Archivio tag | Federica Santinon

Trissino (Vi). In biblioteca per la rassegna “Incontri tra natura e storia”, la conferenza “Il restauro delle lamine figurate” con Federica Santinon, restauratrice della soprintendenza, a corollario della mostra “Con gli occhi della divinità” al museo “Zannato” di Montecchio Maggiore

Un appuntamento imperdibile dedicato all’affascinante mondo del restauro archeologico. Venerdì 27 giugno 2025, alle 18, nella biblioteca civica di Trissino (Vi), nell’ambito della rassegna “Incontri tra natura e storia”, la conferenza “Il restauro delle lamine figurate” con Federica Santinon, restauratrice della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Padova Belluno e Treviso. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Sarà Federica Santinon a condure i partecipanti in un viaggio tra le tecniche e gli strumenti utilizzati per riportare alla luce la bellezza nascosta di antichi manufatti, con un focus speciale sulle misteriose e preziose lamine figurate. Si potrà così capire meglio quali sono le difficoltà e le tecniche migliori da utilizzare per restaurare dei reperti archeologici, in particolare le lamine figurate. L’incontro si collega alla mostra “Con gli occhi della divinità”, attualmente visitabile al museo civico “Zannato” di Montecchio Maggiore (Vi), aperta fino alla fine di luglio 2025.

Montecchio Maggiore (Vi). Al museo di Archeologia e Scienze naturali “G. Zannato” apre la mostra “Con gli occhi della divinità: il sacro a Vicenza e territorio tra mondo preromano e romano” con le novità archeologiche emerse negli ultimi anni nel Vicentino

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Locandina della mostra “Con gli occhi della divinità: il sacro a Vicenza e territorio tra mondo preromano e romano” al museo Zannato di Montecchio Maggiore dal 22 marzo al 27 luglio 2025

Un frammento in lamina di bronzo piccolo ma molto significativo proveniente da Creazzo, consegnato in museo circa due anni fa, è stato lo spunto per la mostra “Con gli occhi della divinità: il sacro a Vicenza e territorio tra mondo preromano e romano” che sarà inaugurata sabato 22 marzo 2025, alle 16, nella sala civica Corte delle Filande per proseguire al museo di Archeologia e Scienze naturali “G. Zannato” di Montecchio Maggiore con una visita guidata alla mostra, aperta dal 22 marzo al 27 luglio 2025. La mostra, a cura di Annachiara Bruttomesso, già conservatrice archeologa del museo Zannato; Mariolina Gamba, già soprintendenza ABAP Ve-Met e direzione regionale Musei del Veneto; e Anna Scalco, conservatrice archeologa del museo Zannato, è frutto della collaborazione di numerosi specialisti: Giulia Pelucchini, funzionaria archeologa SABAP VR RO VI per la provincia di Vicenza; Elena Pettenò e Cinzia Rossignoli, archeologhe SABAP VE-MET; Marisa Rigoni e Angela Ruta Serafini, già archeologhe SAV Veneto; Anna Marinetti, linguista UniVe Ca’ Foscari; Luca Zaghetto, archeologo esperto in iconografia e i restauratori Stefano Buson (già museo nazionale Atestino), Sara Emanuele e Federica Santinon (SABAP VE MET).

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Lamina votiva da Alte Ceccato di Montecchio Maggiore (foto museo zannato)

Il frammento in lamina di bronzo ha immediatamente attirato l’attenzione per la presenza di un occhio e un guerriero a stampo, elementi già noti da altre lamine del vicentino. Da qui l’idea di riunire in un’esposizione reperti noti e inediti, in lamina di bronzo ma non solo, che illustrano le manifestazioni della religiosità nel territorio vicentino durante il periodo della romanizzazione. La mostra farà conoscere al pubblico le novità archeologiche emerse negli ultimi anni nel Vicentino, frutto sia di campagne di scavo che di rinvenimenti occasionali, che hanno arricchito il quadro di conoscenze già noto. Tra i numerosi reperti esposti spiccano la lamina votiva da Brendola, che è stata scelta come logo per la mostra, e i dischi da Marostica, Rosà, Isola Vicentina: sulla parte superiore di questi votivi compaiono dei grandi occhi che rappresentano lo sguardo vigile della divinità, sul popolo dei devoti e sul loro territorio. Non mancheranno altri dischi e lamine di recentissimo rinvenimento da Quinto Vicentino e Torri di Quartesolo. Tra le testimonianze relative a Vicenza, accanto a lamine votive dal noto santuario urbano con centro scrittorio di piazzetta San Giacomo, saranno per la prima volta esposte al pubblico le eccezionali lamine, ancora inedite, provenienti da un sito al confine occidentale della città, nei pressi dell’antica via Postumia.

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La stele da Isola Vicentina contenente la parola venetkens (foto musei civici vi)

Saranno inoltre esposti importanti doni votivi con iscrizioni come i palchi di cervo di Magrè e alcune testimonianze di pratiche oracolari come le sortes di Trissino e gli ossicini con sigle da Santorso. Infine importante protagonista sarà il Monte Summano che ospitava nell’antichità un luogo di culto ed era con le sue due cime punto visivo di riferimento per tutto il territorio Vicentino: saranno in mostra le statuette miniaturistiche d’argento raffiguranti una divinità femminile e Marte insieme al deposito votivo comprendente un astragalo con sigle alfabetiche e un blocco di sostanza resinosa connessi a pratiche divinatorie e purificatorie. Sarà infine riservato spazio ad alcune notissime testimonianze scritte: la stele da Isola Vicentina contenente la parola venetkens, prima attestazione in assoluto del nome degli antichi Veneti e quella da Monte Berico, testimonianza dei confini del ter

Padova. A Palazzo Folco (aperto al pubblico per l’occasione) conferenza “Lo scavo tra via Tiepolo e via San Massimo nel quadro delle necropoli preromane di Padova”. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria

padova_sabap_lo-scavo-tra-via-tiepolo-e-via-san-massimo_locandinaGiovedì 19 ottobre 2023, alle 17.30, in occasione dell’apertura straordinaria di Palazzo Folco, in via Aquileia, 7 a Padova – sede della soprintendenza ABAP di Belluno Padova e Rovigo – che sarà visitabile dalle 17 alle 21, con ingresso gratuito, si terrà alle 17.30 la conferenza “Lo scavo tra via Tiepolo e via San Massimo nel quadro delle necropoli preromane di Padova”. Nel consueto appuntamento relativo allo scavo della necropoli preromana di via Tiepolo e via San Massimo, condotto da anni dall’università Cà Foscari di Venezia in collaborazione con la Soprintendenza, verrà presentato un aggiornamento sull’ultima campagna di scavo 2023, su alcuni interventi di restauro in corso e sulle nuove prospettive nell’ambito di importanti progetti di ricerca. Interverranno Fiorenza Bortolami, archeologa; Giovanna Gambacurta, università Ca’ Foscari; Cecilia Moscardo, archeologa; Federica Santinon, funzionario restauratore SABAP VE MET; Angela Ruta Serafini, già soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto. L’ingresso alla conferenza è gratuito su prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti. Si prega di inviare la richiesta esclusivamente on line tramite il seguente link: https://forms.gle/emvH8rsXJCkqT9vk6. Per la visita a Palazzo Folco non è necessaria la prenotazione e l’ingresso è libero. Il Piano di Valorizzazione dei luoghi della cultura è un’iniziativa promossa annualmente dal ministero della Cultura.

Padova. A Palazzo Folco (aperto al pubblico per l’occasione) conferenza “Il restauro dei mosaici della villa romana di Via Neroniana a Montegrotto Terme (Pd)”. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria

padova_sabap_restauro-mosaici-villa-romana-di-montegrotto_locandinaGiovedì 5 ottobre 2023, alle 17.30, in occasione dell’apertura straordinaria di Palazzo Folco, in via Aquileia, 7 a Padova – sede della soprintendenza ABAP di Belluno Padova e Rovigo – che sarà visitabile dalle 17 alle 21, con ingresso gratuito, si terrà alle 17.30 la conferenza “Il restauro dei mosaici della villa romana di Via Neroniana a Montegrotto Terme (Pd)”. Nell’incontro verrà presentato il restauro di alcuni mosaici della villa romana di Via Neroniana di Montegrotto Terme, realizzato nell’ambito di un programma di manutenzione straordinaria dell’area archeologica. In occasione dell’intervento è stata condotta una campagna diagnostica finalizzata a una migliore conoscenza e prevenzione delle cause di degrado dei beni, al fine di una migliore tutela. Interverranno Federica Santinon, funzionario restauratore SABAP VE MET; Silvia Scordo, funzionario per le tecnologie SABAP VE MET; Ian Ferrarato, architetto; Paola Naccari, restauratore. L’ingresso alla conferenza è gratuito su prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti. Si prega di inviare la richiesta esclusivamente on line tramite il seguente link: https://forms.gle/bu7Gj1sjm9q1hQReA. Per la visita a Palazzo Folco non è necessaria la prenotazione e l’ingresso è libero. Il Piano di Valorizzazione dei luoghi della cultura è un’iniziativa promossa annualmente dal ministero della Cultura.

Padova. A Palazzo Zuckermann la conferenza “La porta de pedra cotta da Piazza dei Frutti: restauro e nuovo allestimento”: presentazione al pubblico del raro manufatto del XII secolo dopo un complesso restauro e visita guidata alla nuova sistemazione museale

padova_palazzo-zuckermann_presentazione-restauro-porta-de-pedra-cotta_locandinaMartedì 6 dicembre 2022, alle 17.30: “La porta de pedra cotta da Piazza dei Frutti: restauro e nuovo allestimento”, appuntamento a Padova a Palazzo Zuckermann, che ospita il museo delle Arti applicate e decorative e il museo Bottacin, per la presentazione al pubblico del nuovo allestimento della porta “de pedra cotta”, in collaborazione tra soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio della città metropolitana di Venezia e delle province di Padova Venezia Treviso e musei civici di Padova. Partecipano Francesca Veronese, direttore musei civici di Padova; Fabrizio Magani, soprintendente; Elisabetta Gastaldi, conservatore museo d’Arte medioevale e moderna; Cinzia Rossignoli, funzionaria archeologa, Soprintendenza; Federica Santinon, funzionaria restauratrice, Soprintendenza. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. È prevista una visita guidata al nuovo allestimento. Il manufatto, di grande rarità ed eccezionale interesse storico-archeologico, fu rinvenuto nel 1998/1999 in piazza dei Frutti a Padova durante scavi regolari per i lavori di ristrutturazione di un edifico storico, e sottoposto a un complesso recupero e a un accurato restauro nel Laboratorio della Soprintendenza. Sull’anta, costituita da una struttura in legno oggi scomparsa e da una rifodera in sesquipedali romani di reimpiego, sono ancora conservati i chiodi in ferro di fissaggio delle formelle, insieme al sistema di chiusura costituito dalla serratura, un lungo chiavistello e un battente ad anello, che sono stati oggetto di un ulteriore recente intervento conservativo. La porta è stata datata, grazie alla lettura stratigrafica e ad analisi specialistiche, al XII secolo.

Padova. Apertura straordinaria di Palazzo Folco, sede della soprintendenza, e conferenza “La necropoli preromana orientale di Padova tra scavo, restauro e ricerca digitale”

padova_palazzo-folco_conferenza-necropoli-preromana-orientale_locandinaFocus sulla necropoli preromana orientale di Padova. Giovedì 3 novembre 2022, in occasione dell’apertura straordinaria di Palazzo Folco in via Aquileia a Padova – sede della Soprintendenza – che sarà visitabile dalle 15 alle 19 (ultimo ingresso alle 18.30), si terrà la conferenza “La necropoli preromana orientale di Padova tra scavo restauro e ricerca digitale”. Appuntamento alle 17. Interverranno: Giovanna Gambacurta, università Ca’ Foscari, Venezia; Cecilia Moscardo, Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, università di Bologna; Federica Santinon, funzionario restauratore, soprintendenza area metropolitana di Venezia e province di Belluno Padova Venezia; Angela Ruta Serafini, già soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto. Ingresso alla conferenza gratuito su prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti. Inviare la richiesta esclusivamente on line mediante il seguente link: https://forms.gle/ayTSCKZbLFd6MyLVA. Per la visita a Palazzo Folco non è necessaria la prenotazione. Il progetto di ricerca sulla necropoli tra via Tiepolo e via San Massimo indagata sul campo nel 1990-1991 prosegue con attività di laboratorio che hanno visto nel tempo la prosecuzione non solo dello scavo delle tombe ancora conservate nei pani di terra, ma anche con azioni che vanno articolandosi negli anni. Hanno preso avvio, contestualmente allo scavo, le seguenti attività: ricerche antropologiche, di restauro e tecnologia dei materiali, una nuova frontiera di ricostruzioni 3d dei contesti di scavo e dei materiali restaurati, oltre ad un lungo ma indispensabile processo di digitalizzazione della documentazione originale, che saranno oggetto dell’incontro di valorizzazione. Per tali iniziative si è contato sulla collaborazione del Centro di Digital and Public Humanities del dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia (VeDPH).

Museo Archeologico nazionale di Adria: per la Festa e la Notte dei Musei speciale percorso archeologico-letterario sui gioielli e visite guidate alla mostra “Ornamenta. Gioielli tra storia e design” che fa dialogare monili antichi etruschi e romani inediti e gioielli contemporanei

Un prezioso gioiello esposto al museo Archeologico nazionale nella mostra “Ornamenta”

Ad Adria nel segno dei gioielli. Sabato 20 maggio 2017 in occasione della Festa dei Musei, delle Celebrazioni Livianee e della Notte dei Musei, il museo Archeologico nazionale di Adria propone iniziative mirate collegate alla mostra “Ornamenta. Gioielli tra storia e design”, visitabile fino al 22 ottobre, promossa dal MiBACT – Polo Museale del Veneto e dall’associazione Venice Design Week, con il patrocinio della Provincia di Rovigo, dell’amministrazione comunale di Adria e del Comune di Rosolina, mostra in cui a gioielli antichi, solitamente conservati nei depositi del museo e di recente restauro, sono affiancati i lavori di giovani designer contemporanei selezionati da Venice Design Week. L’allestimento è stato infatti curato con l’obiettivo di mettere in dialogo i gioielli contemporanei con i monili dell’antichità: “Le relazioni che le varie sezioni della mostra stabiliscono con gli splendidi e rari reperti del museo”, spiega il direttore del museo adriese, Alberta Facchi, “contribuiscono alla lettura degli oggetti stessi e partecipano alla loro valorizzazione”. A rappresentare il mondo antico la direzione del museo ha scelto dai depositi alcuni splendidi orecchini d’oro a filo ritorto e granulazione di età etrusca, perle in pasta vitrea, pendenti in oro e anelli di età romana, mentre tra i designer contemporanei Venice Design Week ha selezionato i lavori di Rita Martinez (Costa Rica), Andrea D’Agostino, Alessandra Pasini, Alessandra Gardin, Giovanni Di Vito, Giuliana Di Franco, Anna Fanigina (Bulgaria), Marta Montesi, Yunjung Lee (Corea), Kalliope Theodoropoulou (Grecia), Wilson Quispe.

Il manifesto della mostra “Ornamenta. Gioielli tra storia e design” al museo di Adria

Il programma di sabato 20 maggio 2017 è molto interessante. Alle 16 verrà proposto Haec  foeminarum  insignia sunt  (il titolo, “Questi sono gli ornamenti delle donne”, riprende una famosa frase dello storico latino Tito Livio), speciale percorso archeologico-letterario sui gioielli. Ci sarà anche un banchetto con materiale ludico – didattico a disposizione del pubblico adulto e dei bambini, a cura di Studio D. Più tardi, dalle 19.30 alle 22.30, grazie alla disponibilità del personale del museo, apertura straordinaria serale al museo Archeologico nazionale di Adria con ingresso simbolico ad 1 euro. Visite guidate alla mostra “Ornamenta” e ai gioielli esposti in museo. Turni:  alle 19.30, alle 20.30 e alle 21.30, a cura della direzione del museo. Si potrà così vivere la bellezza dei gioielli come in occasione dell’inaugurazione quando la presentazione dei monili antichi e del loro restauro è stata curata dal direttore Alberta Facchi e dalla restauratrice Federica Santinon, mentre i gioielli contemporanei sono stati descritti da Lisa Balasso di Venice Design Week. “I gioielli non servono solo a renderci più belli”, concludono i promotori. “Ma i gioielli, nel corso della storia, sono stati ricoperti di molteplici significati: beneauguranti, magico-religiosi, status symbol. Hanno sempre accompagnato, e ancora accompagnano, donne e uomini nelle tappe più importanti della vita”.