Vittoria (Rg). Spin-off del XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea: al museo Enologos film, libro, apericena e visita guidata, protagonista sempre il vino

“Lo spin-off del nostro festival si è fatto attendere, ma ne è valsa la pena: l’evento avrà luogo nel suggestivo museo Enologos, a Vittoria, il 26 dicembre 2024”, parola della direzione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct). Il XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) si era chiuso il 13 ottobre 2024 con la cerimonia di premiazione (vedi Licodia Eubea (Ct). All’archeologo Tsao Cevoli il premio Antonino Di Vita, al film “Le cime di Asclepio” il premio Archeovisiva e al film “Approdi” il premio Archeoclub d’Italia: ma con la cerimonia di premiazione il XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico non ha chiuso: ci sarà un’appendice sul cinema siciliano a Chiaramonte Gulfi | archeologiavocidalpassato) e un arrivederci al sabato successivo a Chiaramonte Gulfi per un’appendice sul cinema siciliano. Ma poi l’allerta meteo ha rovinato tutto costringendo gli organizzatori a rinviare l’evento a data da destinarsi (vedi Chiaramonte Gulfi (Rg). Allerta meteo arancione, rinviata a data da destinarsi l’appendice del XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea, per la prima volta fuori dai confini comunali | archeologiavocidalpassato).
Lo spin-off è finalmente arrivato. Ma a Vittoria (Rg). Appuntamento alle 17 al museo Enologos, il museo Etnografico del Vino, Strada Provinciale 4, Km 8.5. E proprio il vino sarà il grande protagonista della serata. Lo troveremo nello spirito dionisiaco che anima la bettola greca di “Nothing holier than a dolfin” di Isabella Margara, nelle vigne di “Terramatta” di Costanza Quatriglio, tra le pagine di “Terroir. Metafisica del territorio (e del vino)” di Cristian Aiello e Antonella Giardina, dentro ai calici dell’apericena e, dulcis in fundo, negli spazi espositivi e nelle narrazioni di un museo-cantina unico nel suo genere. Prenotazioni obbligatorie (fino a esaurimento posti): 3356166725.

Frame del film “Nothing Holier Than a Dolphin” di Isabella Margara

Frame del film “Terramatta” di Costanza Quatriglio
Si inizia con il film “Nothing Holier Than a Dolphin” di Isabella Margara (Grecia 2022, 17’). In un piccolo villaggio che affaccia sul Mediterraneo prende vita inaspettatamente un antico mito. Due pescatori trovano nelle loro reti un delfino catturato accidentalmente. Il delfino, a sua volta, trova un pescatore che sta annegando in acqua e cerca di salvarlo. Quindi il film “Terramatta” di Costanza Quatriglio (italia 2012, 74’). Una sinfonia di paesaggi di oggi e di ieri, filmati d’archivio e musiche elettroniche, terre vicine e lontane. Una lingua inventata, né italiano né dialetto, musicale ed espressiva come quella di un cantastorie. Nato nel 1899, l’analfabeta siciliano Vincenzo Rabito racconta il Novecento attraverso migliaia di fitte pagine dattiloscritte raccolte in quaderni legati con la corda. Dall’estrema povertà al boom economico, è un secolo di guerre e disgrazie, ma anche di riscatto e lavoro. Il punto di vista inedito è quello di un ultimo che, scrivendo la propria autobiografia, rilegge la storia d’Italia, obbligando a fare i conti con verità contraddittorie e scomode.
Alle 19, presentazione del libro “Terroir. Metafisica del territorio (e del vino)” scritto a quattro mani da Antonella Giardina e Cristian Aiello. Terroir è una parola parlante in quanto mescola insieme identità, temporalità, qualità del luogo e del territorio. In virtù di tale intreccio inedito chiede di essere appresa nel suo sorgere, nel suo andamento esplorativo, creativo, volto ad acquisire nuovo senso. Terroir intende presentarsi come una nuova concezione della territorialità, del territorio, della terra, della città e del paesaggio, che va compresa adesso, nell’atto del suo venir detta, del suo essere pronunciata. È una di quelle parole che vanno colte nel tentativo di istituire un azzeramento che apre un nuovo senso. Terroir va inquadrata nel tentativo mai esatto, mai aderente, ma comunque sempre eroico, di definire un certo senso che ancora non-è. Solo perché non è ancora condiviso, non è ancora saputo, non è ancora correlato.
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CHI SIAMO
Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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