Lugo (Ra). In via Tellarini si inaugura il nuovo Deposito archeologico con reperti dal villaggio neolitico fino alle ceramiche rinascimentali: sarà visitabile nel corso dell’anno grazie a una serie di aperture mirate
Sabato 14 marzo 2026, alle 16.30, a Lugo (Ra) in via Tellarini 38, si inaugura il nuovo Deposito archeologico, uno spazio individuato dall’Amministrazione comunale di Lugo dotato di ampi ambienti che, nei mesi scorsi e in accordo con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini, è stato oggetto di lavori che lo hanno reso idoneo alla conservazione dei reperti rinvenuti nel territorio lughese. È stato determinante il contributo operativo dei volontari del Comitato per lo studio e la tutela dei Beni storici del Comune di Lugo di Romagna, che saranno coinvolti anche nell’opera di valorizzazione dei reperti, con una serie di aperture mirate del deposito in modo che possa essere visitato dalla popolazione. La prima occasione, dopo l’inaugurazione del 14 marzo 2026, sarà il week-end successivo, il 21 e 22 marzo 2026, in occasione delle Giornate Fai di Primavera.
I reperti conservati nel deposito coprono un ampio arco cronologico: dai ritrovamenti del villaggio neolitico e di età romana dell’ex Fornace Gattelli fino ai materiali raccolti tra il 2009 e il 2018 grazie al progetto “Bassa Romandiola”, dalle ceramiche rinascimentali recuperate nella Rocca di Lugo e nell’ex convento di San Domenico ai rinvenimenti nel cortile dell’ex Palazzo Locatelli del 2002. Un fondo specifico di reperti risale alle ricerche svolte a inizio Novecento da Edmondo Ferretti, che al momento degli scavi era ispettore onorario alle Antichità del Comune di Lugo, e Paolo Matteucci. Nel complesso, il deposito conserva circa 550 casse di documenti e materiali, la cui dispersione è stata scongiurata grazie all’impegno volontari del Comitato per lo studio e la tutela dei Beni storici del Comune di Lugo di Romagna, che si sono adoperati per la loro conservazione dalla fine degli anni ’70. Nel nuovo deposito archeologico è, inoltre, in fase di allestimento una biblioteca, composta da oltre 4000 volumi di storia locale e archeologia, in gran parte donati dalla famiglia dell’architetto Gian Luigi Gambi, socio del Comitato e per anni Ispettore onorario della Soprintendenza, al quale la biblioteca sarà intitolata. Si tratta del primo passo verso un futuro inserimento nella

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