Reggio Calabria. Venerdì intenso per il museo Archeologico nazionale: in sala Conferenze incontro su “Diego Vitrioli. Dal classico al contemporaneo”, e all’università della Calabria due conferenze di Daniela Costanzo ripercorrono la storia di Reghion, dalla colonia calcidese ai suoi reperti esposti a Palazzo Piacentini
Alla vigilia della commemorazione della nascita e della morte di Diego Vitrioli (Reggio Calabria, 20 maggio 1819 – Reggio Calabria, 20 maggio 1898), il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria proporrà una giornata di approfondimenti sul poeta reggino, in collaborazione con l’associazione Famiglia Ventura. Venerdì 19 maggio 2023, alle 17, in sala Conferenze, incontro su “Diego Vitrioli. Dal classico al contemporaneo”. Insieme a Francesco Ventura, all’incontro parteciperanno Manuela Crimi, del convitto nazionale “T. Campanella” di Reggio Calabria; Antonio Zuccarello Cimino, del “Gruppo Xiphias”; e Antonella Gioia, presidente dell’associazione “Diego Vitrioli”. Durante la serata interverrà anche il direttore Carmelo Malacrino, che ripresenterà il volume “Diego Vitrioli. Un raffinato collezionista nella Calabria dell’Ottocento”, pubblicato in occasione dell’esposizione temporanea inaugurata al MArRC nel 2019. “Prosegue al Museo la valorizzazione delle grandi figure della cultura calabrese, e in particolare reggina”, dichiara Malacrino. “Sarà un interessante momento di approfondimento su Diego Vitrioli, uomo colto ed elegante, profondo cultore dell’antichità, la cui figura qualche anno fa è stata messa al centro di un suggestivo percorso espositivo, che ho avuto il piacere di curare al Museo. Ringrazio l’associazione Famiglia Ventura per aver contribuito in questi mesi a promuovere temi di interesse comune, valorizzando la cultura del territorio”. E Francesco Ventura, responsabile per l’associazione Famiglia Ventura: “Con l’evento dedicato al latinista Diego Vitrioli si chiude il ciclo di incontri concordato tra la nostra associazione e il Museo. Siamo felici di concludere questo percorso al fianco dell’associazione Diego Vitrioli, con cui nel 2019 abbiamo realizzato una delle collaborazioni più significative. Omaggeremo questo intellettuale, fra i più illustri della nostra Terra, esponendo per l’occasione la scultura lignea Il mito di Ibico, realizzata dal maestro Francesco Cento e ispirata a un altro sommo poeta reggino. Ringrazio il direttore del Museo, Carmelo Malacrino, e tutto il suo staff per le splendide opportunità offerte nel corso di quest’ultimi mesi, nonché per la fiducia e il supporto all’organizzazione degli eventi”.

Pisside con sovradipinture dalla necropoli settentrionale di Reghion (età ellenistica) conservata al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)
Intanto non si ferma l’attività di promozione culturale del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria anche presso gli Atenei della regione. Venerdì 19 maggio 2023, all’università della Calabria, Daniela Costanzo, funzionario archeologo responsabile dell’ufficio Collezioni del MArRC, tiene due conferenze, in un ciclo dal titolo “Rhegion. Dalla polis al Museo”, trasmesse in streaming su piattaforma Teams. Gli incontri sono accolti dal corso di Archeologia della Magna Grecia della Laurea Magistrale in “Intelligence per la legalità e la tutela dei beni culturali e archeologici”, tenuto dal prof. Maurizio Paoletti, docente ordinario di Archeologia classica al dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’Unical e membro del Comitato scientifico del MArRC. La prima delle due conferenze, dal titolo “Rhegion. Storia e archeologia di una colonia calcidese” ha ripercorso attraverso le scoperte archeologiche e le testimonianze materiali che caratterizzano la città dello Stretto i maggiori eventi storici dalla fondazione intorno al 730-720 a.C. fino alla romanizzazione, formalizzata con il riconoscimento di civitas foederata da parte di Roma nel 270 a.C. La seconda conferenza “Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria”, alle 17, ricostruirà le vicende del Museo Civico, fondato nel 1882 e prima istituzione museale della città, nazionalizzato nel 1946 a seguito di una convenzione tra il Comune di Reggio Calabria e l’allora ministero della Pubblica istruzione. Saranno analizzati gli allestimenti storici del museo Archeologico nazionale progettati da Marcello Piacentini fino al recente allestimento inaugurato nel 2016, con presentazione a studenti e partecipanti delle principali attività condotte dal personale tecnico-scientifico del MArRC, con particolare riferimento a cura, gestione e valorizzazione delle collezioni museali.

Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)
“Da anni il MArRC investe nelle attività di studio e ricerca scientifica”, dichiara il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. “Lo fa sia con il personale interno, nelle attività di riordino e restauro delle collezioni conservate nei depositi, sia con la collaborazione di Atenei e Centri di Ricerca italiani e stranieri. Portare queste esperienze nelle aule universitarie è estremamente significativo non solo per far conoscere agli studenti il valore delle collezioni archeologiche esposte, ma anche per far scoprire quante professionalità lavorino in un museo, da quelle amministrative a quelle tecniche e scientifiche, fino all’accoglienza, fruizione e vigilanza. Ringrazio il prof. Paoletti, componente del nostro Comitato Scientifico, per questo invito, che conferma la stretta collaborazione tra Museo e Università”. Gli incontri rientrano nel progetto di miglioramento dei servizi che l’Amministrazione fornisce agli utenti e prosegue una positiva collaborazione avviata già lo scorso anno con un’analoga iniziativa. “Si tratta di un’esperienza di scambio particolarmente proficua che mette in diretta connessione il Museo con i futuri professionisti del patrimonio culturale”, dichiara la dott.ssa Costanzo, “rappresentando al tempo stesso un’occasione di formazione e valorizzazione all’esterno delle collezioni del MArRC e di tutte le attività svolte per la loro tutela e la conoscenza”.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale giornata di studi “La biodiversità faunistica nell’area dello Stretto” promossa dall’associazione “Famiglia Ventura”, e apre il percorso tematico “Reptilia. Biodiversità dal Mondo Antico”
Il 20 aprile 2023 è la Giornata internazionale per la biodiversità. Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria la celebra con un nuovo evento culturale: alle 17, si tiene la giornata di studi “La biodiversità faunistica nell’area dello Stretto”, promossa dall’associazione “Famiglia Ventura”, con il patrocinio della Societas Herpetologica Italica. Dopo i saluti del direttore del museo, Carmelo Malacrino, e del presidente dell’associazione, Francesco Ventura, l’incontro sarà moderato dal prof. Emilio Sperone sui temi dell’erpetologia, dell’entomofauna e dell’avifauna. Interverranno il prof. Marcello Cavallaro, dell’università di Messina; Valentino Borza, membro dell’associazione “Famiglia Ventura”; Viviana Cittadino, Claudia Valerioti e Francesco Luigi Leonetti, componenti della Societas Herpetologica Italica; Dalila Giacobbe, della Società Italiana di Scienze Naturali; e Giuseppe Martino, dell’associazione guide ufficiali del parco nazionale dell’Aspromonte. “Questa giornata di studi sulla biodiversità faunistica nell’area dello Stretto era un’iniziativa che avevamo in animo di realizzare già da prima della pandemia”, commenta il presidente dell’associazione, Francesco Ventura. Siamo, dunque, felici di coordinare questo tavolo d’alto profilo scientifico naturalistico in una sede così prestigiosa, qual è il MArRC. Tutto è nato dalla volontà di valorizzare le evidenze archeozoologiche del nostro territorio, anche grazie ad un interessamento della sezione calabrese della Societas Herpetologica Italica, la quale ha realizzato alcuni studi per meglio comprendere e identificare alcuni carapaci presenti nel Museo”.

Nella stessa giornata del 20 aprile 2023 aprirà al pubblico “Reptilia. Biodiversità dal Mondo Antico”, il percorso tematico diffuso curato dai funzionari Giuseppina Cassalia e Daniela Costanzo, con il supporto della stagista Alessia Furia. “È tutto pronto per questo nuovo incontro scientifico e divulgativo”, commenta il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. Un evento nato dalla sinergia con l’associazione Famiglia Ventura, che ringrazio. Sono occasioni che qualificano la funzione del Museo anche come luogo di produzione e diffusione di conoscenza. Inoltre il percorso diffuso “Reptilia” – aggiunge il direttore – offrirà ai visitatori, agli appassionati e agli esperti una suggestiva narrazione tematica, valorizzando anche reperti normalmente conservati nei depositi”. “Reptilia. La biodiversità dal mondo Antico” è il titolo scelto per far scoprire i reperti a tema erpetologico esposti al MArRC allo scopo di sensibilizzare i visitatori, e in particolare i più piccoli, sul tema della tutela della natura e del paesaggio. “L’idea nasce dalla collaborazione con l’associazione Famiglia Ventura per celebrare la Giornata Internazionale della Biodiversità”, commenta Cassalia, “e si concretizza grazie ad una stretta ed attenta collaborazione tra i diversi uffici del museo. Ci auguriamo che tanti giovani, studenti e appassionati di erpetologia vengano stimolati da questo percorso tematico diffuso alla ricerca e fruizione delle bellezze del mondo antico, attraverso i reperti presenti nel nostro museo, il museo di tutti”. Il percorso tematico sarà visitabile fino a domenica 14 maggio 2023. Sia attraverso alcuni marcatori installati sulle vetrine dell’esposizione ai Livelli B e C del Museo, sia seguendo le mappe con i segnalini sarà possibile individuare i reperti selezionati. Inquadrando i QR code associati, inoltre, si potrà scaricare sul proprio telefono una brochure con focus sui reperti selezionati. In questo modo il visitatore avrà la possibilità di fruire di un nuovo percorso, esplorando prospettive inedite nate dal dialogo tra l’iconografia dei reperti archeologici e l’erpetologia. “Il Museo è uno scrigno di infiniti racconti, di cui i reperti esposti diventano straordinari protagonisti – commenta il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. I Bronzi di Riace e di Porticello sono i capolavori indiscussi dell’esposizione, ma tra le migliaia di oggetti esposti si trovano tante curiosità sul mondo antico. Sono particolarmente felice per questo percorso tematico diffuso, che promuove il tema della biodiversità nel binomio cultura e natura. Ringrazio le dott.sse Cassalia, Costanzo e Furia per l’impegno profuso, nonché l’associazione Famiglia Ventura per la Giornata di studi promossa al Museo. Sono occasioni, queste, in cui le tracce del nostro passato ci guidano per un futuro più sostenibile”.
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