Egnazia (Br). Al museo Archeologico nazionale inaugurato l’acquario, parte integrante di “Egnazia e il mare”: percorso emozionale con focus sull’archeologia subacquea

L’acquario aperto nella sezione “Egnazia e il mare” nel museo Archeologico nazionale di Egnazia (foto drm-puglia)

L’acquario aperto nella sezione “Egnazia e il mare” nel museo Archeologico nazionale di Egnazia (foto drm-puglia)

L’acquario aperto nella sezione “Egnazia e il mare” nel museo Archeologico nazionale di Egnazia (foto drm-puglia)
Oltre 30mila litri di acqua salata in cui nuotano pesci che popolano i bassi fondali sabbiosi del mar Adriatico oggi come di ieri; al centro, un grande dolium romano, recuperato in mare al largo di Monopoli: un contenitore anche da trasporto, utilizzato nelle stive delle navi onerarie romane per il commercio dell’olio e del vino. È l’acquario del museo nazionale e parco archeologico di Egnazia (Br) è stato inaugurato giovedì 9 novembre 2023 al museo Archeologico alla presenza del direttore generale Musei Massimo Osanna, del delegato alla direzione regionale Musei Puglia Francesco Longobardi, e del direttore del sito Fabio Galeandro. L’acquario, parte integrante di “Egnazia e il mare”, l’allestimento inaugurato un anno fa al piano interrato del museo, avrà una importante valenza didattica. Il percorso, anche emozionale, riserva particolare attenzione all’archeologia subacquea, formidabile strumento di conoscenza in grado di svelare, attraverso i naufragi e i carichi perduti, la storia di uomini e genti, e di ricostruire i paesaggi marini.
Gioia del Colle (Ba). Al parco archeologico di Monte Sannace l’evento dell’estate: “Con lo sguardo al Cielo”, visite guidate, degustazioni e osservazione delle stelle
“Con lo sguardo al Cielo”: è l’evento dell’estate al parco archeologico di Monte Sannace a Gioia del Colle (Ba), programmato per il 12 agosto 2023, proprio nel periodo delle stelle cadenti, dei racconti sui miti legati alle costellazioni. Per l’occasione il parco sarà aperto dalle 13.30 alle 24, ultimo ingresso alle 23. Il programma proposto dalla direzione regionale Musei di Puglia è ricco. Si inizia alle 19, con visite guidate del parco archeologico di Monte Sannace a cura del direttore e del personale interno. Dalle 20.30 sarà possibile degustare il vino delle cantine aderenti al Consorzio del Primitivo DOC di Gioia del Colle. Quindi dalle 21.30, grazie al Planetario di Bari, i partecipanti saranno catapultati nell’affascinante mondo dell’astronomia, con la possibilità di ammirare il cielo stellato grazie a potenti telescopi e alle spiegazioni dei divulgatori del Planetario. Sempre nello scenario unico del Parco di Monte Sannace. La partecipazione agli eventi ha un costo di 5 euro, oltre il normale prezzo del biglietto secondo tariffa MIC. Prenotazione e acquisto biglietti in loco e su https://aditusculture.com/esperienze/gioia-del-colle/tour-visite-guidate/monte-sannace-sotto-le-stelle.

Panoramica di Monte Sannace a Gioia del Colle (Ba) (foto parco monte sannace)
Monte Sannace e l’antica città dei Peucezi. La collina di Monte Sannace ospita uno tra i più importanti parchi archeologici della regione Puglia, in un contesto naturalistico e paesaggistico straordinario. Centro identificabile con l’antica Thuriae, il parco archeologico di Monte Sannace sorge a circa 5 km da Gioia del Colle, al centro delle Murge orientali, su un altopiano terrazzato posto a 382 metri sul livello del mare. A Nord della collina scorreva un corso d’acqua, il Canale di Frassineto, che proseguendo verso Nord-Est sfociava nell’Adriatico, in prossimità del sito di Egnazia. Le prime campagne di scavo furono avviate da Michele Gervasio nel 1929 e, a seguire, negli anni ’60, grazie a Bianca Maria Scarfì e alla soprintendenza delle Antichità della Puglia e del Materano.
Il museo di Mattinata (Fg) è rinato come museo Archeologico nazionale “Matteo Sansone” con 2500 reperti “di eccezionale interesse artistico, storico e archeologico” che rimandano all’antica cultura dei Dauni

Le nuove sale del museo Archeologico nazionale “Matteo Sansone” (foto drm-puglia)

Le nuove sale del museo Archeologico nazionale “Matteo Sansone” (foto drm-puglia)
“Non un punto di arrivo, ma un nuovo inizio”. Così la direzione regionale Musei Puglia nell’annunciare che “il Museo di Mattinata rinasce come museo Archeologico nazionale “Matteo Sansone” allestito negli ambienti dell’ex Museo civico, in via Torquato Tasso, concessi dal Comune alla direzione regionale Musei Puglia”. Oltre 2500 reperti “di eccezionale interesse artistico, storico e archeologico” che rimandano all’antica cultura dei Dauni in un percorso cronologico che va dall’età protostorica a quella romana. L’allestimento prevede sei sezioni e un deposito a vista che richiama nelle forme la nota farmacia che ha a lungo ospitato la collezione. La restituzione al pubblico dell’eredità che il farmacista Matteo Sansone ha lasciato allo Stato è cominciata il 19 luglio 2023 con il taglio del nastro, a meno di un anno dalla donazione della raccolta e dalla consegna dell’edificio. Il “nuovo” museo fino al 30 settembre osserverà l’orario estivo: dal martedì alla domenica, 10-13, 17-21. Dal 1° ottobre scatterà l’orario invernale: dal martedì al venerdì, 9-14; sabato e domenica, 10-13, 16-19. Il biglietto (intero 5 euro) è acquistabile all’ingresso del museo.

Le nuove sale del museo Archeologico nazionale “Matteo Sansone” (foto sabap-bat-fg)

Le nuove sale del museo Archeologico nazionale “Matteo Sansone” (foto sabap-bat-fg)
La direzione regionale Musei Puglia, in accordo con la direzione generale Musei e in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Barletta-Andria-Trani e Foggia, ha curato i lavori di riallestimento dello storico Museo civico, riorganizzando e riqualificando gli spazi del percorso di visita anche in chiave accessibile. La collezione, formatasi a cavallo tra Ottocento e Novecento è considerata una fra le più importanti raccolte private della Puglia: nel 1990 è stata dichiarata dalla Soprintendenza archeologica “di eccezionale interesse artistico, storico e archeologico” (D.M. 27 luglio 1990) per il pregio del materiale archeologico di provenienza prevalentemente territoriale, ma soprattutto per il peculiare carattere antiquario che la caratterizza. Grazie alla generosità della famiglia che ha voluto fortemente che la collezione rimanesse a Mattinata, il Museo rappresenterà un importante attrattore che costituirà un unico polo culturale garganico insieme al museo Archeologico nazionale di Manfredonia e al parco archeologico di Siponto, in dialogo con gli altri siti statali e non del territorio.
Bari. Successo di pubblico: nuova proroga della mostra “Antichi Popoli di Puglia. L’archeologia racconta” al Castello Svevo, oltre seicento reperti dall’VIII secolo a.C. fino all’epoca dell’imperatore Augusto

Reperti apuli esposti nella mostra “Antichi Popoli di Puglia. L’Archeologia racconta” al Castello Svevo di Bari (foto drm-puglia)

Videoinstallazione alla mostra “Antichi Popoli di Puglia. L’Archeologia racconta” al Castello Svevo di Bari (foto drm-puglia)
Prima fino al 31 marzo, poi al 14 maggio, ora fino al 23 luglio 2023. Non si ferma il successo della mostra “Antichi Popoli di Puglia. L’archeologia racconta”, a cura del direttore generale musei, Massimo Osanna e del direttore regionale musei Puglia, Luca Mercuri, al Castello Svevo. La nuova proroga in risposta al grande interesse del pubblico, con 55mila visitatori all’attivo in cinque mesi. Nell’esposizione sono presenti oltre seicento reperti, molti dei quali normalmente non esposti al pubblico e distribuiti lungo una linea temporale che va dall’VIII secolo a.C. fino all’epoca dell’imperatore Augusto. Tra le opere provenienti dai musei della direzione regionale, da musei civici, da depositi, soprintendenze e dalla direzione regionale Musei Basilicata, vi sono anche i 36 reperti del museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTA, provenienti prevalentemente dall’area dell’acropoli di Saturo, dallo scavo tarantino di via Leonida e dalle tombe di Canosa. L’archeologia in Puglia racconta una lunga vicenda di incontri e scontri fra popoli e civiltà, dal processo di integrazione ed assimilazione della cultura degli Iapigi, abitanti della regione dal IX secolo a.C., e dei Greci diretti a fondare la colonia di Taranto, alla formazione delle tre culture locali, quella dei Messapi a sud, dei Peucezi al centro e dei Dauni a nord, fino alla radicale trasformazione del paesaggio e della società con l’arrivo dei Romani.

Allestimento della mostra “Antichi Popoli di Puglia. L’Archeologia racconta” al Castello Svevo di Bari (foto drm-puglia)
“La consapevolezza che su questo territorio insista un così ricco patrimonio archeologico è il punto di partenza da cui nasce l’ambizioso progetto espositivo di Antichi Popoli di Puglia, che riunisce in un solo percorso i contesti e le opere più significative dell’archeologia pugliese”, disse il direttore generale Musei Massimo Osanna durante l’inaugurazione della mostra. “L’allestimento diventa altresì occasione per evidenziare, anche con la presenza di opere usualmente non esposte, la pluralità di culture avvicendatesi nel territorio, attraverso una narrazione che ne valorizza i caratteri peculiari”. E il direttore regionale musei Puglia Luca Mercuri: “Il ricco e variegato patrimonio archeologico della Puglia ha suggerito le linee tematiche della mostra, che ha trovato terreno fertile in tutti i Musei, le Soprintendenze e le altre istituzioni locali coinvolte in questa operazione ambiziosa. L’esposizione nasce come opportunità per valorizzare le collezioni dei luoghi della cultura del territorio ed è stata allestita nel Castello Svevo di Bari, cuore pulsante della città e monumento tra i più noti e visitati dell’intera Regione, con numeri in straordinaria crescita”.
Al museo nazionale e parco archeologico di Egnazia (Br) apre l’allestimento “Il gioco del tempo”, a cura della designer romana Emilia Serra: dialogo fra passato e presente, tra archeologia e nuove tecnologie digitali
L’appuntamento è al museo nazionale e parco archeologico di Egnazia (Br) venerdì 19 maggio 2023, alle 11.30, per l’inaugurazione dello spazio dedicato all’arte contemporanea con l’allestimento “Il gioco del tempo”, a cura della designer romana Emilia Serra. Un dialogo fra passato e presente, tra archeologia e nuove tecnologie digitali, segnato dall’incontro fra design e artigianato, in un luogo che custodisce tracce importanti della presenza delle antiche culture del Mediterraneo. L’iniziativa è realizzata nell’ambito del progetto “3D Imp-Act – Virtual reality and 3D experiences to improve territorial Attractiveness, Cultural heritage smart management and Touristic development”, che ha visto come capofila il Politecnico di Bari, all’interno del programma Interreg IPA CBC Italy-Albania-Montenegro. La giornata è arricchita da altri eventi, dopo il laboratorio – che ha aperto la giornata – dedicato a professionisti e ricercatori in cui si potranno sperimentare l’approccio creativo e collaborativo alla base de “Il gioco del tempo”, alle 12.30 dialogo con due esperti, il professor Fabio Fatiguso del Politecnico di Bari e il designer Jorge Lopes dell’università Cattolica di Rio de Janeiro, sulle opportunità che un archivio 3D offre per la ricostruzione e la reinterpretazione di reperti e resti archeologici ormai perduti. Infine, alle 14.30 tavolo di lavoro aperto a professionisti, ricercatori, imprese culturali e spettatori interessati alle possibili evoluzioni della ricerca digitale, in funzione sia della ricostruzione immateriale che della restituzione materica del modo digitale.
Nuovo spazio espositivo al museo di Egnazia “Il gioco del tempo”. Con quest’opera il Museo si propone quale luogo di sperimentazione per l’esposizione di opere contemporanee fondate su contenuti e materiali archeologici per innovare la fruizione. Ideata dalla designer romana Emilia Serra, supportata da un’équipe composta dall’archeologa Sandra Savilli, dai modellatori 3D del Politecnico di Bari e dall’artista della ceramica Cosimo Vestita, l’opera è stata realizzata in un anno di lavoro, attraverso incontri e visite al museo coinvolgendo archeologi, restauratori e tecnici e la supervisione scientifica dei funzionari della Direzione regionale Musei, Angela Ciancio e Fabio Galeandro. Il risultato di questo percorso è un luogo dove l’archeologia viene reinterpretata in un gioco dedicato alla materia e al tempo: una stanza espositiva diversa dal resto dello spazio museale dove considerare i reperti e le collezioni in un modo creativo, un gioco che tocca tutte le età, rivolto ai bambini e agli adulti, un’occasione per dialogare con il passato.
Bari. Al Castello Svevo, in presenza e on line, tre giornate di studi collegate alla mostra “Antichi Popoli di Puglia. L’Archeologia racconta” a cura di Massimo Osanna e Luca Mercuri. Sessanta interventi tra archeologi, accademici e studiosi per raccontare ogni aspetto della storia della Puglia antica
Tre giornate di studi a Bari sugli antichi popoli di Puglia. Martedì 18, mercoledì 19 e giovedì 20 aprile 2023 appuntamento al Castello Svevo di Bari in concomitanza con la mostra “Antichi Popoli di Puglia. L’Archeologia racconta”, a cura del direttore generale Musei, Massimo Osanna, e dal direttore regionale Musei Puglia, Luca Mercuri, prodotta interamente dal ministero della Cultura, allestita nel Castello Svevo di Bari e aperta fino al 14 maggio 2023, che permette di ripercorrere un viaggio nel tempo nel territorio pugliese dall’VIII secolo a.C. all’età di Augusto. Durante le tre giornate di studi interverranno 60 fra esponenti del ministero della Cultura, accademici e studiosi per raccontare delle attività di tutela, valorizzazione e ricerca sul territorio e scandagliare ogni aspetto della storia della Puglia antica. Tre le sessioni di lavoro il 18 aprile: 1. I musei della Puglia e della Basilicata e le nuove prospettive di valorizzazione; 2. La Puglia; 3. La Daunia. Due invece le sessioni del 19 aprile: 4. La Messapia 5. La Peucezia. Infine una la sessione del 20 aprile: 6. La Puglia e Roma. Per conoscere tutti i temi affrontati nel ricco programma si veda il link tinyurl.com/ProgrammaConvegnoAntichiPopoli. È possibile partecipare da uditori in presenza nella sala conferenze del Castello di Bari, inviando una email per richiedere l’accredito (indicando nome cognome, ente o istituto e numero partecipanti) all’indirizzo drm-pug.comunicazione@cultura.gov.it entro e non oltre le 18 di lunedì 17 aprile 2023. È inoltre possibile seguire il convegno da remoto, accedendo ai seguenti link: bit.ly/AntichiPopoli_Giornata1, bit.ly/AntichiPopoli_Giornata2, bit.ly/AntichiPopoli_Giornata3.

Reperti apuli esposti nella mostra “Antichi Popoli di Puglia. L’Archeologia racconta” al Castello Svevo di Bari (foto drm-puglia)
La mostra “Antichi Popoli di Puglia. L’archeologia racconta”, a cura di Massimo Osanna e Luca Mercuri, presenta oltre seicento reperti, molti dei quali normalmente non esposti al pubblico, distribuiti lungo una linea temporale che dall’ VIII secolo a.C. giunge fino all’epoca dell’imperatore Augusto: una storia di oggetti che raccontano popoli, narrandone incontri, scambi e scontri sullo sfondo di un territorio unico, un affascinante viaggio nel tempo attraverso l’archeologia della Puglia. L’esposizione, prodotta dal ministero della Cultura e ideata dalla direzione generale Musei e dalla direzione regionale Musei Puglia, si avvale di un allestimento scenografico composto di videoinstallazioni e opere provenienti non solo dai musei della stessa direzione regionale, ma anche della direzione regionale Musei Basilicata, dal museo Archeologico nazionale di Taranto, da musei civici e regionali e dai depositi delle Soprintendenze, consentendo anche a reperti solitamente non esposti di vedere la luce.

Videoinstallazione alla mostra “Antichi Popoli di Puglia. L’Archeologia racconta” al Castello Svevo di Bari (foto drm-puglia)
“La consapevolezza che su questo territorio insista un così ricco patrimonio archeologico è il punto di partenza da cui nasce l’ambizioso progetto espositivo di Antichi Popoli di Puglia, che riunisce in un solo percorso i contesti e le opere più significative dell’archeologia pugliese”, commenta il direttore generale Musei, Massimo Osanna. “L’allestimento diventa altresì occasione per evidenziare, anche con la presenza di opere usualmente non esposte, la pluralità di culture avvicendatesi nel territorio, attraverso una narrazione che ne valorizza i caratteri peculiari”. E il direttore regionale Musei Puglia, Luca Mercuri: “Il ricco e variegato patrimonio archeologico della Puglia ha suggerito le linee tematiche della mostra, che ha trovato terreno fertile in tutti i Musei, le Soprintendenze e le altre istituzioni locali coinvolte in questa operazione ambiziosa. L’esposizione nasce come opportunità per valorizzare le collezioni dei luoghi della cultura del territorio ed è stata allestita nel Castello Svevo di Bari, cuore pulsante della città e monumento tra i più noti e visitati dell’intera Regione, con numeri in straordinaria crescita. Ringrazio il Direttore Generale Musei, prof. Massimo Osanna, che ha ideato questo progetto cui abbiamo collaborato con grande entusiasmo, per una nuova valorizzazione dei beni culturali di questo territorio”.
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CHI SIAMO
Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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