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Altino (Ve). Per gli incontri “Scavi aperti” visita accompagnata con la direttrice Marianna Bressan e gli archeologi di Malvestio alla scoperta degli scavi in corso nell’area del foro romano

Per gli incontri “Scavi aperti” ad Altino (Ve) giovedì 12 giugno 2026, alle 15, visita accompagnata con la direttrice dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, Marianna Bressan, e gli archeologi di Malvestio Diego & C. alla scoperta degli scavi in corso nel centro di Altino romana e delle novità che stanno emergendo dall’area del foro e del teatro. Alle 15, ritrovo e accoglienza all’ingresso carraio dell’area archeologica della Porta-approdo di Altino; 15.45, passeggiata e visita accompagnata agli scavi; 17.30, conclusione della visita e passeggiata di rientro. L’attività è gratuita, compresa nel biglietto d’ingresso e su prenotazione. È necessario arrivare già muniti di biglietto al punto di ritrovo: https://maps.app.goo.gl/YgjWgZENdHstSyrs5. Il personale del Parco non emette biglietti al punto di ritrovo. Il biglietto (gratuito o a pagamento) si può acquistare tramite app Musei Italiani (consigliato) oppure presso la biglietteria del Parco. L’attività si svolge completamente all’aperto, in un paesaggio a vocazione agricola. Agli scavi si arriva esclusivamente a piedi, al termine di una gradevole passeggiata di circa 20 minuti nel paesaggio altinate. All’inizio e al termine del percorso verso l’area degli scavi sono disponibili un punto di ristoro con bottigliette d’acqua e alcune sedute. Arrivare muniti di cappello e/o parasole; crema solare; antizanzare. In caso di maltempo l’incontro sarà rimandato a data da destinarsi; l’annullamento sarà comunicato con il maggior preavviso possibile. È consigliabile usufruire del parcheggio gratuito a lato della piazza di Altino. In alternativa il parcheggio del Parco è a disposizione ed è raggiungibile in sicurezza in 5 minuti a piedi.

Altino (Ve). Per gli incontri “Scavi aperti” visita accompagnata con la direttrice Marianna Bresan e gli archeologi di Malvestio alla scoperta degli scavi in corso nell’area del foro romano

Per gli incontri “Scavi aperti” ad Altino (Ve) martedì 12 maggio 2026, alle 15, visita accompagnata con la direttrice dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, Marianna Bressan, e gli archeologi di Malvestio Diego & C. alla scoperta degli scavi in corso nel centro di Altino romana e delle novità che stanno emergendo dall’area del foro e del teatro. Alle 15, ritrovo e accoglienza all’ingresso carraio dell’area archeologica della Porta-approdo di Altino già muniti di biglietto; 15.45, passeggiata e visita accompagnata agli scavi; 17.30, conclusione della visita e passeggiata di rientro; 18, momento conviviale conclusivo ai piedi del Campo Rialto presso i depositi di AltinoLab. L’attività è gratuita, compresa nel biglietto d’ingresso e su prenotazione. L’attività si svolge completamente all’aperto, in un paesaggio a vocazione agricola. Agli scavi si arriva esclusivamente a piedi, al termine di una gradevole passeggiata di circa 20 minuti nel paesaggio altinate. All’inizio e al termine del percorso verso l’area degli scavi sono disponibili un punto di ristoro con bottigliette d’acqua e alcune sedute. Arrivare muniti di cappello e/o parasole; crema solare; antizanzare. In caso di maltempo l’incontro sarà rimandato a data da destinarsi; l’annullamento sarà comunicato con il maggior preavviso possibile.

Altino (Ve). Al parco archeologico avviata la nuova campagna di scavo alla ricerca del foro romano. Durerà due mesi. La direttrice Marianna Bressan: “Per la prima volta indagheremo il cuore monumentale di Altino romana”

Parco archeologico di Altino: partita la prima indagine archeologica alla ricerac del foro romano (foto parco archeologico altino)

17 anni dopo l’aero-fotointerpretazione che ha fotografato la città sepolta. Tre anni dopo l’avvio della procedura di espropriazione. Un anno e mezzo dopo l’istituzione del Parco archeologico. Sei mesi dopo la conclusione dell’espropriazione…  Il 6 novembre 2025 la prima bennata alla ricerca del foro romano di Altino. Il parco archeologico di Altino – parte dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna – ha dato l’avvio alla nuova campagna di scavi concentrata nell’area che, secondo le indagini predittive, avrebbe ospitato il foro della città di età romana. Questa campagna è la prima ad insistere su un’area così centrale dell’antico abitato e si aggiunge agli scavi già effettuati in anni recenti nell’Area archeologica del decumano (2022-2024). La ricerca è promossa e condotta direttamente dal parco archeologico di Altino (Ve) con un finanziamento dedicato da parte della direzione generale Musei, e vede coinvolti, oltre allo staff tecnico del Parco, il dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova e alcuni specialisti archeologi liberi professionisti. Come è consuetudine e non appena gli scavi restituiranno risultati significativi, il parco archeologico di Altino organizzerà un appuntamento di scavi aperti al pubblico: un momento di incontro e divulgazione che riscuote sempre grande interesse e che rientra nel continuo impegno del Parco per valorizzare e rendere accessibile la ricerca archeologica nella sua dimensione più viva e partecipata.

Massimo Osanna, direttore generale dei Musei (foto mann)

“Nei musei e parchi archeologici la ricerca non è un’attività accessoria, ma un aspetto fondante della loro missione”, afferma il direttore generale Musei, Massimo Osanna. “Attraverso lo studio e lo scavo archeologico possiamo far progredire la conoscenza del nostro patrimonio e garantire forme più adeguate di tutela, di fruizione e di accessibilità. Quando i risultati vengono tempestivamente comunicati, Musei e Parchi si trasformano in luoghi vivi, in costante aggiornamento e in dialogo continuo con i propri pubblici. Per questo il Ministero della Cultura ha destinato fondi specifici a campagne di scavo in numerosi Parchi archeologici nazionali, promuovendo anche le attività svolte in collaborazione con Università e istituti di ricerca. Un impegno che consolida il ruolo del Sistema museale nazionale come laboratorio di conoscenza e innovazione”.

Marianna Bressan direttore dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della laguna (foto drm-veneto)

“Con questi scavi indagheremo per la prima volta il cuore monumentale di Altino romana”, interviene Marianna Bressan, direttrice dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna e del parco archeologico di Altino. “Di questa parte di città si conosce solo una sorta di radiografia, restituita attraverso l’interpretazione delle tracce del remote sensing e delle prospezioni geofisiche. Ora abbiamo la possibilità di dare sostanza, attraverso lo scavo stratigrafico, a quanto previsto con le indagini non invasive. L’interesse della ricerca è dunque duplice: da un lato, testare l’efficacia delle previsioni prodotte dagli strumenti tecnologici, dall’altro, naturalmente, conoscere la consistenza delle tracce sepolte e decrittarne la complessità per scrivere un nuovo capitolo della storia di Altino”.

Pubblico numeroso agli appuntamenti “Scavi aperti” nel parco archeologico di Altino (foto vlman)

Le ricerche si concentreranno in particolare nella zona meridionale del foro. Lo scavo ha infatti l’obiettivo di approfondire i risultati del progetto realizzato tra il 2007 e il 2009 dall’università di Padova in collaborazione con la Soprintendenza e la Regione del Veneto, che aveva individuato, tramite l’interpretazione di foto aeree e satellitari e prospezioni geofisiche sul terreno, l’assetto urbanistico dell’antica città, mappandone strade, isolati, edifici pubblici. In particolare la ricognizione era riuscita a individuare le tracce del cuore monumentale del centro abitato: il foro, i due teatri e, subito fuori dal perimetro urbano, l’anfiteatro, riconoscibile dalla sua forma tipicamente ellittica. I terreni interessati dagli scavi sono di recente acquisizione demaniale e per la prima volta saranno oggetto di scavo archeologico. Questo aspetto rende la ricerca la più significativa per il sito, nel quale, soprattutto negli ultimi anni, non sono mancati gli scavi, diretti dal Parco o dati in concessione alle università Ca’ Foscari di Venezia e di Padova.

Veduta da drone del quartiere residenziale augusteo nell’area archeologica di Altino (foto Samir Sayed Abdellattef e Giacomo Vidoni / drm-veneto)

La durata prevista dello scavo è di due mesi e si attendono risultati interessanti dal punto di vista archeologico. “Le indagini da remoto lavorano su grandi scale e fotografano ampie superfici per restituire un quadro d’insieme orizzontale”, aggiunge Bressan, “lo scavo, per limiti oggettivi di tempi e costi, si concentra in un settore molto ridotto rispetto ai grandi monumenti che ambisce a indagare. Per contro, permetterà di scendere verticalmente e di conoscere le successive fasi di attività antropica nel settore, restituendo così la successione storica degli eventi. Sarà interessante inoltre verificare la consistenza dei resti archeologici sepolti, onde valutarne in futuro la valorizzazione nel contesto di una nuova area archeologica aperta al pubblico”. Lo scavo si articolerà in tre fasi: un primo momento – affidato al team della prof. Rita Deiana, direttrice del Centro interdipartimentale di Ricerca per i Beni culturali dell’università di Padova – in cui si effettuerà una nuova serie di prospezioni da aria e da terra, per posizionare il saggio di scavo nel punto più strategico; successivamente gli archeologi della ditta Malvestio s.n.c., affiancando la direzione del Parco, si occuperanno della campagna di scavo vera e propria, cui seguirà la restituzione dei risultati accompagnata dai rilievi topografici e dallo studio dei reperti mobili raccolti durante lo scavo.