Archivio tag | Giovanni Brusin

Aquileia (Ud). Al museo Archeologico nazionale la conferenza “In un angolo dello scavo si è trovata un’ara sepolcrale: Giovanni Brusin e lo scavo del sepolcreto” con Paola Ventura, soprintendente ABAP-FVG, e Cristiano Tiussi, direttore di Fondazione Aquileia, quarto appuntamento di “Suggestioni archeologiche” il ciclo di conferenze quest’anno dedicato all’eredità di Giovanni Brusin (1883-1976) e alle grandi scoperte dell’archeologia aquileiese

Con la conferenza “In un angolo dello scavo si è trovata un’ara sepolcrale: Giovanni Brusin e lo scavo del sepolcreto” con Paola Ventura, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giuia, e Cristiano Tiussi, direttore di Fondazione Aquileia, giovedì 23 luglio 2026, alle 17.15, al museo Archeologico nazionale di Aquileia (Ud) quarto appuntamento con le “Suggestioni archeologiche”, il ciclo di conferenze organizzato ogni anno da museo Archeologico nazionale e Associazione nazionale per Aquileia per raccontare l’archeologia del territorio: scoperte, novità, approfondimenti e storie di persone che si sono spese per la cura, lo studio e la valorizzazione di Aquileia. L’edizione 2026 è dedicata a uno dei protagonisti dell’archeologia aquileiese e alle grandi scoperte della sua epoca: Giovanni Battista Brusin, direttore del museo Archeologico nazionale dal 1922 al 1952. Al termine brinderemo con il vino delle Grandi Terme, grazie a Fondazione Aquileia e Vini Brojli.

Lo scavo del Sepolcreto di Aquileia in un’immagine d’archivio (foto man-aquileia)

Dopo gli incontri delle scorse settimane, dedicati ai grandi complessi monumentali al cuore dell’antica Aquileia, Paola Ventura e Cristiano Tiussi condurranno idealmente i partecipanti nel settore occidentale della città: sarà il racconto della scoperta del cosiddetto Sepolcreto, una delle aree funerarie più note di Aquileia, indagata da Giovanni Brusin e dall’Associazione Nazionale per Aquileia tra 1939 e 1940, e oggetto di un recente restauro che ha valorizzato appieno uno degli scorci più suggestivi del sito Unesco.

Lo scavo del Sepolcreto di Aquileia in un’immagine d’archivio (foto man-aquileia)

“Il terreno in questione – scriveva Giovanni Brusin – si stende a una cinquantina di metri dalla cinta verso ovest ed è notevolmente sopraelevato rispetto alla strada e ai terreni a sud, la quale cosa mi aveva tratto a pensare che dipendesse almeno in parte da una maggiore quantità di materiale di distruzione o di scarico qui accumulatovi.  Perciò, appunto, oltre che per la immediata vicinanza alla città stessa e anzi a una sua porta, era stato ognora vivo in me il desiderio di eseguire qui uno scavo. La cosa potè finalmente avere attuazione l’anno scorso, grazie alla squisita cortesia del proprietario del fondo…”. Un ragionevole sospetto, un’intuizione da archeologo, una curiosità vorace: qualsiasi cosa fu, venne ben ripagata e i risultati di quelle ricerche, a suo dire, risultarono “soddisfacenti appieno”.

Aquileia (Ud). Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Giovanni Brusin e gli scavi della Basilica del Monastero” con Marta Novello, direttrice del MAN-Aquileia, terzo appuntamento di “Suggestioni archeologiche” il ciclo di conferenze quest’anno dedicato all’eredità di Giovanni Brusin (1883-1976) e alle grandi scoperte dell’archeologia aquileiese

Con la conferenza “Giovanni Brusin e gli scavi della Basilica del Monastero” con Marta Novello, direttrice del museo Archeologico nazionale di Aquileia, giovedì 16 luglio 2026, alle 17.15, al museo Archeologico nazionale di Aquileia (Ud) terzo appuntamento con le “Suggestioni archeologiche”, il ciclo di conferenze organizzato ogni anno da museo Archeologico nazionale e Associazione nazionale per Aquileia per raccontare l’archeologia del territorio: scoperte, novità, approfondimenti e storie di persone che si sono spese per la cura, lo studio e la valorizzazione di Aquileia. L’edizione 2026 è dedicata a uno dei protagonisti dell’archeologia aquileiese e alle grandi scoperte della sua epoca: Giovanni Battista Brusin, direttore del museo Archeologico nazionale dal 1922 al 1952. Al termine dell’incontro brindisi con Cantine Ca’ Tullio.

Basilica in Monastero ad Aquileia: mosaico con iscrizione (foto man-aquileia)

Scriveva Giovanni Brusin: “Dicembre 1948. 23. Si continua lo scavo nel saggio iniziato ieri e qui la sorpresa è grande, non solo perché è stato trovato il mosaico ma anche perché è in ottimo stato e qui si trova anche un’iscrizione. L’iscrizione è chiusa in un cerchio e dice…”. La direttrice Marta Novello illustrerà ai partecipanti la storia di questa incredibile scoperta, la scoperta dei mosaici della basilica paleocristiana di Monastero: un tappeto musivo di quasi 50 m portato alla luce in uno scavo estensivo negli anni Cinquanta del Novecento, con medaglioni iscritti che riportano i nomi dei fedeli che contribuirono alla realizzazione del pavimento in tessellato.

I resti della basilica paleocristiana conservati all’interno del museo Paleocristiano di Aquileia (foto nicola oleotto / fondazione aquileia)

La basilica di Monastero è ancora oggi uno dei luoghi più suggestivi di Aquileia: al cuore di un piccolo borgo senza tempo, ebbe una vita lunghissima, con cambi di destinazione d’uso e trasformazioni che ne hanno consentito la conservazione fino ai giorni nostri. Oggi si può visitare il venerdì mattina e il sabato mattina, dalle 8.30 alle 13.30 e, solo per il mese di luglio, anche il venerdì pomeriggio, dalle 14.30 alle 18.30.

Aquileia (Ud). “Un’epoca di scoperte straordinarie”: al via al museo Archeologico nazionale “Suggestioni archeologiche” il ciclo di conferenze quest’anno dedicato all’eredità di Giovanni Brusin (1883-1976) e alle grandi scoperte dell’archeologia aquileiese. Ecco il programma

Con la conferenza “Grandi Terme: i mosaici dell’Aula Nord. Dal ritrovamento alle più recenti letture” di Matteo Cadario e Marina Rubinich (università di Udine), giovedì 2 luglio 2026, alle 17.15, al museo Archeologico nazionale di Aquileia (Ud) torna il tradizionale appuntamento di luglio con le “Suggestioni archeologiche”, il ciclo di conferenze organizzato ogni anno da museo Archeologico nazionale e Associazione nazionale per Aquileia per raccontare l’archeologia del territorio: scoperte, novità, approfondimenti e storie di persone che si sono spese per la cura, lo studio e la valorizzazione di Aquileia. L’edizione 2026 è dedicata a uno dei protagonisti dell’archeologia aquileiese e alle grandi scoperte della sua epoca: Giovanni Battista Brusin, direttore del museo Archeologico nazionale dal 1922 al 1952.

A cinquant’anni dalla scomparsa, le sue scoperte sono ancora oggetto di studio e di ricerca grazie all’intervento dei molti enti impegnati nella valorizzazione del sito Unesco di Aquileia, che hanno raccolto e fatto propria la sua missione. Ascolteremo dalla loro voce quali sono le novità, le sfide e le questioni ancora aperte che riguardano alcuni dei contesti monumentali della città antica che proprio l’impegno di Brusin e dell’Associazione nazionale per Aquileia, consentì di portare alla luce. Nata nel 1928, l’Associazione nazionale per Aquileia fu sempre al fianco dell’archeologo aquileiese promuovendo e sostenendo, anche finanziariamente, studi, scavi e ricerche in quelle che ancora oggi sono fra le aree archeologiche più note e frequentate della città.

SUGGESTIONI ARCHEOLOGICHE 2026. L’appuntamento è al museo Archeologico nazionale tutti i giovedì di luglio 2026 alle 17.15. Al termine di ogni incontro è previsto un breve momento conviviale. La partecipazione è gratuita, prenotazione consigliata a museoaquileiaeventi@cultura.gov.it / 0431 91016.

2 luglio, ore 17.15, “Grandi Terme: i mosaici dell’Aula Nord. Dal ritrovamento alle più recenti letture” con Matteo Cadario e Marina Rubinich, università di Udine

9 luglio, ore 17.15, “Giovanni Brusin e la decorazione architettonica di Aquileia” con Alessandro Mortera, università di Udine

16 luglio, ore 17.15, “Giovanni Brusin e gli scavi della Basilica di Monastero” con Marta Novello, museo Archeologico nazionale di Aquileia

23 luglio, ore 17.15, “In un angolo dello scavo si è trovata un’ara sepolcrale. Giovanni Brusin e lo scavo del Sepolcreto” con Cristiano Tiussi, Fondazione Aquileia, e Paola Ventura, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio FVG

30 luglio, ore 17.15, “Giovanni Brusin: gli scavi del porto fluviale e l’origine dell’Associazione Nazionale per Aquileia” con Luca Villa, Associazione nazionale per Aquileia

#iorestoacasa. Con “Gli scavi archeologici di Fondo Pasqualis” tema della quinta “pillola video” proposta dalla Fondazione Aquileia l’archeologa Patrizia Basso presenta le nuove scoperte dell’area dei mercati

“Gli scavi archeologici del Fondo Pasqualis” aprono una nuova finestra su Aquileia che, in questo momento di chiusura forzata, aderisce alla campagna del MiBACT #iorestoacasa con una nuova proposta on-line: dieci narratori d’eccezione saranno i protagonisti di altrettante “pillole video” della Fondazione Aquileia. La quinta “pillola video” con appunto “Gli scavi archeologici del fondo Pasqualis”, condotti dal team del dipartimento di Culture e Civiltà dell’università di Verona guidato da Patrizia Basso, , in collaborazione scientifica e convenzione con la Fondazione Aquileia e su concessione ministeriale, permettono di conoscere meglio la storia dell’area che ospitava gli antichi mercati di Aquileia.

Una veduta aerea di Fondo Pasqualis, l’area dei mercati di Aquileia, prima delel ultime campagne di scavo (foto fondazione Aquileia)

“Scavare ad Aquileia è proprio una grande emozione”, esordisce l’archeologa Patrizia Basso. “In questo momento ci sono varie università, vari enti che stanno scavando: occasione di confronto importante, di provare tutti insieme – ognuno col proprio tassello – a ricostruire la grande storia di questa straordinaria città”. Fondo Pasqualis è un’area che era già stata scavata negli anni Cinquanta del Novecento dall’archeologo Giovanni Brusin che aveva portato alla luce due grandi piazze per la vendita di merci (mercati) e due cinte murarie interpretate proprio come cinte di difesa della città. “Quando abbiamo cominciato il lavoro -continua la professoressa – abbiamo prima di tutto voluto fare una pianta con un drone dall’alto, e poi abbiamo cominciato a fare dei sondaggi, delle ricognizioni geofisiche per cercare di capire in una zona così bassa quali erano le aree più promettenti per lo scavo. Abbiamo portato alla luce una nuova piazza che non era mai stata vista prima, monumentale, tutta lastricata. E nell’area delle mura invece è stato portato alla luce completamente un muro che era già stato scavato ma poi mai capito fino in fondo, che probabilmente è il primo muro di sponda, il primo argine di un antico corso del fiume Natiso che all’epoca era molto più largo rispetto a quello che si vede oggi”. Questo argine presenta dei gradini che scendevano verso il fiume, quindi verso un punto di attracco per imbarcazioni che navigavano il fiume. “Più di trovare, mi aspetto e spero di poter capire come funzionava questo quartiere, cosa si vendeva nelle piazze. Per esempio, abbiamo trovato molte conchiglie: quindi ci chiediamo se non fossero aree destinate anche a queste vendite. Ma soprattutto di capire come funzionava questo sistema di fiume, banchine di attracco, strade per la vendita delle merci e poi le piazze mercato. L’acqua è una disgrazia per noi archeologi qui ad Aquileia, però è anche stata la fortuna di poter portare alla luce in uno stato straordinario di conservazione pali di legno e anfore che costituiscono la sponda del fiume e che abbiamo trovato anche sotto il muro di cinta. Con le analisi dendrocronologiche saremo in grado di datare la sponda all’anno. Nello stesso tempo nell’ultima campagna di scavo è emersa una intera passerella, un intero molo, tutto in pali di legno in verticale e in orizzontale che rappresenta la struttura più spettacolare che abbiamo finora portato alla luce”.