Archivio tag | Fiesole

Toscana. Il 27 agosto dichiarato Giornata degli Etruschi che apre le “Celebrazioni etrusche”. Eventi in 20 Comuni. A Firenze mostra dei tesori inediti dell’antico santuario etrusco di Poggio Colla in Mugello. Convegno a Chiusi sulla collezione Paolozzi, nucleo del museo nazionale Etrusco di Chiusi

La bolla papale del 27 agosto 1569 con la quale Papa Pio V assegnava a Cosimo de Medici il titolo di Granduca di Toscana

La bolla papale del 27 agosto 1569 con la quale Papa Pio V assegnava a Cosimo de Medici il titolo di Granduca di Toscana

Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana

Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana

Il 27 agosto 1569 Pio V concesse con bolla papale il titolo di Granduca di Toscana, “Magnus Dux Etruriae”, per Cosimo dei Medici, ossia “la legittimazione storica di quella che era stata la terra degli Etruschi e che possiamo considerare la Toscana moderna”, come ha proclamato il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Ciani, nell’annunciare che quest’anno, 2016, il 27 agosto viene istituita la Giornata degli Etruschi che apre le Celebrazioni Etrusche, iniziativa dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, per celebrare l’origine etrusca del territorio toscano, anche attraverso il sostegno a iniziative tematiche promosse dagli enti locali e da musei civici della Toscana, con un ricco programma che coinvolge venti Comuni (vedi http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload/COCCOINA/documenti/ETRUSCHI%20Le%20Celebrazioni%20nei%20Comuni(1).pdf). “Il giorno della bolla papale sarà il riconoscimento che ogni anno riserveremo ai nostri progenitori, gli Etruschi, un popolo che ha vissuto un vasto territorio italiano passando dal Lazio all’Umbria, traversando gli Appennini, nella Pianura Padana fino al Golfo di Napoli”, sottolinea Giani. “Un popolo che ha avuto un’influenza determinante e che per mille anni ha in qualche modo dominato prima di essere progressivamente assorbito dai romani. Finora abbiamo fatto meno di quanto dovremmo per valorizzare i nostri progenitori, coloro che mille anni prima di Cristo già indicavano la strada per estrarre i metalli e arrivare all’età del Ferro. Erano il popolo più evoluto in Italia e in generale in questa parte di Europa mediterranea. Cercheremo di fare molto di più con iniziative, manifestazioni, illustrazioni di scoperte che sono sempre più frequenti”.

toscana_celebrazioni-etrusche

Sabato 27 agosto 2016 è dunque dichiarata ufficialmente Giornata degli Etruschi. Articolato il programma. Alle 12, consegna della pergamena di riconoscimento alle città che, in periodi diversi ma in Toscana, hanno fatto parte della dodecapoli, ovvero della lega delle principali città Etrusche: tra queste, Arezzo, Volterra, Cortona, Chiusi, Fiesole, Vetulonia (Castiglione della Pescaia), Populonia (Piombino), Grosseto. Poi consegna di uno speciale riconoscimento ad Andrea Pessina della soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato (“Ha fatto tanto per la Toscana”, assicura Giani). Nel pomeriggio, alle 17, a palazzo Panciatichi, in via Cavour 2 a Firenze, sede del Consiglio regionale della Toscana, si inaugura la mostra “Scrittura e culto a Poggio Colla: un santuario etrusco nel Mugello” (27 agosto – 31 dicembre 2016) che per la prima volta mostra reperti inediti rinvenuti nel sito di Poggio Colla, presso Vicchio del Mugello in provincia di Firenze, dove ancora sono in corso gli scavi, reperti archeologici di inestimabile importanza non solo per la conoscenza del territorio, ma anche per lo studio della lingua etrusca. La mostra sul sito etrusco di Poggio Colla è promossa in collaborazione tra Consiglio regionale, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato e il concessionario di ricerca e scavo, Mugello Valley Archeological Project (Mvap). Il progetto scientifico, elaborato da soprintendenza e MVAP, è seguito dal professor Gregory Warden della Franklin University Switzerland e dall’archeologo Susanna Sarti della soprintendenza. “Siamo consapevoli”, continua Giani, “che degli Etruschi conosciamo ancora molto poco. Ogni giorno arriva notizia di un nuovo rinvenimento, emerge una loro tavola che ci porta a conoscerne meglio la scrittura. È il caso del complesso di Vicchio, dove è stata recentemente scoperta una stele che qualcuno ha paragonato a quella di Rosetta. Non sappiamo se questo sia vero o meno ma sappiamo che i reperti di Poggio Colla sono importanti e per la prima volta pezzi inediti saranno in Consiglio regionale”.

La stele rinvenuta nel sito etrusco del VII-VI sec. a.C. con un'iscrizione in etrusco

La stele rinvenuta nel sito etrusco del VII-VI sec. a.C. con un’iscrizione in etrusco

La mostra mira a fare luce sul periodo più antico del santuario etrusco di Poggio Colla, dove – come ricorda Giani – di recente è stata scoperta una stele arcaica in arenaria con caratteri etruschi iscritti. Il ritrovamento è di grande rilevanza perché non solo permette “di comprendere la natura del sito etrusco nel VII-VI secolo a.C.”, come si legge nel progetto scientifico della mostra, “ma accresce la conoscenza della lingua e la scrittura etrusca. Il fatto che la stele fosse collocata nelle fondazioni del podio del monumentale tempio tuscanico costruito intorno al 490, 480 a.C. suggerisce che il santuario di Poggio Colla fosse importante già nella fase più antica, ipotesi confermata da altri preziosi ritrovamenti che vengono qui per la prima volta esposti al pubblico”. Della stele, ancora in fase di studio e restauro, è esposto un ologramma. Il manufatto, che contiene la più lunga iscrizione lapidea conosciuta sino a oggi, è eccezionale per la lunghezza dell’iscrizione, la sua antichità e il suo contesto, ma anche perché non è un oggetto di carattere funerario. Il testo fa infatti riferimento a divinità etrusche e in particolare ricorda il “luogo di Uni”, la più importante divinità femminile degli etruschi, paragonabile alla Giunone dei Romani o alla greca Era. La possibilità che il culto di Uni esistesse a Poggio Colla è testimoniata dal ritrovamento di un frammento di bucchero che, assicurano gli etruscologi, “ha restituito la più antica rappresentazione di parto conosciuta nell’arte europea”, verosimilmente un parto sacro. Altro materiale ritrovato testimonia la ricchezza di attività culturali e rituali tra il VII e il V sec. a.C. Così una raffinata produzione di bucchero decorato, vasi che possono essere associati al banchetto e che testimoniano la presenza di ricche élite già prima della costruzione del tempio monumentale. Sono esposte anche quattro figure in bronzo che sono parte di contesti rituali connessi sia con la fondazione che con la distruzione del tempio. Una figura arcaica mostra tracce di fuoco e abrasioni, probabilmente dovute ad azioni rituali: era parte, spiega il comitato scientifico, di una stipe che doveva contenere più di 400 oggetti e frammenti di bronzo. Una eccezionale testa arcaica in bronzo, probabilmente raffigurante una divinità, ha caratteri grecizzanti e indica la qualità delle importazioni nel santuario. Infine, una base di arenaria di forma piramidale, iscritta con il nome di chi, appartenente alla élite etrusca di Poggio Colla, l’aveva dedicata. Essa attesta, come la stele, l’importanza della parola scritta in una fase molto antica del santuario di Poggio Colla.

Il canopo di Dolciano uno dei tesori conservati al museo nazionale Etrusco di Chiusi

Il canopo di Dolciano uno dei tesori conservati al museo nazionale Etrusco di Chiusi

Da Firenze a Chiusi per un altro importante appuntamento nell’ambito del ricco programma delle Celebrazioni etrusche. Domenica 28 agosto 2016 al teatro Mascagni di Chiusi è in programma il convegno “Il patrimonio archeologico etrusco a Chiusi”, dedicato principalmente alla collezione Paolozzi, che costituisce un nucleo importante delle collezioni del museo nazionale Etrusco di Chiusi, e vuole essere propedeutico alla pubblicazione integrale della raccolta. Infatti, anche se la figura di Giovanni Paolozzi è stata già oggetto di diversi contributi e alcuni dei materiali della collezione sono stati ben studiati, manca ancora una ricerca di insieme che renda conto del valore quantitativo e qualitativo della raccolta e presenti al contempo, oltre alla famiglia Paolozzi, documenti e donazioni che l’hanno accompagnata, quali ad esempio il busto in marmo che raffigura il collezionista, opera, nel 1873, di Vincenzo Consani, ceduto nel 1907 al museo chiusino. Intenso il programma della Giornata che prevede anche laboratori didattici per i più piccoli al museo nazionale Etrusco di Chiusi e la visita guidata ai musei cittadini e alla necropoli di Poggio Renzo. La mattinata alle 10.30 apre con i saluti del presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani, e del sindaco di Chiusi, Juri Bettolini. Seguono gli interventi di Giulio Paolucci (Giovanni Paolozzi e il patrimonio Archeologico di Chiusi”), Maria Angela Turchetti (“I materiali della Collezione Paolozzi nel museo nazionale Etrusco di Chiusi), Mattia Bischeri (“I materiali della collezione Paolozzi di provenienza visentina”), Alessandra Minetti (“La Tomba della Pania”), Giuseppe Venturini (“Il Cinerario Paolozzi: note tecniche di restauro”). Nel pomeriggio dalle 15, visite guidate al museo civico “La Città Sotterranea”, al museo della Cattedrale – Labirinto di Porsenna, al museo nazionale Etrusco di Chiusi, alla Necropoli di Poggio Renzo. Grazie a questo convegno si pone all’attenzione del pubblico una delle collezioni archeologiche più importanti del territorio chiusino formatasi grazie alla famiglia Paolozzi e soprattutto grazie alle ricerche e acquisizioni di Giovanni Paolozzi che per lascito testamentario ha donato, nel 1907, la parte più cospicua della sua ingente raccolta all’allora museo civico, dal 1962 museo nazionale Etrusco di Chiusi. La collezione – ricorda la soprintendenza Archeologia della Toscana – annovera al suo interno reperti di eccezione quali il Cinerario Paolozzi, il Canopo di Dolciano, le sculture del monumento fatto costruire dalla gens Allia e il mosaico tardo-repubblicano di Monte Venere. L’acquisizione, nel 1876, della Collezione Terrosi permise a Giovanni Paolozzi di entrare in possesso, fra l’altro, del corredo della Tomba della Pania che rappresenta ad oggi il più completo esempio della sepoltura di un princeps chiusino della seconda metà del VII sec. a.C., nota per la pregevole pisside in avorio, (parzialmente riprodotta in locandina) appartenuta ad uno degli individui sepolti nell’ipogeo ed oggi conservata al museo Archeologico nazionale di Firenze.

Fiesole e i Longobardi: una mostra a Fiesole per il centenario del museo Archeologico con reperti inediti e molti eventi collaterali. Ricostruite le tombe del guerriero e della bambina

I calici in vetro soffiato esposti al museo Archeologico di Fiesole nella mostra "Fiesole e i longobardi"

I calici in vetro soffiato esposti al museo Archeologico di Fiesole nella mostra “Fiesole e i longobardi”

Il museo Archeologico di Fiesole compie cento anni

Il museo Archeologico di Fiesole compie cento anni

Una mostra sui Longobardi festeggia il centenario del museo civico Archeologico di Fiesole, con l’esposizione del nucleo dei reperti longobardi rinvenuti a Fiesole e nelle campagne di scavo condotte dalla soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana nell’area Garibaldi. Ecco fibule, aghi crinali, raffinati manufatti in vetro, gioielli, ma soprattutto armi: spade, cupidi di lance, coltelli e punte di freccia. E poi ornamenti di cinture, vasellame e utensili vari. Questi i reperti, in buona parte mai esposti al pubblico, della mostra “Fiesole e i Longobardi”, fino al 31 ottobre 2014 nelle sale del museo Archeologico di Fiesole. La mostra è organizzata dall’Unione di Comuni Fiesole-Vaglia e dalla soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana che, in occasione dei cento anni del museo civico Archeologico, che cadono quest’anno, grazie anche al sostegno del Rotary Club Fiesole, hanno realizzato un nuovo allestimento della sezione altomedievale del museo. È stato così possibile riportare a Fiesole, ed esporre riunito per la prima volta in un’unica sede, tutto il patrimonio dei reperti longobardi rinvenuti sul territorio.

L'Area Garibaldi a Fiesole dove è stato scoperto un sito longobardo

L’Area Garibaldi a Fiesole dove è stato scoperto un sito longobardo

Il prezioso umbone di scudo esposto a Fiesole

Il prezioso umbone di scudo esposto a Fiesole

L’itinerario della mostra, curato dal conservatore dei Musei di Fiesole, Marco De Marco, e da Giuseppina Carlotta Cianferoni, funzionario della soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, presenta una sessantina di reperti databili fra gli ultimi decenni del VI e tutto il VII secolo, che sono stati rinvenuti in contesti di sepolture, le cui prime scoperte risalgono alla fine dell’Ottocento. Fra questi ci sono le crocette, esempio di tecnica orafa, i raffinati calici in vetro soffiato e l’umbone di scudo riccamente decorato. La ricchezza dei corredi recuperati ha fatto pensare che quest’area fosse destinata alle sepolture del gruppo dominante. Le indagini condotte sul campo dagli archeologi, e coordinate nei vari anni dalle funzionarie della soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana Anna Rastrelli, Giuliana Guidoni, Giuseppina Carlotta Cianferoni, sono state affiancate dalle ricerche dell’antropologa Elsa Pacciani che, con la sua equipe, ha effettuato uno studio approfondito sui resti ossei.

Una tomba longobarda scoperta a Fiesole e ricostruita nella mostra al museo Archeologico

Una tomba longobarda scoperta a Fiesole e ricostruita nella mostra al museo Archeologico

L'allestimento delle tombe longobarde ricostruite in mostra a Fiesole

L’allestimento delle tombe longobarde ricostruite in mostra

Di particolare suggestione sono poi le ricostruzioni delle tombe. Quattro quelle esposte e relative a un guerriero, una donna d’alto lignaggio, un maestro d’ascia e una bambina, a rappresentare le sepolture più significative fra quelle individuate nell’Area Garibaldi, lo spazio che si estende alle spalle del Palazzo Municipale. Qui è emersa, dopo un lungo e paziente lavoro iniziato 20 anni fa, una estesa necropoli – al momento sono più di 40 le sepolture rinvenute ma lo scavo è tuttora in corso – che, sommate a quelle già note di fine Ottocento, portano a un centinaio le tombe venute alla luce in vari luoghi del centro cittadino e che fanno salire di diritto Fiesole alla ribalta dell’archeologia longobarda.

Una fase dello scavo archeologico nell'Area Garibaldi a Fiesole

Una fase dello scavo archeologico nell’Area Garibaldi a Fiesole

La locandina della mostra "Fiesole e i longobardi"

La locandina della mostra “Fiesole e i longobardi”

La mostra “Fiesole e i Longobardi” è stata fortemente voluta dall’amministrazione comunale, in particolare dall’assessore alla Cultura Paolo Becattini, che ha così inteso valorizzare i cento anni del museo civico Archeologico che si sono aperti con la presentazione del volume “Fiesole Museo Civico Archeologico. Un secolo di Bellezza” (Edizione Polistampa). Fra le iniziative di prossima attuazione vi è l’inaugurazione dei nuovi pannelli tattili per ipovedenti, dono del Rotary Club Fiesole e destinati all’Area Archeologica e alle sale del Museo. Si tratta di tavole didattico-divulgative, con planimetrie a rilievo e testi in braille, che consentiranno una comprensione immediata delle strutture e del loro rapporto con il contesto grazie ad un percorso studiato per le persone con disabilità visive.

Laboratori didattici nelle "Domeniche al museo"

Laboratori didattici nelle “Domeniche al museo”

Eventi collaterali. Per tutto il periodo della mostra sono previste iniziative per nuovi spunti di riflessione. Spazio anche all’archeologia sperimentale con i laboratori didattici di oreficeria e di tessitura, realizzati nell’ambito delle “Domeniche ai Musei”. L’archeologia fiesolana e i ritrovamenti delle ultime campagne di scavo saranno inoltre al centro di una serie di incontri di studio, organizzati nei prossimi mesi. Vediamo il programma delle principali iniziative.

Manifesto delle "Domeniche al museo" a Fiesole

Manifesto delle “Domeniche al museo” a Fiesole

UN GIORNO NELL’ATELIER DI UN TESSITORE 4 e 18 Maggio e 1. Giugno – museo civico Archeologico di Fiesole (via Portigiani, 1) Laboratorio speciale per grandi e piccoli(per i bambini dai 6 anni, richiesta la presenza di un genitore), che attraverso la pratica sperimentazione della tessitura, ha lo scopo di approfondire la conoscenza della cultura dei longobardi. L’attività porta, infatti, a conoscere un po’ meglio quel popolo che le fonti romane definivano “i più feroci per ferocia”, e che pure non erano solo guerrieri. I laboratori – gratuiti – si tengono a partire dalle 15.30. Per ogni attività è previsto un numero di partecipanti minimo di 10 e massimo di 20 persone. Per partecipare è necessaria la prenotazione. Per informazioni e/o prenotazioni Musei di Fiesole: tel. 055.5961293, fax 055.5961280, e-mail infomusei@comune.fiesole.fi.it, www.museidifiesole.it.

Una crocetta d'oro longobarda che veniva fissata sul velo

Una crocetta d’oro longobarda che veniva fissata sul velo

NELLA BOTTEGA DI UN ORAFO LONGOBARDO – Tutte le domeniche fino all’8 Giugno – museo civico Archeologico di Fiesole (via Portigiani, 1) Laboratorio per bambini(età compresa 6/10 anni) sulle crocette d’oro, un piccolo oggetto che si ritrova frequentemente nelle tombe longobarde. Al momento della sepoltura, erano fissate sul velo che copriva il volto della defunta. Le semplici tecniche della loro realizzazione saranno riprodotte in questo laboratorio che consentirà anche di avvicinarsi al ricco repertorio figurativo di questo popolo.I laboratori – gratuiti – si tengono a partire dalle 15.30. Per ogni attività è previsto un numero di partecipanti minimo di 10 e massimo di 20 bambini. Per partecipare è necessaria la prenotazione. Per informazioni e/o prenotazioni Musei di Fiesole: tel. 055.5961293, fax 055.5961280, e-mail infomusei@comune.fiesole.fi.it, www.museidifiesole.it.

Il teatro antico nell'itinerario archeologico di Fiesole

Il teatro antico nell’itinerario archeologico di Fiesole

SULLE TRACCE DI ETRUSCHI, ROMANI E LONGOBARDI – Tutte le domeniche fino all’8 Giugno – Itinerante, centro storico di Fiesole Un itinerario tra i resti di Fiesole antica: dal tempio di Minerva attraverso il Foro e il Teatro romano fino a giungere alle tombe longobarde. L’iniziativa – gratuita – si tiene a partire dalle 15.30. Per partecipare è necessaria la prenotazione. Per informazioni e/o prenotazioni Musei di Fiesole: tel. 055.5961293, fax 055.5961280, e-mail infomusei@comune.fiesole.fi.it, www.museidifiesole.it.

“CON-TATTO CON GLI ANTICHI” UN MUSEO TUTTO DA TOCCARE CON IL PERCORSO TATTILE PER NON VEDENTI E IPOVEDENTI17 Maggio – Area e museo civico Archeologico di Fiesole (via Portigiani, 1) Tavole visuo-tattili per non vedenti e ipovedenti accompagneranno il percorso espositivo dell’Area e del museo civico Archeologico di Fiesole (via Portigiani, 1) così da permettere un’accessibilità sensoriale a parte del patrimonio culturale del territorio. I pannelli didattico-divulgativi, con planimetrie a rilievo e testi in braille, consentiranno, infatti, una comprensione immediata delle strutture e del loro rapporto con il contesto. Il percorso verrà presentato ufficialmente sabato 17 maggio durante l’iniziativa “Con-tatto con gli antichi” (una delle attività proposte nell’ambito di “Amico Museo”), una visita guidata speciale all’Area e al museo Archeologico per non vedenti e ipovedenti (ore 11 – 13). Le tavole sono state interamente finanziate dal Rotary Club Fiesole che, dal 1990 (suo anno di nascita) ad oggi, si è attivamente impegnato per la difesa e la salvaguardia del patrimonio artistico fiesolano. Per informazioniMusei di Fiesole: tel. 055.5961293, fax 055.5961280, e-mail infomusei@comune.fiesole.fi.it, www.museidifiesole.it

Reperti longobardi in mostra a Fiesole

Reperti longobardi in mostra a Fiesole

“SOTTO IL REGNO DEI LONGOBARDI” PER LA NOTTE DELL’ARCHEOLOGIA – 19 Luglio – Area archeologica di Fiesole (via Portigiani, 1) Una serata dedicata al longobardi in occasione della “Notte dell’Archeologia”. Il programma dell’iniziativa prevede una performance a cura di Archeologia Narrante proprio sui longobardi e a seguire tutti a tavola secondo un menù che propone ricette di epoca longobarda. Cena a pagamento, prenotazione obbligatoria Musei di Fiesole: tel. 055.5961293, fax 055.5961280, e-mail infomusei@comune.fiesole.fi.it, www.museidifiesole.it.

I LONGOBARDI E L’ARCHEOLOGIA FIESOLANA – settembre/ottobre – Sedi del Comune Nei mesi di settembre e ottobre sono previsti una serie di incontriche metteranno al centro non solo il tema dei longobardi, ma più in generale dell’archeologia a Fiesole e dei ritrovamenti nelle ultime campagne di scavo.