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Rovereto. La Fondazione museo Civico dedica un episodio della rubrica “Science Break” al ritrovamento della spada di bronzo di Avio a cura dell’archeologo Maurizio Battisti

Era intervenuto nell’incontro a più voci ad Avio per illustrare la grande scoperta archeologica: la spada di bronzo (vedi Avio, “La preistoria e la montagna”. La soprintendenza presenta all’auditorium la spada dell’età del Bronzo rinvenuta casualmente nel 2021 sul monte Baldo a circa 1360 metri di altitudine da un escursionista veronese. Il prezioso e raro reperto andrà ad arricchire la collezione permanente dell’Antiquarium al Palazzo del Vicariato | archeologiavocidalpassato). A distanza di poche settimane, Maurizio Battisti, archeologo della Fondazione museo civico di Rovereto, torna sull’argomento dedicando al ritrovamento eccezionale di un’antica spada dell’età del Bronzo nel territorio di Avio un appuntamento con “Science Break”, la rubrica promossa dalla Fondazione che si legge il tempo di un caffè ristretto, tre minuti.

Il centro di Avio (Tn) nel cui comune, a 1360 metri di quota, è stata trovata una spada dell’Età del Bronzo (foto fmcr)

“Come Andúril, la leggendaria spada di Aragorn nel Signore degli Anelli, anche l’antica spada in bronzo rinvenuta nel comune di Avio fu spezzata e poi ricostruita”, spiega Battisti: “spezzata oltre 3000 anni fa, forse durante un rituale, e ricomposta al giorno d’oggi dai restauratori della Soprintendenza di Trento. Rinvenuta a circa 1360 m di quota sulle alture sopra l’abitato di Avio, la spada è stata in principio affidata per errore alla Soprintendenza di Verona, che poi la riconsegnò alla Provincia di Trento, poiché da lì di fatto risultò provenire, anche se solo per pochi metri. Si tratta di un manufatto in buono stato di conservazione attribuibile alla tipologia delle spade a lingua da presa e databile fra il XIV e l’XI secolo a.C., alla fine dell’età del Bronzo. Non è l’unico reperto trovato in regione che testimonia la nascita del ruolo di un’élite guerriera e la sua importanza all’interno della società del tempo”.

La spada di bronzo di 3mila anni fa ritrovata nel territorio di Avio (foto fmcr)

“Difficile stabilire – continua – se l’arma fu spezzata durante l’uso oppure all’interno di un rituale propiziatorio. Esistono infatti numerose prove che rivelano come fosse diffusa l’usanza di “defunzionalizzare” manufatti di prestigio a scopo cultuale forse all’interno di cerimonie funebri. Non è ancora ben chiaro infatti se questi venissero rotti per accompagnare nell’aldilà i cari estinti oppure se il tutto si svolgesse all’interno di un rituale votivo dedicato a una divinità”.

Il coltello di bronzo con manico a giorno, coevo della spada di Avio, ritrovato sempre sul monte Baldo e conservato nel museo di Rovereto (foto fmcr)

“Dalle pendici del Monte Baldo, a poca distanza dalla spada, provengono altri due manufatti in bronzo databili alla stessa fase: si tratta di un coltello con manico a giorno e di una punta di lancia con immanicatura a cannone, entrambi in custodia al museo civico di Rovereto. Entrambi i reperti potrebbero essere legati al nuovo ritrovamento: la punta di lancia in quanto riferibile ad attività belliche o comunque alla “panoplia” di un guerriero; il coltello in quanto piegato e “defunzionalizzato” nello stesso punto della spada, ossia tra l’immanicatura e la lama”. E conclude: “La spada, che sarà poi esposta nell’Antiquarium di Avio, verrà ora analizzata minuziosamente per comprendere diversi aspetti funzionali e inerenti alla sua fabbricazione. Altre ricerche saranno invece condotte attorno al luogo del ritrovamento”.

Avio, “La preistoria e la montagna”. La soprintendenza presenta all’auditorium la spada dell’età del Bronzo rinvenuta casualmente nel 2021 sul monte Baldo a circa 1360 metri di altitudine da un escursionista veronese. Il prezioso e raro reperto andrà ad arricchire la collezione permanente dell’Antiquarium al Palazzo del Vicariato

avio_auditorium_la-montagna-e-la-preistoria_la-spada-dal-monte-baldo_locandinaProviene dal monte Baldo e risale a oltre 3300 anni fa: si tratta di una spada dell’età del Bronzo, rinvenuta casualmente nel 2021 in prossimità del crinale del monte Baldo a circa 1360 metri di altitudine da un escursionista veronese. Per questo, la spada era stata consegnato alla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona ma poi, grazie alla collaborazione degli archeologi veronesi, una volta appurato che proveniva dal Trentino, in particolare dal territorio del Comune di Avio, è stata recapitata all’Ufficio beni archeologici provinciale. Nel caso di fortuiti ritrovamenti, come accaduto sul Monte Baldo, gli oggetti vanno consegnati alla Provincia, a tutti gli effetti proprietaria del materiale rinvenuto, come previsto dalla legge in materia. “Dei rinvenimenti di spade in Trentino”, spiegano all’Ufficio Beni archeologici della Provincia autonoma di Trento, “non si conoscono quasi mai le esatte condizioni del deposito originario, trattandosi di scoperte casuali. Tuttavia, sembra sempre trattarsi di luoghi di culto legati all’acqua e/o connessi alla frequentazione non occasionale di zone montane come le spade dal fiume Leno, presso Rovereto, dal letto del Sarca, presso Arco, o quella dalla torbiera dell’antico lago Pudro, presso Pergine Valsugana. Un esempio più simile a quello di Avio è quello delle due spade rinvenute presso il passo Vezzena, sugli altipiani di Lavarone e Luserna”. Venerdì 6 maggio 2022, alle 17, all’Auditorium di Palazzo Brasavola di Avio, la soprintendenza per i Beni culturali di Trento ha organizzato l’incontro “La montagna e la preistoria. La spada della tarda età del Bronzo da Avio – Monte Baldo” per presentare l’eccezionale reperto al pubblico. Con un obiettivo: sensibilizzare la popolazione alla valorizzazione del patrimonio culturale e restituire alla cittadinanza un bene archeologico che contribuisce a gettare nuova luce sulla storia antica del territorio. La spada andrà infatti ad arricchire la collezione permanente dell’Antiquarium di Avio, allestito a Palazzo del Vicariato. Dopo i saluti di Ivano Fracchetti sindaco di Avio, Mirko Bisesti assessore all’Istruzione Università e Cultura della Provincia autonoma di Trento, di Paola Salzani per la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, e di Franco Marzatico soprintendente per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento, la presentazione prevede brevi interventi sull’archeologia locale introdotti e moderati da Paolo Bellintani archeologo della soprintendenza: Franco Nicolis, direttore dell’Ufficio beni archeologici, su “La cazzuola tra le nuvole. Tutela archeologica alle alte quote”; Marco Avanzini, del Muse, su “Il Monte Baldo trentino: le prime tracce dell’uomo”; Mara Migliavacca, dell’università di Verona, su “Armi e pastori: la frequentazione protostorica degli Alti Lessini”; Maurizio Battisti, della Fondazione Museo Civico Rovereto, su “La protostoria del territorio di Ala-Avio e della Vallagarina”; Franco Marzatico su “Nel segno della spada: guerrieri, capi, eroi dell’età del Bronzo”.

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La spada dell’età del Bronzo (3300 anni fa) scoperta sul monte Baldo, in quota (foto archivio ufficio beni archeologici provincia autonoma trento)

Datato alla tarda età del Bronzo (1350 – 1000 a.C. ca) e realizzato in lega di rame e stagno, il reperto è sostanzialmente integro, salvo la perdita degli elementi mobili dell’immanicatura (forse in materiale deperibile), di cui però rimangono i ribattini per il fissaggio. La spada risulta piegata giusto all’altezza dell’attacco dell’immanicatura. “Le caratteristiche della spada di Avio”, spiegano all’Ufficio Beni archeologici della Provincia autonoma di Trento, “rimandano alle cosiddette spade a lingua da presa (forma “Naue II”) peculiari dell’Italia del Nord e dell’Europa centro-orientale. La lingua da presa, ossia la parte del manico fusa assieme alla lama, è un’innovazione tecnologica che consente una presa di precisione e un miglior controllo dello strumento sia come arma da punta che da fendente. Rinvenimenti di questo tipo, ossia provenienti da luoghi isolati in prossimità di percorsi, valichi o picchi montani, vengono in genere interpretati come testimonianza non solo della frequentazione delle alte quote (per il pascolo estivo) ma anche di pratiche di culto che richiamano l’uso delle offerte votive nei santuari pagani e poi della tradizione cristiana. Nel caso della spada di Avio – continuano -, in mancanza di precisi dati sulle condizioni di giacitura originaria, il fatto che risulti intenzionalmente piegata all’attacco dell’immanicatura, ossia che sia stata resa inutilizzabile, potrebbe indicarne la destinazione come offerta votiva. Questa ipotesi può essere avanzata anche nel caso di un rinvenimento molto vicino al punto di scoperta della stessa spada e ad essa grossomodo contemporaneo: un coltello in bronzo da Malga Artilone, anch’esso intenzionalmente piegato. L’origine della spada, strumento da combattimento per eccellenza, risale a più di 5000 anni fa, quando fa la sua prima comparsa nel nord della Mesopotamia, ma si diffonde nel mondo mediterraneo e in Europa oltre mille anni più tardi. Nella provincia di Trento sono note circa una decina di spade dell’età del Bronzo (4300-3000 anni fa) le più antiche delle quali risalgono alla sua fase media (3650-3350 anni fa). Le ricerche archeologiche – concludono – hanno appurato che le spade dell’età del Bronzo erano strumenti con funzionalità molto specifica, destinati ad una élite guerriera e dalla forte connotazione simbolica e sacrale”.