione accovacciata, la maggior parte delle quali giaceva sul lato sinistro con la testa rivolta verso Ovest. Sono state anche scoperti i resti di un bambino sepolto all’interno di un vaso di argilla del periodo Bhutto 2, insieme a un piccolo vaso di argilla sferico”.

Tomba a fossa ovale risalente alla civiltà di Naqata III rinvenuta nel sito di Kom al-khaljan, nel Delta (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Tombe di Naqada III. “Le cinque tombe, che risalgono al periodo di Naqada III, sono anch’esse fosse di forma ovale scavate nello strato sabbioso dell’isola deltizia”, ha precisato sempre Ayman Ashmawi, “comprese due tombe che avevano i lati, il fondo e il tetto, coperti da uno strato di argilla. All’interno delle fosse, la missione ha trovato un gruppo di arredi funerari caratteristici di questo periodo, vasi cilindrici e triangolari, oltre alla ciotola del kohl, la cui superficie era decorata con disegni e forme geometriche”.

Vaso in ceramica rinvenuto nel sito di Kom al-Khaljan, nel Delta (foto ministry of Tourism and Antiquities)
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Grande vaso di argilla rinvenuto nel sito di Kom al-Khaljan, nel Delta (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Tombe del secondo periodo intermedio. “Le tombe scoperte risalenti al secondo periodo intermedio (il periodo Hyksos)”, ha affermato Nadia Khader, capo del Dipartimento centrale del Basso Egitto nel Consiglio supremo delle antichità, “sono 37, 31 delle quali sono fosse semi-rettangolari che vanno in profondità tra i 20 cm e gli 85 cm, e tutte le loro sepolture sono in posizione estesa, con la testa rivolta a Ovest, e la faccia in su. Inoltre, sono state riportate alla luce una tomba in argilla di un bambino è stata trovata all’interno di un sepolcreto; due tombe in mattoni a forma di edificio rettangolare con le sepolture dei bambini e alcuni arredi funerari, tra cui un piccolo vaso di argilla e anelli d’argento, nonché i resti di un bambino sepolto in un grande vaso di argilla. L’arredo funebre era posto all’interno del vaso, rappresentato in un piccolo vaso di argilla nera”.

Egitto. Il 3 aprile sarà inaugurato il nuovo museo nazionale della Civiltà egizia a Fustat, proprio nel giorno della grande parata reale col trasferimento di 22 mummie reali dal museo Egizio di piazza Tahrir. La sala delle mummie sarà visitabile dal 18. Ecco alcuni dei re e regine protagonisti del corteo

Iniziative promozionali per l’inaugurazione del museo nazionale della Civiltà egizia a Fustat (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Il 3 aprile 2021 sarà un giorno importante per il Cairo e tutto l’Egitto. Ci sarà la parata reale dei faraoni: cioè il trasferimento di 22 mummie reali dal museo Egizio di piazza Tahrir al museo nazionale della Civiltà egizia a Fustat. Ma quello sarà il giorno proprio dell’inaugurazione del nuovo museo alla periferia del Cairo. Proprio nell’ambito del piano del ministero del Turismo e delle Antichità per promuovere il museo nazionale della Civiltà Egizia a Fustat dopo la sua apertura, il prossimo 3 aprile 2021, Khaled el-Anani, ministro del Turismo e delle Antichità, ha concesso un 50% riduzione sul prezzo del biglietto per egiziani e stranieri per un periodo di due settimane, dal 4 al 17 aprile 2021, per visitare l’esposizione. Sarà inoltre consentita la visita alla Royal Mummies Hall, a partire dal 18 aprile 2021, che coincide con la Giornata del Patrimonio Mondiale. Infatti proprio nelle due settimane successive all’apertura del museo, la sala sarà allestita e le mummie saranno collocate all’interno delle loro due visualizzare le volte.

La posizione e l’assonometria del deposito reale (TT320) a Deir el Bahari (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Intanto cresce l’attesa per la processione delle mummie reali del 3 aprile 2021. Intanto il ministero del Turismo e delle Antichità dà qualche informazione in più sulle mummie reali che andranno a stare nella nuova dimora a Fustat: 10 delle 22 mummie, che saranno trasferite dal museo Egizio al museo nazionale di Civiltà egizia sono state trovate nel 1881 nel nascondiglio di Deir al-Bahari, che è stato il primo a essere scoperto in Egitto. Si tratta della tomba TT320, nota anche come “deposito reale”, situato vicino a Deir al-Bahari nel cimitero di Taiba, a ovest di Luxor.

La tomba di Amenhotep II (KV35) nella valle dei Re dove fu trovato il secondo nascondiglio di mummie reali (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Nel 1898, l’egittologo francese Victor Loret trovò un altro deposito di mummie reali nella tomba del re Amenhotep II (KV35), nella Valle dei Re a Luxor. All’interno di questo nascondiglio sono state trovate altre 10 delle 22 mummie che saranno trasferite dal museo Egizio al museo nazionale della Civiltà egizia.

La mummia del re Seqenenre Taa II fu scoperta nel deposito di Deir el Bahari (TT320) (foto ministry of Tourism and Antiquities)

La mummia di Seqenenre Taa II, stata scoperta nel deposito di Deir El-Bahari (TT320), a ovest di Luxor nel 1881, è una delle 22 mummie reali che saranno trasferite nella parata reale dal museo Egizio di Tahrir al museo nazionale della Civiltà egizia. Il re Seqenenre Taa II era il sovrano di Tebe (l’odierna Luxor). La storia ricorda Seqenenre Taa come il re che iniziò la guerra di liberazione contro gli Hyksos, una guerra che continuò con i suoi figli Kamose e Ahmose I.

La mummia della regina Ahmose Nefertari fu scoperta nel nascondiglio di Deir el Bahari (TT320) (foto ministry of Tourism and Antiquities)

La mummia della regina Ahmose Nefertari, scoperta nel nascondiglio di Deir el-Bahari (TT 320) nel 1881, è una delle 22 mummie reali che saranno trasferite dal museo Egizio di Tahrir al museo nazionale della Civiltà egizia di Fustat. Potente e influente durante la sua vita, Ahmose Nefertari mantenne il suo potere durante il regno di suo figlio, Amenhotep I; madre e figlio furono venerati come coppia divinizzata dagli egiziani, specialmente nella necropoli di Deir el-Medina.

La mummia del re Amenhotep I fu scoperta nel nascondiglio di Deir el Bahari (TT320) (foto ministry of Tourism and Antiquities)

La mummia del re Amenhotep I, scoperta nel nascondiglio di Deir el-Bahari (TT 320), a ovest di Luxor nel 1881, sarà tra 22 mummie reali trasferite in una grande parata dal museo Egizio di Tahrir al museo nazionale Egizio civiltà. Il secondo faraone della XVIII dinastia, Amenhotep I, era un bambino quando divenne re e governò con l’assistenza di sua madre, la regina Ahmose Nefertari. Amenhotep I ha condotto diverse campagne militari. Ha anche iniziato o completato molti progetti di costruzione. Ricordato come un grande sovrano, fu divinizzato dopo la sua morte insieme a sua madre.

La mummia della regina Ahmose Merit Amon fu scoperta nella tomba TT358 a Deir el Bahari (foto ministry of Tourism and Antiquities)

La mummia della regina Ahmose Merit Amon, figlia del re Ahmose e della regina Ahmose-Nefertari, scoperta nel 1930 nella tomba numero (TT 358) a Deir el-Bahari, a ovest di Luxor, è una delle mummie che verrà trasportata nella parata delle mummie reali che il mondo sta aspettando.

Egitto. La Tac alla mummia di Seqenenre-Taa II il Valoroso, studiata da Zahi Hawass e Sahar Saleem, getta nuova luce sul sovrano della XVII dinastia: “Era in prima linea con i suoi soldati, fu catturato e ucciso dagli Hyksos in un rito sacrificale. Il suo martirio accelerò la liberazione e riunificazione dell’Egitto”

La mummia di Seqenenre-Taa II è stata sottoposta a una scansione Tac (foto ministry of Tourism and Antiquities)

È passato alla storia come il Coraggioso, il Valoroso: Seqenenre-Taa II, sovrano della XVII dinastia, regnò l’Alto Egitto alla fine del Secondo periodo intermedio, quando il Basso Egitto era occupato dagli Hyksos, una dinastia regnante straniera che si impadronì del delta nel nord del Paese per circa un secolo (1650-1550 a.C.). Fu proprio lui che da Tebe iniziò la guerra contro gli Hyksos che sarebbero stati cacciati dall’Egitto solo dal secondo figlio di Seqenenre-Taa II, Ahmose I, col quale iniziava la XVIII dinastia. Il re Valoroso trovò la morte proprio in battaglia per mano degli Hyksos: i suoi imbalsamatori avevano abilmente nascosto alcune ferite alla testa, ma ora i risultati delle scansioni della TC della mummia dell’antico re egiziano hanno rivelato con più precisione le circostanze della sua morte: “Fu martirizzato per il bene di riunificare l’Egitto nel XVI secolo a.C.”. Lo hanno annunciato Zahi Hawass, il famoso archeologo ed ex ministro delle Antichità, e Sahar Saleem, professore di Radiologia alla facoltà di Medicina dell’università del Cairo, che hanno esaminato la mummia del re Seqenenre-Taa II mediante tomografia computerizzata (TAC) e hanno pubblicato la loro ricerca il 17 febbraio 2021 sulla rivista scientifica “Frontiers in Medicine”.

La mummia di Seqenenre-Taa II fu scoperta nel nascondiglio reale di Deir el-Bahari nel 1881 (foto ministry of Tourism and Antiquities)

La mummia di Seqenenre-Taa II fu scoperta nel nascondiglio reale di Deir el-Bahari nel 1881 e fu sbendata da Gaston Maspero nel 1886 che la esaminò per la prima volta e lasciò una vivida descrizione delle ferite che uccisero il faraone: “Non si sa se cadde sul campo di battaglia o se fu vittima di qualche complotto; l’aspetto della sua mummia prova che morì di morte violenta intorno ai quarant’anni d’età. Due o tre uomini, assassini oppure soldati, devono averlo accerchiato e ucciso prima che qualcuno potesse soccorrerlo. Un colpo di scure deve aver reciso parte della guancia sinistra, esposto i denti, fratturato la mascella e averlo fatto cadere a terra privo di sensi; un altro colpo deve aver gravemente lesionato il cranio, e un pugnale o giavellotto ha tagliato e aperto la fronte un poco sopra l’occhio. Il suo corpo deve essere rimasto per qualche tempo là dov’era caduto: una volta ritrovato, la decomposizione era già cominciata e la mummificazione dovette essere compiuta in fretta, meglio che si poté”. Negli anni ’60 del Novecento la mummia fu studiata ai raggi X. Questi esami hanno indicato che il re defunto aveva subito diverse gravi ferite alla testa; tuttavia, non c’erano ferite al resto del corpo. Le teorie sulla causa della morte del re differivano, poiché alcuni credevano che il re fosse stato ucciso in una battaglia, forse per mano dello stesso re Hyksos. Altri hanno indicato che Seqenenre potrebbe essere stato ucciso da una cospirazione mentre dormiva nel suo palazzo. A causa delle cattive condizioni della mummia, alcuni hanno suggerito che la mummificazione potrebbe essere avvenuta in fretta lontano dal laboratorio di mummificazione reale.

Le mani deformate della mummia di Seqenenre-Taa II (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Zahi Hawass e Sahar Saleem hanno presentato una nuova interpretazione degli eventi prima e dopo la morte del re Seqenenre-Taa II, basata sulla ricostruzione dell’immagine TC bidimensionale e tridimensionale utilizzando tecnologie informatiche avanzate. Le mani deformate indicano che Seqenenre-Taa II potrebbe essere stato catturato sul campo di battaglia: le sue mani erano state legate dietro la schiena, così da impedirgli di difendersi “dal feroce attacco alla sua faccia”. La TAC della mummia di Seqenenre-Taa II ha rivelato i dettagli delle ferite alla testa, comprese quelle che non erano state scoperte in precedenti esami ed erano state abilmente nascoste dagli imbalsamatori.

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L’egittologo Zahi Hawass già ministro delle Antichità (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Le scansioni TC hanno aiutato a studiare molte mummie reali egiziane e determinare l’età alla morte, il sesso e il modo in cui sono morte. Questo studio TC ha determinato che Seqenenre-Taa II aveva circa quarant’anni al momento della sua morte, in base alla forma delle ossa (come l’articolazione della sinfisi pubica) fornendo la stima più accurata fino ad oggi. Zahi Hawass e Sahar Saleem sono pionieri nell’uso delle scansioni TC per studiare diverse mummie reali del Nuovo Regno, inclusi re guerrieri famosi come Thutmosi III, Ramses II e Ramses III; tuttavia, Seqenenre-Taa II sembra essere l’unico tra loro ad essere stato in prima linea sul campo di battaglia.

La punta di una lancia usata dagli Hyksos conservata al museo Egizio del Cairo (foto ministry of Tourism and Antiquities)
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Un’ascia degli Hyksos conservata al museo Egizio del Cairo (foto ministry of Tourism and Antiquities)

La ricerca ha incluso anche uno studio di varie armi Hyksos conservate al museo Egizio del Cairo, tra cui un’ascia, una lancia e diversi pugnali. Saleem e Hawass hanno confermato la compatibilità di queste armi con le ferite riscontrate sulla mummia di Seqenenre-Taa II: “Il re fu ucciso da più colpi da diverse angolazioni da diversi aggressori Hyksos che hanno usato armi diverse”, spiegano i due ricercatori. “Seqenenre-Taa II fu piuttosto ucciso in un’esecuzione cerimoniale. Ciò conferma che Seqenenre era davvero in prima linea a rischiare la vita con i suoi soldati per liberare l’Egitto”.

Le profonde ferite sul cranio di Seqenenre-Taa II rivelate dalla Tac (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Inoltre, la Tac ha rivelato importanti dettagli sull’imbalsamazione del corpo di Seqenenre-Taa II. Ad esempio, gli imbalsamatori utilizzavano un metodo sofisticato per nascondere le ferite sulla testa del re sotto uno strato di materiale per imbalsamazione che funziona in modo simile alle otturazioni utilizzate nella moderna chirurgia plastica. Ciò significa che la mummificazione è stata effettivamente eseguita in un laboratorio di mummificazione reale piuttosto che in un luogo mal preparato, come precedentemente suggerito.

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La mummia di Ahmose conservata al museo di Luxor (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Questo studio fornisce infine importanti nuovi dettagli su un punto cruciale nella lunga storia dell’Egitto. “La morte di Seqenenre-Taa II stimolò i suoi successori a continuare la lotta per unificare l’Egitto e per fondare il Nuovo Regno. In una stele nota come la Tavola di Carnavaron, rinvenuta nel Tempio di Tebe di Karnak, sono registrate le battaglie combattute da Kamose, figlio di Seqenenre-Taa II, contro gli Hyksos. Kamose cadde morto durante la guerra contro gli Hyksos, e fu Ahmose, il secondo figlio di Seqenenre-Taa II, a completare l’espulsione degli Hyksos. Li combatté, li sconfisse e li inseguì fino a Sharuhen, principale piazzaforte dei sovrani Hyksos (l’odierna Gaza in Palestina), e riunì l’Egitto”.

Egitto. Doppia scoperta degli americani ad Abido: tomba reale di Sobekhotep (XIII din.) e sepoltura di Senekbay, faraone sconosciuto della dimenticata dinastia di Abido

Nuove eccezionali scoperte ad Abido in Egitto: in primo piano il sarcofago di Sobekhotep

Nuove eccezionali scoperte ad Abido in Egitto: in primo piano il sarcofago di Sobekhotep

Doppia eccezionale scoperta ad Abido, la città santa dell’Antico Egitto dedicata a Osiride il dio dell’Oltretomba, a 150 chilometri da Luxor ai margini del deserto occidentale: prima è stata scoperta una tomba reale della XIII dinastia (1781 – 650 a.C.), fatto già di per sé straordinario visto che di questa dinastia ne sono state scoperte solo dieci e tutte a Dahshur, a sud del Cairo: la tomba reale scoperta ad Abido appartiene al faraone Sobekhotep I, ritenuto il fondatore della XIII dinastia, che ha regnato solo per pochi anni, in un momento in cui l’Egitto stava entrando in un periodo di declino. Non a caso i dati cronologici per questo periodo sono così complessi che gli studiosi stanno ancora discutendo sull’ordine dei re della XIII dinastia. Ma collegata e conseguente a questa scoperta ne è risultata un’altra che – forse – è ancora più importante: è stata rinvenuta la sepoltura di un faraone, Senebkay, fino ad oggi poco conosciuto per non dire sconosciuto. Il ritrovamento di Senebkay a sua volta conferma l’esistenza della mitica dinastia di Abido (1650-1600 anni a.C.), finora poco più che un’ipotesi, una dinastia presto dimenticata, parallela a quelle ufficiali, e pertanto priva di numerazione.

La tomba reale del faraone Sobekhotep (XIII dinastia) scoperta dagli archeologi americani

La tomba reale del faraone Sobekhotep (XIII dinastia) scoperta dagli archeologi americani

Tutto è iniziato l’estate del 2013 durante la missione archeologica ad Abido dell’università americana della Pennsylvania diretta da Josef Wegner, curatore della sezione egizia del Penn Museum. Gli archeologi scoprono una grande tomba reale attribuita alla XIII dinastia e, poco distante, un massiccio sarcofago di 60 tonnellate di cui si ignorava l’appartenenza. Ma la posizione e la “location” all’interno di una camera sepolcrale convincono gli archeologi americani ad approfondire le ricerche. E poche settimane fa l’annuncio trionfale da parte del ministro delle Antichità, Mohamed Ibrahim: “Un gruppo di archeologi dell’Università della Pennsylvania ha scoperto ad Abido, nel governatorato di Sohag, la tomba del faraone Sobekhotep I, ritenuto il fondatore – 3800 anni fa – della XIII dinastia, e lì vicino, più modesta e di epoca posteriore, quella di un faraone dimenticato, Senebkay”, ha spiegato. “Il team dell’Università della Pennsylvania è riuscito a identificare chi fosse sepolto nel sarcofago in quarzite rossa, del peso di circa 60 tonnellate, ritrovato l’anno scorso”.

I frammenti trovati nella tomba reale con il nome del faraone Sokekhotep (XIII din.)

I frammenti trovati nella tomba reale con il nome del faraone Sokekhotep (XIII din.)

Il riconoscimento è stato possibile grazie al ritrovamento nella tomba di frammenti di piatti su cui era inciso il nome del faraone, e di un fregio in cui Sobekhotep I siede sul trono. Oltre al sarcofago in quarzite gli archeologi hanno trovato i frammenti di vasi canopi che contenevano gli organi interni del faraone e gli oggetti d’oro che gli appartenevano. La tomba di Sobekhotep è stata costruita in calcare portato dalle cave di Tura vicino alla moderna città del Cairo, mentre la camera sepolcrale è stata realizzata in quarzite rossa, trasportata ad Abido da Gebel Ahmar, sempre vicino al Cairo. La sepoltura originariamente era sormontata da una piramide simile a quella di Ameny Qemau, faraone appartenente alla stessa dinastia.

La tomba del faraone Senekbay della Dinastia di Abido trovata accanto a quella di Sobekhotep

La tomba del faraone Senekbay della Dinastia di Abido trovata accanto a quella di Sobekhotep

E veniamo alla seconda scoperta. “La tomba di Senebkay”, hanno spiegato alla presentazione al Cairo, “è situata vicino alla tomba reale più grande, attribuita al re Sobekhotep I (1780 a.C.), della XIII dinastia. La camera del sarcofago, in quarzite rossa, era stata assegnata al tardo Medio Regno, ma il defunto era sconosciuto. Il riutilizzo del sarcofago in un’altra tomba è rimasto un mistero per tutta l’estate”. Ora, gli archeologi sanno che il colossale sarcofago proviene dalla tomba costruita per il faraone della XIII dinastia. “Elementi della tomba di Sobekhopet I sono stati riutilizzati dalla particolare dinastia di Abido, durante il Secondo Periodo Intermedio, per costruire e ornare le proprie tombe. La tomba scoperta l’anno scorso, risalente al 1650 a.C., è di uno di questi re, finora sconosciuto, identificato come Woseribre Senebkay, della Dinastia di Abido” spiegano Wegner e Kevin Cahail, del dipartimento di Lingue e Civiltà del Vicino Oriente all’Università della Pennsylvania, che hanno identificato il faraone. La tomba si compone di quattro camere, una delle quali decorata con immagini delle dee Nut, Nefti, Selket e Iside sul canopo del re e dediche che recitano “al re dell’Alto e Basso Egitto, Wosebire, figlio di re, Senebkay”.

I resti della mummia del faraone Senekbay dal sarcofago già saccheggiato in antico

I resti della mummia del faraone Senekbay dal sarcofago già saccheggiato in antico

La tomba, saccheggiata in antico da tombaroli che spogliarono la mummia del suo oro, appare modesta. La cassa, in legno di cedro, porta ancora, ricoperto da dorature, il nome del re Sobekhotep, cioè del primo proprietario del sarcofago. “Il riutilizzo di questi oggetti e della camera del sarcofago sono la prova di risorse limitate nella situazione economica del Regno di Abydos nella parte meridionale del Medio Egitto, in confronto ai regni più grandi di Tebe (dinastie XVI-XVII) e Hyksos (dinastia XV), a nord”. La tomba, si è detto, fu saccheggiata già in epoca antica: tuttavia, tra i detriti del sarcofago ligneo frantumato, sono stati recuperati i resti della mummia, la maschera funeraria in cartonnage (probabilmente in origine dorata) e il canopo. “Grazie agli esami preliminari sulla base delle ossa”, spiegano i due professori, “si può stabilire che Senebkay era un uomo di altezza media (circa un metro e settanta), che morì prima dei cinquant’anni d’età”.

Il cartiglio del faraone Senekbay della dimenticata dinastia di Abido

Il cartiglio del faraone Senekbay della dimenticata dinastia di Abido

La scoperta fornisce nuove prove sulla storia politica e sociale del Secondo Periodo Intermedio d’Egitto (1781 a.C. – 1549 a.C.). L’esistenza di una “Dinastia Abydos” indipendente, “contemporanea della XV (Hyksos) e XVI (Tebana), ipotizzata dall’egittologo K.Ryholt nel 1997 – spiegano gli archeologi -, viene ora dimostrata da questa scoperta, che ne individua la necropoli a sud di Abydos, in una zona anticamente chiamata Montagna di Anubis”. Il nome di Senebkay compare in un frammento della famosa “Lista dei Re di Torino”, un papiro risalente al regno di Ramses II (1200 a.C.), in cui due nomi “Woser…re” sono iscritti tra una dozzina di re, la maggior parte dei cui nomi è andata perduta. A differenza delle dinastie “numerate”, i faraoni della dinastia Abydos rimasero dimenticati dalla storia e la loro necropoli sconosciuta fino alla scoperta della tomba di Senebkay che avrebbe governato come un re regionale a Abydos durante il Secondo Periodo Intermedio dell’Egitto, un momento in cui il potere del governo centrale era rotto e l’unità del regno si era frammentato.