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Pompei. “Su il sipario! Cantiere in Scena”: in scena i restauri in corso e i recenti studi sulla Villa di Diomede lungo via dei Sepolcri. Apertura del cantiere al pubblico e presentazione del libro “The Villa of Diomedes: The making of a Roman villa in Pompeii”

“Su il sipario! Cantiere in Scena”: in scena i restauri in corso e i recenti studi sulla Villa di Diomede a Pompei. Venerdì 2 luglio 2021 si alza il sipario sul cantiere di restauro della Villa di Diomede, lo scenografico complesso residenziale posto lungo la via dei Sepolcri, presso la necropoli di Porta Ercolano, con due appuntamenti: dalle 10.30 alle 15.30, apertura del cantiere al pubblico; alle 16.30, presentazione del libro “The Villa of Diomedes: The making of a Roman villa in Pompeii”.

Restauratrici al lavoro nella Villa di Diomede a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

“L’evento dal titolo Su il sipario! Cantiere in Scena“, spiega il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, “si inserisce in un filone di iniziative ispirate al concetto di Archeologia Pubblica promosse dal PAP in collaborazione con gli operatori economici, nel caso specifico la De Marco Srl di Bari e Lithos Srl di Venezia, che avevano proposto la loro partecipazione in sede di gara come miglioria. Una buona pratica che può rappresentare un modello per i futuri cantieri del Parco così come di ogni sito archeologico. Pompei è un luogo vivo anche grazie alle ricerche e ai lavori di restauro che continuano ed è nostro obiettivo rendere il pubblico sempre più partecipe di queste attività, proseguendo così l’approccio inclusivo alla fruizione sviluppato nell’ambito del Grande Progetto Pompei sotto la direzione di Massimo Osanna, che ringraziamo per la presenza a questo evento.”

La Villa di Diomede a Pompei in un acquerello del Settecento

Tra i primissimi edifici scavati nel sito di Pompei, tra il 1771 e il 1775, è uno dei monumenti più descritti e rappresentati dai viaggiatori del Grand Tour. Oggetto di un lungo e articolato progetto di ricerca, il complesso, attualmente in fase di restauro, il 2 luglio 2021 sarà aperto al pubblico, che potrà visitarne gli ambienti più rappresentativi e assistere agli interventi in corso. Dalle 10.30 alle 15.30 i visitatori potranno accedere per la visita al cantiere, accompagnati dai tecnici e restauratori. La durata della visita, per massimo 5 visitatori alla volta, sarà di circa 15 minuti. Non è necessaria prenotazione. Ingresso: via dei Sepolcri. I lavori e i restauri in corso rientrano nell’Intervento Grande Progetto Pompei I – Restauro dell’area della necropoli di porta Ercolano e sono diretti dall’arch. Annamaria Mauro; il Responsabile Unico del Procedimento è l’ing. Armando Santamaria. Le imprese esecutrici sono la De Marco Srl di Bari e la Lithos Srl di Venezia.

La copertina del libro “The Villa of Diomedes: The making of a Roman villa in Pompeii”

Alle 16.30 sarà presentato, in anteprima, il libro “The Villa of Diomedes: The making of a Roman villa in Pompeii”, in cui confluiscono i dati dei recenti studi e ricerche condotti da un team internazionale e multidisciplinare, coordinato da Hélène Dessales (École normale supérieure, AOROC, UMR 8546, PSL Research University). Interverranno: Massimo Osanna, direttore generale dei Musei; Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei; Annamaria Mauro, direttore dei lavori; Claude Pouzadoux, direttrice del Centre Jean Bérard; Priscilla Munzi, direttrice aggiunta del Centre Jean Bérard; Hélène Dessales, coordinatrice del progetto di ricerca (ENS, AOROC) e curatrice del libro; Elvira Boglione e Pasquale de Marco, rappresentanti delle imprese esecutrici.

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L’archeologa francese Hélène Dessales

Curatrice del volume, Hélène Dessales è docente di archeologia all’École normale supérieure (Parigi). Il suo lavoro si concentra sull’architettura e le tecniche di costruzione nel periodo romano, in particolare sul sito di Pompei. Il libro riunisce i contributi di altri ventisette specialisti francesi e italiani: Clotilde Boust, Mathilde Carrive, Julien Cavero, Guilhem Chapelin, Arnaud Coutelas, Rita Deiana, Marco Di Ludovico, Giuseppina De Martino, Julien Dubouloz, Ambre d’Harcourt, Éloïse Letellier-Taillefer, Filippo Lorenzoni, Anne Maigret, Gaetano Manfredi, Frédérique Marchand-Beaulieu, Annamaria Mauro, Andrea Milanese, Claudio Modena, Florence Monier, Alban-Brice Pimpaud, Jean Ponce, Andrea Prota, Enzo Rizzo, Amedeo Rossi, Alfonso Santoriello, Agnès Tricoche e Maria Rosa Valluzzi. Con la prefazione di Claude Pouzadoux, Massimo Osanna e Stéphane Verger. Coordinamento editoriale di Magali Cullin-Mingaud. Il libro è una coedizione del laboratorio AOROC e del Centre Jean Bérard presso l’editore Hermann, Parigi.

Modello 3D della villa di Diomede a Pompei realizzato dal team di studio multidisciplinare coordinato da Hélène Dessales (foto parco archeologico di pompei)

Avviato nel 2012, il programma di studi multidisciplinare ha ripercorso l’evoluzione dell’edificio, dalla materiale costruzione della villa romana agli interventi di età moderna e contemporanea. I vari cantieri antichi che ne hanno scandito la vita fino all’eruzione del Vesuvio del 79 d. C. sono stati individuati e modellati, così come i restauri che l’hanno trasformata dalla fine del XVIII secolo ai nostri giorni. Nell’ambito di tale ricerca, diverse competenze sono state integrate: storia degli scavi e dei restauri, archeologia della costruzione, database, sistema informativo geografico, geofisica, ingegneria strutturale, informatica e modellazione 3D. I trentatré contributi riuniti riflettono i vari punti di vista incrociati sull’intera costruzione di questa villa singolare.

“Patrimonio e Tecnologia. La rinascita di Pompei” è il tema dell’incontro a Palazzo Farnese di Roma, sede dell’ambasciata francese in Italia. Dall’esempio di Pompei si affronta l’applicazione del digitale nella conservazione dei Beni culturali

Villa di Diomede a Pompei oggetto progetto ENS/Centre Jean Bérard diretto da Hélène Dessales

Palazzo Farnese a Roma, sede dell’ambasciata di Francia in Italia

Il patrimonio fa parte degli elementi costituenti dell’identità della Francia e dell’Italia. Rappresenta anche una sfida importante per i due Paesi. La Francia è il 4° paese in numero di siti classificati al patrimonio mondiale dell’Unesco e l’Italia il 1°. Sono anche al 1° posto per la Francia e al 5° per l’Italia delle destinazioni più frequentate dai turisti internazionali. Non è un caso, quindi, che sia la Francia sia l’Italia abbiano sviluppato spiccate competenze di conservazione, restauro, valorizzazione e mediazione del patrimonio. Di qui l’interessante tema dell’incontro “Patrimonio e Tecnologia. La rinascita di Pompei” affrontato nell’ambito dei “Dialoghi del Farnese” e del ciclo “Patrimonio e Innovazione”, promosso da Christian Masset, ambasciatore di Francia in Italia, a Palazzo Farnese, sede dell’ambasciata francese a Roma, lunedì 17 giugno 2019 alle 18.30. Interverranno personalità di spicco dei due Paesi: Hélène Dessales, archeologa, professoressa all’Ecole Normale Supérieure, responsabile del progetto ENS/Centre Jean Bérard sulla Villa di Diomede; Massimo Osanna, archeologo, direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, professore all’università di Napoli; Marco Fabbri, archeologo, professore all’università di Roma “Tor Vergata”; e François Fouriaux, dell’École française de Rome. Modera Fabio Cappelli, caporedattore Cultura e spettacoli Rainews24. L’apporto delle tecnologie, in particolare del digitale, alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio è ormai decisivo. L’applicazione della ricostruzione 3D ai beni culturali, dal singolo oggetto ai più importanti siti archeologici, suppone di riunire delle competenze pluridisciplinari per raccogliere i dati, confrontarli agli archivi, restituire i risultati presso gli studiosi e il pubblico. Di questo processo complesso renderanno conto i relatori partendo dall’esempio di Pompei e dallo sforzo recente per far rinascere questo patrimonio eccezionale. In questi mesi sono stati organizzati diversi incontri italo-francesi sui temi del patrimonio comune ad entrambi i Paesi e sulle ultime innovazioni tecnologiche, didattiche e sociali relative al patrimonio. Il ciclo “Patrimonio e innovazione” si svilupperà anche attraverso varie iniziative a Firenze, Genova e Milano.

L’archeologa francese Helene Dessales

Hélène Dessales è archeologa e docente all’Ecole Normale Supérieure, responsabile del progetto ENS/Centre Jean Bérard sulla Villa di Diomede. Ha scritto la sua tesi nel 2002 su «La mise en scène de l’eau dans l’habitat urbain romain : l’exemple de Pompéi» nella rivista Revue Archéologique nel 2005. Tra il 2000 e il 2003 è membro della Scuola Francese di Roma, Sezione Antichità. Dal 2012 al 2013, ha fatto parte della delegazione del CNRS a del Centro Jean Bérard di Napoli. Ha contribuito alla diffusione delle sue ricerche su Pompei presso la sede di attraverso numerosi congressi nazionali e internazionali ma anche articoli scientifici, trasmissioni di articoli scientifici, documentari televisivi (“Pompei. Acqua e fuoco”, Arte, 2015) e radio (“Les Mystères de Pompéi”, France Inter, 2011).

Massimo Osanna, direttore generale del parco archeologico di Pompei

Massimo Osanna è direttore generale del parco archeologico di Pompei e professore in archeologia all’università di Napoli. È stato direttore della Scuola di Specializzazione in archeologia (2002 – 2007) e direttore della Scuola di specializzazione in beni Archeologico (2009-2014). Ha anche insegnato come insegnante-ricercatore ospitato all’ENS di Parigi (2013-2014). Tra il 2003 e il 2010 è stato co-direttore della nel sito dell’ex Taurianum. In seguito è diventato consulente scientifico della Comune di Ascoli Satriano (Puglia) e della soprintendenza per i Beni archeologici di Puglia. Dal 2008 è membro del Centro Studi Internazionale dell’antica religione greca. In qualità di membro del Comitato Scientifico, è responsabile della serie di monografie “Archeologia e arti antiche” dell’École Normale Supérieure di Pisa. Massimo Osanna fa anche parte della commissione di esperti per la valutazione di l’Unità comune di ricerca “Archeologia delle società mediterranee” sotto la supervisione degli istituzioni e organizzazioni francesi: l’università Paul Valéry, Montpellier 3; il CNRS e l’università Paul Valéry, Montpellier 3, ministero della Cultura.

L’archeologo Marco Fabbri

Marco Fabbri è professore associato all’università di Roma Tor Vergata, dove insegna Topografia di Roma e dell’Italia antica e Metodologia e tecnica della ricerca Archeologica. In Italia ha diretto scavi in diverse regioni e ha partecipato a numerosi progetti di ricerca sulla pianificazione territoriale e urbanistica e sulla valorizzazione del patrimonio storico-archeologico. Nel 2018 è stato Professeur invité all’École Pratique des Hautes Études de Paris. Negli ultimi anni è stato co-direttore delle indagini sull’acropoli di Gabii (Roma) e del Progetto internazionale CHORA (Laboratori di Archeologia in Basilicata). Attualmente dirige a Pompei la ricerca “Promoenia” sulle fortificazioni e coordina le attività di scavo e documentazione di una vasta area della Regio V.

L’archeologo francese François Fouriaux

François Fouriaux è archeologo topografo-geomatico all’Ecole Française de Rome, il quale ha collaborato al progetto “Organizzazione, gestione e trasformazione di un’area suburbana: la porta Ercolano di Pompei, tra spazio funebre e spazio commerciale”. Attualmente impegnato in un progetto riguardante la Necropoli di Porta Nocera a Pompei, offrirà, attraverso il suo intervento, una panoramica sulle tecnologie per l’acquisizione delle informazioni 3D utilizzate e la loro importanza per tale progetto.