Archivio tag | Gennaro Sangiuliano

Pompei. Il parco amplia lo scavo a Civita Giuliana e subito vengono alla luce nuovi reperti: stoviglie e coppe in ceramica, ancora in situ, di un ambiente dei quartieri servili

pompei_civita-giuliana_quartieri-servili_stoviglie_reperti marzo 2023 (4)_foto-parco-archeologico-pompei

Coppe e stoviglie in ceramica trovate in situ in un ambiente dei quartieri servili del grande complesso di Civita Giuliana (Pompei) (foto parco archeologico di pompei)

Il parco archeologico di Pompei amplia lo scavo di Civita Giuliana. E subito vengono alla luce nuovi reperti: stoviglie e coppe in ceramica comune e da fuoco, trovate in posizione capovolta lungo le pareti di un ambiente che faceva parte dei quartieri servili di un vasto complesso residenziale. È ormai lungo l’elenco delle sorprese emerse dallo scavo di Civita Giuliana: dal carro cerimoniale decorato con rilievi d’argento, a una stalla con un sauro bardato, da due vittime dell’eruzione di cui furono eseguiti i calchi, a una stanza dove abitavano tre schiavi, forse una piccola famiglia. 

“Queste scoperte confermano l’importanza di ampliare ancora l’area di scavo”, sottolinea il direttore del parco, Gabriel Zuchtriegel. “Per questo vorrei ringraziare la Procura, con la quale coordiniamo il proseguimento delle ricerche, e anche il Comune di Pompei che ha reso possibile l’ampliamento dello scavo interrompendo il traffico in un breve tratto stradale. Siamo certi che i risultati, in termini scientifici ma anche turistici, giustificheranno qualche piccolo disagio che l’intervento può provocare per il traffico in questo periodo. Lavoriamo affinché il sito di Civita Giuliana possa entrare a pieno titolo nei circuiti di visita del sistema Pompei, come anche le ville di Boscoreale, Oplontis-Torre Annunziata e Castellamare di Stabia”. E il procuratore Nunzio Fragliasso: “I recenti ritrovamenti archeologici nel sito di Civita Giuliana si collocano nell’ambito di una campagna di scavi che da tempo vede la Procura della Repubblica di Torre Annunziata a fianco del Parco Archeologico di Pompei, in attuazione del protocollo sottoscritto dai due enti, che, coniugando le ricerche archeologiche con le attività investigative, rappresenta un vero e proprio accordo ‘pilota’ nel campo della sinergia tra le istituzioni pubbliche per la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico nazionale e si è rivelato uno strumento formidabile per il contrasto alle attività clandestine di scavo e la restituzione alla collettività di reperti e testimonianze di eccezionale valore storico e culturale”.

pompei_accordo-tribunale-torre-annunziata_firma_foto-parco-archeologico-pompei

La firma del protocollo d’intesa tra il procuratore del Tribunale di Torre Annunziata, procuratore Pierpaolo Filippelli, e il Parco archeologico di Pompei, dg Massimo Osanna (foto parco archeologico di Pompei)

 

pompei_protocollo-procura-torre-annunziata_Zuchtriegel-Fragliasso_foto-parco-archeologico-pompei

Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, e Nunzio Fragliasso, procuratore FF di Torre Annunziata, al rinnovo del protocollo di intesa per il contrasto al saccheggio e al traffico di reperti archeologici (foto parco archeologico di pompei)

Il sito di Civita Giuliana è stato sottratto a un’annosa attività di depredamento da parte di scavatori clandestini grazie a un protocollo d’intesa tra la Procura della Repubblica di Torre Annunziata e il parco archeologico di Pompei, siglato nel 2019 dall’allora direttore Massimo Osanna, ora direttore generale Musei, e dal procuratore della Repubblica di Torre Annunziata Pierpaolo Filippelli. L’accordo, rinnovato nel 2021 dal direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel e dal procuratore Nunzio Fragliasso, prevede sforzi congiunti per contrastare gli scavi clandestini nei dintorni di Pompei e per indagare e valorizzare scientificamente i siti sottratti ai tombaroli, grazie anche al supporto del Nucleo Tutela patrimonio culturale Campania e del Nucleo investigativo Torre Annunziata dell’Arma dei Carabinieri. 

pompei_civita-giuliana_quartieri-servili_stoviglie_reperti marzo 2023 (3)_foto-parco-archeologico-pompei

Coppe e stoviglie in ceramica trovate in situ in un ambiente dei quartieri servili del grande complesso di Civita Giuliana (Pompei) (foto parco archeologico di pompei)

Si presuppone che i vasi ritrovati in questi giorni fossero in situ, all’epoca della fase finale dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.  Si tratta di un ulteriore dato che conferma come l’indagine stratigrafica di un complesso, per anni oggetto di scavi clandestini, riesca ad arricchire la nostra conoscenza di aspetti della vita quotidiana poco documentati nelle fonti scritte, grazie allo straordinario stato di conservazione riscontrato qui come in altri siti vesuviani. Il ritrovamento è avvenuto nei pressi di una strada moderna che attraversa la Villa e che è stato necessario chiudere non solo per consentire l’indagine delle strutture antiche al di sotto della carreggiata, ma anche perché una estesa rete di cunicoli realizzati dai tombaroli ha finito per minare il terreno, rendendo necessaria una tempestiva messa in sicurezza dell’area. 

pompei_parco_Casa dei Vettii_zuchtriegel-e-sangiuliano_foto-silvia-vacca

Il direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel con il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano nella Casa dei Vettii (foto silvia vacca)

“Questi ritrovamenti dimostrano l’impegno e la capacità dello Stato di arginare la piaga degli scavi clandestini e del commercio di beni archeologici e costituisce una importante risposta allo scempio perpetrato negli anni dai tombaroli”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, “Pompei è l’orgoglio dell’Italia ed è nostra intenzione difendere e promuovere ancora di più un patrimonio che è un unicum a livello mondiale”.  E il direttore generale Osanna: “Il cantiere di Civita Giuliana ha consolidato un approccio innovativo allo scavo che vede istituzioni differenti muoversi fianco a fianco, grazie all’intuizione della Procura di Torre Annunziata che da subito ha coinvolto il Parco archeologico. In un territorio così ricco di storia e pure così tanto abusato, che ancora cela importanti tracce del passato, come stanno dimostrando le scoperte di questi anni, è fondamentale che la tutela dei beni culturali e la legalità procedano di pari passo”. 

 

14 marzo: giornata nazionale del Paesaggio. Al ministero assegnazione del premio biennale in diretta streaming. In giro per l’Italia molte iniziative: eccone alcune

ministero_giornata-del-paesaggio_premio-nazionale_locandina

Martedì 14 marzo 2023 è la Giornata Nazionale del Paesaggio, istituita nel 2016 con l’obiettivo “di promuovere la cultura del paesaggio in tutte le sue forme e sensibilizzare i cittadini sui temi ad essa legati”. Alle 10, a Roma, nella sala Spadolini del ministero della Cultura, sarà assegnato il Premio nazionale del Paesaggio, manifestazione giunta alla IV edizione che attribuisce, a cadenza biennale, un riconoscimento a un progetto che si è distinto per la capacità di valorizzare il paesaggio attraverso azioni di salvaguardia, gestione o pianificazione, in linea con i 4 criteri indicati dall’Ue (esemplarità, sviluppo territoriale sostenibile, partecipazione, sensibilizzazione). Il vincitore concorrerà, in rappresentanza dell’Italia, alla VIII edizione del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa. Dopo i saluti istituzionali del direttore generale ABAP Luigi La Rocca, saranno illustrati i progetti in gara. A seguire saranno consegnati gli encomi e le menzioni da parte dei componenti della Commissione. Alle 14, il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, consegnerà al vincitore il Premio Nazionale del Paesaggio: Clicca qui per seguire la diretta streaming sul canale YouTube del MiC.

cerveter-tarquinia_parco_giornata-del-paesaggio_locandinaCERVETERI / TARQUINIA. In occasione della “Giornata Nazionale del Paesaggio”, il parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia organizza delle esclusive visite guidate gratuite. A Cerveteri nella necropoli della Banditaccia: alle 10 e alle 15, “Passeggiata tra la cura del verde e la tutela archeologica”, durata 1 h-1,30 ca. La visita permetterà di scoprire le aree in cui sono stati fatti interventi migliorativi e quelli in cui si prevede la manutenzione ordinaria e straordinaria, il difficile equilibrio della gestione del verde e la conservazione del patrimonio archeologico alla scoperta di scorci e paesaggi suggestivi della necropoli. A Tarquinia nella necropoli dei Monterozzi: alle 10 e 15, “Paesaggi dipinti: la necropoli dei Monterozzi”, durata 1 h-1,30 ca. Visita guidata alla scoperta delle famose tombe dipinte della necropoli.

roma_domus-aurea_ingresso_foto-PArCo

Visite guidate alla Domus Aurea per la Giornata nazionale del Paesaggio (foto PArCo)

ROMA / PARCO ARCHEOLOGICO DEL COLOSSEO. Martedì 14 marzo 2023, in occasione della Giornata Nazionale del Paesaggio 2023, il parco archeologico del Colosseo propone due visite in Domus Aurea. Guidati dall’architetto paesaggista Gabriella Strano sarà possibile visitare la Domus Aurea e conoscerne i progetti di restauro e di recupero del verde, oltre alle principali scoperte sul paesaggio antico. Il numero massimo di partecipanti per ciascuna visita gratuita è di 23 persone. Alle 14: PRENOTA QUI https://www.eventbrite.com/e/583091611707; alle 16: PRENOTA QUI https://www.eventbrite.com/e/583091350927

ercolano_panorama-con-vesuvio_foto-paerco

La magia del sito archeologico di Ercolano dominato dal Vesuvio (foto Paerco)

ERCOLANO. Visita integrata al parco archeologico di Ercolano e alla mostra “Materia” alla Reggia di Portici. Il parco archeologico di Ercolano partecipa alle Giornata nazionale del Paesaggio ricordando l’opportunità di scoperta di un territorio dalla storia ricchissima e affascinante: unire le emozioni della visita del Parco e quelle della mostra Materia, sui legni dell’antica Herculaneum, allestita alla Reggia di Portici è possibile grazie al biglietto integrato disponibile presso le biglietterie del Parco e della Reggia e online all’indirizzo https://shop.visitaremateriainreggia.it/it/biglietti.

pompei_casa-di-pansa_Vivaio Flora Pompeiana (3)_foto-parco-archeologico-pompei

Il vivaio della Flora pompeiana nella di Pansa a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

pompei_casa-di-pansa_Vivaio Flora Pompeiana (2)_foto-parco-archeologico-pompei

Il vivaio della Flora pompeiana nella di Pansa a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

POMPEI. Il 14 marzo 2023 in occasione della “Giornata nazionale del paesaggio” al Vivaio della Flora Pompeiana nella casa di Pansa a Pompei – antico giardino riattivato e rigenerato nel pieno rispetto dei riferimenti storico e archeologici nonché laboratorio di studio agricolo ai fini della produzione di colture “antiche” da ricollocare nei giardini delle domus – sarà possibile conoscere le piante e le tecniche di coltura del passato a confronto con quelle del presente. Ai visitatori sarà riservata una giornata di didattica sull’orticoltura antica che è tra le basi dell’agricoltura biologica e sostenibile dei nostri giorni. L’esperto dei giardini del Parco, Maurizio Bartolini, illustrerà attraverso gli esempi di piante coltivate nel vivaio quali erano le tipologie che si potevano piantare in antico e ancora oggi. Ad affiancarlo dalle 10 alle 12 saranno presenti anche “I ragazzi di Plinio”, impegnati nel corso dell’anno nella raccolta dei frutti e dei prodotti dell’orto del sito di Pompei, la cui attività si inserisce nell’ambito dei progetti di agricoltura sociale, avviati già da tempo dal Parco in collaborazione con la Cooperativa sociale Il Tulipano che vede protagonisti i ragazzi e giovani con autismo e\o disabilità cognitive del centro Medico Riabilitativo di Pompei, coinvolti in percorsi formativi di riabilitazione e inserimento al lavoro attraverso l’agricoltura. La gestione, manutenzione e valorizzazione del verde e del paesaggio delle aree archeologiche è tra le attività su cui il Parco archeologico di Pompei sta particolarmente investendo. Dalla  gestione dei vigneti, che passeranno da una superficie di 1,7 ettari a circa 5 ettari, a tutto il ciclo produttivo del vino biologico, attraverso il coinvolgimento di partner internazionali, anche privati; alla coltivazione degli ulivi (con raddoppio dal 2023 delle attuali 120 piante di Pompei e Stabia) per la produzione dell’olio EVO in collaborazione con Unaprol e Aprol Campania; al programma di imboschimento con la sponsorizzazione di Arbolia (circa 7000 nuove piante in due anni dal Bosco antico di Piazza Anfiteatro, già realizzato, al bosco produttivo di Villa di Cicerone ora in cantiere), fino all’attività sperimentale dell’eco pascolo per la manutenzione dei prati sui pianori non scavati del sto di Pompei.

taranto_archeologico_giornata-del-paesaggio_locandinaTARANTO / MARTA. Il museo Archeologico nazionale di Taranto si prepara a stupire i suoi visitatori con il suo programma di attività per la Giornata del Paesaggio. Il 14 marzo 2023, il MArTA aprirà le sue porte per far conoscere a grandi e piccini il paesaggio tipico della città di Taranto: quello caratterizzato dai suoi due mari. Dalle 17 alle 19 i bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni potranno partecipare al laboratorio didattico “Gli abitanti del Mare”. Una visita guidata a misura di bambini e anche un laboratorio di riciclo creativo attraverso cui realizzare sagome della fauna che contraddistingue il paesaggio marino e le sue profondità: https://bit.ly/gli-abitanti-del-mare . Dalle 17.30 alle 19.30, in contemporanea, gli adulti potranno partecipare alla visita guida tematica dal titolo “La città tra i due mari: alla scoperta del paesaggio dell’antica Taranto”: un’esperienza coinvolgente che li porterà alla scoperta dei reperti del Museo, raccontando il legame ancestrale tra la città, i suoi abitanti e il mare: https://bit.ly/la-citta-dei-2-mari. Dagli antichi attrezzi da pesca, ai piatti di pesce che descrivono la biologia marina del Mediterraneo, passando per le sirene, le raffigurazioni di delfini e i marmi di epoca tardo-repubblicana in un percorso tematico destinato a raccontare il paesaggio e le civiltà che hanno fatto la storia di questa terra.

taranto_patrimonio-subacqueo_giornata-del-paesaggio_locandinaTARANTO / PATRIMONIO SUBACQUEO. In occasione della Giornata nazionale del Paesaggio martedì 14 marzo 2023, la soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo organizza una conferenza sul tema “Paesaggio U-Mano. La mano dell’uomo: conoscenza e progetto del paesaggio”, alle 15.30, nella sede dell’ex-convento di Sant’Antonio in via Viola 12 a Taranto. Intervengono: Cosma Chirico, già archivista di Stato, su “Il paesaggio e le sue rappresentazioni nella cartografia storica”; Nicola Martinelli, del Politecnico di Bari, su “Fari e paesaggi costieri italiani”; Vito Crisanti, dottore forestale, su “Interventi di ricostruzione paesaggistica e naturalistica a scala territoriale in provincia di Taranto”; Serena Piroddu, architetto paesaggista, su “L’ultimo paesaggio a sud-est di Taranto fra trasformazioni e valorizzazioni”. Intervento conclusivo: Barbara Davidde, soprintendente Patrimonio subacqueo, su “La progettazione dello spazio marittimo e il patrimonio culturale”.

lecce_area-archeologca-rudiae_Ripresa aerea anfiteatro-paesaggio_foto-mic

Ripresa aerea dell’area archeologica e dell’anfiteatro di Rudiae (Lecce) (foto mic)

LECCE. Per la Giornata nazionale del Paesaggio, il 14 marzo 2023 visita guidata “Rudiae e il paesaggio della Valle della Cupa” al parco archeologico di Rudiae (Lecce), fruibile grazie a un accordo di promozione e valorizzazione stipulato tra la soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce e la società Archeologia Ricerca e Valorizzazione Srl (A.R.Va) – spin off dell’università del Salento, in collaborazione con il Comune di Lecce. Rudiae, inserita nel suggestivo paesaggio della Valle della Cupa, rappresenta uno dei siti archeologici più importanti dell’intera penisola salentina ed è nota soprattutto per aver dato i natali a Quinto Ennio (239-169 a.C.), il padre della letteratura latina. Nell’area archeologica sono state riportate alla luce aree di necropoli, tombe ipogee scavate nella roccia, porzioni delle fortificazioni messapiche, oltre a tratti di strade basolate, luoghi di culto ed edifici pubblici di età romana. Al centro dell’insediamento si conserva l’anfiteatro, costruito durante il regno dell’imperatore Traiano (98-117 d.C.).

sibari_giornata-del-paesaggio_locandinaSIBARI. Martedì 14 marzo 2023 al museo nazionale Archeologico della Sibaritide si celebra la Giornata nazionale del Paesaggio con due appuntamenti. Alle 10.30, tornerà a trovarci l’ArcheoCamper che ci proporrà il percorso a tema “Kore e le stagioni”, pensato dalla cooperativa sociale CSC per le scolaresche, gli ospiti dei progetti CAS/SAI, oltre che per quanti vorranno partecipare. La visita delle collezioni sarà arricchita dai racconti dei miti antichi e da attività di laboratorio. Nel pomeriggio alle 17.30 vi aspettiamo numerosi a “Il paesaggio nel Museo”, visita tematica curata dall’archeologa Donatella Novellis, responsabile dei Servizi educativi del Parco. Scopriremo come il Museo racconta il paesaggio antico e contemporaneo attraverso i reperti dei siti archeologici della Sibaritide, l’archeobotanica ed i resti vegetali antichi da poco esposti nelle sale, la lettura che l’artista Anna Corcione fornisce del paesaggio della Sibaritide nella mostra “Naturalia et Mirabilia”. Per ArcheoCamper: progetticalabria@cooperativacsc.it, 3280664676. La visita tematica “Il paesaggio nel Museo” non necessita di prenotazione. Le attività sono gratuite, comprese nel costo del biglietto d’ingresso.

vibo-valentia_giornata.del-paesaggio_locandinaVIBO VALENTIA. Martedì 14 marzo 2023 per contribuire alla promozione di questo evento la soprintendenza ABAP per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia partecipa ad una serie di eventi e manifestazioni. L’ iniziativa “Il paesaggio come strumento e oggetto di cura” propone un percorso attraverso il “Parco Diffuso della Conoscenza e del Benessere” di Reggio Calabria, tra i progetti premiati nell’edizione del 2021 del “Premio Nazionale del paesaggio”. Il percorso inizia alle 10 al “Polo sanitario di prossimità di Arghillà” per poi continuare dalle 12.30 alle 14.30 al “Centro di Medicina Solidale di Pellaro” con collegamenti con lo “Studio Medico nell’Università Mediterranea” e un momento convivale con prodotti Km 0. Dalle 15 alle 18 si prosegue nel paesaggio del “Feudo San Filippo di Pellaro” dove si svolgeranno performance artistiche, passeggiate tematiche e conversazioni en plein aire, programmate e improvvisate, con i componenti della Comunità ACE. Nella tarda mattinata verrà illustrato il restauro del dipinto su tela raffigurante la Visitazione, non ancora attribuito, ma risalente probabilmente al XVIII sec. e ritrovato dopo molti decenni dalla sua scomparsa all’interno della chiesa dei SS. Pietro e Paolo dell’antico borgo di Pentedattilo, frazione di Melito Porto Salvo (RC). Il paese sorge alle pendici del Monte Calvario, una parete rocciosa che, come racconta il nome greco, ricorda un’enorme mano aperta. Immerso nell’area grecanica, in passato fu un importante punto di accesso per l’Aspromonte, mentre oggi è un paese fantasma, tra i più affascinanti della costa calabrese, colpito da terremoti e alluvioni. Gli abitanti costretti ad abbandonarlo e a trasferirsi a valle per ragioni di sicurezza non hanno però mai interrotto il legame con questo luogo. Ѐ proprio l’interesse della comunità ha portato al recupero dell’opera, il cui restauro è avvenuto in situ nella forma del “cantiere aperto”, come tentativo di rimettere in circolo l’esperienza del bello facendo dialogare immagini e luoghi, risignificando gli spazi e ricucendo i tempi. Il dipinto ritrovato all’interno di un paese abbandonato proprio nella giornata nazionale del paesaggio ci interroga sul sensibile problema della tutela e su come salvaguardare quella caratteristica che rende unico al mondo il nostro patrimonio storico e artistico: il valore artistico dei beni culturali in un insieme indissolubile con il loro contesto ambientale. Nel pomeriggio è programmata la conferenza “Paesaggi in Pinacoteca. Percorso tra le opere esposte” che sarà tenuta da Daniela Vinci, funzionario storico dell’arte della Sabap RC -VV, nell’ambito dell’iniziativa “Arte in Città”. L’incontro avrà luogo nella pinacoteca civica di Reggio Calabria alle 16.30 e sarà l’occasione per riflettere sul concetto di paesaggio e per sviluppare un percorso tematico tra le opere pittoriche in cui il paesaggio si sviluppa in varie forme. Infine, dalle 17.30, si terrà a Gallico, nella sede dell’Associazione Tre Quartieri, l’incontro dal tema “Tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale di Gallico”. Nel corso dell’evento, promosso dall’assessorato alla Cultura della Città di Reggio Calabria, si affronterà il tema della tutela e valorizzazione dei numerosi beni culturali che caratterizzano il paesaggio di Gallico.

reggio-calabria_archeologico_giornata-del-paesaggio_23_locandinaREGGIO CALABRIA. Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria per la Giornata nazionale del Paesaggio, nell’ambito del ciclo di incontri “Officina al MArRC” promosso dall’associazione “Pietre di Scarto”, propone, alle 17, nella sala Conferenza, “Il paesaggio. Vie di terra, vie di mare: la lunga strada per la formazione di una comunità”. Con un testo letterario, un’opera artistica, musicale, video o fotografica, ci si confronta sulle suggestioni che tali opere suscitano in ciascuno. La partecipazione all’evento è gratuita, fino a disponibilità dei posti. Interverranno gli studenti del corso per adulti dell’Istituto professionale Boccioni-Fermi di Reggio Calabria, indirizzo Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. “Il paesaggio rappresenta la nostra identità poiché deriva dall’azione di fattori naturali e umani, esprimendo un intreccio tra cultura, storia e natura”, commenta la presidente dell’associazione, Rosa Puntillo. “L’obiettivo dell’Officina sarà quello di contribuire a promuovere la cultura del paesaggio in tutte le sue forme, per imparare a riconoscere, salvaguardare e, laddove necessario, recuperare i valori culturali che esso esprime. Volgeremo il nostro sguardo innanzitutto ai paesaggi dell’antichità attraverso alcuni preziosi reperti archeologici custoditi al MArRC, che saranno lo spunto da cui cominciare la riflessione. Parlare poi del nostro paesaggio ci aiuterà a conoscere meglio non solo le varie comunità, ma anche noi stessi”.

cagliari_archeologico_giornata-del-paesaggio_locandinaCAGLIARI. Nell’ambito della Giornata nazionale del Paesaggio la soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e sud Sardegna, organizza in collaborazione con il Comando Marittimo Autonomo Ovest una giornata di riflessione pubblica e confronto sulle tematiche connesse al rapporto tra la città ed il mare con particolare riferimento ai paesaggi che questo rapporto costruisce anche in una prospettiva di profondità temporale storica e futura. L’obiettivo di contribuire a “promuovere la cultura del paesaggio in tutte le sue forme e a sensibilizzare i cittadini sui temi ad essa legati, attraverso specifiche attività da compiersi sull’intero territorio nazionale mediante il concorso e la collaborazione delle Amministrazioni e delle Istituzioni, pubbliche e private”. L’intenzione è quella di dare voce e accogliere, in una costruttiva riflessione, i punti di vista dei soggetti che a diverso titolo, per le proprie prerogative e competenze, entrano in relazione con i temi connessi al territorio costiero e al mare. Nella sala Cinema del Comando Marittimo Autonomo Ovest, a Cagliari, alle 9, introduce ai lavori la soprintendente APAB-Ca Monica Stochino; dopo i saluti delle autorità, alle 10.30 la prima sezione “Programmi e strategie per un rapporto in costante evoluzione”; 11.30, “Progetti e strumenti di tutela dei paesaggi”. Nel pomeriggio, dalle 15, è prevista una visita guidata alla Base di Luna Rossa Prada Pirelli team. Sempre nella sede dell’Ammiragliato, sarà allestita una piccola mostra dei materiali recuperati nel corso di operazioni di archeologia subacquea e saranno messi in mostra i lavori dei laboratori didattici che hanno già visto il coinvolgimento di alcune classi della scuola dell’infanzia e primaria.

8 marzo 2023, Giornata internazionale della donna: non solo ingresso gratuito per le donne. Ecco alcune iniziative da Cividale ad Agrigento. Qualche idea anche da enti civici o privati

ministero-cultura_8-marzo-2023_locandinaMercoledì 8 marzo 2023, Giornata internazionale della donna, su proposta del ministro della Cgiornata ultura, Gennaro Sangiuliano, l’ingresso per le donne in musei, parchi archeologici, complessi monumentali, castelli, ville e giardini storici e altri luoghi della cultura statali sarà gratuito. Numerose iniziative sono state organizzate per sensibilizzare e riflettere sull’importanza culturale della Giornata. Ecco qualcuna, da Nord a Sud.

cividale_archeologico_8-marzo_locandinaCIVIDALE Al museo Archeologico nazionale mercoledì 8 marzo 2023 un regalo Speciale per donne Speciali: ingresso gratuito con la possibilità di usufruire di due visite guidate: alle 10.30 e alle 16.

altino_archeologico_8-marzo_locandinaALTINO Al museo Archeologico nazionale oltre all’ingresso gratuito per le donne durante tutta la giornata, sono in programma importanti novità: alle 17, sarà inaugurata la nuova sala conferenze, alla presenza della direttrice Marianna Bressan, del sindaco del Comune di Quarto d’Altino Claudio Grosso e di Cristina Gasparini, assessore alla cultura del Comune di Quarto d’Altino. Per l’occasione è prevista una conferenza di Francesca Ghedini, professoressa emerita di Archeologia classica all’università di Padova, dal titolo: “Donne di potere nella Roma Imperiale”. Seguirà un brindisi a cura del Comune di Quarto d’Altino e della Pro loco di Quarto d’Altino. L’evento, su prenotazione, è gratuito per le donne e gli abbonati, mentre è incluso nel biglietto d’ingresso per tutti gli altri. Info: drm-ven.museoaltino@cultura.gov.it | 0422789443.

ravenna_classis_8-marzo_locandinaRAVENNA Al Museo Classis: la fortuna è donna? In occasione della Festa della Donna, mercoledì 8 marzo 2023, ingresso ridotto per tutte le donne al Museo Classis. Inoltre, alle 16, RavennAntica propone la conversazione “… tutto l’oro ch’è sotto la luna: la fortuna è donna?”: protagoniste Letizia Lodi, direttrice del museo nazionale di Ravenna, e Francesca Masi, direttrice della Fondazione RavennAntica. Partendo dai versi di Dante Alighieri, si affronteranno alcune riflessioni sul legame che intercorre tra il fato e le figure femminili, sia analizzando le vicende di alcune celebri eroine della storia sia attraverso i reperti contenuti in museo, a partire dal volto della Tyche, la personificazione della dea Fortuna, divinità che garantiva la floridezza di una città e il suo destino, rinvenuta negli scavi dell’area di Classe e divenuta il simbolo di Ravenna. Conversazione ad ingresso libero. Prenotazione consigliata: tel. 0544 473717 (tutti i giorni 10 – 17).

roma_capitale_8-marzo_locandinaROMA CAPITALE Mercoledì 8 marzo 2023, in occasione della Giornata internazionale della Donna, tante le iniziative della Sovrintendenza Capitolina dedicate alla valorizzazione del talento femminile nell’arte e nella cultura e alle protagoniste della vita culturale e sociale della città lungo le vie, nei musei e nei siti archeologici. Appuntamenti anche con traduzione in Lingua dei segni italiana – LIS. La visita al museo della Repubblica Romana mette in scena le figure femminili che svolsero un ruolo di primo piano nella difesa di Roma nel 1849. Ai Musei Capitolini sono di scena figure di donne, sante, eroine e dee, dai capolavori della Pinacoteca Capitolina. Di grande suggestione anche le vicende di alcune donne tra Medioevo ed epoca barocca, rievocate con una passeggiata ai Fori Imperiali, mentre nella Galleria d’Arte Moderna si svolge un appassionante storytelling sui corpi e i volti delle donne che emergono dalle esposizioni in corso; il Museo della Scuola Romana di Villa Torlonia omaggia le artiste che hanno rinnovato l’ambiente culturale romano interbellico e al Museo Napoleonico sono di scena le numerose figure femminili che popolano l’immaginario visivo del museo stesso. Ancora, alla Centrale Montemartini le opere di arte antica raccontano di donne comuni e di principesse, imperatrici e dee, mentre l’incontro al Museo delle Mura è dedicato alla Spiritualità e devozione femminile nelle Mura Aureliane, luogo dove furono assicurati, con la diffusione del Cristianesimo, spazi devozionali, in particolare proprio per le donne. Infine, al Museo di Roma è rievocata la figura della poetessa e femminista ante litteram del Settecento, Petronilla Paolini. Nel ricco programma non mancano itinerari per le vie della città: “Come diventare donne rispettabili”, sul ruolo sociale della donna nel passato attraverso un percorso nell’area del Campo Marzio, mentre “Donne tra mito e realtà” a S. Urbano alla Caffarella si concentra su alcune figure che hanno lasciato traccia nella storia del tempio antico, poi trasformato in chiesa. Il percorso “Street art a San Lorenzo: tra Resistenza e diritti civili” pone, invece, l’attenzione sulle principali opere di Street art nello storico quartiere, raccontandone la storia e l’identità attraverso temi quali la Resistenza, l’accoglienza, la solidarietà e i diritti civili. Infine, appuntamento a piazza di Porta Capena per “Egeria e le altre ninfe” che secondo gli antichi abitavano l’area e nel rione Campo Marzio, Meretrici, partorienti, mammane e modelle, una passeggiata per ripercorrere la storia attraverso le vicende delle figure femminili tra il XVI e il XIX secolo.

roma_parco_8-marzo_locandinaROMA / PARCO ARCHEOLOGICO DEL COLOSSEO In occasione della Giornata Internazionale della Donna l’ingresso al Parco archeologico del Colosseo è gratuito per tutte le donne con prenotazione del biglietto gratuito senza costi aggiuntivi sul sito del concessionario CoopCulture selezionando la data di mercoledì 8 marzo e successivamente l’opzione “Biglietto gratuito per le donne”. Attenzione: il biglietto gratuito può essere utilizzato durante tutto l’orario di apertura del monumento. L’orario indicato per la prenotazione e sul biglietto è l’ultimo orario di accesso consentito per il giorno prenotato.

roma_dialoghi-in-curia_8-marzo_locandinaInoltre, mercoledì 8 marzo 2023, alle 11, la Curia Iulia ospita la presentazione del volume “Non è un Paese per madri” di Alessandra Minello (Editori Laterza). Introduce Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Alessandra Minello, università di Padova; Giulia Pedrucci, università di Verona; Stefania Solare, UNICEF Italia, Coordinatrice programma “Insieme per l’allattamento”. Modera Maria Lombardi, Il Messaggero. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite https://www.eventbrite.it/e/565183778897. Ingresso da Largo della Salara Vecchia, 5. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo. Il libro: in Italia nascono sempre meno bambini, aumentano le donne senza figli, chi diventa madre lo fa sempre più tardi. Perché una dimensione della vita che dovrebbe essere semplice è diventata così complicata? Per rispondere bisogna affrontare sia gli aspetti culturali sia quelli strutturali che pesano sulle spalle delle italiane. Tra i primi, il mito della maternità che esercita una pressione fortissima nel nome di un ideale di perfezione. Tra gli aspetti strutturali, mancanza di servizi per l’infanzia, congedi parentali non equamente distribuiti e incertezza lavorativa. In questo saggio – informatissimo e ricco di dati – idee e proposte per superare la crisi demografica e per immaginare una società in cui vita professionale e vita privata siano in armonia.

roma_villa-giulia_8-marzo_questione-di-stile_locandinaROMA / MUSEO DI VILLA GIULIA Mercoledì 8 marzo 2023, in occasione della Giornata internazionale della donna, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’ingresso per le donne sarà gratuito. Inoltre, alle 11, visita guidata speciale “QUESTIONE DI STILE. Acconciature antiche al Museo ETRU” per scoprire la moda etrusca in fatto di pettinature, attraverso le opere del Museo e la performance live dell’hair stylist Paolo Fasulo. Vi siete mai chiesti come si pettinavano le donne etrusche? Quali potevano essere le loro acconciature e le tecniche per realizzarle? Un tema certamente curioso e affascinante che ci svela un aspetto delle abitudini e delle tendenze in fatto di moda, in voga al tempo degli Etruschi. Acconciature elaborate, capigliature ribelli, domate in crocchie o divise in trecce elaborate, insomma alla moda. Le acconciature antiche sono ancora oggi oggetto di grande fascino e curiosità. E noi oggi come possiamo leggerle e capirle? È davvero tutta una questione di stile? Sarà un evento corale per vivere il mondo etrusco al femminile con una visita guidata tematica a più voci, introdotta dal direttore Valentino Nizzo e condotta dall’archeologa Romina Laurito e dall’hair stylist Paolo Fasulo. Un itinerario attraverso le opere che, con le loro acconciature, hanno molto da raccontare del mondo antico e ci svelano tutta la loro modernità, in fatto di stile. Al termine della visita, l’emiciclo si animerà di una performance live di acconciature antiche a cura dell’hair stylist Paolo Fasulo e della makeup artist Rossella Zeppetella. Prenotazione richiesta all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it

roma_museo-delle-civiltà_8-marzo_locandinaROMA / MUSEO DELLE CIVILTà Il Museo delle Civiltà a Roma Eur aderisce alla proposta del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, riservando a tutte le donne l’ingresso gratuito per l’intera giornata di apertura, dalle 8 alle 19 (ultimo ingresso ore 18.30). Le visite guidate e i laboratori a cura di Aditum Cultura sono a pagamento e con prenotazione. Alle 16.30, “La Venere paleolitica. Dee, donne e madri”: visita guidata e laboratorio per bambini e bambine dai 6 anni: costo 12 euro. Una visita alla scoperta delle rappresentazioni femminili più antiche, le veneri gravettiane, e delle loro forti connessioni con la natura. Partendo dalle osservazioni sui manufatti trattati durante la visita guidata saranno poi riprodotti, in laboratorio, alcuni modelli delle statuine in argilla.

roma_muciv_shyama-tara_scultura-buddista_foto-muciv

Shyama Tara (Tara “verde”), scultura in lega metallica dorata del XVII secolo, proveniente da Tibet o Nepal, parte delle Collezioni delle Arti e Culture Asiatiche (foto muciv)

Tra le tante opere che celebrano il femminile presenti nelle collezioni del museo delle Civiltà,  in occasione della Giornata Internazionale della Donna il Muciv sceglie di raccontare Il bodhisattva femminile Shyama Tara (Tara “verde”), una scultura in lega metallica dorata del XVII secolo, proveniente da Tibet o Nepal, parte delle Collezioni delle Arti e Culture Asiatiche. Considerata come dea madre nel Buddhismo indo-tibetano, il nome di questa divinità ha almeno due connotazioni che concorrono a definirne il carattere protettivo: stella, e quindi guida dei viaggiatori, e salvatriceTara è colei che salva dalle acque degli oceani fisici e dalla sofferenza ciclica, simboleggia la conoscenza e la saggezza, e ci proteggerà dal pericolo dell’ignoranza guidandoci sul sentiero del risveglio (bodhi). Tara è il potere dei buddha e l’energia femminile primordiale, la saggezza madre di tutti buddha i vittoriosi.

napoli_mann_8-marzo_locandinaNAPOLI Il museo Archeologico nazionale, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, propone alle 16.30 una visita speciale “Il filo di Arianna”, gratuita di un’ora: percorso narrante che tratta storie di donne protagoniste o vittime di vicende dolorose, sanguinose o fantastiche, nelle quali i personaggi femminili sono stati sconfitti o ne sono usciti vittoriosi. Un modo per riflettere ulteriormente sulla condizione della donna, l’origine e il tramandarsi di ataviche tradizioni. Sarà affidato ai partecipanti un filo, un simbolico filo che dovrà condurre il gruppo fuori dal labirinto dei luoghi comuni, dei cliché, delle tradizioni che riguardano la donna. Si comincia con Minosse, incarnazione della violenza, dei pregiudizi della sopraffazione, nei confronti della donna, per esorcizzarlo, e stanarlo. Ogni mito, narrato prendendo spunto da un’opera, tratterà di un argomento o di una condizione nella quale ciascuna in qualche modo potrà riconoscersi, per riflettere e discutere. E allora Dirce, Medea, Andromeda, le figlie di Niobe, Europa e per finire Arianna, tutte ci raccontano la storia di se… per liberarci.

pompei_parco_laboratorio-restauro_donne_foto-parco-archeologico-pompei

Valeria Amoretti, funzionaria antropologa del Parco Archeologico di Pompei (foto parco archeologico di pompei)

POMPEI Il parco archeologico mercoledì 8 marzo 2023, in occasione della “Giornata internazionale della donna”, prevede ingresso gratuito a tutte le donne e visite speciali riservate alle donne titolari della My Pompeii card e un accompagnatore, al Laboratorio di ricerche applicate del Parco, centro di ricerche e analisi del Parco, custode di reperti organici unici rinvenuti nell’area vesuviana.

taranto_archeologico_8-marzo_locandinaTARANTO Al museo Archeologico nazionale per la Giornata Internazionale della Donna, ingressi gratuiti per le donne, visite guidate e laboratori didattici per bambini dedicati all’universo femminile. Dalle 10.30 alle 12.30 i visitatori potranno partecipare a “Bellezza e forza. Storie di donne greche e romane”: visita guidata multisensoriale con approfondimenti sulla moda, la cosmesi, la cura del corpo e le donne nella Taranto greca e romana (prenotarsi scrivendo all’indirizzo mail man-ta.didattica@cultura.gov.it  ACQUISTA IL BIGLIETTO). Dalle 17 alle 19 per i bambini dai 6 agli 11 anni sarà possibile partecipare a “Storie di principesse, dee e bambine”: visita tematica e al laboratorio didattico sulle fanciulle greche e romane (PRENOTA IL BIGLIETTO: BAMBINI  ACQUISTA IL BIGLIETTO: ACCOMPAGNATORE). Per maggiori informazioni e per prenotare il proprio biglietto, consultare il link: https://bit.ly/8-marzo-al-marta. “L’intento è quello di creare sempre nuove occasioni di fruizione e di rendere la realtà museale accessibile per tutti, con proposte culturali diversificate che possano coinvolgere anche chi non abbia la possibilità di dedicare le proprie risorse alla cultura”, afferma il direttore regionale Musei Puglia, nonché delegato alla direzione del MArTA, Luca Mercuri. Tra i molteplici obiettivi dell’Agenda 2030 proclamati dall’Unione Europa, di rilevante importanza risulta infatti quello dell’accessibilità, concepito anche in termini di uguaglianza dei diritti e di partecipazione a tutti i livelli della società. Sebbene la parità di genere e l’empowerment femminile abbiano consentito di ottenere significativi progressi nella scolarizzazione delle donne e nell’inserimento delle stesse in ambito lavorativo, le indagini ISTAT nazionali dimostrano che ancora oggi i dati di consumo e di fruizione culturale, in particolar modo nel sud Italia, sono inferiori alla media nazionale ed europea.

reggio-calabria_archeologico_8-marzo_locandinaREGGIO CALABRIA Al museo Archeologico nazionale mercoledì 8 marzo 2023 ingresso gratuito per tutte le donne. L’iniziativa, promossa dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, viene arricchita al MArRC con due importanti appuntamenti. “Anche il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria vuole festeggiare questa giornata dedicata alle donne”, commenta il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. “Il MArRC consolida la sua identità di luogo di cultura per tutta la comunità del territorio. Ed è proprio attraverso la cultura, nel senso più ampio del termine, che si vincono pregiudizi e stereotipi e si prende coscienza del valore delle persone, indipendentemente dal genere. Ringrazio lo staff del Museo e il CIS Calabria per condividere con entusiasmo l’impegno per la diffusione della conoscenza”. La mattina alle 11, le scuole in visita al Museo potranno partecipare al percorso tematico “Dee di Magna Grecia. Religione mito e figure femminili”, condotto da Daniela Costanzo, funzionario archeologa del Museo, e ideato con la collaborazione di Maria Domenica Lo Faro, archeologa e funzionario amministrativo. Sarà un percorso diffuso, con un focus su alcuni reperti esposti al livello B nella sezione dedicata ai santuari della Calabria greca. Il pomeriggio, invece, appuntamento in sala conferenze, alle 17, per l’incontro promosso dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria dal titolo “La donna nell’antichità Classica”. Si parlerà di condizione e status sociale della donna a partire dall’epos omerico fino alla tarda età romana, nelle evidenze archeologiche, storiche e letterarie. Relatrici dell’incontro saranno la prof.ssa Paola Radici Colace, ordinario di Filologia classica al DiCAM dell’università di Messina, nonché presidente onorario e direttore scientifico del CIS, e la prof.ssa Rosa Santoro, aggregato di Letteratura latina nel medesimo Dipartimento. Introdurrà i lavori, dopo i saluti istituzionali del direttore Carmelo Malacrino, Loreley Rosita Borruto, presidente del CIS Calabria. “Ripercorrere la storia delle donne non è semplice curiosità erudita”, afferma la prof.ssa Radici Colace. “Nonostante i radicali mutamenti oggi intervenuti, con la conquista della parità formale, rivisitare il retaggio di una plurimillenaria ideologia discriminatoria consente di individuare nelle organizzazioni sociali dell’antichità il momento nel quale la divisione dei ruoli venne teorizzata e praticata non solo come fatto culturale, ma anche come conseguenza di una differenza biologica, tradotta in una inferiorità di genere codificata dalle leggi. È nell’antichità greca e romana che nascere femmina è passato da differenza biologica ad asimmetria e subalternità culturale.  Ed è in tali società che vanno ricercate le radici di certi stereotipi ancora oggi responsabili di pregiudizi nei confronti delle donne”. Sarà un viaggio nella storia al femminile, attraverso la formazione delle donne, il matrimonio, lo stato civile, la dote, l’eredità, il divorzio, l’adulterio, nonché le categorie di genere e la codificazione dell’inferiorità, sullo sfondo delle riflessioni filosofiche, giuridiche e religiose nell’antichità classica.

agrigento_valle-dei-templi_8-marzo_locandinaAGRIGENTO Il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi in occasione delle celebrazioni per la ricorrenza annuale della festa della donna aderisce all’evento “8 marzo al Museo” che prevede l’ingresso gratuito per le donne nei musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali, promuovendo inoltre un itinerario di visita tematico “Storie di donne e dee al museo Griffo” tra le vetrine del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”. Non tutti lo sanno o ci hanno mai fatto caso, ma tanti tra i reperti del museo “Pietro Griffo” di Agrigento raccontano delle storie tutte al femminile. Non si tratta soltanto dei preziosi vasi sui quali campeggiano bellissime figure che immortalano eroine, creature mostruose, guerriere e dee, ma anche di reperti che restituiscono uno spaccato della vita quotidiana di donne vissute anche più di 2500 anni fa: tra monili, epigrafi, “portagioie”, porta profumi e porta trucchi, ex voto di diverse fogge e materiali, pesi da telaio e tanti altri oggetti ancora, i visitatori avranno modo di riflettere sulla condizione sociale e culturale delle donne ai tempi di Akràgas ed Agrigentum condotti dagli archeologi Coopculture (azienda che gestisce i servizi aggiuntivi). Appuntamento alla biglietteria del museo Griffo alle 17.

parigi_louvre_ostrakon-con-scena-di-allattamento_da-deir-el-medina_foto-marsilio

Ostrakon con scena di allattamento, conservato al museo del Louvre di Parigi, ed esposto nella mostra “I creatori dell’Egitto eterno” (foto marsilio)

VICENZA Mercoledì 8 marzo 2023, in occasione della Giornata internazionale della donna, tutte le donne potranno visitare la mostra “I creatori dell’Egitto eterno” con il biglietto ridotto da 11 euro. È possibile acquistare il biglietto direttamente in Basilica palladiana, il giorno stesso o online al link https://www.ticketlandia.com/m/i-creatori-dell-eterno-egitto. La mostra è aperta dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17). “L’8 marzo, Giornata internazionale della donna, proponiamo l’ingresso ridotto a tutte le donne che entreranno in mostra”, dichiarano il sindaco Francesco Rucco e l’assessore alla Cultura Simona Siotto. “Un piccolo riconoscimento che vuole essere un modo per invitare le donne a visitare l’esposizione che sta ricevendo riconoscimenti a livello internazionale”. I visitatori avranno a disposizione l’audioguida gratuita. Sarà sufficiente inquadrare il qrcode con il proprio smartphone per seguire il percorso accompagnati dalla voce del curatore della mostra e direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco. Si consiglia di portare gli auricolari. L’esposizione – curata da Christian Greco, Corinna Rossi, Paolo Marini e Cédric Gobeil. – è ideata e promossa dal Comune di Vicenza e dal museo Egizio, con il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Vicenza, in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio e la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza. La promozione e l’organizzazione sono curate da Marsilio Arte, che ne pubblica il catalogo. I partner dell’esposizione sono Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia – Vicenza, Fondazione Giuseppe Roi, AGSM AIM, Confindustria Vicenza, LD72, Beltrame Group ed Euphidra. Informazioni: https://www.mostreinbasilica.it/it/.

verona_corte-sgarzerie_criptoportico_lume-di-lucerna_foto-archeonaute

Visita a lume di lucerna del criptoportico di Corte Sgarzerie a Verona (foto archeonaute)

VERONA L’associazione Archeonaute in occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale dei diritti della donna, propone una visita guidata archeologica del Criptoportico di Corte Sgarzerie a lume di… lucerna. Appuntamento mercoledì 8 marzo 2023, alle 18. Durata: 1 ora circa. Costo: 5 euro. Prenotazione obbligatoria (Prenota Ora). Posti limitati.

gallerie-d-italia_logoGALLERIE D’ITALIA In occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, mercoledì 8 marzo 2023, tutte le donne potranno avere una riduzione del biglietto di ingresso per visitare le Gallerie d’Italia di Milano, Napoli, Torino e Vicenza. Inoltre, sono previste in tutte le sedi visite guidate speciali legate al tema dell’universo femminile nell’arte.

Le Gallerie d’Italia di Milano propongono alle 17.30 la visita guidata “Donne dentro e fuori la cornice”: un percorso ricco di luoghi e volti, dalle filande ottocentesche animate dal lavoro di giovani ragazze ai nobili rampolli ritratti da Angelica Kauffmann. Informazioni e prenotazioni: 5 euro a persona, escluso biglietto d’ingresso. Sarà applicata la tariffa di ingresso ridotta per ogni donna. L’attività sarà avviata al raggiungimento di un numero minimo di iscritti. Prenotazione obbligatoria al numero verde 800.167619 o via mail all’indirizzo milano@gallerieditalia.com.

Alle Gallerie d’Italia di Napoli è in programma alle 12.30 e alle 16 la visita guidata “La donna nell’arte”, dedicata alle figure femminili protagoniste di tante opere esposte in collezione e all’evoluzione della rappresentazione della donna nell’arte, dal XVII secolo ai primi anni del XX secolo. Informazioni e prenotazioni: 7 euro a persona, incluso il biglietto d’ingresso. L’attività sarà avviata al raggiungimento di un numero minimo di iscritti. Prenotazione obbligatoria al numero verde 800.167619 o via mail all’indirizzo napoli@gallerieditalia.com.

Alle Gallerie d’Italia di Torino è prevista alle 19 la visita guidata “Donnarte”, focalizzata sul progetto artistico di JR “Women are Heroes” e sulla condizione sociale delle donne nei campi di rifugio. La visita si concluderà in Archivio Publifoto ripercorrendo gli scatti più significativi di grandi personalità femminili della storia sociale italiana e internazionale. (Informazioni e prenotazioni: 5 euro a persona, escluso biglietto d’ingresso.  Ingresso ridotto per tutte le donne. Prenotazione obbligatoria al numero verde 800.167619 o scrivendo a torino@gallerieditalia.com.

Le Gallerie d’Italia di Vicenza propongono alle 18 la visita guidata con degustazione “Un simposio al femminile”: le forme e le raffigurazioni pittoriche delle ceramiche antiche diventano occasione di un viaggio alla scoperta degli spazi e dei tempi della donna. Un itinerario che scandisce i diversi momenti della sua vita nell’Antica Grecia: dalla moda alla cura del corpo, dai rituali della seduzione e del matrimonio alla vita nello spazio domestico. Il percorso all’interno della mostra Argilla. Storie di viaggi si concluderà con un aperitivo “in rosa”. (Informazioni e prenotazioni: 10 euro a persona, incluso biglietto d’ingresso e aperitivo. Prenotazione obbligatoria al numero verde 800.167619 o vicenza@gallerieditalia.com.

Castellammare (Na). Collina di Varano, partiti i lavori di consolidamento e restauro della Grotta di San Biagio, luogo di culto del V-VI secolo d.C., sotto Villa Arianna, per la sua apertura al pubblico. Zuchtriegel: il territorio di Stabia è un gigante culturale che va raccontato

castellammare-pompei_grotta-di-san-biagio_posizione-affreschi_1_foto-parco-archeologico-pompei

La pianta della Grotta di San Biagio a Castellammare di Stabia (Na) con il posizionamento degli affreschi (foto parco archeologico pompei)

Partiti i lavori di consolidamento e restauro della Grotta di San Biagio, luogo di culto risalente al V-VI secolo d.C. situata ai piedi della collina di Varano, a Castellammare di Stabia, nell’area sottostante Villa Arianna. Gli interventi sono programmati dal parco archeologico di Pompei con la collaborazione del Centro Interdipartimentale dei Beni Culturali (CiBEC) dell’università di Napoli Federico II con un obiettivo ben preciso: giungere in futuro alla fruizione del monumento. L’accordo è stato stipulato nel dicembre 2022 tra il Parco e il CiBEC, con responsabili scientifici il prof. ing. Luciano Rosati per il CIBEC e gli ingegneri Vincenzo Calvanese e Alessandra Zambrano per il parco archeologico di Pompei: si tratta di una collaborazione scientifica per lo svolgimento di studi e ricerche, la definizione delle linee guida orientate al consolidamento e al restauro della Grotta San Biagio e del costone prospiciente.

castellammare-pompei_Carotaggi Villa Arianna (1)_foto-parco-archeologico-pompei

I carotaggi nell’area di Villa Arianna a Castellammare di Stabia (foto parco archeologico pompei)

castellammare-pompei_Carotaggi Villa Arianna (3)_foto-parco-archeologico-pompei.jpg

I carotaggi nell’area di Villa Arianna a Castellammare di Stabia (foto parco archeologico pompei)

Le indagini e le attività di monitoraggio in corso, previste nel piano delineato nel 2022 con il CiBEC, sono propedeutiche allo studio della stabilità del versante del costone della collina di Varano e della volta della Grotta San Biagio, al fine di rimuovere le strutture provvisionali attualmente presenti e permetterne la visita. Il CIBEC supporta, in questa prima fase delle attività, il parco archeologico di Pompei nella definizione del piano delle indagini sia di tipo geotecnico del costone che dei materiali strutturali della grotta. Grazie alla sinergia fra più istituzioni, le prove in corso sono eseguite a cura dell’Ente Autonomo Volturno (EAV), impegnato nella realizzazione del raddoppio della linea ferroviaria posta a valle del costone di Varano.  Il monitoraggio prevede l’esecuzione di carotaggi fino ad una quota inferiore a quella d’imposta della grotta San Biagio, il posizionamento di inclinometri atti a misurare eventuali dissesti sul costone di Varano, rilievi topografici, e saggi stratigrafici preventivi. Le prove di laboratorio sui campioni estratti dai carotaggi saranno effettuate all’università Federico II di Napoli, e forniranno i dati necessari al prosieguo delle attività scientifiche.

pompei_parco_casa-dei-vettii_apertura-col-ministro_taglio-del-nastro_foto-silvia-vacca

Casa dei Vettii a Pompei: taglio del nastro con al centro il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, tra il direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, e il direttore generale Musei Massimo Osanna (foto silvia vacca)

“Si tratta di un contesto unico da recuperare e valorizzare, che si aggiunge al quadro storico delle testimonianze archeologiche dell’area di Stabia”, dichiara il direttore Gabriel Zuchtriegel. “Tutto il territorio è oggetto di grande attenzione da parte del Parco archeologico che sta investendo in questi anni complessivamente circa 4 milioni di Euro a Castellammare di Stabia. Oltre alle indagini sulla grotta di San Biagio, abbiamo in campo una serie di progetti di ricerca, manutenzione, restauro e accessibilità delle ville antiche sul piano del Varano e un progetto di ampliamento del museo “Libero D’Orsi” nella Reggia di Quisisana. Visto l’unicità e la complessità del patrimonio presente sul territorio, possiamo definire Stabia un vero gigante culturale e come tale va raccontato. L’importanza dell’antica Stabia si comprende non ultimo dalla vicenda della straordinaria statua del Doriforo, trovata nel 1976 nel territorio stabiese e finita negli Stati uniti, che speriamo di riportare in Italia. Insieme al procuratore capo di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, abbiamo aggiornato il ministro Sangiuliano sulla vicenda in occasione della sua visita a Pompei poche settimane fa”.

castellammare-pompei_grotta-di-san-biagio_affresco-san-michele_2_foto-parco-archeologico-pompei

San Michele arcangelo: affresco nella Grotta di San Biagio a Castellammare di Stabia (foto parco archeologico pompei)

castellammare-pompei_grotta-di-san-biagio_affresco-santi-benedetto-e-renato_1_foto-parco-archeologico-pompei.jpg

I santi Benedetto e Renato: affresco nella Grotta di San Biagio a Castellammare di Stabia (foto parco archeologico pompei)

La Grotta San Biagio, forse originatasi in epoca romana per via delle attività di estrazione del tufo, intorno al V-VI secolo d.C. viene trasformata in un luogo di culto con la realizzazione di un primo ciclo di affreschi e, come spesso era usanza, anche di sepoltura dei defunti. Successivamente passò sotto il controllo dei Padri Benedettini e nel corso dei secoli sulle arcate poste lungo la navata principale furono raffigurati gli Arcangeli, tra cui San Michele e San Gabriele, oltre che altre splendide figure di Santi quali Santa Brigida e San Benedetto, San Pietro, San Giovanni Evangelista, San Renato. Prende il nome dal culto qui praticato dei Santi Mauro e Giasone, due fratelli romani martirizzati nei primi secoli del cristianesimo: il nome di quest’ultimo si trasformò nel corso dei secoli in Biagio. Nel 1695 l’allora vescovo Annibale di Pietropaolo decise di chiudere la grotta al culto, in quanto divenuta luogo malfamato e frequentato da malviventi, e trasferì il culto di San Biagio presso la Cattedrale.

Roma. Presentati al ministero della Cultura i 60 reperti archeologici, databili tra il VII sec. a.C. e il I sec. d.C. (valore stimato 20 milioni di dollari), rimpatriati dagli Usa grazie a un’operazione dei Carabinieri TPC insieme al DAO di New York. L’intervento degli esperti. E il bilancio del TPC per il 2022

roma_ministero_presentazione-reperti-provenienti-dagli-usa_ministro-sangiuliano_foto-mic

Il ministro Sangiuliano al centro del tavolo dei relatori alla presentazione dei 60 reperti archeologici rimpatriati dagli Usa (foto antonio minerva / mic)

L’ufficiale dei carabinieri apre il pacco con la stessa attenzione e curiosità con cui si scarta un regalo. Dentro, una meravigliosa kylix a fondo bianco, mostrata tra mille amorevoli attenzioni. È questo l’ultimo atto di una brillante operazione internazionale dei carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) insieme al New York County District Attorney’s Office (DAO), che ha portato al rimpatrio di 60 reperti archeologici – valore stimato oltre 20 milioni di dollari – dagli Stati Uniti, dov’erano stati commercializzati da trafficanti internazionali. Giunti nei giorni scorsi con un volo dagli Usa, scortati dai carabinieri, sono stati scaricati a Fiumicino e portati al ministero della Cultura per essere presentati ufficialmente, lunedì 23 gennaio 2023, nella sala Spadolini, alla presenza del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano; del comandante dei Carabinieri TPC, Gen. B. Vincenzo Molinese; il viceprocuratore del District Attorney’s Office di Manhattan, col. Matthew Bogdanos; il procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Roma, Angelantonio Racanelli; il ministro consigliere per gli Affari pubblici dell’ambasciata degli Stati Uniti a Roma, Christina Tomlinson; Federica Pitzalis, funzionario archeologo del MiC.

roma_ministero_presentazione-reperti-provenienti-dagli-usa_reperti-4_foto-antonio-minerva

Alcune ceramiche e bronzi tra i 60 reperti trafugati rimpatriati dagli Usa (foto antonio minerva / mic)

Questi 60 beni, ceramiche, bronzi, sculture, pitture, databili tra il VII sec. a.C. e il I sec. d.C., rappresentano il saccheggio dei siti archeologici italiani causato da trafficanti senza scrupoli al fine di procurarsi un profitto illecito. Per troppo tempo sono rimasti in musei, case private e gallerie estere senza alcun diritto di proprietà. Per smascherare questi criminali sono stati necessari anni di diligente e difficile lavoro investigativo svolto in coordinamento tra il Comando. “Il recupero di questi reperti da parte dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale è un grande successo nell’ambito delle attività di contrasto al traffico illecito dei beni che appartengono alla nostra nazione”, ha esordito il ministro Sangiuliano. “Ringrazio l’Arma per il prezioso e insostituibile lavoro quotidiano, svolto in ogni parte del mondo”. E il gen. Molinese: “Abbiamo portato a termine un’importante operazione grazie alla preziosa collaborazione italo-americana. La cooperazione tra le magistrature dei due Paesi ci ha consentito di ottenere un risultato di storica portata”. Carabinieri TPC, il DAO di New York, le competenti Autorità Giudiziarie nazionali e il necessario contributo tecnico-scientifico fornito dagli esperti del ministero della Cultura e il supporto del ministero degli Affari Esteri, ai quali si deve anche il fondamentale operato che ha fortemente sostenuto quella di cooperazione giudiziaria e di polizia, alla base dell’individuazione, recupero e restituzione dei reperti. In tale quadro non si può non dare risalto alla fattiva collaborazione fornita dalle istituzioni americane a quelle italiane. Il ritorno di questi manufatti nei luoghi a cui appartengono è una testimonianza dell’instancabile e costante impegno di queste istituzioni.

roma_ministero_presentazione-reperti-provenienti-dagli-usa_reperti-12_foto-antonio-minerva

Sculture e bronzi tra i 60 reperti trafugati rimpatriati dagli Usa (foto antonio minerva / mic)

Le opere erano state offerte in vendita da alcuni brokers dell’arte e sono poi confluite in collezioni private statunitensi, come in quella di uno dei più grandi collezionisti d’arte antica del mondo, al quale è stato addirittura imposto, per la prima volta nel suo genere, un divieto a vita di acquistare antichità a seguito dell’indagine penale pluriennale e multinazionale condotta dal DAO. L’attività d’indagine è stata supportata dagli accertamenti fotografici, eseguiti dal personale della Sezione Elaborazione Dati del Comando TPC, che hanno permesso di verificare le opere individuate nel contesto di procedimenti penali a carico di diversi trafficanti internazionali di reperti archeologici, nel corso dei quali il Reparto Operativo TPC ha sequestrato grandi quantità di materiale fotografico e documentale riferito a migliaia di beni trafugati, tra cui quelli presentati al ministero. Tali beni, infatti, erano stati immessi nel mercato antiquario internazionale attraverso transazioni effettuate da ricettatori di beni culturali e mercanti d’arte, senza le prescritte autorizzazioni, peraltro beni provento da scavo clandestino o da furti, e commercializzati nel mercato statunitense. Non vi era traccia, inoltre, in alcuna pubblicazione degli eventuali scavi scientifici che ne proferisse il loro ritrovamento, oltretutto di eccezionale qualità e rilevanza culturale. Pertanto, i reperti non erano noti al mondo accademico fino alla data della loro acquisizione nel mercato antiquario. Grazie alle prove documentali e fotografiche in possesso del Reparto Tpc dell’Arma dei Carabinieri è stato possibile determinare che i reperti fossero provento di scavi clandestini operati in Italia ed esportati all’estero senza le previste autorizzazioni del ministero della Cultura. In effetti, i reperti non avrebbero mai potuto lasciare il territorio nazionale, come previsto dalla legislazione fin dal 1909.

roma_ministero_presentazione-reperti-provenienti-dagli-usa_archeologa-federica-pitzalis_foto-mic

L’archeologa del MIC, Federica Pitzalis, illustra alcuni reperti archeologici rimpatriati dagli Usa (foto mic)

Dei 60 reperti archeologici recuperati, 57 sono stati esposti alla presentazione ufficiale: per tre, infatti, visto il loro stato frammentario e fragilità, è stato sconsigliato il loro spostamento. È stata l’archeologa Federica Pitzalis a presentare quattro reperti esemplificativi della varietà e dell’altissima qualità artistica e artigianale dei beni che sono stati sottratti nel corso degli anni al patrimonio culturale nazionale. E che al di là del dato etico, dimostrano quante potenzialità scientifiche ci siano in un recupero così importante.

60 reperti rimpatriati dagli Stati Uniti

Ercole uccide il serpente inviato da Giunone, alla presenza di Amphitryon: affresco trafugato da Ercolano (foto mic)

Il primo reperto è una pittura parietale proveniente da Ercolano nella quale è rappresentato con tratto veloce il mito dell’uccisione da parte di Ercole del serpente inviato da Giunone, alla presenza di Amphitryon marito della madre Alcmena. “Questo schema iconografico”, spiega Pitzalis, “è altrimenti noto in ambito vesuviano con schemi anche più complessi rispetto a questo che segue una scelta piuttosto simmetrica. Ma ritroviamo lo stesso mito ad esempio nella Casa dei Vettii a Pompei, o anche nell’Augusteum di Ercolano. Queste decorazioni parietali sono state purtroppo prede privilegiate dei saccheggi nel corso del tempo proprio perché evidentemente molto appetibili sul mercato antiquario. Ma fortunatamente sia grazie alla varietà e alla complessità del corpus noto sia all’auspicabile convergenza tra elementi della ricerca scientifica e risultanze investigative, proprio per questo tipo di materiali è possibile molto spesso una ricontestualizzazione puntuale, un ricollocamento nel contesto di origine che sia capace finalmente di ricucire il legame che è stato reciso con il trafugamento”.

roma_ministero_presentazione-reperti-provenienti-dagli-usa_testa-di-atena-in-marmo_foto-mic

Testa di Atena in marmo (II sec. a.C.) tra i reperti recuperati dai Carabinieri in Usa e riportati a casa (foto mic)

“Il secondo reperto che presentiamo”, continua Pitzalis, “è una testa marmorea di Atena ormai priva dell’elmo e disgiunta dal corpo con il quale doveva costituire una statua monumentale, preliminarmente inquadrata in età ellenistica e probabilmente destinata a uno spazio pubblico di rappresentanza o piuttosto a un’area sacra”.

60 reperti rimpatriati dagli Stati Uniti

Kylix a fondo bianco di produzione attiva (V sec. a.C.) con donna stante nell’atto di compiere un gesto rituale, tra i 60 reperti rimpatriati dagli Usa (foto mic)

Il terzo reperto è invece una kylix a fondo bianco che “rientra nel panorama delle produzioni di ceramica attica che tra VI e V sec. a.C. che trovano nella Sicilia, nell’Italia meridionale coloniale e nell’Etruria addirittura ricettori privilegiati, tant’è che i rinvenimenti italiani – sottolinea Pitzalis – sono fondamentali per lo studio di queste classi ceramiche. All’interno del vaso, già attribuito al Pittore di Villa Giulia e inquadrabile al secondo quarto del V sec. a.C., è ritratta una donna stante nell’atto di compiere un gesto rituale, probabilmente di carattere funerario. Mentre all’esterno, si riconosce il mito della dea Eos che insegue un giovane, probabilmente Titone in considerazione dell’attributo della lira”.

60 reperti rimpatriati dagli Stati Uniti

Busto maschile in bronzo (I sec. a.C. – I sec. d.C.) tra i 60 reperti rimpatriati dagli Usa (foto mic)

Infine l’ultimo reperto che sicuramente merita una particolare menzione è un busto di bronzo ancora con tracce polimateriche nella resa degli occhi. “Appare particolarmente interessante perché ha indubbiamente dei tratti molto peculiari per cui il fatto che adesso venga finalmente restituito alla conoscenza e allo studio e alle analisi, che potranno essere fatte dagli specialisti, fa immaginare che la peculiare sintassi del volto di questo ritratto possa ispirare numerose suggestioni a chi si occuperà degli approfondimenti di studio. Si tratta di un busto che preliminarmente appunto possiamo inquadrare tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C. ma che non si può escludere, pur con qualche cautela, potesse appartenere in origine a una statua a figura intera, forse in un secondo momento riadattata in qualche modo. Il dato importante – conclude Pitzalis – è che appartiene a una categoria di materiali, la statuaria bronzea appunto, purtroppo scarsamente rappresentata nonostante i recenti e fortunati rinvenimenti di San Casciano dei Bagni, è una categoria molto sottostimata nel record archeologico perché variamente dispersa nel tempo fino ai nostri giorni”.

roma_ministero_presentazione-reperti-provenienti-dagli-usa_reperti-22_foto-antonio-minerva

Il simbolo dei carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) (foto antonio minerva / mic)

Durante la presentazione dei reperti rimpatriati, il Gen. Molinese ha illustrato i dati statistici del 2022 sulle attività di contrasto ai traffici illeciti dei beni culturali condotte dai Carabinieri TPC. L’attività operativa dell’anno, i cui dati non sono ancora completi, ha fatto registrare 217 verifiche sulla sicurezza in musei, biblioteche e archivi, 381 perquisizioni, 971 persone denunciate, 74748 beni archeologici e paleontologici recuperati e 1227 opere false sequestrate (con un valore, qualora immesse sul mercato come autentiche, di oltre 85 milioni di euro). I furti di beni culturali sono stati complessivamente 288, così ripartiti: musei 10, luoghi espositivi 51, luoghi di culto 123, archivi 14, biblioteche 13, luoghi privati e pertinenze 77. Sono stati 31.672 i beni d’arte controllati nella “Banca Dati Leonardo” e 1419 i controlli alle aree archeologiche terrestri e marine, alcuni eseguiti in collaborazione con i Carabinieri del Raggruppamento Aeromobili o dei Nuclei Subacquei, 64 le persone denunciate per scavo clandestino. Ammontano a 2088 i controlli effettuati a esercizi antiquariali, in parte svolti online anche su cataloghi d’asta, a 678 le verifiche a mercati e fiere. Dall’inizio dell’anno i Carabinieri TPC hanno effettuato 1584 controlli a siti monumentali o paesaggistici (questi ultimi svolti d’intesa con il comparto Forestale dell’Arma), rilevando attività illecite e procedendo al deferimento di 124 persone e al sequestro di 8 immobili e 2 tra aree paesaggistiche o strutture (edificate senza le previste autorizzazioni) ricadenti in aree soggette a vincolo.

Roma. Recuperati in Usa 60 reperti archeologici di eccezionale valore culturale: lunedì 23 gennaio presentazione al ministero della Cultura in presenza e in diretta streaming

roma_ministero_presentazione-reperti-provenienti-dagli-usa_testa-di-atena-in-marmo_foto-mic

Testa di Atena in marmo (II sec. a.C.) tra i reperti recuperati dai Carabinieri in Usa e riportati a casa (foto mic)

Nell’elenco spiccano un importantissimo affresco pompeiano raffigurante “Ercole fanciullo con serpente” del I sec. d.C., una testa marmorea di “Atena”, una kylix a sfondo bianco e un busto in bronzo. Fanno parte del lotto di 60 reperti archeologici di eccezionale valore culturale che, nell’arco degli ultimi decenni, sono stati commercializzati negli Stati Uniti da trafficanti internazionali, e che ora ritornano a casa, in Italia. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) insieme al New York County District Attorney’s Office (DAO). Lunedì 23 gennaio 2023, alle 13, saranno presentati a Roma, nella sala Spadolini del ministero della Cultura (via del Collegio Romano, 27). Interverranno il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano; il procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Roma, Angelantonio Racanelli; il comandante dei Carabinieri TPC, generale di brigata Vincenzo Molinese; il viceprocuratore del District Attorney’s Office di Manhattan, col. Matthew Bogdanos. La presentazione può essere seguita in diretta streaming sul canale YouTube del ministero della Cultura: https://www.youtube.com/watch?v=x-RcYKNBHtk. I reperti appartengono alle civiltà romana, etrusca, magnogreca e apula e la datazione si colloca fra l’VIII secolo a.C. e il I secolo d.C., il valore complessivo può essere stimato in circa 19 milioni di dollari.

Pompei. Dopo 20 anni di articolati e complicati restauri alla presenza del ministro Sangiuliano riaperta al pubblico la Casa dei Vettii, simbolo di arte e sensualità di Pompei. Produzione di vino e incontri erotici. Ecco le immagini e gli interventi dei protagonisti

pompei_parco_casa-dei-vettii_apertura-col-ministro_taglio-del-nastro_foto-silvia-vacca

Casa dei Vettii a Pompei: taglio delnastro con al centro il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, tra il direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, e il direttore generale Musei Massimo Osanna (foto silvia vacca)

Vent’anni di attesa, ma stavolta la domus simbolo di Pompei, la Casa dei Vettii, che non manca in nessuna guida del sito UNESCO campano e in nessun manuale sull’arte antica, grazie ai suoi straordinari affreschi e alle sculture che adornavano il suo ampio giardino, viene restituita al pubblico. Al terzo tentativo, martedì 10 gennaio 2023, il nastro è stato tagliato dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, affiancato dal direttore generale Musei del MiC, Massimo Osanna, e dal direttore generale del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, aprendo ufficialmente le porte ai visitatori. Per la prima volta, dunque, dopo 20 anni di chiusura e una parziale riapertura nel 2016 – relativa all’ambiente di ingresso dell’atrio e a quelli circostanti- si può finalmente ammirare in tutta la sua articolazione e complessità architettonica, grazie ai recenti interventi.

pompei_casa-dei-vettii_restauro-affreschi_foto-silvia-vacca

I restauratori danno gli ultimi ritocchi agli affreschi prima dell’apertura della Casa dei Vettii a Pompei (foto silvia vacca)

Il nuovo progetto di restauro, intrapreso nel 2016 sotto la direzione di Massimo Osanna, si è avvalso della collaborazione di professionalità tra le più varie, tra archeologi, architetti, restauratori, ingegneri, strutturisti e esperti di giardinaggio, profilandosi come uno dei cantieri più complessi nel panorama dei beni archeologici degli ultimi decenni. Particolarmente difficile si è rivelata la rimozione di strati di cera, apportati sugli affreschi nel passato con l’intenzione di proteggerli e farli risplendere: un metodo di restauro che si è rivelato altamente dannoso e che ha inoltre oscurato molti dettagli delle raffinate pitture, con rappresentazioni di architetture fantastiche e scene mitologiche.

pompei_parco_Casa dei Vettii_33_giardino_statua-di-priapo_foto-luigi-spina

La statua di Priapo spicca tra le colonne del peristilio del giardino della Casa dei Vettii (foto luigi spina)

Il giardino del peristilio (giardino colonnato), che disponeva di un articolato sistema di condotte d’acqua e piccole fontane, è stato restaurato con l’inserimento di copie delle statue originali conservate negli spazi espositivi e nei depositi del Parco archeologico. Tra queste spicca una statua di Priapo, dio dell’abbondanza, unica nel suo genere. Inoltre sono state piantumate antiche specie vegetali riprodotte nel vivaio all’interno del Parco, nell’ambito di un progetto più ampio che prevede la valorizzazione di giardini storici e la messa in produzione delle aree verdi della città antica attraverso partenariati con agricoltori e produttori del territorio.

“La riapertura della Casa dei Vettii”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, “è il coronamento di un percorso pluriennale di pieno recupero degli Scavi di Pompei. Da oggi il pubblico potrà tornare ad ammirare un ambiente unico nel suo genere, inaccessibile da vent’anni. Ringrazio il personale del parco archeologico per aver reso possibile questo autentico regalo al mondo”.

pompei_01_Massimo_Osanna_foto-parco-archeologico-pompei

Massimo Osanna, direttore generale dei Musei (foto parco archeologico pompei)

E il direttore generale dei Musei, Massimo Osanna: “È una riapertura epocale che segna il termine di una storia di restauro lunga e travagliata, che negli ultimi anni si è avvalsa del modello vincente del Grande Progetto Europeo, sia nella gestione dei finanziamenti sia delle risorse umane, ma con la differenza che in questo caso il tutto è stato gestito, dalla progettazione agli interventi, con le forze interne del Parco. Un passaggio fondamentale che suggella l’autonomia e il successo della gestione ordinaria di Pompei, ormai esempio riconosciuto a livello internazionale”.

pompei_parco_Casa dei Vettii_zuchtriegel-e-sangiuliano_foto-silvia-vacca

Il direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel con il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano nella Casa dei Vettii (foto silvia vacca)

“La casa dei Vettii”, sottolinea Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, “è la storia del mondo romano rinchiusa in una casa, la ‘casa museo’ della romanità per così dire: ci troviamo affreschi mitologici e sculture in bronzo e in marmo, di eccezionale qualità artistica, che parlano del rapporto complesso tra modelli greci e rielaborazioni romane, ma anche la vita economica e sociale della città. I proprietari, liberti e dunque ex schiavi, sono espressione di una mobilità sociale che due secoli prima sarebbe stata impensabile. Diventano ricchi con il commercio di prodotti agricoli del territorio intorno a Pompei, ma quanto pare nella loro casa fu esercitata anche la prostituzione, da parte di una schiava greca, che apparteneva ai gruppi più deboli della società”.

pompei_casa-dei-vettii_atrio_foto-silvia-vacca (24)

L’atrio della Casa dei Vettii a Pompei dopo i restauri (foto silvia vacca)

Scavata tra il 1894 e il 1896, la casa dei Vettii apparteneva a Aulus Vettius Conviva e Aulus Vettius Restitutus, probabilmente due liberti, divenuti ricchi con il commercio del vino. Lo sfarzoso arredo pittorico e scultoreo della casa, dunque, riflette anche la ricchezza del territorio della città, dove si produceva il vino per l’esportazione in tutto il Mediterraneo, e la mobilità sociale, che consentiva a due ex schiavi di salire ai livelli più alti della società locale. Non mancano tracce della vita degli ultimi, tra le quali spicca un ambiente adiacente alla cucina, nel quartiere servile, decorato con quadretti erotici.  L’ambiente, in passato, fu dotato di una porta di ferro per consentirne l’accesso ai soli uomini adulti, barriera rimossa solo pochi giorni prima della riapertura della casa. Si è ipotizzato che l’ambiente servisse per la prostituzione, ipotesi che sembra trovare riscontro nel rinvenimento, sulla parete sinistra del vestibolo, di un’iscrizione in cui una donna di nome Eutychis, “greca e di belle maniere”, veniva offerta per due assi (Eutychis Graeca a(ssibus) II moribus bellis). Una testimonianza che Pompei offre, oltre alla bellezza dell’arte e dell’architettura antica, della società dell’epoca con le sue stratificazioni e costumi.

Gli interventi di restauro sulla domus hanno avuto varie fasi. L’edificio era stato precedentemente oggetto di un’attività di parziale rifacimento delle coperture con elementi chiaramente distinguibili e il più possibile reversibili e non invasivi, realizzato nell’ambito della collaborazione tra la soprintendenza Archeologica di Pompei (ora parco archeologico di Pompei) e l’istituto centrale per il Restauro (ora istituto superiore per la Conservazione e il Restauro). Dopo un lungo periodo di chiusura ed un primo collaudo strutturale, nel 2016 l’atrio della casa è stato riaperto alla pubblica fruizione per poi essere richiuso per avviare il nuovo cantiere. L’articolato cantiere avviato nel 2020 e appena concluso ha messo a sistema le parti preesistenti con opere di nuova progettazione per il completamento delle coperture della casa, rendendola interamente coperta, con l’impiego di tecniche e materiali moderni che si pongono in continuità con gli interventi condotti negli ultimi anni.

pompei_casa-dei-vettii_restauro-del-tetto_foto-silvia-vacca

Il cantiere di restauro del tetto della Casa dei Vettii a Pompei (foto parco archeologico pompei)


pompei_casa-dei-vettii_veduta-da-drone-del-tetto-restaurato_foto-silvia-vacca

Veduta da drone del tetto della Casa dei Vettii a Pompei dopo il restauro (foto parco archeologico pompei)

Nel dettaglio, il cantiere  di restauro e consolidamento strutturale si è occupato: della sostituzione della copertura esistente nel peristilio in calcestruzzo armato, ormai completamente compromessa, con una nuova copertura a falde inclinate in legno lamellare e  manto di tegole, secondo tecniche costruttive consolidate per il rifacimento filologico delle coperture antiche; della realizzazione di nuove coperture piane in carpenteria metallica e sistemi innovativi di alleggerimento dei carichi e di impermeabilizzazione a protezione del quartiere servile  e del gineceo, con manto esterno in finitura color rame; del restauro di tutti gli  apparati decorativi parietali e pavimentali ivi compresi gli arredi originali del giardino.

pompei_casa-dei-vettii_stanza-amorini_fasi-di-pulitura-e-restauro-affreschi_foto-silvia-vacca

Fase di pulitura e restauro degli amorini della Casa dei Vettii a Pompei (foto silvia vacca)

La straordinaria ricchezza degli apparati decorativi e del ricco corredo di arredi del giardino infatti ha imposto un accurato intervento di conservazione, attraverso opere di pulitura, stuccatura e integrazione, atti al recupero della leggibilità di ogni più piccolo dettaglio, nonché delle originarie cromie degli stessi apparati. Il programma di intervento si è articolato in una serie di fasi, sulla base di corrette metodologie di restauro, selezionando di volta in volta tecniche e materiali calati nelle singole problematiche. Sicuramente una delle fasi più complesse è stata quella della pulitura dagli strati di cera applicati durante i restauri precedenti per rinvigorire la lucentezza dei colori.

pompei_casa-dei-vetti_nuovi-sistemi-di-illuminazione-led_foto-parco-archeologico-pompei

Nuovi sistemi di illuminazione a LED nella Casa dei Vettii a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Interventi di illuminazione e di safety & security. Nella redazione del progetto di illuminazione, si è fatto ricorso a sorgenti LED (Light Emitting Diode o diodi a emissione di luce) di nuova concezione che consentono di generare una emissione di luce con uno spettro molto simile a quello del sole: una luce pulita, naturale, priva delle componenti di radiazione infrarossa e ultravioletta e, soprattutto, senza la presenza del picco di emissione nella regione spettrale del blu (400 nanometri circa, che rappresenta la componente spettrale della luce visibile dotata di un’elevata energia, e quindi di una elevata capacità di deterioramento nei confronti dei materiali irradiati per lungo tempo, o con elevata intensità, da tale componente cromatica). I corpi illuminanti a LED utilizzati sono caratterizzati da un altissimo grado di trasparenza delle lenti e da un’elettronica di qualità studiata ad hoc in maniera tale che, oltre a consentire un risparmio notevole di energia, si garantisce un eccellente risultato nel comfort visivo e nella fruizione dei dettagli e delle cromie, evitando, nello stesso tempo, il degrado e il danneggiamento delle opere e degli affreschi, dovute al fenomeno definito blue hazard (pericolo del blu) in sede UE. Al fine di assicurare agli affreschi presenti il naturale ciclo luminoso giorno/notte a cui erano esposti originariamente, sono stati previsti degli opportuni cicli di illuminamento che seguono le aperture al pubblico della domus, garantendo l’assenza di luce della notte e, quindi, l’assenza di esposizione alla radiazione luminosa delle straordinarie opere in essa presenti.

pompei_casa-dei-vettii_restauro-del-tetto_tegole-fotovoltaiche_foto-parco-archeologico-pompei

Sul tetto restaurato della Casa dei Vettii sono state poste tegole fotovoltaiche (foto parco archeologico pompei)

Le tegole fotovoltaiche. Al fine di garantire la piena autonomia energetica, facendo ricorso ad energie rinnovabili e senza assorbire energia dalla rete elettrica esterna, è stato previsto l’utilizzo di opportune tegole fotovoltaiche di ridotto peso. Infatti, sia i coppi che gli embrici sono prodotti con una miscela di materiali plastici composti, contenenti al loro interno i moduli fotovoltaici, non visibili dall’esterno. Il LED per la fruizione e la Safety & Security. Grazie alle sorgenti LED sarà implementato anche il Li-Fi (Light-Fidelity), che rappresenta un moderno ed innovativo sistema di comunicazione in grado di trasmettere dati ed informazioni senza necessità di cavi di qualunque tipo (modalità wireless) attraverso la modulazione della luce. La stessa tecnologia Li-Fi sarà utilizzata per la trasmissione dei dati provenienti dai sistemi per la safety & security come la video sorveglianza e il controllo accessi.

pompei_casa-dei-vettii_affresco-priapo_foto-parco-archeologico-pompei

La Casa dei Vettii è posta sotto la protezione di Priapo, raffigurato all’ingresso della domus a Pompei (foto parco archeologico pompei)

LA CASA: Il Priapo del vestibolo. Accanto allo stipite destro della porta, verso l’atrio, è rappresentata una figura di Priapo che, con il suo membro gigantesco, doveva indicare la prosperità e la ricchezza degli abitanti della casa. La figura è raffigurata mentre pesa il suo membro su un piatto da bilancia; a fare da contrappeso, sull’altro piatto, è una borsa piena di soldi.

pompei_Casa dei Vettii_satnza-degli-amorini_dettaglio_25_foto-luigi-spina

Dettaglio degli affreschi della stanza degli Amorini nella Casa dei Vettii a Pompei (foto luigi spina)

LA CASA: La stanza degli Amorini. Il più noto complesso pittorico della casa si trova nell’oecus (salone) che si apre sul portico settentrionale del peristilio. Nella zona superiore delle pareti, riccamente decorate, poeti sono circondati da Muse, Menadi e Satiri musicanti; nella zona mediana candelabri e tripodi in oro scandiscono pannelli decorati con coppie di figure in volo. Sullo zoccolo sono raffigurate sacerdotesse, Amazzoni, menadi e satiri al di sopra dei quali si aprono quadretti con scene di sacrificio a Diana e psychai che raccolgono fiori. Ma le scene più peculiari, che danno il nome alla sala, sono quelle del fregio dipinto al di sopra dello zoccolo. Una lunga teoria di Amorini intenti alle più diverse attività e mestieri: fiorai e venditori di corone, fabbricanti e commercianti di profumi, orefici e cesellatori, fulloni, panettieri e vendemmiatori, dove quest’ultimi fanno da preludio al trionfo di Dioniso. Il clima è giocoso e spesso gli Amorini sono rappresentati in divertenti competizioni.

pompei_casa-dei-vettii_gineceo_dettaglio_foto-parco-archeologico-pompei

Dettaglio del cosiddetto gineceo della Casa dei Vettii a Pompei (foto parco archeologico pompei)

LA CASA: Il gineceo. Fu chiamato così da Amedeo Maiuri, poiché la sua posizione appartata rimandava al gineceo delle case di età greca, ovvero agli appartamenti femminili. Si tratta di un piccolo quartiere costituito da due stanze finemente decorate, che si affacciano su un giardino porticato e dotato di vasca. In particolare, nel triclinio è rappresentata la scena in cui Auge, sacerdotessa di Atena, intenta a lavare il sacro peplo della dea, viene sorpresa e sedotta da Eracle ebbro. Da questa unione nascerà Telefo.

pompei_Casa dei Vettii_cd-sala-di-issione_triclinio_02_foto-luigi-spina

La cosiddetta Sala di Issione, triclinio della Casa dei Vettii a Pompei (foto luigi spina)

LA CASA: La sala di Issione. La cd. sala di Issione si apre sul giardino e fa da pendant alla sala di Penteo.  Si tratta di un triclinio che, come l’oecus di Penteo, è ideato come una pinacoteca. Sul fondo, è rappresentato il re Issione di fronte ad Era seduta in trono, che guarda la scena indicatale da Iside: Efesto è impegnato ad attivare la ruota a cui, per mano di Ermes e volere di Zeus, sarà legato Issione mediante dei serpenti. Il re tessalo, colpevole di avere tentato di oltraggiare Era, fu condannato a girare in eterno nella volta celeste. A fare da contrappeso al tragico destino di Issione, sulla parete destra è la rappresentazione dell’episodio a lieto fine di Dioniso che svela Arianna addormentata, mentre Teseo fugge con la sua nave. Sulla parete sinistra, invece, è raffigurato Dedalo che presenta a Pasifae, moglie di Minosse, re di Creta, la vacca di legno che diventerà l’alcova dove la regina concepirà il Minotauro.

pompei_Casa dei Vettii_sala-di-penteo_oecus_15_foto-luigi-spina

La sala di Penteo, oecus della Casa dei Vettii a Pompei (foto luigi spina)

LA CASA: La sala di Penteo. L’oecus in IV stile è decorato da grandi quadri in cui dominano tre scene principali: sulla parete destra il supplizio di Dirce da parte di Zeto e Anfione, figli di Giove e Antiope; sulla sinistra Ercole bambino che strozza i serpenti inviategli da Giunone. Sul pannello di fondo, Penteo, re di Tebe, è dilaniato dalle menadi, per aver offeso Dioniso. Alle sue spalle una menade gli infligge il colpo finale, scagliandogli sulla testa una grossa pietra.

pompei_casa-dei-vettii_peristilio-giardino_foto-parco-archeologico-pompei

Il peristilio del giardino della Casa dei Vettii a Pompei (foto parco archeologico pompei)

LA CASA: Il Peristilio. Il peristilio a diciotto colonne circondava il giardino arricchito da sculture adibite a fontane, che ricreavano un suggestivo sistema giochi d’acqua. I soggetti raffigurati rimandano a Dioniso e al suo seguito: satiri, puttini e bambini allusivi alla forza propiziatrice della Natura, secondo modelli iconografici di tradizione ellenistica. Lungo il portico e tra le colonne s’incontrano Dioniso, un Satiro con otre, due puttini in bronzo che sorreggono anatre, due eroti con le mani legate, un bambino seduto a terra con coniglio, un Satiro con anfora. Infine, una figura di Pan e una di Priapo che, caduti in disuso perché danneggiati, furono stipati nella cucina. Essi dovevano trovarsi lungo il portico orientale. A completare il ricco giardino, erano mense, tavolini, vasche in marmo a cui si aggiungono due pilastrini con doppie erme: su di uno Dioniso e Arianna, sull’altro un Sileno e una menade. Al fine di preservare tutte le sculture rinvenute, sono state effettuate delle copie, oggi collocate lungo i lati del portico.

pompei_casa-dei-vettii_larario_foto-silvia-vacca - (1)

Il larario della Casa dei Vettii a Pompei (foto silvia vacca)

LA CASA: Il quartiere servile e il larario dipinto. Nel quartiere servile è presente su una delle pareti un larario con dipinti i Lari, numi protettori della casa.

pompei_casa-dei-vettii_stanza-erotica_quadretto-erotico_foto-silvia-vacca - (3)

Quadretto erotico della stanza accanto al larario della Casa dei Vettii a Pompei (foto silvia vacca)

LA CASA: La Stanza Erotica. Adiacente all’ambiente del larario vi è una stanza con quadretti erotici. Si è ipotizzato che l’ambiente servisse per la prostituzione, ipotesi che sembra trovare riscontro nel rinvenimento, sulla parete sinistra del vestibolo, di un’iscrizione in cui una donna di nome Eutychis, “greca e di belle maniere”, veniva offerta per due assi (Eutychis Graeca a(ssibus) II moribus bellis). Una testimonianza che Pompei offre, oltre alla bellezza dell’arte e dell’architettura antica, di uno straordinario spaccato della società antica con le sue stratificazioni e costumi.

Pompei. Riapertura della Casa dei Vettii con il ministro Gennaro Sangiuliano: martedì il terzo tentativo

pompei_casa-dei-vettii_triclinio_foto-parco-archeologico-pompei

Il triclinio della Casa dei Vettii a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Terzo tentativo per la riapertura della Casa dei Vettii a Pompei dopo il lungo restauro. Sarà la volta buona? Dopo un primo rinvio per maltempo, e un secondo non meglio specificato, ora c’è la nuova data: martedì 10 gennaio 2023, alle 10, il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, sarà al parco archeologico di Pompei per la riapertura della Casa dei Vettii, una tra le più ricche e famose di Pompei, posta sotto la protezione di Priapo dio della prosperità, dipinto a destra della porta, che simboleggia la prosperità economica dei proprietari, i fratelli Aulus Vettius Restitutus e Aulus Vettius Conviva, liberti, divenuti ricchi grazie al commercio. Interverranno il direttore generale Musei del MiC, Massimo Osanna; il direttore generale del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel.

Pompei. Nuovo rinvio dell’apertura della Casa dei Vettii con il ministro Gennaro Sangiuliano

pompei_casa-dei-vettii_dettaglio-affreschi_foto-silvia-vacca

Dettaglio degli affreschi restaurati della Casa dei Vettii a Pompei (foto silvia vacca)

Stavolta non c’entra il maltempo. Ma il risultato è uguale: nuovo rinvio. La riapertura della Casa dei Vettii a Pompei, prevista per giovedì 15 dicembre 2022, è rinviata. Lo comunica il ministero della Cultura: “Nei prossimi giorni sarà comunicata una nuova data per l’inaugurazione, a cui interverrà il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano”.

 

Pompei. Dopo il rinvio per maltempo, annunciata la nuova data dell’apertura della Casa dei Vettii, una tra le più ricche e famose della città antica, alla presenza del ministro Gennaro Sangiuliano

pompei_casa-dei-vettii_affresco-priapo_foto-parco-archeologico-pompei

La Casa dei Vettii è posta sotto la protezione di Priapo, raffigurato all’ingresso della domus a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Era tutto pronto a Pompei, martedì 22 novembre 2022, per l’apertura, attesa da tempo, dell’apertura della Casa dei Vettii, una tra le più ricche e famose di Pompei, posta sotto la protezione di Priapo dio della prosperità, dipinto a destra della porta, che simboleggia la prosperità economica dei proprietari, i fratelli Aulus Vettius Restitutus e Aulus Vettius Conviva, liberti, divenuti ricchi grazie al commercio.  Ma il giorno prima, lunedì 21 novembre 2022, era saltato tutto, a causa delle avverse condizioni meteorologiche, previste anche in Campania per quel giorno (vedi Pompei. Maltempo, rinviata la riapertura della Casa dei Vettii a Pompei | archeologiavocidalpassato). Rinviando l’inaugurazione col ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano a data da destinarsi. Sono passate tre settimane e il ministero annuncia la nuova data con un lancio di poche righe: “Giovedì 15 dicembre 2022, alle 11.45, il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, sarà al parco archeologico di Pompei per la riapertura della Casa dei Vettii. Interverranno: il direttore generale Musei del MiC, Massimo Osanna; il direttore generale del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel”.

pompei_casa-dei-vettii_restauro-affreschi_foto-silvia-vacca

I restauratori danno gli ultimi ritocchi agli affreschi prima dell’apertura della Casa dei Vettii a Pompei (foto silvia vacca)

I fratelli Aulus Vettius Conviva e Restitutus erano i proprietari della splendida Casa dei Vettii, due ex-liberti arricchitisi con il commercio, due “uomini nuovi” di Pompei, entrati a far parte dell’oligarchia cittadina attraverso la nomina a importanti cariche pubbliche. La loro è una casa di vecchia costruzione, completamente ristrutturata in età augustea e ancora migliorata forse proprio quando i due fratelli l’hanno acquistata, prima del terremoto del 62 d.C. Amadeo Maiuri, ex-direttore degli scavi di Pompei, la considerava come quella “che meglio rappresenta, nella sua lussuosa decorazione parietale e nella graziosa composizione scenografica del giardino, il lusso mercantile degli ultimi decenni di vita della città”. Ora, finalmente, grazie a impegnativi lavori di restauro, è pronta a riaprire i battenti, per tornare ad accogliere fra le sue bellezze i nuovi ospiti di Pompei.