Associazione La Carta di Altino. Conversazione on line “Alle origini del Cristianesimo altinate: la gemma di Cristo Sotér” con il prof. Luigi Sperti, direttore scientifico progetto di Ca’ Foscari in località Ghiacciaia. Il link per seguirla

Il Buon anno dell’Associazione La Carta di Altino arriva con la terza delle ConvesazioniAltinati@1600 “Alle origini del Cristianesimo altinate: la gemma di Cristo Sotér” per parlare di un reperto speciale, rinvenuto proprio durante una delle campagne di scavo dell’università Ca’ Foscari di Venezia, che anima il dibattito sul primo Cristianesimo in laguna. Appuntamento on line mercoledì 12 gennaio 2022, alle 21, con il prof. Luigi Sperti, direttore scientifico di questo progetto, insieme alla dott.ssa Bruna Nardelli e al prof. Attilio Mastrocinque. Link per partecipare: https://unipd.zoom.us/j/89013420046. “L’intaglio”, spiega il prof. Sperti, “è stato rinvenuto nel corso dello scavo che l’università Ca’ Foscari di Venezia, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, ha condotto nell’estate del 2017 ad Altino in località Ghiacciaia. È in luce all’interno di una cloaca rinvenuta l’anno precedente, ricoperta in origine da grossi blocchi di trachite, e posta sotto la strada che separava due domus databili tra la tarda età repubblicana e la prima età imperiale”.

“La campagna 2017 ha previsto l’apertura di un saggio di scavo (m 25 × 20) nell’area di Ghiacciaia, nella quale erano già stati effettuati dall’università Ca’ Foscari di Venezia tra il 2012 e il 2015 un survey intensivo e nel 2016 un primo saggio di scavo”, scrivono Silvia Cipriano e Luigi Sperti di Ca’ Foscari nel resoconto pubblicato su Fasti online. “L’area è situata nella zona settentrionale dell’abitato antico di Altinum, poco più a est del centro monumentale della città romana, dove si trovavano il foro, la basilica, il teatro e l’odeon. Lo scavo ha permesso di indagare più estesamente le strutture e gli ambienti riferibili al quartiere abitativo urbano, già messi in luce nel corso della campagna del 2016. In particolare sono emersi diversi vani, che sembrano essere riferibili ad almeno due domus, separate tra loro da una stradina pavimentata con grossi blocchi in trachite, che dovevano costituire la copertura di una cloaca. Questa struttura è stata rinvenuta spogliata, tranne in un breve tratto in cui si conservano il fondo in mattoni e una spalletta laterale in blocchi lapidei. Della domus situata a Est della cloaca sono state identificate almeno due diverse fasi cronologiche, documentate dalla sovrapposizione di due pavimentazioni in uno degli ambienti messi in luce: a un lacerto di opus caementicium con disegno geometrico in tessere musive bianche e nere si sovrappone infatti un nuovo piano pavimentale, testimoniato da un livello di pietrisco a grana fine frammisto a malta cementizia, poggiante su una preparazione in pezzame litoide. Alla medesima domus sono pertinenti anche almeno altri due ambienti, uno dei quali conserva il sottofondo pavimentale in malta cementizia che doveva probabilmente essere rifinito con lastre marmoree, delle quali rimangono le impronte regolari. A ovest della cloaca sono stati identificati almeno 4 vani riferibili ad un’altra domus; in due ambienti si conserva, seppure in modo frammentario e lacunoso, il sottofondo pavimentale in malta cementizia. Tutte le fondazioni murarie rinvenute risultano essere state sottoposte ad attività di spoliazione in età tardoantica. In via preliminare le strutture rinvenute possono essere datate tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.” (vedi anche Scoperto un grande edificio absidato di età romana: è l’importante rinvenimento della quarta campagna di scavo del progetto “Alla ricerca di Altino” dell’università Ca’ Foscari di Venezia | archeologiavocidalpassato).
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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