Agrigento. Al festival del Cinema Archeologico giuria e pubblico premiano lo stesso film “Quando l’Homo sapiens faceva il suo cinema” di Pascal Cuissot e Marc Azema. Invece al film “Il rifugio dimenticato” di David Geoffroy il premio RAM film festival

Un momento delle premiazioni nella serata finale del XVIII festival del cinema archeologico di Agrigento (foto parco valle dei templi)
“Sono state tre serate intense che ci hanno portato lontano grazie alle pellicole che raccontano in maniera straordinaria il nostro patrimonio culturale, materiale e immateriale. Sullo sfondo, illuminato, il Tempio di Giunone, cornice spettacolare che da ormai 18 edizioni accompagna questo festival”: così nella serata delle premiazioni gli organizzatori a conclusione del XVIII Festival del Cinema archeologico di Agrigento, organizzato dal parco archeologico e paesaggistico Valle dei templi di Agrigento e realizzato con la collaborazione del RAM film festival di Rovereto.

Frame del film “Quand Homo sapiens faisait son cinema / Quando l’Homo sapiens faceva il suo cinema” di Pascal Cuissot e Marc Azema
Quest’anno il gusto del pubblico ha incontrato quello della giuria premiando lo stesso film: “Quand Homo sapiens faisait son cinema / Quando l’Homo sapiens faceva il suo cinema” di Pascal Cuissot e Marc Azema (Francia 2015, 52’). Il documentario porta lo spettatore sulle prime tracce del cinematografo attraverso ventimila anni di arte paleolitica. Gli esperti di cinema sono increduli davanti ai numerosi casi di scomposizione del movimento e alla scoperta di un meccanismo in grado di creare un’animazione combinando due immagini. Un’indagine sorprendente ci conduce al cuore del DNA culturale del genere umano. Questa la motivazione della giuria del festival composta da Leandro Picarella, Antonia Falcone e Nora Demarchi: “Film che pone una riflessione sull’essenza stessa del cinema come narrazione di immagini in movimento, offrendo un esempio di come le ricerche archeologiche possano restituire interrogativi e riflessioni in ambiti di ricerca diversi e apparentemente lontanissimi”.

Frame del film “Le refuge oublié / Il rifugio dimenticato” di David Geoffroy
Riceve invece il premio speciale RAM film festival Rovereto Archeologia Memorie il film “Le refuge oublié / Il rifugio dimenticato” di David Geoffroy (Francia 2019, 52’). A Caen, in Francia, alcuni archeologi hanno studiato le vestigia lasciate dai civili nascosti in un rifugio sotterraneo per proteggersi dai bombardamenti alleati durante lo sbarco in Normandia. Nel giugno del 1944, Yvette Lethimonier aveva 12 anni quando vi si è rifugiata con la sua famiglia e centinaia di altre persone. Nel film, Yvette, aiutata dagli archeologi, ridiscende nel rifugio a più di 20 metri sotto terra e i suoi preziosi ricordi tornano a galla. Questa la motivazione del premio: “per la capacità di interpretare al meglio un nuovo filone del documentario archeologico che, con metodo scientifico indaga invece che la storia antica, momenti di storia più recente”.
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CHI SIAMO
Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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