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Varese Archeofilm 2020: il premio “Alfredo Castiglioni” assegnato dalla giuria tecnica al film “Egitto: i templi salvati” cui è andato anche il premio del pubblico “Città di Varese” ex aequo con il film “Ingegneria romana: Città II”

La locandina della terza edizione di Varese ArcheoFilm

Alla terza edizione di Varese Archeofilm 2020 il film di Olivier Lemaitre “Egitto: i templi salvati” ha conquistato giuria tecnica e pubblico. Entrambi i film sono stati proiettati sabato 5 settembre 2020. Il premio “Città di Varese” assegnato dal pubblico è andato ex aequo al film di Olivier Lemaitre e al film di Jose Antonio Muñiz “Ingegneria romana: Città II” (Spagna, 2018, 56’). Il documentario descrive la capacità dei Romani di accettare e assimilare ogni tipo di conoscenza, indipendentemente dalla sua provenienza, per poi perfezionarla e applicarla alle prodigiose strutture progettate per edificare le straordinarie città dell’Impero.

Frame del film “Egitto: i templi salvati” di Olivier Lemaitre

Ma a fare la parte del leone, come detto è stato il film di Olivier Lemaitre “Egitto: i templi salvati” (Francia, 2018, 53’) cui la giuria tecnica, dopo aver preso visione dei film programmati nel corso della terza edizione di “Varese ArcheoFilm”, ha assegna il premio “Alfredo Castiglioni”. Nel film, ricco di animazioni 3D e documenti storici, vengono illustrati gli ingegnosi piani che hanno consentito il salvataggio di oltre venti antichi santuari che sarebbero altrimenti scomparsi sotto l’acqua del Nilo in seguito alla costruzione della Diga di Assuan. Un grande apporto in questa impresa è stato dato anche dagli archeologi e dai tecnici italiani. La giuria tecnica (composta da Angelo Castiglioni, archeologo, antropologo, scrittore, cineasta; Matteo Inzaghi, direttore TG Rete55, critico cinematografico, scrittore; Diego Pisati, già Capo Redattore Cultura de “La Prealpina” e grande esperto di cinema; Giulio Rossini, fondatore e presidente di Film Studio90, da sempre punto di riferimento a Varese della cinematografia d’autore) ha assegnato il premio con la seguente motivazione: “L’opera si contraddistingue per la grandiosità documentale e la cura estetica nel montaggio. La precisa, accurata e certamente non facile ricerca dei filmati storici, risalenti a oltre mezzo solo fa, nonché il montaggio serrato, mettono in evidenza, non solo la fatica ma anche i rischi, il calore torrido, e le infinite difficoltà incontrate dalla cooperazione internazionale per salvare gli importantissimi monumenti di un’antica e irripetibile civiltà. Questo film ha anche il pregio di fissare il ricordo, per le future generazioni, di un momento storico in cui numerose nazioni si sono unite per il raggiungimento del medesimo scopo: preservare la cultura e la storia per chi verrà dopo di noi”.