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Pompei. All’auditorium il sesto “Workshop internazionale sugli scavi e le ricerche in corso” e la presentazione, in Palestra grande, del restauro del soffitto a volta della Casa con Panificio nella Regio IX, importante testimonianza della ricca decorazione delle dimore pompeiane e del tema dionisiaco. Ecco il programma

Pompei presenta il restauro del soffitto della Casa con Panificio della Regio IX: il grande affresco ispirato al tema mitologico di Dioniso e Arianna sarà mostrato al termine del “Workshop internazionale sugli scavi e le ricerche in corso” in programma all’Auditorium degli Scavi giovedì 23 luglio 2026 alle 10.30. Pompei rilancia dunque il dialogo tra ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico con il sesto “Workshop Internazionale” dedicato agli scavi e alle ricerche in corso. L’appuntamento sarà anche l’occasione per presentare il restauro del soffitto a volta della Casa con Panificio nella Regio IX, importante testimonianza della ricca decorazione delle dimore pompeiane e del tema dionisiaco. I culti legati a Dioniso, oggetto delle più recenti scoperte archeologiche, saranno anche filo conduttore delle iniziative culturali del Parco, a partire dalla nuova edizione del festival teatrale Esopop, “Ecstatic Pompei. La città dionisiaca, tra furore e misteri” in programma da fine agosto per tutto il mese di settembre. L’iniziativa rappresenta un’occasione di incontro tra le istituzioni e le università italiane e straniere impegnate nelle attività di ricerca all’interno del Parco archeologico, con l’obiettivo di fare il punto sulle campagne di scavo e favorire la condivisione dei risultati. Il workshop è rivolto non solo agli esperti, ma anche agli studenti, ai visitatori e agli appassionati di archeologia.

Il restauro del soffitto a volta del tablino (studio di rappresentanza) della Casa con Panificio nella Regio IX, esposto nella Palestra Grande del parco archeologico di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Al termine dell’incontro, alle 18.30, sarà presentato il restauro del soffitto a volta del tablino (studio di rappresentanza) della Casa con Panificio nella Regio IX, esposto nella Palestra Grande. L’intervento, condotto sui frammenti recuperati durante le indagini archeologiche, ha consentito di ricostruire oltre un quarto della composizione originaria, mantenendo però aperta la possibilità di ulteriori integrazioni grazie al proseguimento delle ricerche.

PROGRAMMA. Alle 10.30, saluti istituzionali di Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei; 11, Vincenzo Calvanese et al. (parco archeologico di Pompei) su “Progetti di restauro e scavo del Parco Archeologico di Pompei: un survey”; 11.20, Silvia Pallecchi, Elena Santoro (università di Genova) su “Spazi, attività e trasformazioni: la campagna di scavo 2025 nella bottega del civico 8 (Regio VII, Insula 14)”; 11.40, Llorenç Alapont (Universitat de València) su “L’area funeraria intorno alla tomba di Marco Obellio Firmo, alla Porta di Nola. Nuove indagini e interpretazioni”; 12, Anselme Cormier, François Fouriaux (Centre Jean Bérard) su “Usi e artigianato dell’osso lavorato e dell’avorio a Pompei”; 12.20, Antonella Coralini (università di Bologna) su “Archeologia della strada a Pompei: l’indagine dello spazio fra le insulae I 16 e I 17”; 12.40, Christoph Baier, Albert Ribera, Francesco Maria Ferrara (Österreichische Akademie der Wissenschaften) su “Insula VII 4: Nuove indagini nella Casa dei Capitelli Figurati”. Pausa. Alle 15, Dora D’Auria (Universite de Franche-Comtè – Besancon)su “La casa VI 11, 11-12/7: un aggiornamento delle ricerche”; 15.20, Sandra Zanella (Université Côte d’Azur) su “Progetto TransUrbs : campagna 2026. Risultati preliminari dei sondaggi nelle botteghe VII 5 6 e 7”; 15.40, Maria Teresa d’Alessio (Sapienza università di Roma) su “Dal progetto MAPS agli Atlanti di Pompei”; 16, Carmela Capaldi, Antonella Ciotola (università di Napoli “Federico II”) su “Scavi e ricerche dell’università di Napoli Federico II nella Regio VIII, insula 7: un aggiornamento”; 16.20, Domenico Esposito, Monika Trümper (Freie Universität Berlin) su “Il progetto di studio della FU Berlin nell’Insula VIII 5 a Pompei”; 16.40, Luigi Cicala (università di Napoli “Federico II”) su “Le attività di ricerca nel cd. Hospitium di Albinus (VI 17, 1-4)”; 17, Eraldo Avanzo (Sapienza università di Roma) su “Casa della Pescatrice (VII, 9, 63). Primi risultati dai contesti ceramici”; 17.15, Fabio Paolo Inesi (Sapienza università di Roma) su “I signacula in bronzo di Pompei: dai contesti agli abitanti”; 17.30, Fred Licci (Sapienza università di Roma) su “Gli unguenti a Pompei: un’analisi integrata tra contesti e analisi archeometriche”; 18.30, Palestra Grande: presentazione del restauro del soffitto a volta di un ambiente della Casa con Panificio nella Regio IX.

“Patrimonio e Tecnologia. La rinascita di Pompei” è il tema dell’incontro a Palazzo Farnese di Roma, sede dell’ambasciata francese in Italia. Dall’esempio di Pompei si affronta l’applicazione del digitale nella conservazione dei Beni culturali

Villa di Diomede a Pompei oggetto progetto ENS/Centre Jean Bérard diretto da Hélène Dessales

Palazzo Farnese a Roma, sede dell’ambasciata di Francia in Italia

Il patrimonio fa parte degli elementi costituenti dell’identità della Francia e dell’Italia. Rappresenta anche una sfida importante per i due Paesi. La Francia è il 4° paese in numero di siti classificati al patrimonio mondiale dell’Unesco e l’Italia il 1°. Sono anche al 1° posto per la Francia e al 5° per l’Italia delle destinazioni più frequentate dai turisti internazionali. Non è un caso, quindi, che sia la Francia sia l’Italia abbiano sviluppato spiccate competenze di conservazione, restauro, valorizzazione e mediazione del patrimonio. Di qui l’interessante tema dell’incontro “Patrimonio e Tecnologia. La rinascita di Pompei” affrontato nell’ambito dei “Dialoghi del Farnese” e del ciclo “Patrimonio e Innovazione”, promosso da Christian Masset, ambasciatore di Francia in Italia, a Palazzo Farnese, sede dell’ambasciata francese a Roma, lunedì 17 giugno 2019 alle 18.30. Interverranno personalità di spicco dei due Paesi: Hélène Dessales, archeologa, professoressa all’Ecole Normale Supérieure, responsabile del progetto ENS/Centre Jean Bérard sulla Villa di Diomede; Massimo Osanna, archeologo, direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, professore all’università di Napoli; Marco Fabbri, archeologo, professore all’università di Roma “Tor Vergata”; e François Fouriaux, dell’École française de Rome. Modera Fabio Cappelli, caporedattore Cultura e spettacoli Rainews24. L’apporto delle tecnologie, in particolare del digitale, alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio è ormai decisivo. L’applicazione della ricostruzione 3D ai beni culturali, dal singolo oggetto ai più importanti siti archeologici, suppone di riunire delle competenze pluridisciplinari per raccogliere i dati, confrontarli agli archivi, restituire i risultati presso gli studiosi e il pubblico. Di questo processo complesso renderanno conto i relatori partendo dall’esempio di Pompei e dallo sforzo recente per far rinascere questo patrimonio eccezionale. In questi mesi sono stati organizzati diversi incontri italo-francesi sui temi del patrimonio comune ad entrambi i Paesi e sulle ultime innovazioni tecnologiche, didattiche e sociali relative al patrimonio. Il ciclo “Patrimonio e innovazione” si svilupperà anche attraverso varie iniziative a Firenze, Genova e Milano.

L’archeologa francese Helene Dessales

Hélène Dessales è archeologa e docente all’Ecole Normale Supérieure, responsabile del progetto ENS/Centre Jean Bérard sulla Villa di Diomede. Ha scritto la sua tesi nel 2002 su «La mise en scène de l’eau dans l’habitat urbain romain : l’exemple de Pompéi» nella rivista Revue Archéologique nel 2005. Tra il 2000 e il 2003 è membro della Scuola Francese di Roma, Sezione Antichità. Dal 2012 al 2013, ha fatto parte della delegazione del CNRS a del Centro Jean Bérard di Napoli. Ha contribuito alla diffusione delle sue ricerche su Pompei presso la sede di attraverso numerosi congressi nazionali e internazionali ma anche articoli scientifici, trasmissioni di articoli scientifici, documentari televisivi (“Pompei. Acqua e fuoco”, Arte, 2015) e radio (“Les Mystères de Pompéi”, France Inter, 2011).

Massimo Osanna, direttore generale del parco archeologico di Pompei

Massimo Osanna è direttore generale del parco archeologico di Pompei e professore in archeologia all’università di Napoli. È stato direttore della Scuola di Specializzazione in archeologia (2002 – 2007) e direttore della Scuola di specializzazione in beni Archeologico (2009-2014). Ha anche insegnato come insegnante-ricercatore ospitato all’ENS di Parigi (2013-2014). Tra il 2003 e il 2010 è stato co-direttore della nel sito dell’ex Taurianum. In seguito è diventato consulente scientifico della Comune di Ascoli Satriano (Puglia) e della soprintendenza per i Beni archeologici di Puglia. Dal 2008 è membro del Centro Studi Internazionale dell’antica religione greca. In qualità di membro del Comitato Scientifico, è responsabile della serie di monografie “Archeologia e arti antiche” dell’École Normale Supérieure di Pisa. Massimo Osanna fa anche parte della commissione di esperti per la valutazione di l’Unità comune di ricerca “Archeologia delle società mediterranee” sotto la supervisione degli istituzioni e organizzazioni francesi: l’università Paul Valéry, Montpellier 3; il CNRS e l’università Paul Valéry, Montpellier 3, ministero della Cultura.

L’archeologo Marco Fabbri

Marco Fabbri è professore associato all’università di Roma Tor Vergata, dove insegna Topografia di Roma e dell’Italia antica e Metodologia e tecnica della ricerca Archeologica. In Italia ha diretto scavi in diverse regioni e ha partecipato a numerosi progetti di ricerca sulla pianificazione territoriale e urbanistica e sulla valorizzazione del patrimonio storico-archeologico. Nel 2018 è stato Professeur invité all’École Pratique des Hautes Études de Paris. Negli ultimi anni è stato co-direttore delle indagini sull’acropoli di Gabii (Roma) e del Progetto internazionale CHORA (Laboratori di Archeologia in Basilicata). Attualmente dirige a Pompei la ricerca “Promoenia” sulle fortificazioni e coordina le attività di scavo e documentazione di una vasta area della Regio V.

L’archeologo francese François Fouriaux

François Fouriaux è archeologo topografo-geomatico all’Ecole Française de Rome, il quale ha collaborato al progetto “Organizzazione, gestione e trasformazione di un’area suburbana: la porta Ercolano di Pompei, tra spazio funebre e spazio commerciale”. Attualmente impegnato in un progetto riguardante la Necropoli di Porta Nocera a Pompei, offrirà, attraverso il suo intervento, una panoramica sulle tecnologie per l’acquisizione delle informazioni 3D utilizzate e la loro importanza per tale progetto.