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Agrigento. Al parco della Valle dei Templi visite tematiche e degustazione “Il Refrigerium e altre storie”: viaggio affascinante tra sacro e profano

agrigento_valle-dei-templi_isite-tematiche-il-refrigerium-e-altre-storie_locandinaIn prossimità di Ognissanti, il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con le visite tematiche e degustazione “Il Refrigerium e altre storie” il 2 e 3 novembre 2024, alle 14, apre le porte a un viaggio affascinante tra sacro e profano: dalla collina greca ai luoghi di preghiera paleocristiani. Scopri usi, costumi e tradizioni legate alla ricorrenza, con un dolce omaggio della tradizione locale. Concludi l’esperienza nelle antiche catacombe, guidato dagli archeologi di CoopCulture. Partenza dall’ulivo saraceno presso il Tempio della Concordia.

Ercolano. Al parco archeologico visita guidata “Ercolano dei popoli” alla scoperta di una cultura al plurale, i legami e le relazioni tra i popoli antichi attraverso l’osservazione di apparati decorativi, architettura e testimonianze archeologiche

ercolano_parco_visita-guidata-Ercolano-dei-popoli_locandinaUn luogo dove rivivere la vita quotidiana degli antichi Romani per un viaggio incredibile nel passato. Ma anche un territorio dove sin dall’antichità si sono incontrate, influenzate e arricchite reciprocamente culture e genti come conseguenza dei cambiamenti politici, culturali e di gusto. Il parco archeologico di Ercolano e CoopCulture presentano “Ercolano dei popoli”, una visita guidata alla scoperta di una cultura al plurale, in programma domenica 27 ottobre 2024, alle 11.30. Una guida specializzata in archeologia accompagnerà i partecipanti in un percorso lungo il quale saranno evidenziati i legami e le relazioni tra i popoli antichi attraverso l’osservazione di apparati decorativi, architettura e testimonianze archeologiche. Visita gratuita più biglietto di ingresso al Parco a pagamento. Partecipazione fino ad esaurimento posti disponibili. Prenotazione consigliata su sito web www.coopculture.it, www.ercolano.cultura.gov.it

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Panorama del sito archeologico di Ercolano, l’antica Herculaneum (foto paerco)

I resti del parco archeologico di Ercolano, sepolti dall’eruzione del Vesuvio e per questo mantenuti in un eccezionale stato di conservazione, regaleranno ai visitatori un incredibile viaggio nel passato, un’occasione per riflettere sulle peculiarità e sui meccanismi di interazione culturale. Un’esperienza imperdibile per esplorare le pluralità culturali, storiche e antropologiche nel mondo antico adatta anche ai più piccoli: all’ingresso i bambini riceveranno mappe speciali da conoscere e, poi, colorare.

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Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

“Ercolano al centro del Mediterraneo, oggi come nell’antichità”, commenta il direttore Francesco Sirano, soddisfatto del varo della nuova iniziativa. “Nell’ambito della nuova gestione dei servizi al pubblico il primo di una originale serie di appuntamenti pensati per tutti, che aiuterà a guardare da una prospettiva inedita per il luogo uno dei peculiari aspetti (stranamente poco divulgato) del mondo romano, e in particolare della società e delle comunità del I secolo d.C.: la capacità di includere tutto ciò che non mettesse a repentaglio gli equilibri consolidati e anzi di accogliere elementi culturali, religiosi, di stile di vita della più varia provenienza sia geografica sia temporale. Ed è straordinario potere apprezzare questo fenomeno in una cittadina come Ercolano vivace, con standard di qualità della vita e livelli culturali inopinatamente alti e diffusi in larghi strati della società.  Una visione attuale, moderna, contemporanea, che apre la mente alla riflessione sulle modalità di promuovere coesione e armonia tra popoli. Si tratta di un tipo di scambio che attraverso iniziative come questa e tutte le altre che stiamo mettendo in campo oramai da qualche anno, anche con l’aiuto di associazioni culturali e di promozione del luogo, vorremmo facilitare anche tra la comunità locale e i visitatori. Ci teniamo a proporre letture innovative in una chiave interessante, coinvolgente, che può sollecitare la curiosità di turisti e cittadini, coppie, famiglie e bambini che la animeranno”.

Ercolano. Al parco archeologico “Lo spettacolo dell’alba”, con CoopCulture passeggiate tra storia e musica nella bellezza del Mediterraneo: primo sito archeologico a ospitare questo spettacolo al sorgere del sole

ercolano_parco_lo-spettacolo-dell-alba-invenzioni-a-tre-voci_locandina“Lo spettacolo dell’alba – Invenzioni a tre voci”, è l’appuntamento da non perdere del 29 giugno 2024 al parco archeologico di Ercolano con repliche il 20 luglio e il 31 agosto 2024, una produzione originale CoopCulture, che fino ad agosto animerà alcune delle meraviglie storiche, artistiche ed archeologiche d’Italia. Ercolano è il primo parco archeologico a diventare scenario per un viaggio tra archeologia e sonorità, in un crescendo di emozioni che unisce monumenti, natura e territorio presentando alle prime luci del mattino il luogo in maniera del tutto inedita. Quindi non resta che mettere la sveglia e concedersi un’esperienza straordinaria con “Lo spettacolo dell’alba” che unisce arte, storia e musica. L’appuntamento è alle 5.30. La musica diventerà il filo conduttore di un’esperienza suggestiva, declinata in una narrazione che attraversa epoche e culture, raccontando storie di grandezza e drammaticità e fondendosi con il grandioso paesaggio archeologico. Il programma musicale abbraccia un vasto repertorio, dalle musiche di Roberto De Simone, Benjamin Britten. W.A. Mozart, Gabriel Fauré, Jansug Kakhidze e brani della tradizione popolare campana, sarda, portoghese, interpretate dalla voce di Marina Bruno, Enzo Pietropaoli al contrabbasso e Daniele Sepe al sassofono.

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Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

“Siamo l’unico sito archeologico ad offrire questa possibilità in Campania e tra i pochissimi in tutta Italia”, dichiara il direttore del Parco Archeologico Francesco Sirano. “Noi amiamo Ercolano e questo luogo si ama a tutte le ore. Immaginate l’emozione di assistere al sorgere del sole in uno dei luoghi più suggestivi e ricchi di storia del Mediterraneo. Immaginate di percorre all’alba quelle stesse strade che duemila anni fa brulicavano di vita già da qualche ora. Vivere un luogo come questo accompagnati dalla musica e dai profumi del primo mattino arricchirà la memoria di un ricordo unico”.

Un’esperienza multisensoriale che fonde la magia dell’alba con la potenza evocativa della musica attraverso secoli di storia e culture. La narrazione degli archeologi e degli storici dell’arte si alterna alle note musicali e alle voci che accompagneranno il visitatore in un viaggio sonoro attraverso il Mediterraneo, in luoghi ed epoche lontane. La musica, accuratamente selezionata per ogni esibizione, risveglia l’attenzione su arte e archeologia, esaltando ogni particolare della scenografia naturale.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per la giornata della donna la visita tematica “A proposito di Arianna”, e la conferenza “La donna nel teatro greco”

reggio-calabria_archeologico_8-marzo-2024_locandinaIn occasione della Giornata della Donna venerdì 8 marzo 2024, su proposta del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, è stato istituito l’ingresso gratuito per le donne in musei, parchi archeologici, complessi monumentali, castelli, ville e giardini storici e altri luoghi della cultura statali. Al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, diversi gli appuntamenti per celebrare la Giornata Internazionale dei diritti delle donne.

reggio-calabria_archeologico_giornata-della-donna_a-proposito-di-arianna_locandinaAlle 16, Coopculture, concessionario dei servizi aggiuntivi del MArRC, propone l’attività gratuita “A Proposito di Arianna”. Una visita tematica della durata di circa 75 minuti con partenza alle 16 dalla piazza Paolo Orsi. Arianna, personaggio del mito, donna forte ma anche cedevole, eroina capace con la sua astuzia e con un semplice filo, di salvare Teseo dal Minotauro e vittima della indifferenza di quest’ultimo, sarà il filo conduttore, una sorta di spirito guida interprete del coraggio ma anche della fragilità delle donne. L’itinerario partirà dal livello B, per giungere alle sale dedicate a Reggio ed al Santuario Griso-Laboccetta, dove era celebrato il culto di Demetra e Kore: ancora due donne vittime della prevaricazione e che riescono dalla loro condizione a trarre risorsa. Lungo il percorso i visitatori troveranno spezzoni di filo che al termine uniranno per collegarsi in un cerchio (dividendo i visitatori in due gruppi ciascuno massimo di 10 persone) ed imitare, accennandolo, il movimento intrecciato rappresentato nella lastra del Santuario. Il momento di condivisione ed empatia, prodotti in questa interazione, renderà indelebile il messaggio di solidarietà e di unione che deve comporsi intorno alle donne.

reggio-calabria_archeologico_giornata-della-donna_La-donna-nel-teatro-greco_foto-cisAlle 17, il Centro internazionale Scrittori della Calabria e il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, nella sala conferenze del MArRC promuovono la conferenza “La donna nel teatro greco: né autrice, né attrice, né (forse) spettatrice, ma protagonista”. Introducono la manifestazione il direttore del museo Fabrizio Sudano, e Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria. Relaziona Paola Radici Colace, già professore ordinario di Filologia Classica, dipartimento di Civiltà antiche e moderne, università di Messina, presidente onorario, direttore scientifico del Cis della Calabria. Le donne del V secolo a. C. vivevano in una condizione di rinuncia e privazione quotidiana. Educate all’inferiorità, esse avevano fatto della sottomissione un’abitudine e un’attitudine. Nei testi letterari, invece, i personaggi femminili rivestono un’enorme importanza, infatti, donne come Elena, Antigone, Medea scatenavano guerre, si mettevano contro i sovrani e si ribellavano ai mariti. Al quesito “quali erano le intenzioni degli autori del teatro a scegliere e proporre prevalentemente storie di donne”? attraverso una serie di analisi lo dimostrerà la relatrice prof. Paola Radici Colace.

Agrigento. Nella Valle dei Templi, dopo vent’anni di studi, alzato uno dei telamoni del Tempio di Zeus Olimpio, l’Olympieion, che aveva dimensioni colossali (quasi il doppio del Partenone). Sarà il nuovo simbolo del parco, gemello di quello assemblato dentro il museo Archeologico “Pietro Griffo”. Prossima tappa la ricostruzione a terra di una parte della trabeazione e della cornice del tempio

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Il telamone del Tempio di Zeus Olimpio, l’Olympeion, rialzato nel parco archeologico della Valle dei Templi ad Agrigento (foto regione siciliana)

Dopo venti anni di studi, ricerche e restauri il “gigante di pietra” dell’antica Akragas si è rialzato. Il “telamone”, una delle colossali statue antropomorfe che sostenevano l’architrave del tempio di Zeus Olimpio, l’Olympieion, simbolo della Valle dei templi, è stato riportato in posizione eretta. Giovedì 29 febbraio 2024 la cerimonia di presentazione del telamone ricostruito con il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani; l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato; il direttore del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta; il sindaco di Agrigento, Francesco Micciché; il curatore del progetto di musealizzazione, Carmelo Bennardo, e l’esperto scientifico del progetto, Alessandro Carlino. La statua, alta quasi 8 metri, è sostenuta da una struttura in acciaio di 12 metri alla quale sono ancorate delle mensole dove sono collocati i singoli pezzi del monumento assemblato. L’intero progetto di musealizzazione dell’area dell’Olympieion, che finora è costato 500mila euro di fondi del Parco, include la prossima ricostruzione a terra di una parte della trabeazione e della cornice del tempio, in modo da rendere un’idea più concreta delle dimensioni colossali e dell’unicità del monumento e, nello stesso tempo, proteggere i reperti.

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Un telamone del tempio di Zeus Olimpio, disteso, nel parco della Valle dei Templi ad Agrigento (foto regione siciliana)

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Il telamone assemblato all’interno del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento (foto regione siciliana)

Nel 2004, il parco della Valle dei Templi ha avviato un’estesa campagna di studi e ricerche sull’Olympieion affidata all’Istituto archeologico germanico di Roma (Dai Rome) e guidata da Heinz-Jürgen Beste. Lo studio, oltre a nuove conoscenze sul monumento, ha portato alla precisa catalogazione degli elementi ancora in situ. Sono stati così individuati più di 90 frammenti che appartenevano ad almeno otto diversi telamoni e, di uno di essi, si conservavano circa i due terzi degli elementi originari che lo componevano. Questo nucleo omogeneo di blocchi è stato utilizzato per la ricostruzione del telamone, “fratello” di quello già ricostruito a fine Ottocento, ospitato al museo Archeologico “Pietro Griffo” dove è tuttora. Il curatore del progetto è l’architetto Carmelo Bennardo, attuale direttore del parco archeologico di Siracusa, mentre l’esperto scientifico è l’architetto Alessandro Carlino.

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Presentazione del telamone rialzato del tempio di Zeus Olimpio ad Agrigento: il sindaco di Agrigento Francesco Miccichè e il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani (foto regione siciliana)

“Oggi – dice il presidente Renato Schifani – è un giorno importante per Agrigento e per tutta la Sicilia. Certifica la grande attenzione del governo regionale per la tutela e la valorizzazione dell’immenso patrimonio artistico e culturale che la nostra Isola custodisce. Il telamone, che oggi consegniamo alla collettività nella sua straordinaria imponenza, rappresenta uno dei migliori biglietti da visita di Agrigento Capitale della cultura. Questo gigante di pietra dell’antica Akragas, che dopo tanti anni di studi e ricerche possiamo osservare nella sua posizione naturale, è il cuore di un importante progetto di musealizzazione dell’intera area del tempio di Zeus”.

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Lo scoprimento del telamone rialzato nel parco della Valle dei Templi ad Agrigento (foto regione siciliana)

“Tuttavia – sottolinea il presidente della Regione Siciliana – la giornata di oggi non va intesa come punto di arrivo, ma deve servire da stimolo a tutti gli addetti ai lavori, per fare di più e meglio. Occorre migliorare la capacità attrattiva e la fruizione del nostro inestimabile patrimonio culturale. Nonostante i dati sul turismo del 2022 e del 2023 ci dicano che la Sicilia è una delle mete turistiche più gettonate, il rapporto tra patrimonio culturale e flussi turistici non è ancora, a mio avviso, soddisfacente. Si può fare di più e meglio. Dobbiamo migliorare i servizi di accoglienza, soprattutto per le persone con disabilità, dobbiamo aumentare la capacità ricettiva nei confronti dei turisti stranieri, occorre lavorare per rendere attrattivi i nostri gioielli 365 giorni all’anno, nell’ottica di processo di destagionalizzazione dei flussi turistici”.

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Roberto Sciarratta, Alessandro Carlino e Francesco Paolo Scarpinato davanti al telamone rialzato (foto regione siciliana)

“Il telamone – osserva l’assessore regionale ai Beni culturali, Scarpinato – diventerà uno dei punti di attrazione della Valle dei Templi, un nuovo ambasciatore internazionale di un sito archeologico unico al mondo che, proprio lo scorso novembre, ha superato il milione di visitatori in un anno. Grazie a un progetto di valorizzazione che include visite guidate, un progetto di realtà aumentata e anche una particolare illuminazione per favorire le visite notturne, potremo far conoscere questa imponente opera alla comunità internazionale”.

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Il modellino del Tempio di Zeus Olimpio conservato all’interno del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento (foto regione siciliana)

Il tempio di Zeus Olimpio sorgeva a Sud della città antica, sulla parte occidentale della collina dei templi. Venne eretto in segno di ringraziamento per la vittoria di Akràgas sui Cartaginesi dopo il 480 a.C. per celebrare il prestigio del tiranno Terone. Furono escogitate soluzioni architettoniche mai viste prima, come le altissime semicolonne scanalate, in ognuna delle quali “poteva stare comodamente un uomo” (scrive Diodoro Siculo). Di dimensioni colossali, basti pensare che misurava circa 112 x 56 metri (il Partenone ad Atene misura 69,54 x 30,87 m.), occupava 6340 mq e fu realizzato in blocchi di calcarenite locale. A pianta inusuale (pseudoperipteroeptastilo, 7 semicolonne doriche sui lati corti e 14 sui lati lunghi), con l’architrave, composto da tre filari di blocchi, sormontato da un fregio dorico, dal geison e dalla sima. Negli spazi tra le colonne (intercolumni), a circa 11 metri d’altezza, erano posizionate le statue monumentali (telamoni) nell’atto di reggere con le braccia un gravoso carico. Il tempio fu irrimediabilmente compromesso da un terremoto nel 1401, poi depredato nel XVIII secolo e i suoi blocchi utilizzati per costruire il molo di Porto Empedocle.

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Il tempio della Concordia nella Valle dei Templi ad Agrigento (foto regione siciliana)

Con il tempio della Concordia e i templi di Paestum, l’Olympieion affascinò viaggiatori ed eruditi tra ‘700 e ‘800, soprattutto Winckelmann, padre della moderna storia dell’arte, che ne sottolineò le dimensioni enormi paragonando le sue colonne a quelle di San Pietro. Con il contributo delle incisioni e degli acquerelli di Jean Houel e Philipp Hackert, nacque il mito del misterioso Olympieion. Gli archeologi si interrogavano su dimensioni e struttura, ma fu un giovane architetto britannico, Charles R. Cockerell, nel 1812, a individuare per primo l’esistenza dei telamoni – riconobbe una testa rinvenuta durante scavi borbonici, erroneamente attribuita al frontone – e combinarli in una prima figura. Sarà poi Pirro Marconi, intorno al 1920, a portare alla luce i diversi reperti che oggi fanno parte dell’attuale progetto di musealizzazione; e fu l’allora sovrintendente Pietro Griffo nel 1965, a collocare nel neonato Museo archeologico (a lui oggi intitolato) il primo telamone ricostruito. Negli anni successivi, il crescente interesse per i resti dei misteriosi colossi mai menzionati nella descrizione del tempio fatta da Diodoro, ha visto proseguire un acceso dibattito internazionale tra gli archeologi, che prosegue tuttora.

agrigento_valle-dei-templi_tempio-di-zeus_caccia-al-tesoro_3-marzo_locandina“Il lavoro che abbiamo condotto sul telamone e sull’intera area dell’Olympeion – dice Roberto Sciarratta, direttore del Parco della Valle dei templi – risponde perfettamente alla nostra mission di tutela e valorizzazione della Valle dei Templi, insieme all’identificazione, alla conservazione, agli studi, alla ricerca e alla promozione di ogni intervento che porti lo sviluppo di risorse del territorio. Sin dal 2019, da quando sono alla guida del Parco, ho fatto mio il progetto del precedente direttore Pietro Meli, ma ho anche risposto al grande fascino esercitato da questi colossi di pietra, dal tempo antico ad oggi”. Il Parco Valle dei templi, con il supporto di CoopCulture, ha già annunciato eventi formativi per le guide turistiche a cui parteciperanno studiosi e archeologi coinvolti nel progetto di musealizzazione. È stata integrata, inoltre, l’app gratuita per i visitatori della Valle con notizie sul telamone e sull’antico Olympieion e sono stati realizzati cartelli esplicativi in italiano e inglese lungo il percorso che conduce all’area del tempio. È nata anche una linea di merchandising dedicata al telamone, in vendita nei bookshop della Valle dei Templi. Sempre a cura di CoopCulture, nella prima domenica del mese (3 marzo 2024, alle 16) a ingresso gratuito sarà invece organizzata una visita laboratorio “All’ombra del telamone”, quasi una caccia al tesoro tra i ruderi del tempio, per bambini tra 6 e 12 anni che potranno così scoprire le caratteristiche, i segreti e le curiosità dell’antica e colossale struttura. Altre iniziative coinvolgeranno gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Agrigento: si sta lavorando a un puzzle in 3D che resterà nel Parco e all’organizzazione di giornate di “disegno en plein air”, sullo stile degli acquerellisti del Grand Tour, usando le diverse tecniche artistiche.

Pompei. All’ex Real Polverificio Borbonico al via B.I.TU.S., la Borsa Internazionale del Turismo Scolastico e della Didattica Fuori dalla Classe, dal 27 al 30 settembre: una quattro giorni di incontri, seminari, workshop, spettacoli, focus sui beni culturali e mete di viaggi d’istruzione, innovazione e opportunità dedicate ai ragazzi

pompei_ex-real-polverificio-borbonico_bitus_locandinaAl via nell’ex Real Polverificio Borbonico a Pompei B.I.TU.S., Borsa Internazionale del Turismo Scolastico e della Didattica Fuori dalla Classe, dal 27 al 30 settembre 2023, con ingresso gratuito: una quattro giorni di incontri, seminari, workshop, spettacoli, focus sui beni culturali e mete di viaggi d’istruzione, innovazione e opportunità dedicate ai ragazzi. B.I.TU.S., Borsa Internazionale del Turismo Scolastico e della Didattica Fuori dalla Classe, è promossa e sostenuta dalla direzione generale per le Politiche culturali e il Turismo assieme all’assessorato allo Sviluppo e Promozione del Turismo di Regione Campania, dall’agenzia regionale Campania Turismo e dal parco archeologico di Pompei. L’inaugurazione mercoledì 27 settembre 2023, alle 10.20, nell’Arena Teatro dell’ex Real Polverificio Borbonico, con Felice Casucci, assessore al Turismo della Regione Campania; Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei; Domenico Maria Corrado, ideatore, creatore e direttore generale di BITUS; Letizia Casuccio, direttore generale CoopCulture; Ciro Castaldo, segretario generale Fondazione Banco di Napoli; Giovanni Acanfora e Giuseppina Lodovico, rispettivamente presidente e amministratore unico GIVOVA; Vezia Piemontino, assistente di direzione La Cartiera, e il testimonial Massimiliano Gallo.

Per questa nuova edizione, B.I.TU.S. rafforza la sua multiforme natura. Da una parte l’educational, con conferenze, dibattiti, interviste ai protagonisti, presentazioni, migliori pratiche, analisi e ricerche su temi come linguaggio, mediazione culturale, rinnovate regole d’ingaggio, design thinking, innovazioni e tecnologie abilitanti per la fruizione dei patrimoni culturali. Dall’altra le experience, particolarmente raccomandate per famiglie con bambini e ragazzi e per gli studenti di ogni classe ed età: laboratori all’aria aperta e parco giochi al coperto, sport, masterclass, rievocazioni storiche, spettacoli e teatro e un workshop internazionale con il contributo di ENIT Agenzia Nazionale Turismo, fissato per giovedì 28 settembre 2023, con buyers provenienti da tutto il mondo. Nella prima giornata, B.I.TU.S. presenterà tanti incontri, tra cui focus sull’importanza del cinema nello sviluppo turistico dei territori, con il suo testimonial, su proposte didattiche inclusive per e con persone con autismo e\o disabilità cognitiva, con la Tulipano Art Friendly, il direttore e alcuni rappresentanti del Parco Archeologico di Pompei, su natura e legalità, la storia delle zone umide di Soglitelle e il turismo didattico nelle Oasi Lipu, e sulle attività educative del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara, per ciò che concerne la parte dedicata all’educational. Per il settore experience, dal 27 al 30 settembre, ogni giorno sono previsti laboratori didattici a cura di CoopCulture, esperienze di disegno a fumetti con la Scuola Italiana Comix di Napoli, tiro con l’arco, ippoterapia, momenti creativi per bambini e ragazzi a La Cartiera e il Givova Sport Village, per tutta la famiglia. Ancora, allieteranno le giornate di BITUS le esibizioni delle orchestre giovanili scolastiche per la seconda edizione dello Student Music Festival.

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La presentazione di Bitus, la Borsa Internazionale del Turismo Scolastico e della Didattica Fuori dalla Classe, all’ex Real Polverificio Borbonico a Pompei (foto bitus)

“La Borsa internazionale del turismo scolastico è un’iniziativa unica nel suo genere in Italia che la Regione Campania sostiene in una prospettiva didattica e pedagogica inscritta nell’ambito del turismo culturale regionale, che costituisce la principale tematicità della programmazione pubblica in materia turistica”, dichiara l’assessore Felice Casucci. “Non a caso la Borsa si tiene in una delle aree culturalmente più rilevanti dal punto di vista archeologico esistenti al mondo. Con DGR n. 455/2022 si è attribuito un criterio di priorità ai progetti di mobilità turistica scolastica che tutelino le professionalità turistiche. Anche questo è un modo per integrare l’offerta e valorizzare le destinazioni territoriali come esperienza del viaggio”.

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Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, con i ragazzi del progetto Sogno di Volare (foto parco archeologico pompei)

“Come Parco archeologico di Pompei”, sostiene il direttore Gabriel Zuchtriegel, “siamo contenti di partecipare alla seconda edizione di B.I.TU.S, che si svolge in un luogo storico dalle grandi potenzialità per tutto il territorio. Un evento che viene incontro ad un nostro duplice obiettivo: da un lato creare sempre più sinergie con gli attori sociali, in particolare le scuole, che operano nell’area di riferimento della nostra istituzione; dall’altro la necessità di aprire ai cittadini un luogo come il Real Polverificio su cui si sta concentrando negli ultimi anni la nostra azione di tutela e riqualificazione. Incentivare il turismo scolastico e stimolare l’interesse e dunque la presenza dei ragazzi nei siti culturali è tra le priorità del Parco. Stiamo lavorando ormai alla III edizione di “Sogno di Volare”, progetto di teatro per le scuole del territorio, che ha visto nelle prime edizioni un appassionato coinvolgimento degli studenti; a breve saranno attivi alcuni servizi dedicati a bambini e adolescenti , come il “Children Museum”, un programma di attività ludico-educative, in alternativa o in aggiunta alla visita dei siti di Pompei e Oplontis; mentre è già partito il progetto “Horti Plinii – l’Orto didattico di Plinio”, incentrato sulla coltivazione dell’orto e del giardino utilitaristico, nel pieno recupero del rapporto uomo-natura nel mondo antico, creando micro orti sinergici a Pompei, nelle Ville di Stabiae a Castellammare di Stabia, a Villa Regina di Boscoreale, a Longola di Poggiomarino e allo stesso Real Polverificio Borbonico di Scafati”.

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Turismo scolastico: se ne parla a B.I.TU.S., la Borsa Internazionale del Turismo Scolastico e della Didattica Fuori dalla Classe all’ex Real Polverificio Borbonico di Pompei (foto bitus)

“La B.I.T.U.S. è nata nel 2022, con l’obiettivo di mettere in connessione la domanda e l’offerta per ciò che concerne i viaggi studio, il turismo culturale giovanile e le nuove forme di didattica non formale in Italia”, spiegato l’ideatore Domenico Maria Corrado. “Dopo una prima edizione ZERO, che ha già dato grandi soddisfazioni, ci prepariamo ad accogliere anche quest’anno ragazzi provenienti da tutta Italia, forti anche della rafforzata collaborazione con le istituzioni, la Regione Campania e il Parco Archeologico di Pompei, e gli sponsor principali, la Cartiera e Givova”. “CoopCulture ha creduto da subito nell’importanza di una borsa dedicata al turismo scolastico, un settore che, dopo la crisi legata alla pandemia, ha registrato già nel 2022 segnali di netta ripresa”, conclude Giuseppe Codispoti. “B.I.TU.S. sarà anche occasione di confronto su questi temi: numeri in aumento e nuovi trend per uscite didattiche e viaggi di istruzione. Da un’idea nata in piena pandemia, oggi B.I.TU.S è un luogo di incontro tra offerta e domanda nazionale e internazionale, un momento di promozione e valorizzazione del territorio, ma anche uno spazio per bambini e ragazzi che avranno occasione di partecipare a esperienze didattiche ed educative, laboratori e spettacoli”.

Reggio Calabria. Per le GEP 2023 apertura straordinaria del cantiere di scavo in piazza Garibaldi, e al MArRC incontro e visite guidate

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Il cantiere di scavo archeologico di piazza Garibaldi a Reggio Calabria (foto sabap-rc)

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio sabato 23 settembre 2023, alle 17.30, per la prima volta gli archeologi della soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia del ministero della Cultura aprono i cancelli del cantiere di piazza Garibaldi a Reggio Calabria per illustrare alla cittadinanza i risultati, seppur ancora parziali, degli scavi archeologici. Con l’obiettivo di dare avvio ad un percorso dialettico di costruzione partecipata di conoscenza ed identità, i visitatori avranno l’opportunità di essere guidati attraverso un breve percorso che permetterà loro di godere dell’emozionante visione di uno dei più importanti monumenti della città di età romana. Per la partecipazione alla visita di sabato pomeriggio non è necessaria alcuna prenotazione, ma in caso di un notevole afflusso di visitatori, il personale della Soprintendenza organizzerà più turni di visita con orario di chiusura fissato intorno alle 19.

reggio-calabria_archeologico_gep-2023_locandinaAnche il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio 2023. Sabato 23 settembre 2023, alle 21, in sala conferenze si svolge l’incontro “Dall’antichità ad oggi: un filo mai interrotto”, in collaborazione dell’associazione Pietre di Scarto. Punto di partenza e stimolo dell’officina sono alcuni reperti scelti nelle sale del MArRC: il frammento fittile con scena di fanciulle danzanti dell’area Griso Laboccetta, i pinakes del santuario di Locri, alcun lucerne e poi mestoli e specchi in bronzo, fino ai contenitori per profumi. Da questo input i partecipanti all’officina saranno invitati ad esprimersi sui temi della danza, del matrimonio, delle lumere, della vendemmia, della gastronomia, del dialetto, dei monasteri, in particolare quello della Visitazione, nei quali affondano le radici della nostra identità religiosa. Domenica 24 settembre 2023, un doppio appuntamento. Alle 10 e alle 15.30 il Museo, grazie alla collaborazione con Coopculture, offrirà una visita dedicata alla storia del Museo e alle principali collezioni. Un focus sui Bronzi di Riace chiuderà il percorso, durante il quale i più piccoli saranno coinvolti in una avvincente ricerca di indizi. Le visite si svolgeranno in italiano e saranno offerte gratuitamente da Coopculture, acquistando solo il biglietto d’ingresso al MArRC (gratuito fino a 18 anni). Una occasione di incontro, di confronto e interazione con i partecipanti che saranno protagonisti di questa attività sul Patrimonio InVita.

Roma. Notti imperiali alle Terme di Caracalla: nove aperture straordinarie serali del complesso monumentale. visita accompagnata al Mitreo e ai sotterranei o visita guidata alla scoperta delle Terme Antoniniane

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Il fascino delle Terme di Caracalla illuminate per le aperture serali (foto fabio caricchia)

Notti imperiali alle Terme di Caracalla. Dal 14 settembre al 26 ottobre 2023 nove aperture straordinarie serali del complesso monumentale. Tutte le info e i biglietti sono disponibili su www.coopculture.it. Si potrà scegliere tra due opzioni: visita accompagnata al Mitreo e ai sotterranei (8 euro, 1 ora), ritrovo alla biglietteria, date: 14 e 28 settembre 2023, 26 ottobre 2023; ore 20.15, 20.30, 21, 21.15, 21.30, 21.45, prenotazione online; visita guidata alla scoperta delle Terme Antoniniane, inclusi Mitreo e sotterranei e una breve presentazione della mostra su Letizia Battaglia (20 euro, 1 ora), ritrovo alla biglietteria, date: ogni giovedì e sabato, 21 e 30 settembre 2023, 5, 12, 19 e 20 ottobre 2023; ore 20.15, 20.30, 21, 21.15, 21.30, 21.45, prenotazioni online.

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Ambienti delle Terme di Caracalla (foto fabio caricchia)

“Tra le opere pubbliche che egli lasciò a Roma, vi furono le magnifiche Terme che portano il suo nome, la cui sala per i bagni caldi è costruita, secondo gli architetti, con una tecnica che non si può riprodurre con nessun tipo di imitazione”. Così nella Historia Augusta si descrivono le magnifiche Terme di Caracalla. Queste sono uno dei complessi termali più grandi e conservati dell’antichità, realizzate nella parte meridionale della città ed inaugurate per iniziativa di Caracalla nel 216 d.C. La pianta rettangolare è tipica delle grandi terme imperiali e le imponenti strutture, articolate nei diversi ambienti, riescono ancora ad evocare la vita e le attività degli antichi frequentatori e suggeriscono il lusso che le caratterizzava.

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Ambienti delle Terme di Caracalla illuminati per le visite serali (foto fabio caricchia)

Le terme, infatti, non erano solo un edificio per il bagno, lo sport e la cura del corpo, ma anche un luogo per il passeggio e lo studio. Si entrava nel corpo centrale dell’edificio da quattro porte sulla facciata nord-orientale. Sull’asse centrale si possono osservare in sequenza il calidarium, il tepidarium, il frigidarium e la natatio. Ai lati di questo asse sono disposti simmetricamente altri ambienti attorno alle due palestre. Ancora oggi le distese dei mosaici, i resti delle vasche e della decorazione architettonica, conservata negli estesi sotterranei, suggeriscono chiaramente il programma decorativo originario che le rende uno dei gioielli di Roma antica. Per l’approvvigionamento idrico fu creato un ramo speciale dell’Aqua Marcia, l’Aqua Antoniniana.

Ostia antica. CoopCulture propone lo spettacolo “All’Alba finalmente l’approdo: Enea ad Ostia Antica”: percorso poetico all’alba con visite guidate e azioni sceniche di forte impatto emotivo

ostia-antica_spettacolo-all-alba-finalmente-l-approdo_Enea-ad-Ostia-Antica_locandinaNon uno spettacolo all’alba, ma l’alba stessa che diventa uno spettacolo. Il 23 luglio, il 6 agosto e il 10 settembre 2023, dalle 5.30 alle 7.30, Coopculture, in collaborazione con il Teatro Marconi di Roma, propone al sorgere del sole nell’area archeologica di Ostia Antica (viale dei Romagnoli, 717) “All’Alba finalmente l’approdo: Enea ad Ostia Antica”: nel VII libro dell’Eneide Virgilio descrive in 11 versi famosissimi lo scorgere da parte di Enea e dei suoi compagni del profilo della “terra promessa”. La scena virgiliana si svolge non casualmente all’Alba, quando “Aurora dorata inizia a rosseggiare nel mare”, ovvero all’inizio del giorno che è anche l’inizio della nuova Storia che sta per cominciare. Una visita articolata in monologhi e brevi azioni sceniche sul viaggio di Enea al sorgere del Sole. L’idea dello spettacolo a Ostia Antica nasce dall’esperienza delle visite teatralizzate all’alba che CoopCulture ha lanciato nei siti archeologici della Valle dei Templi di Agrigento e del parco archeologico di Selinunte, permettendo ad un pubblico internazionale di scoprire l’arte, l’archeologia e la cultura attraverso un linguaggio innovativo. Evento gratuito con ingresso all’area archeologica a pagamento. Biglietti online: clicca qui.

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Un momento dello spettacolo “All’Alba finalmente l’approdo: Enea ad Ostia Antica” al parco archeologico di Ostia antica (foto coopculture)

All’Alba finalmente l’approdo: Enea ad Ostia Antica. Il percorso poetico tratto dal mito dell’eroe troiano sarà articolato in brevissime azioni sceniche di forte impatto narrativo che intervengono durante le visite guidate contribuendo con la fascinazione del mito antico e la potenza evocativa di un linguaggio moderno a coinvolgere il pubblico in un’esperienza emozionante e totalizzante. Protagonista Enea, il suo viaggio, il suo esodo da una terra in fiamme e in guerra verso la ricerca di un futuro migliore, di una terra promessa. Dal mito di Enea vengono rievocati i passaggi più evocativi e legati ad alcune delle aree interessate dalla visita: la Necropoli Ostiense, il Tempio di Augusto, la Domus di Amore e Psiche, il Piazzale delle Corporazioni. In un excursus fortemente emotivo si assiste alla catabasi di Enea nel regno degli Inferi, agli incontri con Didone, con il padre Anchise, alla rievocazione della notte in cui tutto ebbe fine, sino allo sbarco dell’eroe sulle coste laziali e alla celebrazione della progenie romana. L’evento si conclude all’alba nella suggestiva area del Teatro dove spazio e tempo possono dilatarsi eterni nella rappresentazione tra storia e mito.

Reggio Calabria. Nuovi servizi aggiuntivi al museo Archeologico nazionale. Riaperto il bookshop, attivata la nuova biglietteria

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Il direttore Carmelo Malacrino nel riaperto bookshop con la nuova biglietteria del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria gestita da CoopCulture (foto marrc)

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Attivato il call center per il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria

Emesso il 14 luglio 2023 il primo biglietto da CoopCulture, il nuovo concessionario dei servizi integrati del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Avviate la biglietteria e la vendita on line, oltre al servizio di assistenza ai visitatori. Un call center con numero dedicato 06 39967600, attivo tutti i giorni dal lunedì alla domenica dalle ore 9 alle ore 18. “È oggi un onore per noi cominciare a lavorare al MArRC”, afferma Letizia Casuccio, direttore generale dì CoopCulture. “Esperienza, capitale umano e professionalità ci guideranno in questo nuovo percorso con l’obiettivo di contribuire a migliorare la fruizione culturale, a creare una sinergia tra i vari servizi offerti all’utenza, a fianco della direzione museale. Il team di CoopCulture è già impegnato a formare e ad affiancare i nuovi colleghi del territorio entrati a far parte della squadra capitanata dal area manager sud Giuseppe Codispoti». Alla fine del percorso espositivo i visitatori troveranno un bookshop con una proposta editoriale dedicata alle collezioni, all’archeologia, all’arte, ma anche al territorio, alla valorizzazione della regione e una linea di merchandising per garantire a tutti di trovare l’ideale “ricordo” dell’esperienza vissuta. “Un altro obiettivo raggiunto”, dichiara il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. “Dopo oltre due anni, serviti per la preparazione e l’espletamento della procedura di gara da parte di Consip S.p.A. in collaborazione con il MArRC, ripartono i servizi aggiuntivi, con biglietteria, bookshop, accoglienza e didattica. Con le divise e le pettorine per il personale di vigilanza, ora i servizi aggiuntivi portano il nostro Museo in linea con gli standard più elevati, non soltanto a livello nazionale. Ringrazio tutto il personale di vigilanza, coordinato da Palma Buda e Carmelo Lupica, per la disponibilità alle attività di biglietteria in questo lungo periodo, nonché il segretario Amministrativo Maria Elena Giangrande, che ha seguito la procedura di gara, in costante contatto con Consip”.