Grosseto. Alla Fondazione Polo Universitario la conferenza “La stele Kaminia. Gli etruschi e l’isola di Lemmo” di Carlo De Domenico (UniSi) apre ufficialmente l’edizione 2026 degli “Incontri con le voci dell’archeologia”
Con la conferenza “La stele Kaminia. Gli etruschi e l’isola di Lemmo” di Carlo De Domenico, venerdì 30 gennaio 2026, alle 16, nell’Aula Magna della Fondazione Polo Universitario Grossetano in via Ginori 43 a Grosseto, apre ufficialmente l’edizione 2026 degli “Incontri con le voci dell’archeologia” organizzata in collaborazione tra Fondazione Polo Universitario Grossetano, dipartimento di Scienze storiche e dei Beni culturali dell’università di Siena ed Associazione Archeologica Maremmana.

Dettaglio della Stele di Kaminia, conservata al museo Archeologico nazionale di Atene, ed esposta in mostra alla Fondazione Luigi Rovati di Milano (foto Daniele Portanome / Fondazione Luigi Rovati)
La Stele di Kaminia è una delle iscrizioni più enigmatiche e discusse dell’antichità classica. Rinvenuta sull’isola di Lemno, ha alimentato per oltre un secolo il dibattito sui rapporti tra gli Etruschi e il Mediterraneo orientale, diventando il punto di partenza delle ricerche della Scuola Archeologica Italiana di Atene sull’isola, avviate nel 1926. La recente esposizione della stele al museo d’Arte della Fondazione Luigi Rovati di Milano (21 dicembre 2022 – 19 settembre 2023) (vedi Milano. Alla Fondazione Luigi Rovati, incontro di studi “Gli Etruschi e Lemno: un secolo di ricerche archeologiche italiane” con la Scuola Archeologica di Atene in occasione della mostra sulla Stele di Kaminia, una delle iscrizioni più dibattute dell’antichità classica, in prestito dal museo nazionale di Atene | archeologiavocidalpassato) ha offerto l’occasione per
un nuovo studio della celebre iscrizione, condotto in collaborazione con la Scuola Archeologica Italiana di Atene e le Università di Siena e di Foggia. Questo lavoro ha portato alla pubblicazione del libro La stele di Kaminia, gli Etruschi e l’isola di Lemno (Johan & Levi Editore), edito in tre lingue tra il 2023 e il 2024. La conferenza presenterà i risultati di questa recente ricerca, ripercorrendo la storia degli studi sulla stele e illustrando il suo valore per la comprensione dei contatti culturali, linguistici e storici tra l’Etruria e l’isola di Lemno, offrendo nuove prospettive sul Mediterraneo dell’età arcaica.
Carlo De Domenico, ricercatore a tempo determinato – Lettera B in Archeologia Classica (ARCH-01/D) al dipartimento di Scienze storiche e dei Beni culturali dell’università di Siena; ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale a professore associato nel 2022. Si è formato all’università di Siena e l’Universität zu Köln ed è stato allievo della Scuola Archeologica Italiana di Atene (SAIA). Ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia e Scienze dell’Antichità all’università di Pisa nel 2020 ed è stato assegnista di ricerca in Numismatica antica e professore a contratto all’università di Milano Statale fino al 2024. Dal 2018 è assistente scientifico del direttore alla Comunicazione e alle Pubbliche relazioni della Scuola Archeologica Italiana di Atene (SAIA), membro del Comitato Editoriale delle pubblicazioni della SAIA e dal 2023 è coordinatore delle Monografie e direttore della Collana Lateres Signati Graeci. Ha partecipato a scavi e ricerche archeologiche in Italia (Castel di Iudica-CT, Centuripe-EN, Strongoli Petelia-KR e Vignale Riotorto-LI), in Grecia (Efestia, Lemno), in Egitto (Dionysias, Qasr Qarun, Fayyum) e in Marocco (Lixus, Larache). Dal 2018 co-dirige con Emanuele Papi gli scavi della Missione della Scuola Archeologica Italiana di Atene (SAIA) presso il Quartiere Sud-Orientale di Efestia, sull’isola di Lemno (Grecia), in collaborazione con l’Eforia alle Antichità di Lesbo. Dal 2021 è membro della Missione Archeologica Italo-Egiziana ad Aswan (EIMAWA) dell’Università di Milano Statale e dal 2022 è coordinatore della Missione Archeologica Subacquea Italo-Greca sull’isola di Lemno, in collaborazione con l’Eforia alle Antichità Subacquee, la Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, l’Istituto Centrale per il Restauro e la Scuola Archeologica Italiana di Atene.
Incontri con le voci dell’archeologia 2026, alle16. Venerdì 27 febbraio 2026, E. Giorgi, L. Fazi, L. Luppino, J. Scoz, “Dalla villa al castello: primi dati dalle ricerche in corso sul territorio di Vignale-Riotorto”; venerdì 27 marzo 2026, E. Papi, L. Tinagli, “Lo scavo della grotta-miniera della Lucerna (San Vincenzo, Li): per un inquadramento geologico e archeologico”; venerdì 24 aprile 2026, M.R. Luberto, “Greci e co. Da Taranto a Siracusa tra VII e VI sec. a.C.”; venerdì 29 maggio 2026, F. Cambi, “1985-2025. Ritorno a Settefinestre”; venerdì 18 settembre 2026, S. Camporeale, N. Mugnai, “La grande domus dell’acropoli di Populonia (II-I sec. a.C.): architettura, status e vita quotidiana nella città etrusco-romana”; venerdì 30 ottobre 2026, S.F. De Pieri, “Tra uomini e dei: spazi sacri e pratiche cultuali nell’Etruria settentrionale tirrenica”; venerdì 27 novembre 2026, G. Bianchi, “Montieri. Una chiesa, un gioiello, un possibile eremita”.



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