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Capodanno speciale a Roma: fori senza confini. Aperti gratuitamente i fori imperiali (del Comune) e il foro romano (dello Stato) in un’unica passeggiata grazie a un accordo tra sovrintendenza capitolina e soprintendenza ministeriale. Prova generale per il futuro?

Una panoramica dell'area archeologica dei fori di Roma: il 1° gennaio aperti gratis "senza confini"

Panoramica dell’area archeologica dei fori di Roma: il 1° gennaio aperti gratis per una passeggiata “senza confini”

Prosperetti, Bergamo e Parisi Presicce all'ingresso dei Fori

Prosperetti, Bergamo e Parisi Presicce ai Fori

È solo un piccolo cancello, ma riesce a dividere due mondi: di qua il Comune di Roma, di là lo Stato italiano; di qua la soprintendenza capitolina, di là la soprintendenza speciale; di qua i fori imperiali, di là il foro romano-palatino. Sì, avete letto bene: la più grande area archeologica del mondo nel cuore di Roma è divisa in due. Cioè due padroni, due gestioni, due biglietti. Ma non il 1° gennaio 2017: per la prima volta si potranno visitare i fori “senza confini”, con un percorso unico che collega il Foro Romano e i Fori Imperiali. E gratis. L’Area Archeologica Centrale aprirà dunque le sue porte per un unico grande percorso all’insegna dell’abbattimento di ogni tipo di cancello in grado di limitare e interrompere la continuità del racconto storico, in un percorso attrezzato senza barriere architettoniche. A presentare l’iniziativa, veramente “storica”, il vicesindaco e assessore alla Cultura di Roma Luca Bergamo, il sovrintendente capitolino ai Beni culturali Claudio Parisi Presicce e il soprintendente per il Colosseo e l’area archeologica centrale Francesco Prosperetti, che si sono ritrovati proprio al famoso cancelletto.

Prosperetti, Parisi Presicce e Bergamo al cancelletto che divide il foro romano (Stato italiano) dai fori imperiali (Comune di Roma)

Prosperetti, Parisi Presicce e Bergamo al cancelletto che divide il foro romano (Stato italiano) dai fori imperiali (Comune di Roma)

“Tutti coloro che trascorreranno il Capodanno a Roma avranno l’occasione unica di attraversare 25 secoli di storia”, interviene soddisfatto Parisi Presicce. “È un fatto storico vedere finalmente il Foro Romano e i Fori Imperiali senza soluzione di continuità e senza preoccuparsi di divisioni di competenze tra Stato e Comune. Le normative esistono ed esiste lo strumento che consente una gestione unificata tra Roma Capitale e lo Stato e il risultato è sotto gli occhi di tutti: siamo davanti a un complesso monumentale che tutti ci invidiano, credo che la giornata del primo gennaio sarà ricordata da tutti coloro, turisti e romani, che saranno a Roma quel giorno. È anche una sorta di promessa alla città: un piccolo passo per l’archeologia di Roma ma anche una grande idea che rappresenta il progetto per il futuro di quest’area archeologica centrale”. E Bergamo: “C’è un accordo di valorizzazione tra Roma e lo Stato che ha subito rallentamenti ed è stato messo in discussione, ma fin dal nostro insediamento sono state riprese le fila di questo discorso e lo possono vedere tutti: siamo probabilmente in uno di posti più belli del mondo, un posto che a causa di una certa interpretazione burocratica dell’organizzazione dello Stato italiano non è ancora oggi possibile vivere come un corpo unitario. Il primo gennaio facciamo un passo importante, un passo che non risolve il problema ma penso e auspico che faccia capire a tutti il valore aggiunto della cooperazione istituzionale che rende visitabile quest’area a chiunque voglia vederla. Con questo atto mettiamo un tassello che costituisce una pedina importante in un progetto di proiezione di questa città nel mondo e nel futuro. Non solo si rompe una barriera ma la si rompe per ricostruire una crescita culturale di un patrimonio unico al mondo”.

Veduta generale dell'area archeologica centrale di Roma dal Campidoglio al Colosseo

Veduta generale dell’area archeologica centrale di Roma dal Campidoglio al Colosseo

Addio dunque a barriere e cancelli. Un esperimento che durerà solo per il primo giorno dell’anno ma che amministrazione capitolina e soprintendenza speciale contano di poter continuare a realizzare. Dai Fori Imperiali al Foro Romano e Palatino: si potrà passare liberamente e gratuitamente da un sito a un altro. L’accesso ai siti sarà consentito dalle 10 alle 16, con ultimo ingresso alle 15. Il percorso che attraversa l’area archeologica dei Fori potrà essere compiuto indifferentemente partendo dall’area di competenza capitolina, da piazza Santa Maria di Loreto, presso la Colonna Traiana, o da uno degli ingressi della soprintendenza di Stato, a largo Corrado Ricci, all’Arco di Tito, o a via di San Gregorio, per una passeggiata archeologica unica. Partendo dalla Colonna Traiana seguendo la passerella presente nel sito, la visita toccherà una parte del Foro di Traiano, passerà sotto via dei Fori Imperiali percorrendo le cantine delle antiche abitazioni del Quartiere Alessandrino, attraverserà il Foro di Cesare e del Foro di Nerva per proseguire nell’area statale, senza la barriera divisoria che obbligava a uscire dai Fori imperiali per rientrare al Foro Romano. Il passaggio dall’area comunale a quella statale avverrà dietro la Curia Julia, antica sede del Senato romano, e permetterà di accedere nel fulcro della piazza del Foro, all’altezza della Basilica Æmilia, sulla Sacra Via. Di qui si articolano percorsi in diverse direzioni: Basilica Julia, Tempio del Divo Giulio, Casa delle Vestali, Lacus Iuturnæ, Tempio di Antonino e Faustina, per arrivare all’Arco di Tito e fino ai palazzi imperiali sul Palatino, dove per l’occasione resterà aperto il Museo.

Il foro romano e il Palatino: il 1° gennaio aperti gratuitamente insieme ai fori imperiali

Il foro romano e il Palatino: il 1° gennaio aperti gratuitamente insieme ai fori imperiali

Il soprintendente Francesco Prosperetti

Il soprintendente Francesco Prosperetti

“È un evento storico dal forte valore simbolico”, conferma Prosperetti. “Con questa iniziativa riusciamo a cogliere la possibilità di dare corpo a un progetto che avevamo in testa da anni, accompagnato da un accordo con il ministero ma che stentava a trovare attuazione: i Fori senza barriere architettoniche, visive ed economiche. Si apre il “confine” di Stato che separa il Foro Romano dai Fori Imperiali. Un risultato tangibile di una politica culturale portata avanti insieme verso l’obiettivo, che è di tutti noi romani, di ridare il senso di centro della città a questo luogo rimasto troppi anni separato e visto più dai turisti che dai romani, e che deve ritrovare la sua centralità rispetto alla città di Roma”. E nel 2017 quali sono le prospettive per il cuore antico di Roma? “Da luglio 2016 è in corso una situazione del tutto inedita che ci consente di intervenire sul patrimonio monumentale, almeno per le competenze di manutenzione, restauro e tutela che ricadono sullo Stato, su un patrimonio monumentale di Roma con risorse che questa città non ha mai più avuto dai tempi del grande Giubileo del 2000. Io quando ho preso in luglio la soprintendenza ai monumenti di Roma ho trovato le casse vuote, il programma di lavori azzerato e ritengo sia stato un mio preciso dovere di dare corso a una programmazione nuova per cui nel 2017 porto 10 milioni di euro sui monumenti di Roma, cosa che la città non aveva mai avuto negli ultimi 15 anni, e lo faccio grazie alle risorse della soprintendenza autonoma speciale del Colosseo e dell’area centrale di Roma. Mi auguro che questa possibilità mi sia confermata dalla riforma che ci sarà, perché sarebbe esiziale per la nostra città ritornare a una situazione come la precedente in cui i monumenti avevano risorse zero”.

“La luna al Foro Romano”: dal 21 aprile, Natale di Roma, nuova illuminazione del cuore antico dell’urbe, e dal 22, ogni venerdì, visite guidate in notturna dalla basilica Emilia all’arco di Settimio Severo

"La luna sul foro": da venerdì 22 aprile 2016 visite guidate in notturna al Foro Romano

“La luna sul foro”: da venerdì 22 aprile 2016 visite guidate in notturna al Foro Romano

Il cuore antico di Roma rivive di notte, tra scorci romantici e visioni inedite,  grazie al nuovo impianto di illuminazione a led di ultima generazione, promosso dalla soprintendenza e realizzato da Acea, che sarà inaugurato giovedì 21 aprile 2016, in occasione del Natale di Roma, e che metterà in risalto, con tonalità che vanno dal bianco oro al bianco morbido, gli straordinari monumenti che lambiscono la Via Sacra, dall’arco di Tito a quello di Settimio Severo, creando un legame percettivo fra di essi. Uno spettacolo unico che potrà essere ammirato e vissuto con “La Luna al Foro Romano”: un percorso che dal 22 aprile, e per tutti i venerdì fino al 28 ottobre prossimo,  offrirà al pubblico visite guidate notturne, organizzate dalla soprintendenza speciale per il Colosseo con Electa, che quest’anno, si aggiungeranno a “La luna sul Colosseo”, ciclo di visite già rodate all’Anfiteatro Flavio di lunedì, giovedì, sabato e domenica. Dalle 20 a  mezzanotte gruppi di massimo 25 partecipanti potranno ammirare  l’emergere delle antiche rovine illuminate lungo la via Sacra, guidati da archeologi e storici dell’arte.

Nuova illuminazione a led al Foro Romano: più potente e più economica

Nuova illuminazione a led al Foro Romano: più potente e più economica

“La luna al Foro Romano” (info e prenotazioni allo 06/39967700), il nuovo ciclo di visite, in italiano e in inglese, prevede un itinerario notturno di circa 75 minuti che costeggerà la Basilica Emilia, fondata nel 179 a.C., la cui funzione originaria consisteva nell’accogliere nella cattiva stagione, in uno spazio coperto, tutte le attività del Foro, e dove si amministrava la giustizia. Dalla basilica si prosegue a destra passando davanti il tempio del Divo Giulio e si arriva all’imponente edificio della Curia Iulia, sede del Senato romano; di qui al Vicus Iugarius, da cui si gode una spettacolare vista del tempio di Saturno, con le sue imponenti colonne e, sul fondo, il portico degli Dei consenti. Dal vicus si raggiungerà la chiesa di Santa Maria Antiqua, riaperta al pubblico dopo più di trent’anni e che conserva sulle sue pareti un patrimonio di pitture unico nel mondo cristiano del primo millennio, databile dal VI al IX secolo. Quindi, facendo ritorno sulla Via Sacra, da cui si gode la splendida prospettiva verso l’Arco di Tito, interrotta dall’elevarsi delle candide colonne del tempio dei Castori, si costeggia il tempio di Antonino e Faustina, eretto nel 141 d.C., il cui prezioso restauro ha rivelato tutta la magnificenza delle sei grandi colonne in cipollino alte 17 metri. Infine, guardando verso l’Arco di Settimio Severo, si staglia, isolata, al centro del Foro la colonna eretta dall’imperatore bizantino Foca nel 608 d.C.: l’ultimo monumento sorto nell’antica piazza romana, prima del definitivo declino dell’impero.

Le visite guidate in notturna al Foro Romano dalle 20 alle 24 del venerdì durano 75 minuti

Le visite guidate in notturna al Foro Romano dalle 20 alle 24 del venerdì durano 75 minuti

Uno spettacolo unico legato quasi esclusivamente all’illuminazione. “Speriamo che sia la volta buona”. È un auspicio ma anche una certezza, quella del soprintendente al Colosseo e all’area archeologica centrale di Roma, Francesco Prosperetti, nell’attesa che la luce naturale si spenga per lasciare il posto alla luce del nuovo impianto progettato e realizzato da Acea, che dal 21 aprile illumina i monumenti che lambiscono l’antica strada che attraversa il Foro Romano, dall’Arco di Tito all’Arco di Settimio Severo. “Illuminazioni del Foro in passato ne sono state tentate più volte”, spiega Prosperetti, “e tutti gli esperimenti hanno trovato il limite nella tecnologia del tempo che richiedeva corpi illuminanti di grande consumo e di grande ingombro. Adesso, grazie alla nuova tecnologia dei led riusciamo a fare un impianto che incredibilmente consuma la metà della metà di quelli precedenti con una quantità di monumenti illuminati molto superiore. L’auspicio è quindi che la nuova illuminazione si riveli durevole e soprattutto uno strumento per avvicinare il Foro Romano alla città, nel senso di renderlo godibile nella buona stagione anche di notte”.

La diversa temperatura delle luci permette una lettura storica dei monumenti

La diversa temperatura delle luci permette una lettura storica dei monumenti

“Sarà una novità per i romani”, prosegue Prosperetti, “perché consentirà di visitare una parte dei Fori che, salvo qualche tentativo di alcuni anni fa, non è mai stata aperta al pubblico. Ci auguriamo ovviamente di avere una buona risposta di pubblico, necessaria per aiutarci a pagare i costi dell’illuminazione”. L’impianto è stato progettato anche per aiutare nella “lettura” delle diverse epoche e delle differenti fasi di utilizzo dei monumenti. “Abbiamo adottato due temperature di colore diverse”, spiega il soprintendente: “per i marmi e per i muri di laterizio. Ad esempio, i due tipi di illuminazione nel tempio di Antonino e Faustina, che come è noto contiene al suo interno la chiesa di San Lorenzo in Miranda realizzata nel ‘600, rendono tangibile la differenza tra queste due fasi di utilizzo del monumento. L’illuminazione quindi anche come criterio di lettura e comprensione di un contesto monumentale che ha una storia che può essere illustrata meglio attraverso la luce”. Non solo temperature di colore diverse, ma anche diversi tipi di illuminazione: “D’accento sui monumenti più importanti e diffusa anche sui percorsi pedonali in modo da rendere sicura la passeggiata. Ora finalmente”, conclude Prosperetti, “non ci sarà più quella differenza smaccata tra i Fori Imperiali, bene illuminati con il progetto di Storaro, e il Foro Romano buio, praticamente invisibile. Dal 21 aprile non sarà più così”.

Roma. Il mito dei Dioscuri rinasce con il restauro delle statue della salutifica Fonte Giuturna al Foro Romano. Mostra nel tempio di Romolo

La fonte Giuturna (Lacus Iuturnae) emersa al Foro Romano con gli scavi di Giacomo Boni

La fonte Giuturna (Lacus Iuturnae) emersa al Foro Romano con gli scavi di Giacomo Boni

Le sue acque per secoli furono considerate salutifiche: la fonte Giuturna (lacus Iuturnae), una delle più antiche e importanti di Roma antica, divinizzazione di Giuturna sorella di re Turno, sorgeva nel Foro Romano tra il tempio dei Càstori (come i romani chiamavano i Dioscuri privilegiando il nome di uno dei due gemelli divini, Càstore e Polluce) e la casa delle Vestali o tempio di Vesta, e le sue acque sgorgavano ai piedi del Palatino. Fu realizzata tra la fine del II e l’inizio del I secolo a.C., probabilmente nel 117 a.C. Lucio Cecilio Metello Dalmatico restaurò il vicino tempio dei Càstori. In epoca repubblicana fu monumentalizzata, e sotto Augusto il bacino fu rivestito di marmo con un piedistallo rettangolare al centro. La fonte Giuturna fu individuata dagli scavi di Giacomo Boni nel 1900. Più tardi, negli anni Ottanta, è stata oggetto di studio e ricerca da parte dell’Istitutum Romanum Finlandiae. Nel bacino furono rinvenute le statue dei Dioscuri fatte a pezzi, originariamente poste, quasi certamente, sul piedistallo centrale. Raffiguravano i Dioscuri nell’atto di abbeverare i loro cavalli alla fonte, come nella loro leggendaria apparizione nel Foro prima della vittoriosa battaglia del Lago Regillo.

L'allestimento all'interno del tempio di Romolo con le statue dalla fonte Giuturna

L’allestimento all’interno del tempio di Romolo con le statue dalla fonte Giuturna

Sezione del tempio di Romolo con l'allestimento sul Lacus Juturnae

Sezione del tempio di Romolo con l’allestimento sul Lacus Iuturnae

Ora il mito dei Dioscuri rinasce al museo della fonte Giuturna. Fino al 20 settembre tornano infatti visibili al pubblico sette grandi sculture legate al contesto della fonte di Giuturna (Lacus Iuturniae). La mostra, curata da Patrizia Fortini con la collaborazione dell’Istituto Nazionale di Archeologia e di Storia dell’Arte, è anche l’occasione per la riapertura al pubblico del Tempio di Romolo al Foro Romano, restaurato nel 2000 (con un intervento che ripristinò l’antica volumetria con la demolizione della volta barocca), che ha subito ulteriori recenti interventi alle pitture murarie (risalenti al medioevo). L’edificio ospita l’allestimento, promosso dalla soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma, guidata da Francesco Prosperetti, in collaborazione con Electa.

Il soprintendente Francesco Prosperetti all'interno del tempio di Romolo

Il soprintendente Francesco Prosperetti all’interno del tempio di Romolo

“Il significato di questa mostra va oltre il suo contenuto specifico, è un evento emblematico di una stagione nuova che in realtà non ho iniziato io ma l’ex soprintendente Mariarosaria Barbera”, spiega Francesco Prosperetti, nuovo soprintendente per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma. L’esposizione riunisce le opere emblematiche legate al mito dei Dioscuri. Il gruppo scultoreo dei due divini fratelli con i rispettivi cavalli e l’ara che sui quattro fronti riporta immagini legate alla loro leggenda, insieme ad una ieratica statua di Apollo e al puteale in marmo bianco del pozzo della sorgente. Il puteale riporta due iscrizioni che ricordano il magistrato Marcus Barbatius Pollio (I sec. a.C.), il quale lo dedicò a Giuturna. Iuturnai sacrum si legge, in riferimento alla ninfa con la quale i romani personificarono – come d’uso – la fonte sacra. I due miti del lacus Iuturnae sono collegati tra loro, in quanto la leggenda vuole che i Dioscuri siano apparsi ai romani per guidarli contro i Latini nella battaglia al lago Regillo (499 a.C.) per la difesa di Roma. Furono poi visti abbeverare i loro cavalli alla fonte di Giuturna e annunciare in città la vittoria.

Il mito dei Dioscuri rivive nella mostra sulla fonte Giuturna al tempio di Romolo

Il mito dei Dioscuri rivive nella mostra sulla fonte Giuturna al tempio di Romolo

Il gruppo dei Dioscuri fu trovato in pezzi nella vasca della Fonte di Giuturna e in seguito ricomposto, come risulta evidente dall’attuale stato di conservazione, al punto da far supporre che le statue fossero state intenzionalmente colpite. La mostra ha offerto l’occasione di restaurare le opere esposte e risarcire le lacune con malte che favoriscono la lettura delle parti originali. Il gruppo in stile arcaico è databile tra la fine del II sec. e l’inizio del I sec. a.C. Di età augustea il puteale, stando all’iscrizione riportata, mentre l’ara risalirebbe al II sec. d.C. Sui quattro lati vi sono raffigurati i Dioscuri, su un lato Giove e su un altro Leda, genitori dei gemelli, e sulla quarta faccia una figura femminile con una fiaccola, forse Giuturna. La statua di stile arcaizzante di Apollo, databile al I-II secolo d.C., che completa la rassegna nel tempio di Romolo è uno splendido esemplare in marmo greco che probabilmente decorava il vicino edificio dove aveva sede l’amministrazione delle acque e degli acquedotti (Statio aquarum). L’area archeologica da cui provengono le preziose sculture, è a poca distanza dal Tempio di Romolo dove sono presentate. Il punto dove sorgeva la fonte è facilmente identificabile: resta visibile il bacino con al centro il calco dell’ara, il cui originale è adesso in mostra. Un’edicola sacra, probabilmente il tempietto dedicato a Giuturna, e l’edificio in mattoni della Statio Aquarum che in origine doveva essere decorato da numerose sculture, completano il sito della fonte più importante a Roma in età arcaica.

“Vogliamo dedicar

Le statue provenienti dal Lacus Iuturnae saranno visitabili fino al 20 settembre al Tempio di Romolo

Le statue provenienti dal Lacus Iuturnae saranno visitabili fino al 20 settembre al Tempio di Romolo

ci intensamente all’area archeologica centrale – chiarisce Prosperetti – vogliamo fare vedere alla gente la ricchezza d’arte di questi luoghi che il visitatore normale non percepisce perché vede solo muri e mattoni. In realtà – sottolinea – questi luoghi erano colmi di sculture e marmi in ogni metro ed è importante riportare sui luoghi o almeno vicino ad essi le ricchezze che c’erano, per innescare un circolo virtuoso di crescita dei visitatori”. Il neo soprintendente ribadisce che questa “non è la prima iniziativa in questo senso” e ricorda che “la più recente è l’apertura del Museo Palatino, uno dei luoghi più frequentati dell’area archeologica centrale di Roma”. Quanto alle statue della fontana di Giuturna,  “resteranno visibili fino al 20 settembre. Dopo – conclude Prosperetti – c’è in programma la riapertura di una parte dell’Antiquarium forense, che dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno”.