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Torino. Al via le “Conferenze 2021-2022 del Museo Egizio”, due cicli di incontri con egittologi provenienti da tutto il mondo (nove appuntamenti) e con i curatori del Museo (undici appuntamenti). La maggior parte in presenza, sempre on line

La galleria con la Tomba di Kha al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Al via il 14 ottobre 2021 le “Conferenze 2021-2022 del Museo Egizio”, due cicli di incontri con egittologi provenienti da tutto il mondo e con i curatori del Museo. Alla base dell’iniziativa l’idea di mantenere vivo il dialogo con la comunità scientifica internazionale e divulgare le ricerche e gli studi, condotti in ambito accademico e dai curatori del museo Egizio, non solo sui reperti conservati a Torino, ma anche su scavi archeologici e archivi. Dopo i mesi difficili della pandemia, la maggior parte degli incontri saranno in presenza, ma con la possibilità di seguire gli interventi di eminenti studiosi italiani e stranieri anche in live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. L’ingresso è gratuito.

Locandina del ciclo di conferenze “Museo e ricerca: scavi, archivi, reperti”, undici incontri con protagonisti gli egittologi curatori del museo Egizio di Torino

Il 14 ottobre 2021, alle 18, si apre il ciclo “Museo e ricerca: scavi, archivi, reperti”, undici incontri con protagonisti gli egittologi curatori del museo Egizio. A fare gli onori di casa il direttore del museo, Christian Greco, che poi passerà la parola a Paolo Marini, curatore e coordinatore delle mostre itineranti ideate dall’Egizio. Marini approfondirà il tema “Botteghe regali e botteghe templari nell’Egitto di Età Ramesside”. Seguirà il 4 novembre 2021 “Fondamenti e limiti del potere del faraone”, appuntamento a cura di Federico Poole, che si occupa dell’editoria scientifica dell’istituzione torinese e dirige la Rivista del Museo Egizio.

Progetto “Transforming Egyptian Museum in Cairo”

Il 13 gennaio 2022 sarà la volta della curatrice responsabile della collezione di papiri del museo Egizio, Susanne Töpfer con “Un passaporto per l’aldilà al femminile: le donne e i libri dei morti”. In collegamento da Il Cairo Heba Ab del Gawad illustrerà il 27 gennaio 2022 un progetto congiunto tra il museo Egizio di Torino e quello de Il Cairo. L’incontro dal titolo “Transforming Egyptian Museum in Cairo” sarà in lingua inglese, così come quello tenuto da Johannes Auenmüller su “A Chapel and its visitors: Secondary Stelae and graffiti at Ellesija”, previsto il 17 febbraio. Il 10 marzo 2022 sarà il momento di approfondire “I vasi in terracotta del Museo Egizio: contesti di provenienza, tipologie e studi in corso” con l’egittologa Federica Facchetti.

La locandina della mostra “Archeologia invisibile” al museo Egizio di Torino

“Mariette e Aida: Viaggio negli archivi” è l’appuntamento del 28 aprile 2022 con Enrico Ferraris, curatore della mostra in corso “Archeologia invisibile”. Beppe Moiso, che si occupa di ricerche archivistiche legate alla formazione della collezione torinese, il 12 maggio terrà un incontro dedicato a “Gebelein: un’area archeologica vasta e complessa”. Il 19 maggio sarà la volta di Cédric Gobeil, egittologo specializzato in archeologia della vita quotidiana e cultura materiale del Nuovo Regno di stanza al Museo torinese, con una conferenza in inglese dal titolo “The third Cataract Project in Sudan. Archeological entanglement on the Nile Valley”. “Ernesto Schiaparelli a Tebe. Dai primi viaggi ai primi scavi archeologici” è invece il tema affrontato il 16 giugno dal Paolo Del Vesco, vice direttore della missione italo-olandese (Museo Egizio, Universiteit Leiden, Rijksmuseum van Oudheden) nella necropoli del Nuovo Regno a Saqqara. Chiude il ciclo il 30 giugno 2022 l’egittologo archivista Tommaso Montonati con un incontro dedicato a “Il sito archeologico di Qau El Kebir”.

Locandina del ciclo “Lectures 2021-2022”, organizzato dal museo Egizio di Torino in collaborazione con Acme: nove incontri con accademici internazionali

Nove incontri con accademici internazionali compongono invece il ciclo “Lectures 2021-2022”, organizzato dal Museo in collaborazione con Acme (Amici collaboratori del Museo Egizio di Torino). Si parte il 26 ottobre 2021, alle 18, con un collegamento in live streaming da Montreal con Jean Revez, docente del dipartimento di Storia dell’università del Quebec, dedicato a “The Anastylosis of An Ancient Monument: Evaluating the Modern Reconstruction of the Hypostyle Hall at Karnak”. Seguirà il 23 novembre un intervento del direttore del museo Egizio Christian Greco dal titolo “Egitto fra storia e memoria: Il ruolo dei musei”. Il 25 novembre sarà la volta de “Il suono della rugiada” a cura di Alberto Rizzuti, dell’università di Torino. Il 30 novembre è attesa a Torino, dall’ArScan Laboratory di Nanterre in Francia, Gersande Eschenbrenner-Diemer, protagonista dell’incontro “From the Basement to the archaeological fieldwork: rediscovering Deir El-Medina woodcraft from a comprehensive study”.

Esempi di mummie animali conservate al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Il 18 gennaio 2022 sarà la volta di Bettina Bader (Austrian Academy of Science) con un intervento su “Objective identities. How Egyptian is Egyptian material culture?”. Il 29 marzo si collegherà da Il Cairo Salima Ikram (American University) per un focus su “The Museo Egizio’s animal mummies”. “Western Thebes in the Early Islamic Period: Archaelogy and coptic texts” è il tema che verrà affrontato da Jennifer Cromwell della Manchester Metropolitan University, attesa a Torino il 5 aprile. In collegamento dalla Cina (United International College di Beijing e Normal University di Zhuhai) ci sarà il 24 maggio Julien Cooper con un intervento dal titolo “Between the Nile and the Sea: The History and Archaelogy of Eastern Sudan From the Neolithic to the Medieval Period”. Chiuderà il ciclo il 31 maggio 2022 Luigi Prada dell’università di Uppsala con “Il Guardiano dei coccodrilli: alla scoperta delle origini antico-egizie di una leggenda plurimillenaria”.

Il museo Egizio di Torino partecipa alla Giornata mondiale del Rifugiato 2020 presentando il progetto “TanteVocidalMuseo” con otto studenti dal mondo

Il museo Egizio di Torino da anni si impegna con altri partner nella creazione di progetti che possano aiutarlo a diventare sempre di più luogo di incontro e di dialogo tra culture diverse. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2020, ha deciso di sostenere e partecipare alla campagna “WithRefugees” e “EveryoneCounts” raccontando online uno dei suoi progetti più belli. “TanteVocialMuseo”, dallo scorso anno, vede protagonisti i giovani del percorso multilingue di italiano per stranieri del CPIA1 organizzato con l’associazione Diskolé, per imparare a raccontare gli oggetti della collezione ai loro coetanei nella loro lingua e in italiano. Baye dal Senegal, Abire dal Marocco, Nicole dal Perù, Fatima dalla Siria, Brown dalla Nigeria, Elena dalla Moldavia, Ibrahim dalla Siria, Alexandra dal Perù sono i ragazzi protagonisti del video. Gli entusiasti studenti, seguiti e coordinati dalla maestra Valentina Sacchetto, da educatori e volontari dell’Associazione, e accompagnati dalle nostre curatrici Alessia Fassone e Federica Facchetti, raccontano perché questo progetto è davvero speciale e ricordano a tutti che il museo può avere un ruolo attivo nella costruzione di una società dove “tutti contano” (EveryoneCounts).

Il profumo dei reperti racconta la storia dell’Antico Egitto. All’Egizio di Torino un’indagine mai svolta prima in un museo: si annusa il profumo dei reperti della Tomba di Kha e Merit per avere informazioni inedite. I risultati tra qualche settimana

Alcuni reperti del corredo della Tomba di Kha e Merit al museo Egizio di Torino impacchettati e pronti per essere annusati (foto Federico Taverni / museo Egizio)

Il logo del museo Egizio di Torino

La storia dell’Antico Egitto raccontata attraverso il profumo dei reperti. È l’ultima frontiera delle tecnologie applicate all’archeologia: in questo caso è la chimica che si è messa al servizio dei beni culturali per un’indagine mai svolta in un museo: il corredo funebre della Tomba di Kha e Merit al museo Egizio di Torino “annusati” dai ricercatori dell’università di Pisa. Quando Ernesto Schiaparelli scoprì nel 1906 la tomba di intatta di Kha e Merit, nel villaggio di Deir el-Medina, sapeva bene di aver trovato un tesoro inestimabile. A distanza di 3500 anni circa, questa tomba, che rappresenta uno dei principali tesori della collezione egittologica torinese, continua a svelare le sue meraviglie. In questi giorni, una ventina di contenitori provenienti dalla tomba sono stati protagonisti di un’indagine innovativa, mai eseguita prima d’ora in un museo: la ricerca del loro “profumo”. Nel quadro di un progetto europeo di ricerca, un team di chimici dell’università di Pisa, in collaborazione con gli archeologi e i curatori del museo Egizio, ha analizzato in modo del tutto non invasivo, senza prelevare alcun campione, il contenuto di più di venti vasi. Ad essere “annusati” grazie a questa tecnologia sono i composti volatili rilasciati nell’aria in concentrazioni estremamente basse (ultratracce) dai residui organici presenti nei contenitori al fine di identificarne la natura. L’indagine ha coinvolto il dottor Jacopo La Nasa e le professoresse Francesca Modugno, Erika Ribechini, Ilaria Degano e Maria Perla Colombini dell’università di Pisa, il dottor Andrea Carretta della SRA Instruments e Federica Facchetti, Enrico Ferraris e Valentina Turina del museo Egizio. L’iniziativa rientra nel progetto MOMUS – Spettrometria di Massa SIFT portatile e identificazione di Materiali Organici in ambiente museale, realizzato con il sostegno della Regione Toscana e di SRA Instruments, cha inoltre ha messo a disposizione lo spettrometro di massa e la sua esperienza.

Lo spettrometro di massa SIFT-MS (Selected Ion Flow Tube-Mass Spectrometry) annusa il contenuto di una ciotola del corredo della Tomba di Kha e Merit al museo Egizio di Torino (foto Federico Taverni / museo Egizio)

Delle provviste alimentari contenute in un piatto, per esempio, furono identificate come “verdura finemente triturata e impastata con un condimento” da Ernesto Schiaparelli, che scoprì la tomba intatta di Kha e Merit a Deir el-Medina. Ma finora nessuna analisi ha potuto confermare né smentire tale ipotesi, e una risposta potrebbe ora arrivare dalla spettrometria. L’esame è stato eseguito con uno spettrometro di massa SIFT-MS (Selected Ion Flow Tube-Mass Spectrometry) trasportabile, un macchinario che solitamente viene impiegato in ambito medico per quantificare i metaboliti del respiro e che solo recentemente ha dimostrato la sua utilità anche nel campo dei beni culturali per eseguire indagini preservando l’integrità dei reperti.

Esperti al lavoro con lo spettrometro di massa SIFT-MS (Selected Ion Flow Tube-Mass Spectrometry) al museo Egizio di Torino (foto Federico Taverni / museo Egizio)

Christian Greco, direttore dell’Egizio di Torino

“Per svolgere l’esame sono stati necessari alcuni giorni; infatti nella prima fase abbiamo chiuso ampolle, vasi e anfore in sacchetti a tenuta stagna in modo da concentrare il più possibile le molecole nell’aria”, spiega Francesca Modugno dell’università di Pisa, “i dati saranno registrati nell’arco di due giorni, ma risultati delle analisi saranno disponibili tra alcune settimane, considerata la difficoltà della loro interpretazione. Quello che ci aspettiamo di rilevare sono frazioni volatili di oli, resine o cere naturali”. E il direttore del museo Egizio, Christian Greco: “Siamo orgogliosi di collaborare con i partner di questo progetto e di sperimentare nelle nostre sale l’utilizzo di una tecnica così sofisticata. La ricerca è il cuore delle nostre attività e sentiamo fortemente il dovere di sostenerla, pur garantendo l’integrità della straordinaria collezione che abbiamo l’onore di custodire”.

Torino, in biblioteca a leggere i papiri egizi e a scrivere in geroglifico. Il museo Egizio promuove “PAPIROTOUR. L’Antico Egitto in biblioteca”, mostra itinerante nelle 12 biblioteche cittadine, e incontri con gli esperti egittologi su papiri e dintorni

La pesatura del cuore: dettaglio del papiro con il libro dei Morti conservato al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

In biblioteca a leggere i papiri egizi e a scrivere in geroglifico come gli scribi dei faraoni. Succede a Torino, per un anno. In occasione del 150° anniversario dell’istituzione del Servizio Biblioteche, il museo Egizio di Torino inaugura il “PAPIROTOUR. L’Antico Egitto in biblioteca”, una mostra itinerante che dal 10 aprile 2019 al 30 marzo 2020 farà tappa in 12 biblioteche della città di Torino, un mese in ciascuna sede. In parallelo alle sue mostre che valicano i confini di quattro continenti, il museo Egizio presenta un progetto speciale pensato per avvicinare i cittadini al proprio patrimonio culturale e stimolare l’interesse e la passione per una delle più affascinanti civiltà del passato. Sviluppato in collaborazione con le Biblioteche Civiche Torinesi, PapiroTour raggiungerà i quartieri della città più distanti dal centro per offrire un progetto inclusivo che trova proprio nelle biblioteche un nuovo pubblico a cui l’Egizio ha deciso di fare anche un altro regalo: a tutti i possessori della tessera Biblioteche Civiche sarà riservata la gratuità d’ingresso al museo per tutta la durata della mostra e fino al 31 dicembre 2020. Con PapiroTour, il museo Egizio intende rinforzare il legame con il territorio attraverso le Biblioteche Civiche, frequentate da un pubblico molto eterogeneo e attento all’offerta culturale della città: sono 298.165 i tesserati, di cui oltre 10mila si sono iscritti nel 2018.

Evelina Christillin, presidente del museo Egizio di Torino

“La collaborazione tra il museo Egizio e le Biblioteche Civiche come presìdi sul territorio”, dichiara l’assessore alla Cultura Città di Torino, Francesca Leon, “rafforza le azioni di coinvolgimento del pubblico e contribuisce a diffondere la conoscenza della civiltà egizia fra i cittadini; questo progetto può rappresentare un modello di accordo da seguire anche per altre istituzioni museali, un’occasione di conoscenza e avvicinamento dei cittadini al patrimonio culturale”. E la presidente del Museo Egizio, Evelina Christillin, spiega: “Il percorso che il museo Egizio ha intrapreso in questi anni si sviluppa attraverso quella molteplicità di attività a cui un’istituzione culturale è, per sua natura, chiamata. Così come l’esposizione della collezione non può prescindere da studio, ricerca scientifica e conservazione, l’opera di promozione al pubblico deve ambire a ben più che al mero incremento dei visitatori. Noi abbiamo infatti il dovere di stimolare l’ampliamento del nostro bacino di utenza in un’ottica di inclusione sociale e avvicinamento a chi ha minori opportunità di accesso alla cultura. Nascono così i nostri progetti con i detenuti, con il sistema ospedaliero, quelli dedicati ai migranti, fino a questa nuova iniziativa che ci porta nelle biblioteche civiche torinesi e che risponde all’obiettivo essere un punto di riferimento per la comunità avvicinandoci a essa”.

La Galleria dei Sarcofagi al museo Egizio di Torino

Il museo Egizio custodisce a Torino una collezione di oltre 36mila reperti, di cui 3300 esposti nelle sale museali a cui si aggiungono oltre 11mila reperti nei depositi visitabili. La straordinaria raccolta di statue, papiri, sarcofagi e oggetti di vita quotidiana consente al visitatore un viaggio nel tempo attraverso più di 4mila anni di storia, arte, archeologia, alla scoperta di una delle più affascinanti civiltà del passato. In omaggio al patrimonio librario cittadino, il tema centrale della mostra è il papiro, la scoperta dei geroglifici e di altre forme di scrittura egizia; il percorso espositivo si sviluppa infatti intorno al Libro dei Morti di Taysnakht, una specie di guida di viaggio per accompagnare il defunto verso l’aldilà. La lunga teca (circa due metri) verrà affiancata ad otto grandi pannelli con immagini e testi che spiegano gli aspetti peculiari del reperto e della civiltà egizia. L’oggetto in mostra è una fedelissima replica dell’originale, realizzata nell’ambito di “Liberi di Imparare”, un progetto nato da una collaborazione con la Casa Circondariale Lorusso-Cutugno di Torino, i cui detenuti hanno prodotto copie straordinariamente verosimili sotto la guida dei curatori del museo Egizio. Il nome “Libro dei Morti”, coniato a metà dell’Ottocento dall’archeologo tedesco Karl Richard Lepsius, indica un insieme di formule a cui gli antichi Egizi si affidavano per affrontare il pericoloso viaggio nel regno di Osiride.

Il papiro di epoca tolemaica della collezione Drovetti con il Libro dei Morti conservato al museo Egizio di Torino

Durante la mostra, nelle biblioteche, saranno proposti appuntamenti di approfondimento con i curatori del museo e altre attività per adulti e bambini. La rete delle Biblioteche Civiche Torinesi conta 18 sedi e un Bibliobus itinerante, con tre punti presso la Casa Circondariale “Lorusso-Cutugno” e l’Istituto Penale per i Minorenni “Ferrante Aporti”. Ai servizi di prestito e alla biblioteca digitale, si aggiungono ogni mese incontri, gruppi di lettura e altre attività. Ecco le tappe della mostra: 10 aprile – 4 maggio 2019, biblioteca civica “Don Lorenzo Milani”; 7 maggio – 9 giugno 2019, biblioteca civica “Primo Levi”; 12 giugno – 29 giugno 2019, biblioteca civica centrale; 2 luglio – 26 luglio 2019, biblioteca civica musicale “Andrea Della Corte”; 3 agosto – 1° settembre 2019, mausoleo della “Bela Rosin”; 3 settembre – 28 settembre 2019, biblioteca civica “Italo Calvino”; 2 ottobre – 26 ottobre 2019, biblioteca civica “Cesare Pavese”; 5 novembre – 23 novembre 2019, punto di servizio bibliotecario “I ragazzi e le ragazze di Utøya”; 27 novembre 2019 – 4 gennaio 2020, biblioteca civica “Dietrich Bonhoeffer”; 10 gennaio – 31 gennaio 2020, biblioteca civica “Natalia Ginzburg”; 5 febbraio – 29 febbraio 2020, biblioteca civica “Rita Atria”; 4 marzo – 29 marzo 2020, biblioteca civica “Villa Amoretti”.

L’ostrakon con la danzatrice dipinta, uno dei pezzi più famosi conservati al museo Egizio di Torino

Esempi di amuleti dell’Antico Egitto conservati al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

La splendida cassetta di Kha conservata al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Un piccolo “esercito” di ushabti al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Appuntamenti speciali con i curatori del museo Egizio. Martedì 16 aprile 2019, ore 15.30, biblioteca civica “Don Lorenzo Milani”: Alessia Fassone su “Del papiro non si butta via nulla: un materiale multiuso”. L’impiego più conosciuto del papiro è legato alla fabbricazione della carta, ma gli utilizzi di questa pianta sono molteplici e spaziano dalla vita quotidiana al corredo funerario. Martedì 14 maggio 2019, ore 17, biblioteca civica “Cascina Marchesa”: Daniela Galazzo su “Gli ostraka figurati di Deir El-Medina”. Gli ostraka sono piccoli pezzi di ceramica o pietra, usati dagli antichi Egizi per scrivere e disegnare. Ritrovati nel villaggio degli operai di Deir el-Medina, sono una preziosa testimonianza dell’arte non ufficiale dell’antico Egitto. Giovedì 23 maggio 2019, ore 17, biblioteca civica “Primo Levi”: Paolo Marini su “L’arte nell’antico Egitto e il Rinascimento faraonico”. Un viaggio “lungo migliaia di anni” porterà alla scoperta delle bellezze dell’arte egizia fino all’VIII secolo a.C. In questo periodo, noto come Rinascimento faraonico, si recuperano modelli artistici del passato, così come secoli dopo fecero i fiorentini del XV secolo. Mercoledì 12 giugno 2019, ore 17, biblioteca civica centrale: Enrico Ferraris su “La cassetta di Kha”. Un viaggio nel mondo dei colori e nelle tecniche pittoriche degli artigiani Egizi, oggi possibile grazie alle indagini scientifiche condotte sui reperti della collezione. Martedì 16 luglio 2019, ore 17, biblioteca civica musicale “Andrea Della Corte”: Enrico Ferraris su “Il libro dei Morti di Merit”. Oltre al Libro dei Morti di Kha, rinvenuto nella sua tomba nel 1906, esiste un secondo papiro funerario meno noto, attribuito alla moglie Merit e oggi conservato a Parigi. Lunedì 5 agosto 2019, ore 20.30, mausoleo della “Bela Rosin”: Paolo Marini su “La magia nei testi funerari dell’antico Egitto: la formula per vivificare gli ushabti”. Nei Libri dei Morti del Nuovo Regno (1539 – 1077 a.C.) si trova la formula per “vivificare” gli ushabti. Queste statuette, raffiguranti il defunto, sono pronte a lavorare per lui nell’Aldilà. Mercoledì 25 settembre 2019, ore 17.30, biblioteca civica “Italo Calvino”: Tommaso Montonati su “Prima dei libri dei Morti: i testi dei sarcofagi”. Un incontro alla scoperta degli “antenati” del Libro dei Morti: 1185 formule che supportavano i defunti nel viaggio nell’Aldilà, nel Medio Regno (1980 – 1700 a.C.). Martedì 8 ottobre 2019, ore 17, biblioteca civica “Cesare Pavese”: Federico Poole su “Esiste la maledizione del faraone?”. Ha ispirato film, romanzi, articoli di giornale e inchieste… Ma esiste veramente la maledizione del faraone? Giovedì 7 novembre 2019, ore 17, biblioteca civica “Francesco Cognasso”: Divina Centore su “Fiori e alberi sacri nell’antico Egitto: tra simbolismo e materialità”. L’interesse pratico e religioso degli Egizi per la flora si manifesta in molte delle evidenze materiali che ci sono pervenute: fiori, ghirlande e alberi assumono importanti significati simbolici. Mercoledì 20 novembre 2019, ore 17, punto di servizio bibliotecario “I ragazzi e le ragazze di Utøya”: Federica Facchetti su “Gli amuleti”. Indossato sia in vita che dopo la morte, un amuleto poteva allontanare o prevenire il male. Dal materiale e dalla forma dipendeva il suo potere magico: il Libro dei Morti ci spiega come usarli. Martedì 3 dicembre 2019, ore 17, biblioteca civica “Dietrich Bonhoeffer”: Susanne Töpfer su “Il libro dei Morti di Kha”. Scritto in geroglifici corsivi da uno scriba con una calligrafia nitida e precisa, e illustrato da vignette a colori di ottima qualità, il Libro dei Morti di Kha, è una preziosa testimonianza delle credenze religiose egizie. Mercoledì 22 gennaio 2020, ore 17, biblioteca civica “Natalia Ginzburg”: Paolo Del Vesco su “I testi funerari riprodotti sulle pareti delle tombe”. Formule e preghiere per i defunti non furono scritte solo su papiro, ma anche sulle pareti delle tombe di faraoni e alti funzionari. Insieme leggeremo alcuni passi di questi testi millenari. Martedì 11 febbraio 2020, ore 17, biblioteca civica “Rita Atria”: Beppe Moiso su “Elementi architettonici sui papiri”. I papiri non riproducono solo formule magiche ma anche elementi architettonici o sezioni di tombe: si tratta di documenti rarissimi e fondamentali per conoscere questa antica civiltà. Giovedì 5 marzo 2020, ore 15.30, biblioteca civica “Villa Amoretti”: Alessia Fassone su “Gli ostraka erano solo la brutta copia dei papiri?”. Certo che no! Anzi alcuni rivelano contenuti molto interessanti dal punto di vista sia storico che artistico nonostante la natura “riciclata” del materiale.