Firenze. Tra i momenti clou della prima giornata di tourismA 2025, la presentazione in anteprima dell’Ercole della Valdelsa, scoperto a Montaione nell’ultima campagna di scavo della villa/mansio romana (IV-V sec. d.C.): dopo il restauro andrà nel museo civico di Montaione (FI)

L’Ercolino (III sec. d.C.) scoperto a Montaione (Fi) e presentato in anteprima a tourismA 2025 (foto archeologia viva)

La scoperta dell’Ercolino di Montaione (Fi) o, se volete, dell’Ercole della Valdelsa, tra i momenti clou della prima giornata di tourimA, il Salone dell’archeologia e del turismo cultural, giunto all’XI edizione, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore), e in programma al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 21 al 23 febbraio 2025. La scoperta, avvenuta nello scavo in concessione da parte del Comune di Montaione (FI) in un terreno di proprietà privata, sarà presentata in anteprima assoluta a tourismA venerdì 21 febbraio 2025, in sala Limonaia, nell’incontro “Ultime dalla Toscana” (dalle 9.30 alle 13) organizzato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato. Proprio in chiusura, alle 12.15, Antonio Alberti, Sabrina Bartali, Alessandro Costantini, Elena Funghini, Fabio Stratta (associazione Archeologica della Valdelsa Fiorentina), Elisabetta Neri (università di Firenze) e Michele Bueno (soprintendenza ABAP FI PT PO) parleranno di “I Romani a Montaione. Strutture e materiali di una villa/mansio sulla viabilità della Val d’Elsa”.

La statua di Ercole in corso di scavo a Montaione (Fi) (foto archeologia viva)
Dopo oltre dieci anni di ricerche, l’ultima campagna di scavo della villa/mansio romana (IV-V sec. d.C.) di Montaione (Fi) nella Valdelsa fiorentina si è distinta per una scoperta di eccezionale interesse. Gli archeologi dell’associazione culturale Valdelsa fiorentina e del dipartimento SAGAS dell’università di Firenze, coadiuvati dagli studenti stranieri dell’Istituto IRLAB iscritti alla Summer school associata allo scavo, hanno infatti portato alla luce una piccola statua in marmo bianco (III-IV sec. d.C.), priva della testa e ricomponibile da tre frammenti combacianti. Alta poco più di 50 centimetri, la statua rappresenta Ercole, il mitico figlio di Zeus e della mortale Alcmena, raffigurato in piedi in un momento di riposo. L’identificazione della scultura con il celebre protagonista delle dodici fatiche è resa possibile dalla presenza dei tipici attributi del possente semidio: la clava, la pelle del leone Nemeo, ucciso da Ercole nella prima fatica e, ai piedi della figura, la testa di un toro, che rimanda invece alla cattura del toro cretese e quindi alla settima fatica.

Ripresa aerea dell’area di scavo della villa/mansio di Montaione (Fi) (foto archeologia viva)
La piccola statua di Ercole costituisce oggi una preziosa testimonianza dell’alto livello decorativo del complesso architettonico da cui essa proviene, interpretabile come villa di un ricco possidente o, più probabilmente, come mansio, ovvero una stazione di sosta lungo una strada romana, spesso dotata di un annesso termale, come nel caso dell’edificio di Montaione. Nello stesso contesto, nel XIX secolo venne casualmente rinvenuta un’altra statua, interpretabile come Atena, che oggi fa parte della collezione privata dei proprietari del terreno su cui insistono gli scavi.

Il glirarium, un contenitore in terracotta utilizzato per l’allevamento dei ghiri, scoperto nello scavo della villa/mansio di Montaione (Fi) (foto archeologia viva)
Le indagini stratigrafiche promosse dal 2012 dal Comune di Montaione hanno consentito il recupero di altri reperti ceramici, tra i quali spicca un glirarium, un contenitore in terracotta utilizzato per l’allevamento dei ghiri. Tra le strutture conservate in situ, particolarmente interessante è anche un ricco annesso termale, decorato da marmi e mosaici pavimentali e parietali, come testimoniato dal rinvenimento di numerose tessere in pasta vitrea con la lamina d’oro.

Ercole di Montaione: la statua dallo scavo al restauro (foto archeologia viva)
Attualmente, un team di esperti sta conducendo uno studio preliminare sulla statua di Ercole, che è in fase di restauro con il contributo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato. I risultati di questo studio, suggeriscono una datazione della statua tra la media e la tarda età imperiale (III-IV sec. d.C.) coerentemente con il periodo di massimo sviluppo architettonico e decorativo dell’edificio in corso di scavo. Una volta terminato il restauro, la statua sarà esposta temporaneamente presso i locali dell’Università di Firenze, per essere poi esposta definitivamente al museo civico di Montaione, dove sono conservati numerosi reperti archeologici provenienti dallo scavo.
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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