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Promo di speranza del nuovo progetto di Alberto Castellani “VERSO CANAAN. Storie di popoli e di una Terra Promessa”: il film slitta di un anno per l’emergenza Covid-19. Ma il regista ci regala alcune immagini in anteprima

Il regista veneziano Alberto Castellani durante le riprese in Vicino Oriente

“Può sembrare effimero proporre in questo tempo di pandemia suoni e immagini di un prodotto che ancora non c’è. Ma a un uomo può essere sottratto tutto, non la speranza. Lo è anche per chi vuole ancora giocare con quei suoni e quelle immagini. Per coltivare la speranza”. Il regista veneziano Alberto Castellani comincia così, quasi una “traslitterazione” letteraria di quel “mola mia” (non mollare) lanciato dagli amici bergamaschi in piena emergenza sanitaria, o quel più banale #andratuttobene scritto ovunque, nel presentare il suo ultimo ambizioso progetto “Verso Canaan”, non ancor film. In realtà di questi tempi il promo avrebbe dovuto essere già del film “VERSO CANAAN. Storie di popoli e di una Terra Promessa” prodotto da Media Venice Comunicazione. Ma la pandemia ha bloccato tutto: stop a ogni trasferta per riprese esterne e nei musei di Israele, con sostegno di Israel Ministry of Culture e dell’Ufficio nazionale Israeliano del Turismo.

Una scena del film “Mesopotamia. In memoriam” di Alberto Castellani

Ma Alberto Castellani non demorde e intanto ricorda le sue produzioni di successo: “Sulle orme di Cristo”, “Paolo da Tarso al mondo”, “Come un granello di senapa”, “Monachesimo: storie di uomini e di deserti”, “Sulle vie della Fede”, “Mesopotamia in memoriam”. “Verso Canaan. Storie di popoli e di una Terra promessa”, spiega Alberto Castellani, “è un film, una nuova storia, che nasce per scoprire miti, tradizioni, leggende e fedi di lontane civiltà. Sulle tracce della ricerca archeologica, riemergono vicende nascoste, figure dimenticate, che trovano ambientazione in Israele, Egitto, Giordania, Creta, Palestina, Turchia, Siria, Iraq, con il contributo di alcuni musei d’Europa e del Vicino Oriente”. E ricorda: “Verso Canaan” avrà come media partner le riviste specializzate Archeo e La Bibbia ieri e oggi”, l’archeoblog archeologiavocidalpassato.com, e l’Unione Cattolica Stampa Italiana”.

Il drone accarezza i rilievi della Terra Promessa aprendo lo sguardo su panorami ampi, rilievi brulli che degradano, quasi precipitano, nel mar Morto. Seguendo antichi sentieri, solitari tracciati, nell’immensità di deserti inospitali, genti diverse muovono dalle terre del Levante, si spingono con le loro greggi alla ricerca di nuovi confini. Cercano una terra promessa da antiche scritture. È la terra cercata da Abramo, la via che conduce a un monte che solo Dio conosce e che nessun potere dell’uomo può impedire di percorrere. È la terra perduta nel tempo dell’esilio. È la terra perduta nei secoli della diaspora. È la terra contesa da Assiria e Babilonia, da Ittiti e Amorrei, da Cananei e Filistei, da Aramei ed Egiziani. Una terra fertile dove score latte e miele e ogni mano profuma di grano. Per vincitori e vinti ogni scelta e strategia è riposta in un nome: Canaan. Conclude il regista: “Il film sarà disponibile per la primavere 2021, nella versione italiana e inglese, Covid-19 permettendo…”.