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Napoli. Alla Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti l’incontro internazionale di Studi “Comunicare la Cultura Materiale del Mediterraneo Antico”: due giorni dedicati al confronto su approcci, metodi e strumenti per la comunicazione della cultura materiale. Ecco il programma

Il dibattito sul ruolo del patrimonio culturale nello sviluppo socio-culturale, nella qualificazione o riqualificazione del territorio e dell’ambiente sociale ha assunto nel tempo una sempre maggiore importanza nei programmi degli enti per la tutela e la valorizzazione e degli enti di ricerca. Comunicare la cultura materiale costituisce una delle sfide più complesse, rispetto alla quale si sono fatti negli ultimi decenni enormi progressi, con una significativa sensibilizzazione degli addetti ai lavori e grazie alla centralità che il tema ha assunto nell’ambito delle Digital Humanities. Il 14 e 15 ottobre 2026 alla Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli, in via Mezzocannone 8, si terrà l’Incontro Internazionale di Studi “Comunicare la Cultura Materiale del Mediterraneo Antico”, dedicato al confronto su approcci, metodi e strumenti per la comunicazione della cultura materiale. La discussione verterà su casi di studio, esperienze condotte in siti, parchi e musei archeologici, e sulle sperimentazioni sviluppate da enti e gruppi di ricerca, valorizzando la sinergia tra archeologia, comunicazione museale e Digital Humanities.

L’avvicinamento del pubblico e delle comunità locali alla cultura materiale dei centri del Mediterraneo antico è essenziale non solo affinché esse possano conoscere e riappropriarsi del proprio passato, ma anche perché possano garantire il loro contributo alla conservazione e alla trasmissione nel tempo di un patrimonio culturale di cui sono custodi. Ciò può avvenire solo attraverso l’attuazione di strategie comuni per la disseminazione e trasmissione delle conoscenze sulla cultura materiale a tutti i livelli. L’incontro di studi si connette al progetto di ricerca SiDiCumaFleg – sistemi digitali per la conoscenza e la valorizzazione della cultura materiale dei Campi Flegrei in età romana in corso presso il Dipartimento di Studi Umanistici, avente come obiettivo lo sviluppo di un sistema integrato di conoscenze finalizzato alla tutela e alla valorizzazione della cultura materiale dei Campi Flegrei (Na, Campania) e incentrato su quei manufatti che rappresentano la ricchezza culturale di questo territorio e delle sue comunità tra III sec. a.C. e V sec. d.C. I Campi Flegrei costituiscono dunque il punto di partenza di una riflessione che vuole però coinvolgere studiosi ed esperti di comunicazione impegnati nelle diverse aree del Mediterraneo, per confrontarsi su approcci, metodi e strumenti per la comunicazione della cultura materiale.

La discussione si concentrerà sulle strategie della comunicazione e trasmissione di evidenze materiali spesso difficili da raccontare al grande pubblico, attraverso la sinergia tra archeologia, comunicazione museale e Digital Humanities.

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 14 OTTOBRE 2026. Napoli, Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli: alle 10.30, saluti: ANDREA MAZZUCCHI, magnifico rettore dell’università di Napoli “Federico II”; EDOARDO MASSIMILLA, componente interno del Consiglio di Amministrazione dell’università di Napoli “Federico II”; GIANLUCA GIANNINI, direttore del dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli “Federico II”; ROSALBA DI MEGLIO, coordinatrice del CdLM in Archeologia del Mediterraneo dell’università di Napoli “Federico II”. Introduzione ai lavori: CARMELA CAPALDI, università di Napoli “Federico II”, ANTONELLA CIOTOLA, università di Napoli “Federico II”: “SiDiCuMaFleg. Una risorsa digitale per la cultura materiale dei Campi Flegrei”. SEZIONE I – Musei: progetti e orientamenti, presiede EMMANUEL BOTTE, Centre Jean Bérard UAR 3133 CNRS-EFR. Alle 11, LUIGINA TOMAY, direzione regionale Musei nazionali della Campania, “Raccontare la cultura materiale ai visitatori dei musei. Qualche esempio dalla rete dei Musei nazionali della Campania”; 11.30, FRANCESCO SIRANO, museo Archeologico nazionale di Napoli, “Comprendere, partecipare, appartenere. Il MANN accessibile”; 12, MARIA RISPOLI, museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi”, “Dal museo al territorio: governance, partecipazione ed educazione al patrimonio nel Museo Archeologico di Stabia”; 12.30, FRANCESCO MUSCOLINO, musei nazionali di Cagliari, “La Sardegna e il Mediterraneo: strategie di comunicazione e nuovi allestimenti nei Musei Nazionali di Cagliari”; 13, Refreshment break. SEZIONE II — Territorio e parchi archeologici: progetti e orientamenti, presiede RAFFAELLA BONAUDO, musei nazionali di Matera. Alle 14, ASTRID D’EREDITÀ, parco archeologico del Colosseo, “Oltre la vetrina. Raccontare la cultura materiale sui social del Parco Archeologico del Colosseo”; 14.30, TIZIANA D’ANGELO, parchi archeologici di Paestum e Velia, “Che chic l’archeologia. Raccontare le storie del Mediterraneo antico ai Parchi archeologici di Paestum e Velia; 15, MARINA CASO, parco archeologico di Ercolano, “La cultura materiale di Herculaneum nella prospettiva futuristica di Amedeo Maiuri”; 15.30, SIMONE MARINO, parco archeologico di Ercolano, “Il patrimonio culturale dell’antica Ercolano nell’orbita di un ecosistema digitale”; 16, LUCA DI FRANCO, GIANCARLO DI MARTINO, ROSARIA GAROFALO, musei e parchi archeologici di Capri, “La cultura materiale dell’antica Capri tra ricerca e valorizzazione museale”; 16.30, MARCO MIANO, MARTA POLLIO, STEFANIA TUCCINARDI, università di Messina, “La villa di Damecuta, 1937-2027: un secolo di ricerche in un GIS”; 17, MARIA LUISA TARDUGNO, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio area metropolitana di Napoli, “I depositi del Rione Terra di Pozzuoli: archeologia nascosta e strategie per comunicare la cultura materiale”.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 2026. Napoli, Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli. SEZIONE I – Musei: progetti e orientamenti, presiede CARLO RESCIGNO, Scuola Superiore Meridionale. Alle 9, SARA AIRÒ, STELLA FALZONE, AGNESE LOJACONO, AMBRA MORTELLARO, ALESSANDRA VIVACQUA, museo Archeologico nazionale di Taranto, “Raccontare la cultura materiale. Le strategie di comunicazione delle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MarTA”; 9.30, LUANA TONIOLO, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e museo delle Civiltà, “La materia della memoria: oggetti e cultura materiale a Villa Giulia”; 10, LAURA PETACCO, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, “Comunicare il tempo di Roma. Il progetto multimediale L’eredità di Cesare e la conquista del tempo come strategia di valorizzazione dei Fasti Capitolini; 10.30, Coffee break. SEZIONE III – Cultura materiale e archeologia urbana, presiede CARLO RESCIGNO, Scuola Superiore Meridionale. Alle 11,  GIULIA BOETTO, Centre Camille Jullian, CNRS, Aix Marseille Université, “Comunicare la cultura marittima: relitti di navi in museo, Italia ed Europa a confronto”; 11.30, GIULIANA BOENZI, DANIELA GIAMPAOLA, STEFANO IAVARONE, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, “Conoscere, documentare, comunicare il paesaggio urbano costiero di Napoli antica”; 12.15, GIOVANNA BALDASARRE, ANNA CAPARRO, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, “Napoli sottosopra: raccontare l’archeologia al grande pubblico. Il progetto di tutela attiva e comunicazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli”; 12.45, ALBERT RIBERA, Institut Català d’Arqueologia Clàssica, “Valentia, la storia di una città romana ricostruita e spiegata attraverso la ceramica”; 13.15, Refreshment break. SEZIONE IV – Studio e comunicazione nell’era del digitale, presiede: LUCA CERCHIAI, università di Salerno. Alle 14.30, MACARENA BUSTAMANTE, Universidad de Granada, “Digital Humanities e ceramica. L’archivio online Corpus Vasorum Hispanorum”; 15, MARIA TERESA D’ALESSIO con ROSY BIANCO, SARA BOSSI, VALERIO BRUNI, Sapienza, Università di Roma, “I paesaggi urbani di Pompei nell’Atlante digitale della città”; 15.30, MACARENA BUSTAMANTE, Universidad de Granada, ANTONELLA CIOTOLA, università di Napoli “Federico II”, ARIANA PÉREZ, Universidad de Cantabria, ALBERT RIBERA, Institut Català d’Arqueologia Clàssica, CHRISTOPH BAIER, FRANCESCO FERRARA, Österreichisches Archäologisches Institut, “Lo studio di un grande contesto ceramico a Pompei, Regio VII insula 4”. Presiede ALESSANDRO MANNI, università di Napoli “Federico II”. Alle 16, GLORIA OLCESE, università di Milano, “Comunicare la cultura materiale di Ischia: approcci digitali per l’accessibilità e la valorizzazione dell’area artigianale di Santa Restituta di Lacco Ameno e dei palmenti rupestri dell’isola”; 16.30, MATTEO D’ACUNTO, CHIARA IMPROTA, CRISTIANA MERLUZZO, FRANCESCO NITTI, università di Napoli L’Orientale, MARCO CAPURRO, Scuola Normale Superiore di Pisa, “Dalla ricerca alla comunicazione della cultura materiale: le esperienze dell’Università di Napoli L’Orientale tra Terza Missione e digitalizzazione a Cuma e Pithekoussai”; 17, LUCA CERCHIAI, università di Salerno, Presentazione delle comunicazioni scritte.

“La tutela del patrimonio artistico tra passato e presente. Storia Letteratura Diritto”: due giorni di convegno internazionale all’università Federico II di Napoli sulle politiche organizzative e gestionali dei beni culturali. Il caso Ercolano col direttore del Parco, Sirano

L’università di Napoli “Federico II” sede del convegno internaziomale

“La tutela del patrimonio artistico tra passato e presente. Storia Letteratura Diritto” è il tema quanto mai attualissimo incentrato sulla conservazione del patrimonio culturale del convegno internazionale organizzato mercoledì 8 maggio e giovedì 9 maggio 2019 dall’Associazione Internazionale di Studi Tardoantichi, in collaborazione con l’università di Napoli Federico II; il dottorato in Diritti umani. Teoria, storia e prassi; il dipartimento di Studi umanistici e il Centro interdipartimentale di ricerca del Tardoantico al Moderno dell’università Federico II: due giorni di insigni interventi sulle politiche organizzative e gestionali dei beni culturali, excursus sulla storia della conservazione che abbraccia quindi il passato con il presente, interventi sulla lingua come patrimonio immateriale.

Il prof. Lucio De Giovanni del dipartimento di Giurisprudenza dell’università di Napoli “Federico II”

Nel mondo contemporaneo il tema della salvaguardia dell’ambiente naturale e del patrimonio artistico e architettonico è considerato di particolare importanza per il suo significato anche perché strettamente connesso con molti problemi attuali. Oggetto di un progetto interdipartimentale che ha visto coniugate le forze del dipartimento di Giurisprudenza della “Federico II”, con responsabile scientifico Lucio De Giovanni, e quelle del dipartimento di Studi umanistici, con responsabile scientifico Marisa Squillante, è stata “La tutela del patrimonio artistico tra passato e presente. Storia Letteratura Diritto”. L’indagine ha preso l’avvio dall’individuazione delle radici storiche del problema partendo dall’assunto che il passato, anche se non offre soluzioni dirette e non è in modo acritico applicabile alla nostra realtà, tuttavia è in grado di illustrare gli elementi che collegano le dinamiche presenti con quelle passate, per affrontare più consapevolmente il futuro. Focus dell’indagine è stata la complessa relazione tra potere politico e il patrimonio artistico e architettonico appartenenti alla città di Roma, quale sia stata l’attenzione del legislatore alla cura Urbis e i riflessi di questa nei testi letterari. Il periodo oggetto di analisi è stato quello che va dalla fine della Repubblica fino alla tarda antichità, in particolare alla costituzione dell’imperatore Giulio Valerio Maggioriano (457-461).

La locandina del convegno internazionale “La tutela del patrimonio artistico tra passato e presente. Storia Letteratura Diritto”

Appuntamento mercoledì 8 maggio 2019 in aula Pessina, alle 9.30. Dopo i saluti istituzionali di Gaetano Manfredi, rettore dell’università di Napoli Federico II; Sandro Staiano, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza; Edoardo Massimilla, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici e l’introduzione dei due responsabili scientifici Lucio De Giovanni e Marisa Squillante, interverranno – nei due giorni -Pierangelo Buongiorno, Bruno Bureau, Francesco Paolo Casavola, Aurelio Cernigliaro, Nicola De Blasi, Paolo De Paolis, Arturo De Vivo, Lorenzo Franchini, Luigi Garofalo, Bardo Gauly, Paolo Giulierini, Rita Lizzi Testa, Alberto Lucarelli, Lauretta Maganzani, Arnaldo Marcone, Christian Nicolas, Francesca Reduzzi Merola, Daniela Savy, Francesco Sirano, Laura Solidoro, Letizia Vacca, Cristina Vano, Etienne Wolff.

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano

Nell’ultima sessione di lavori, quella di giovedì 9 maggio, alle 12, presieduta da Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, incentrata sulle sfide attuali in campo sul tema della valorizzazione, aprirà gli interventi Francesco Sirano, direttore del Parco archeologico di Ercolano, su “Tutela e conservazione in un centro urbano dell’area vesuviana: il caso del Parco Archeologico di Ercolano tra storia e innovazione”. “Raccontare la testimonianza del Parco Archeologico di Ercolano in occasioni tanto prestigiose”, anticipa Sirano, “rappresenta per me una importante occasione per condividere con la comunità scientifica il senso della sfida rappresentata dal parco di Ercolano anche in materia di tutela dei beni culturali e paesaggistici. Il nuovo Parco ha infatti anche il ruolo di una Soprintendenza. Il tema è: come interpretare questa funzione nel 2019? La sfida, per il Parco, è entusiasmante: dialogare con il territorio circostante per favorire lo sviluppo sostenibile della città moderna promuovendone i valori culturali in coerenza con i principi UNESCO e secondo le leggi di tutela, ma senza impedire o bloccare le opere o le attività necessarie alla sua vita quotidiana. Una scommessa che possiamo vincere perché il Parco gestisce un bene eccezionale che rappresenta il futuro per questi luoghi e perché grazie al Parco ogni soluzione è vicina al problema. Da quando sono alla direzione del Parco di Ercolano – conclude – è un piacere vedere come poco a poco vengo considerato come una risorsa e un punto di riferimento. Partecipare a tali incontri è occasione di manifestazione di intenti, scambio di opinioni e strategie e diffusione di passione per il nostro patrimonio culturale”.