Mostra “Roma in moneta”: sezione alle Terme di Diocleziano: allestimento (foto mnr)
Mezzo di scambio, emblema del potere, veicolo di propaganda, oggetto artistico e supporto di memoria, la moneta ha accompagnato per secoli la costruzione dell’identità di Roma e della sua immagine nel mondo. Le monete coniate in città costituiscono per questo un osservatorio privilegiato sulle sue trasformazioni politiche, religiose, artistiche e sociali. Inaugurata il 2 luglio c’è tempo fino al 27 settembre 2026 per visitare la mostra “Roma in moneta: arte e potere nella storia della città eterna”, una grande esposizione diffusa che racconta oltre duemila anni di storia di Roma attraverso la moneta, uno dei più potenti strumenti di rappresentazione politica, economica, ideologica e culturale elaborati dall’Occidente.
Mostra “Roma in moneta”: sezione alle Terme di Diocleziano: allestimento (foto mnr)
La mostra è a cura di Alfonsina Russo (dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale), Edith Gabrielli (VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia), Simone Quilici (parco archeologico del Colosseo) e Federica Rinaldi (museo nazionale Romano). La mostra utilizza le monete come chiavi di lettura per ricostruire alcuni momenti cruciali della storia e della cultura di Roma, mettendole in dialogo con opere d’arte antica, dipinti, sculture, codici miniati, oreficerie, installazioni contemporanee e testimonianze della cultura materiale. Tre grandi musei dello Stato collaborano per la prima volta alla realizzazione di una mostra comune.
Mostra “Roma in moneta”: sezione alle Terme di Diocleziano: allestimento (foto mnr)
Mostra “Roma in moneta”: sezione al Tempio di Romolo al Foro romano: allestimento (foto PArCo)
Il percorso si articola in tre sezioni cronologiche: l’età antica al museo nazionale Romano, il Medioevo al parco archeologico del Colosseo, l’età moderna e contemporanea al VIVE. Le tre sezioni della mostra possono essere visitate sia in maniera autonoma sia secondo un percorso unitario. La sezione del museo nazionale Romano è affidata al coordinamento scientifico di Fabrizio Oppedisano (Scuola Normale Superiore di Pisa) e Massimiliano Papini (‘Sapienza università di Roma); quella del parco archeologico del Colosseo di Sandro Carocci (università di Roma “Tor Vergata”), Serena Romano (università di Losanna) e Dario Internullo (università di Roma Tre); quella del VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia di Francesco Benigno (Scuola Normale Superiore di Pisa), Edith Gabrielli e Matteo Sanfilippo (università della Tuscia). Il comitato scientifico comprende, oltre ai coordinatori, Barbara Agosti, Marta Barbato, Federico Barello, Lorenzo Canova, Raffaella Morselli, Massimo Osanna, Emanuele Pellegrini, Roberto Pinto, Pier Paolo Racioppi, Alessia Rovelli, Lucia Travaini e Claudio Zambianchi.
Mostra “Roma in moneta”: sezione al Tempio di Romolo al Foro romano: allestimento (foto PArCo)
Mostra “Roma in moneta”: sezione alle Terme di Diocleziano: allestimento (foto mnr)
Il percorso si articola in venticinque sottosezioni – otto al museo nazionale Romano, otto al parco archeologico del Colosseo e nove al VIVE – dedicate ad altrettanti episodi cruciali nella storia di Roma e alle relative temperie culturali, inclusi l’elezione di Giulio Cesare dittatore, il rientro di papa Martino V dalla cattività avignonese e la breccia di Porta Pia. Ciascuna sottosezione prende avvio da una moneta e mette in relazione opere d’arte, testi di approfondimento e innovativi strumenti digitali, concepiti come supporti alla visita e strumenti di interpretazione. La mostra presenta oltre 160 opere, dall’antichità al contemporaneo. Le monete antiche provengono dal Medagliere del museo nazionale Romano, da poco riaperto al pubblico e interessato da un importante progetto di digitalizzazione finanziato con fondi PNRR; le monete contemporanee dal museo della Zecca. Le opere d’arte sono concesse in prestito dai principali musei dello Stato italiano, dalla sovrintendenza Capitolina, dai Musei Vaticani, da numerosi musei civici, da archivi, fondazioni, gallerie e collezionisti privati.
Mostra “Roma in moneta”: sezione al Tempio di Romolo al Foro romano: allestimento (foto PArCo)
Mostra “Roma in moneta”: sezione al Vittoriano: “Untitled” di Maurizio Cattelan (foto vive)
Tra le opere di maggior rilievo figurano, al museo nazionale Romano, il Piatto onorario di Ardabur Aspar (Firenze, museo Archeologico nazionale), il Ritratto di Giulio Cesare (Musei Vaticani) e il Ritratto di Costantino (Roma, Sovrintendenza Capitolina); al parco archeologico del Colosseo, gli affreschi da Santa Maria in Via Lata con I sette dormienti (Roma, Crypta Balbi) e la Madonna di Pietro di Belizo e Belluomo (Parma, Fondazione Magnani-Rocca); al VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia, il Messale della Rovere decorato da Jacopo Rivaldi, capolavoro della miniatura quattrocentesca (Torino, Archivio di Stato); il Ritratto di papa Alessandro VII Chigi di Gianlorenzo Bernini (Roma, Gallerie Nazionali d’Arte Antica) e Untitled di Maurizio Cattelan, che chiude il racconto sul presente europeo.
“Copie e falsi nell’archeologia e nell’arte” è il tema del prossimo appuntamento per il ciclo di conferenze “Tutta Padova ne parla”, promosso dalla soprintendenza e dal dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, che si terrà giovedì 23 giugno 2022, alle 17, al Complesso universitario patavino Beato Pellegrino, aula 5 dell’università di Padova (ingresso dalla piazzetta di via Elisabetta Vendramini, 13). Ingresso libero e gratuito, è raccomandato l’uso della mascherina. L’incontro a più voci è finalizzato a presentare in anteprima una pubblicazione che raccoglie l’esito di contributi multidisciplinari dedicati a un tema di singolare fascino e interesse, al quale l’università di Padova da anni dedica una specifica attenzione e cura con ricerche e studi specialistici di eccellenza, finalizzati alla conoscenza del patrimonio ceramico greco e magnogreco presente in Veneto. Il ritrovamento e l’identificazione di reperti falsificati presenti nelle collezioni museali pubbliche e private ha permesso di diversificare l’approccio allo studio e alla ricerca, coinvolgendo professionalità di varia provenienza e di formazione anche giuridica, competenti negli ambiti correlati della tutela e della legalità. Introduce Fabrizio Magani, soprintendente Abap area metropolitana Venezia e province Belluno Padova Treviso. Intervengono: Monica Salvadori, università di Padova; Emanuele Pellegrini, scuola IMT Alti Studi Lucca.
Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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