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Premio Francovich 2021. La commissione ha scelto i sei musei-siti da votare. Ecco l’elenco e le modalità di voto

A Tourisma 2020 la delegazione di Sant’Eulalia e la commissione Sami del premio Francovich (foto Graziano Tavan)
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Riccardo Francovich, l’iniziatore dell’archeologia medievale in Italia: a lui è dedicato il premio Sami

Sono aperte le votazioni per il Premio Francovich 2021. La Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI) ha bandito la IX edizione del premio intitolato alla memoria dell’archeologo medievista Riccardo Francovich (1946 – 2007), conferito al museo o parco archeologico italiano che, a giudizio dei partecipanti alla votazione, rappresenta la migliore sintesi fra rigore dei contenuti ed efficacia nella comunicazione. La Commissione Giudicatrice, presieduta da Paul Arthur (presidente SAMI, professore di Archeologia medievale, università del Salento), composta da Eva Degl’Innocenti (direttrice museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTA), Francesca Morandini (musei Civici d’Arte e Storia di Brescia – Fondazione Brescia Musei), Fabio Pagano (direttore parco archeologico dei Campi Flegrei – MIC), Piero Pruneti (direttore Archeologia Viva), Giuliano Volpe (professore di Metodologia della ricerca archeologica, università di Bari), Anna Maria Visser (professore di Museologia, università di Ferrara). La Commissione ha selezionato i seguenti sei musei-siti: chiesa inferiore di San Sepolcro a Milano; Castel Lagopesole, Potenza; museo di Classe a Ravenna; parco rupestre “Lama D’Antico” – Fasano (Br); museo dell’Opera del Duomo di Pisa; museo medievale di Montalbano Elicona, Messina. È possibile votare una sola volta (fornendo un massimo di 2 preferenze). Votazioni aperte sino al 12 settembre 2021. La premiazione avverrà durante il prossimo “tourismA” (17-19 dicembre 2021): la foto del post si riferisce alla passata edizione. Leggi e vota: http://archeologiamedievale.unisi.it/…/premio-riccardo… 

Fondazione RavennAntica: dal 6 agosto l’accesso ai musei, mostre e altri istituti della cultura gestiti sarà col Green Pass. Anche alla rassegna Classe al Chiaro di Luna: ecco gli eventi fino al 10 agosto

Dal 6 agosto e fino al 31 dicembre 2021, indipendentemente dai colori delle Regioni, sarà permesso l’accesso ai musei, mostre e altri istituti della cultura gestiti dalla Fondazione RavennAntica (Domus dei Tappeti di Pietra, Museo Tamo Mosaico, Cripta Rasponi e Giardini pensili, Museo Classis Ravenna) nonché spettacoli aperti al pubblico (rassegna Classe al Chiaro di Luna) solo ed esclusivamente esibendo il green pass: la verifica del possesso del green pass è di competenza del personale addetto al controllo accessi; la proprietà è tenuta a fornire ai visitatori e/o spettatori, prima dell’acquisto del biglietto, tutte le informazioni relative alle nuove disposizioni; non saranno ammessi rimborsi se non per chiusure dovute a disposizioni governative e/o disposizioni della proprietà; il green pass viene rilasciato a seguito delle seguenti condizioni; a partire dal 15 giorno successivo alla prima dose di vaccino; a seguito di positività al Covid-19; a seguito di un esito negativo di avvenuto tampone entro le 48 ore. Sono esenti dal green pass le seguenti categorie: i bambini da 0 a 12 anni; i soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica; gli addetti ai lavori. I visitatori dovranno, prima dell’accesso al sito e/o evento, esibire al personale addetto al controllo accessi, contestualmente al green pass (sia in forma digitale che cartacea) un documento di riconoscimento; i gruppi organizzati e/o i partecipanti ad iniziative ed attività organizzate dovranno consegnare al personale addetto al controllo accessi un autodichiarazione in cui si attesta la veridicità relativa all’identificazione di ogni componente del gruppo indicato nell’elenco da allegare all’autodichiarazione; il possesso del green pass e/o dell’eventuale esenzione di ogni componente del gruppo.

Il 5 agosto concerto con Noa nell’arena di Classis museo (foto fondazione ravennantica)

ravenna_classe-al-chiaro-di-luna_logo_1-01Ecco gli eventi fino al 10 agosto 2021 della rassegna estiva Classe al Chiaro di Luna, organizzata da RavennAntica in collaborazione con le più importanti realtà culturali della città, ricordando che dal 6 agosto 2021, per tutti gli eventi della rassegna Classe al Chiaro di Luna l’accesso sarà consentito, (sulla base delle nuove disposizioni secondo il Decreto legge 23 luglio 2021, n. 105) esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Green Pass COVID-19 (vaccinazione o test negativo molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore o la guarigione da COVID-19). Non saranno ammesse persone sprovviste di Green Pass. Giovedì 5 agosto 2021, alle 21, il grande appuntamento estivo di Ravenna Jazz 2021: Noa in concerto all’arena del Museo Classis Ravenna. La cantante israeliana proporrà parte del repertorio del suo recente disco Afterallogy, il primo propriamente jazzistico della sua carriera. Ma ci sarà spazio anche per le sonorità esotiche che l’hanno imposta sulla scena internazionale. Noa sarà accompagnata da una band con l’inseparabile partner musicale Gil Dor alla chitarra, Ruslan Sirota al pianoforte, Or Lubianiker al basso elettrico e Gadi Seri alle percussioni.

Il 6 agosto spettacolo di Maria Pia Timo nell’arena di Classis Museo (foto fondazione ravennantica)

Ultimo appuntamento con la comicità, venerdì 6 agosto 2021, alle 21, nell’arena del museo Classis Ravenna, per la rassegna Classe al chiaro di luna. Sul palcoscenico, la simpaticissima Maria Pia Timo con lo spettacolo Una donna di prim’ordine. Guida pratica per sistemare l’armadio, il cane e il marito, che l’attrice ha scritto insieme al regista Roberto Pozzi. La serata è organizzata da Accademia Perduta/Romagna Teatri in collaborazione con Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura e Fondazione RavennAntica. Biglietti a pagamento. Apertura cancelli ore 19: nella sera di spettacolo, fino alle ore 20.30, si potrà visitare il Museo Classis e la mostra “Classe e Ravenna al tempo di Dante” con ingresso già compreso nel biglietto di accesso allo spettacolo. Sempre dalle 19, inoltre, possibilità di scoprire le eccellenze enogastronomiche romagnole con i foodtruck. Posti a sedere e numerati.

Il 7 agosto spettacolo di Ivano Marescotti all’Antico Porto di Classe (foto fondazione ravennantica)

Sabato 7 agosto 2021, alle 21 all’Antico Porto di Classe, nell’ambito dello spettacolo Dante Vivo, Ivano Marescotti prosegue la lettura dedicata al Purgatorio con il Canto XIV “Benfà Bagnacàval che non rifiglia” e il Canto XXXIII “Puro e disposto a salire a le stelle”. Lo spettacolo si completa con le musiche eseguite dal vivo da Marianne Gubri (arpa elettrica) e Roberto Passuti (live electronics). L’evento, in compartecipazione con il Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura – 700 Viva Dante Ravenna 1321-2021, è una produzione Patàka in collaborazione con Cronopios. Tariffa omaggio. Lunedì 9 agosto 2021, alle 21, ultimo appuntamento all’Antico Porto con Le Arti della Marionetta Summer. In scena i burattini tradizionali di Teatro del Drago/Famiglia d’Arte Monticelli e l’eroe della baracca Fagiolino Fan Fan. In chiusura l’avventura estiva de Le Arti della Marionetta, XXXII stagione di Teatro di Figura organizzata da Teatro del Drago/Famiglia d’Arte Monticelli, per i mesi estivi nel contesto della rassegna Classe al Chiaro di Luna 2021, in collaborazione con RavennAntica – Fondazione Parco Archeologico di Classe. L’ultimo appuntamento all’Antico Porto di Classe non poteva che essere con i burattini tradizionali di Teatro del Drago e con l’eroe della baracca emiliano-romagnola, Fagiolino Fan Fan. Lunedì 9 agosto 2021 i fratelli Mauro e Andrea Monticelli ripropongono un grande classico nel repertorio della compagnia, Fagiolino e lo scaletto. 

Il 10 agosto concerto dell’Orchestra Filarmonica Italiana all’Antico Porto di Classe (foto fondazione ravennantica)

Martedì 10 agosto 2021, alle 21, l’Antico Porto di Classe è ancora una volta teatro di Musica dal Nuovo Mondo, la serie di concerti inseriti all’interno della rassegna Classe al Chiaro di Luna che l’Associazione Musicale Angelo Mariani dedica al centenario della nascita di Astor Piazzolla. Questo appuntamento rappresenta l’incontro artistico di due musicisti, Marco Albonetti, sax soprano e Daniele Di Bonaventura, bandeon, che suonano strumenti inventati a metà del XIX secolo accompagnati dagli archi de I Solisti dell’Orchestra Filarmonica Italiana. Sono tra i migliori archi della compagine, i Solisti dell’Orchestra Filarmonica Italiana, la cui  poliedricità musicale ne caratterizza i progetti e collaborazioni. Musica sacra e profana, folk e tango convivono in questo progetto dal sapore culturale mediterraneo, basato sulle musiche di Ramirez, Villoldo, Di Bonaventura, Gardel, Piazzolla, Galliano. I concerti dell’Associazione Musicale Angelo Mariani sono organizzati nell’ambito della rassegna Classe al Chiaro di Luna in collaborazione con il Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura – 700 Viva Dante Ravenna 1321-2021, Regione Emilia Romagna, Ministero della Cultura e Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Apertura cancelli alle 20. Inizio spettacolo alle 21. Tariffe a pagamento.

Ravenna. Al museo Classis aperta la mostra “Classe e Ravenna al tempo di Dante”, una ricerca originale e mirata che ricostruisce monumenti e paesaggi della città di Ravenna e di Classe ai tempi del Sommo Poeta

La locandina della mostra “Classe e Ravenna al tempo di Dante” fino al 26 settembre 2021 al museo Classis di Ravenna

Che città incontra Dante quando arriva a Ravenna? Il rapporto con il mare e con le vie d’acqua riveste ancora la stessa importanza che aveva avuto durante l’epoca romana? Come si presenta la relazione con Classe e con il territorio circostante? Qual è il panorama monumentale che vede? Ma soprattutto, come si svolgeva la vita a Ravenna quando la città accolse il Poeta nell’ultima fase della sua vita? Queste sono le principali domande alle quali cerca di dare una risposta la mostra “Classe e Ravenna al tempo di Dante”, a cura di Giuseppe Sassatelli, Enrico Cirelli, Fabrizio Corbara e Giovanna Montevecchi, una ricerca originale e mirata (la terza dedicata a Dante a Ravenna) che ricostruisce monumenti e paesaggi della città di Ravenna e di Classe ai tempi del Sommo Poeta, attraverso soluzioni fortemente evocative, in programma fino al 26 settembre 2021 all’interno degli spazi del museo Classis.

Al di là di alcuni monumenti famosi (San Vitale, Sant’Apollinare, Galla Placidia, Mausoleo di Teodorico e pochi altri) a Ravenna mancano tracce concrete del suo assetto complessivo nei vari periodi storici. Sicuramente per il periodo romano, ma anche per quello tardo-antico e medievale. Durante la sua vita, Dante soggiornò a Ravenna e sicuramente vide alcuni dei suoi importanti monumenti, da cui trasse ispirazione per la sua Commedia, e frequentò i suoi dintorni, in particolare la Pineta di Classe a cui dedicò versi molto efficaci. Non avendo certezze sull’impianto urbanistico della città, sappiamo poco anche della vita quotidiana dei suoi cittadini, di cui la mostra offre uno spaccato in alcune sue articolazioni: la città che vive, la città che produce e la città che prega. Oltre a tutti i documenti che è stato possibile individuare, alle immagini e ai disegni ricostruttivi, in esposizione anche antiche testimonianze dell’epoca: una selezione di sei boccali in maiolica arcaica provenienti dal pozzo rinvenuto all’interno della chiesa di Santa Croce a Ravenna, una scultura della Madonna col Bambino in legno policromo realizzata in ambito emiliano veneto, un frammento di decorazione architettonica di un edificio di ambito ravennate e un frammento di mosaico proveniente dall’area absidale della Basilica Ursiana.

Ravenna. Dal 1° maggio riaprono i musei gestiti dalla Fondazione RavennAntica: il museo Classis Ravenna, la Domus dei Tappeti di Pietra, il museo Tamo Mosaico, la Cripta Rasponi e i Giardini pensili, la Basilica di Classe, il museo Nazionale, il Battistero degli Ariani e il Mausoleo di Teodorico

“Siamo pronti a ripartireeee!”. Dopo il Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna (che fino al 6 giugno 2021 ospita la mostra “Paolo Roversi. Studio Luce”; per info e prenotazioni: tel. + 39 0544 482477) aperto già dal 27 aprile 2021, da domani 1° maggio 2021 riapriranno tutti i monumenti gestiti dalla Fondazione RavennAntica: il museo Classis Ravenna, la Domus dei Tappeti di Pietra, il museo Tamo Mosaico, la Cripta Rasponi e i Giardini pensili, la Basilica di Classe, il museo Nazionale, il Battistero degli Ariani e il Mausoleo di Teodorico. Le prenotazioni si possono effettuare telefonando – a partire da domani – ai numeri: + 39 320 9539916, + 39 388 8783020, e online sul sito www.ravennantica.it. Al museo Tamo, da domani 1° maggio 2021 saranno finalmente visitabili le due mostre temporanee “L’alto passo…andar per pace” e “Dante e la Romagna” allestite nei chiostri e nel soppalco del museo Tamo. Si ricorda che gli ingressi sono prenotabili anche online cliccando sul pulsante “prenota – acquista ora” e che nelle giornate di sabato, domenica e nei festivi qualora i siti prevedano aperture in tali giornate, è obbligatoria la prenotazione con almeno 1 giorno di anticipo. Si segnala infine la possibilità di acquistare i nostri buoni regalo per donare alla famiglia e agli amici un’esperienza unica alla scoperta dello splendido patrimonio artistico di Ravenna e Classe.

Napoli. In occasione del Dantedì 2021 il museo Archeologico nazionale presenta on line della mostra “Divina Archeologia” (dal 14 settembre), mitologia e storia della Divina Commedia nelle collezioni del Mann. Giulierini: “Racconteremo Dante e il mondo classico. E anche il rapporto del nostro territorio con Virgilio e l’immaginario del Sommo Poeta”

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Il direttore del Mann, Paolo Giulierini (foto Graziano Tavan)

#Divinarcheologia: con questo hashtag, in occasione del Dantedì 2021 e delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Alighieri, il museo Archeologico nazionale di Napoli presenterà in anteprima digitale, su Facebook ed Instagram, alcune opere dell’esposizione dedicata a “Mitologia e storia della Divina Commedia nelle Collezioni del Mann”. La mostra “Divina Archeologia”, realizzata con il contributo della Regione Campania, aprirà il 14 settembre 2021 e resterà in calendario sino a marzo 2022. ”Annunciamo nel DanteDì  la data simbolica scelta  per l’inaugurazione della mostra, il 14 settembre”, spiega Paolo Giulierini, direttore del Mann. “Come è noto, Dante morì a Ravenna  il 14 settembre 1321, e una collaborazione importante è stata attivata con il Classis Ravenna- Museo della città e del territorio. Tanti sono i miti, gli eroi, i  personaggi della storia antica che si incontrano nella Divina Commedia, e il Mann è una miniera di riferimenti iconografici. Pochi sanno che un’immagine di Dante con veste purpurea e corona d’alloro campeggia su una volta del nostro Museo, opera ottocentesca dell’artista Paolo Vetri.  Divina Archeologia sarà anche l’occasione per celebrare il legame fortissimo  tra Virgilio e Napoli, dove si trova la sua tomba: prima di San Gennaro il poeta latino era considerato un ‘protettore’ della città e un mago, come testimonia il celebre mito dell’uovo di Virgilio. Un percorso che ci porterà con una serie di podcast dedicati, anche fuori dal Mann, fino al lago d’Averno e non solo. E  inviteremo istituti e docenti a tenere lezioni  su Dante nelle nostra sale e nell’auditorium”. 

Diomede, scultura marmorea proveniente da Cuma e conservata al Mann (foto Luigi Spina)

L’anteprima digitale della mostra partirà giovedì 25 marzo 2021, alle 8.30: scelta come simbolo della campagna la statua marmorea di Diomede, proveniente da Cuma e “immortalata” in uno splendido scatto di Luigi Spina. L’eroe greco fu fido compagno di Ulisse nel furto del Palladio: anche per questa impresa, in cui mostrò coraggio e, al contempo, grande capacità di ordine inganni, è collocato con Ulisse nell’ottava bolgia del cerchio dei fraudolenti (Inferno, XXVI).

Affresco da Pompei con la scena del cavallo di Troia e Ulisse conservato al Mann (foto Luigi Spina)
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L’affresco con Achille a Sciro dalla Casa dei Dioscuri di Pompei, conservato al Mann (foto Mann)

Dal mito di Diomede a quello di Ulisse: al più celebre viaggiatore di tutti i tempi sarà dedicato il post con l’affresco che rappresenta una scena della guerra di Troia; nel reperto, ritrovato a Pompei, è raffigurato il momento simbolico del dramma, quando, cioè, i Troiani portano all’interno delle mura il cavallo di legno, condannando in tal modo la città alla distruzione. L’inganno del cavallo è una delle trame per cui l’Alighieri punisce idealmente Ulisse nella prima cantica della Commedia. Più volte nominato in relazione a Ulisse ed al Centauro Chirone, c’è anche Achille che, inserito tra i Lussuriosi dell’Inferno, è uno dei protagonisti del Dantedì virtuale del Mann; saranno postati online due affreschi: “Achille a Sciro” (dalla Casa dei Dioscuri di Pompei), che ritrae il momento in cui Ulisse e Diomede smascherano l’eroe, mandato presso la corte di Licomede per sfuggire alla guerra di Troia; Achille è in abiti femminili al centro della scena e regge lo scudo, trattenuto da Ulisse (a destra) e Diomede (a sinistra). 

L’affresco da Ercolano con Achille e il centauro Chirone, conservato al Mann (foto Giorgio Albano)

Ancora, sarà condiviso l’affresco con Achille ed il centauro Chirone, citato nel XII canto dell’Inferno: il centauro Chirone fu maestro del Pelide ed, in questo affresco da Ercolano, è raffigurato giovanissimo mentre apprende l’arte della lira. I personaggi presentati nell’anteprima digitale del Dantedì sono solo alcuni dei protagonisti della mostra “Divina Archeologia”: grazie all’esposizione, sarà possibile viaggiare con mitologia, archeologia e letteratura, in un suggestivo dialogo tra i versi del poeta ed i reperti del Mann.  

Emilia-Romagna in zona arancione. Dal 22 febbraio 2021 a Bologna chiudono il museo civico Archeologico e i musei di Arte antica e a Ravenna il museo Classis nel giorno della sua programmata apertura

In ottemperanza al Dpcm del 14 gennaio 2021 e all’Ordinanza del ministro della Salute del 19 febbraio 2021, dal 22 febbraio 2021 e fino al permanere della Regione Emilia-Romagna in zona arancione tutti i musei dell’Istituzione Bologna Musei, tra cui il museo civico Archeologico e i musei civici di Arte antica, rimarranno chiusi, salvo ulteriori disposizioni governative. Sono inoltre sospesi anche gli eventi programmati negli stessi musei. Per ulteriori informazioni e aggiornamenti, si prega di consultare il sito www.museibologna.it.

Classis Ravenna, il museo della Città e del Territorio, aperto nell’ex Zuccherificio

Ma il cambio di colore della Regione Emilia Romagna è stato particolarmente penalizzante per Classis Ravenna – Museo della Città e del Territorio. Praticamente l’annuncio da parte della fondazione RavennAntica della riapertura, dopo un lungo periodo, del Classis Ravenna è coinciso con la decisione da parte del ministero della Salute di far passare la regione da giallo ad arancione. Così nel giorno programmato per la riapertura, è scattata lo stop dei musei. La riapertura – fa sapere RavennAntica – è rimandata a nuova comunicazione.

Il museo Classis Ravenna riapre il 22 febbraio con ingresso gratuito fino al 18 marzo. Sassatelli: “La stele di Antigono al Mann per la mostra Gladiatori”. Col Buono Regalo si regala arte e cultura

Classis Ravenna, il museo della Città e del Territorio, aperto nell’ex Zuccherificio

Il 22 febbraio 2021 riapre al pubblico il museo Classis Ravenna che, fino al 18 marzo 2021, avverrà ad ingresso gratuito. La gratuità rappresenta un‘opportunità che si rivolge soprattutto ai residenti per riavvicinarsi alla cultura dopo questa lunga pausa forzata. La riapertura, fino al 18 marzo, è coerente con quella della Basilica di Sant’Apollinare in Classe e prevede i seguenti orari: dal lunedì al venerdì 13.30-18. Dal 19 marzo 2021 si tornerà alle tariffe e agli orari di apertura consueti. “Salutiamo la riapertura dei luoghi della cultura con grande soddisfazione”, riferisce il presidente di RavennAntica, Giuseppe Sassatelli, “nella consapevolezza che il fatto racchiude in sé un grande valore simbolico di rinascita e un chiaro messaggio di speranza di ritorno alla normalità. Per quanto riguarda la riapertura dei siti di RavennAntica abbiamo deciso di procedere per gradi. Innanzitutto perché rimettere in moto tutte le procedure, peculiari in ciascun museo o luogo espositivo, non è sicuramente cosa immediata. In secondo luogo perché le diverse caratteristiche strutturali degli spazi museali consigliano la necessaria prudenza per garantire che i visitatori possano fruirne in serenità e nella più totale sicurezza. Siamo felici di riprendere l’attività museale a partire dal Classis”. Al fine di prevenire il possibile formarsi di assembramenti già dalla riapertura del maggio 2020 RavennAntica aveva adottato un nuovo sistema di prenotazione on line in grado di gestire la fruizione dei monumenti per fasce orarie. Si è trattato di rivoluzionare un sistema organizzativo e gestionale consolidato con un nuovo strumento di lavoro la cui adozione era già in programma e che l’emergenza sanitaria ha costretto ad anticipare.

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Giuseppe Sassatelli, presidente di RavennAntica

“In questi mesi di chiusura”, sottolinea Sassatelli, “il lavoro “dietro le quinte” è continuato ininterrottamente. Abbiamo  portato avanti i nostri progetti espositivi, che vedranno la luce in primavera, e abbiamo rafforzato i rapporti di collaborazione che ci vedono impegnati con importanti istituzioni museali in Italia e all’estero. In occasione della  mostra sui Gladiatori che è in fase di allestimento e che sarà aperta al pubblico dal prossimo 31 marzo 2021 al museo Archeologico nazionale di Napoli,  abbiamo formalizzato il prestito della stele di Antigono normalmente esposta al museo Classis. Con questo prestito il Classis Ravenna rafforza la propria posizione  nel circuito delle grandi esposizioni nazionali e internazionali”.

ravenna_classis_regalacultura_locandinaRegala arte e cultura. Sono tempi incerti e difficili, che l’arte e la cultura possono contribuire ad alleviare. RavennAntica propone il Buono Regalo per vivere e condividere un’esperienza unica alla scoperta del patrimonio della città di Ravenna. Acquistarlo è semplicissimo ed è un pensiero adatto a tutti: basta visitare il sito www.ravennantica.it e cliccare su “Acquista Buono regalo”. Regalarlo è semplice: scegli l’importo del Buono Regalo (spesa minima 5 euro) e procedi all’acquisto, riceverai un voucher che potrai stampare e donare a chi vuoi. Se vuoi potrai inviarlo a chi è lontano, via mail o WhatsApp. Chi riceve il Buono Regalo può decidere come utilizzarlo: può scegliere tra le tante opportunità disponibili sul portale online (ingressi a musei e monumenti, audioguide, visite guidate) e quando i musei riapriranno, potrà prenotare il giorno e l’orario di arrivo, sempre nel pieno rispetto delle norme di sicurezza. Maggiori informazioni sul sito www.ravennantica.it

Museo Classis Ravenna: prorogata la mostra “Tesori Ritrovati. Il banchetto da Bisanzio a Ravenna”

L’ingresso della mostra “Tesori ritrovati. Il banchetto da Bisanzio a Ravenna” al museo Classis Ravenna (foto Ravennantica)

Doveva chiudere il 20 settembre 2020, ma la risposta del pubblico ha convinto la Fondazione parco archeologico di Classe – Ravennantica a prorogare al 20 dicembre 2020 la mostra “Tesori Ritrovati. Il banchetto da Bisanzio a Ravenna” allestita al museo Classis Ravenna. La mostra si inserisce perfettamente nel percorso espositivo del museo approfondendone alcuni aspetti: attraverso la selezione degli oggetti esposti, fornisce un focus e una riflessione sulla ritualità del banchetto tardoantico: grazie al confronto tra i piatti provenienti dal museo civico Archeologico di Cesena e il Tesoretto di Classe, costituito da sette cucchiai e una patera, è possibile tracciare la storia e l’evoluzione del simposio, comprenderne la ritualità, valorizzando e mettendo in dialogo le diverse realtà museali del territorio, favorendo uno scambio di saperi e conoscenze sul nostro passato (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2020/06/15/con-la-riapertura-del-museo-classis-ravenna-inaugurata-la-mostra-tesori-ritrovati-il-banchetto-da-bisanzio-a-ravenna-un-focus-e-una-riflessione-sulla-ritualita-del-banchetto-tardoa/). Il museo Classis, in via Classense 29, è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18,30. Prenotazione biglietti: www.ravennantica.it oppure 0544-473717.

Ravenna. “Classe al chiaro di luna”: 36 eventi in 2 mesi per un’estate all’ insegna della cultura e del divertimento quest’anno all’arena estiva del Museo Classis invece che all’Antico Porto di Classe. Ecco il programma di musica, teatro, letteratura 2020

La locandina della rassegna “Classis al chiaro di luna” all’arena Classis

Con il concerto di Ravenna Jazz “Que sera, sera”, Omaggio a Doris Day, martedì 30 giugno 2020, alle 21, (apertura cancelli ore 20) apre la rassegna estiva “Classe al chiaro di luna” all’arena estiva del museo Classis Ravenna – Parco Archeologico di Classe. Protagonisti Paolo Fresu, Petra Magoni e l’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti. Si tratta di una produzione originale dedicata alla “fidanzata d’America” in cui il soffio della tromba di Fresu si fonde all’ intensità interpretativa della Magoni in un contesto jazz- sinfonico. Alle loro spalle un video collage con immagini di repertorio ripercorrerà alcuni dei tanti momenti salienti della carriera cinematografica, televisiva e musicale di Doris Day. Il museo Classis Ravenna, ultimo tassello del parco archeologico di Classe, in occasione della rassegna “Classe al chiaro di luna” si trasforma in un’arena estiva spettacolare, con palco coperto di 12 x 10 metri e una platea di 540 posti, che costituisce la cornice del ricco programma di eventi in programma dal 30 giugno al 28 agosto.

L’arena estiva realizzata al museo Classis Ravenna (foto fondazione Ravennantica)

“Questa iniziativa”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura Elsa Signorino, “conferma come a Ravenna la cultura sia potente motore della ripresa dopo la fase più critica dell’emergenza Coronavirus. A chiederci di investire nella cultura sono stati non solo gli operatori del settore, ma i cittadini e le forze economiche e sociali della città, che hanno giustamente visto in essa una delle carte più importanti da giocarci per rendere di nuovo viva ed attrattiva la nostra Ravenna. Ed eccoci quindi qui a presentare un programma di altissima qualità, vario e ricchissimo, con momenti di intrattenimento alternati ad altri di riflessione e memoria, come l’omaggio alle vittime della strage di Bologna. Questo calendario vede protagonisti quasi tutti gli operatori culturali della città. Perché una delle lezioni più importanti che questa crisi ci ha lasciato è che nessuno si salva da solo e che dalle emergenze si esce insieme, collaborando e unendo le forze. Come Comune abbiamo dato la possibilità ai soggetti convenzionati di rimodulare le loro proposte, sia dal punto di vista temporale che da quello logistico, affinché tutti, dopo il lungo confinamento forzato, potessero ripresentarsi al pubblico il più velocemente possibile e garantendo le necessarie misure di sicurezza. Eccoci quindi pronti a riproporre una ricchissima offerta, di altissimo prestigio, che farà dell’estate di Ravenna una stagione all’altezza delle precedenti, anzi ancora più intensa”. E il direttore di RavennAntica, Sergio Fioravanti: “Abbiamo allestito l’arena più grande dell’Emilia-Romagna. Le 540 sedie disposte nei 4mila metri quadrati di verde di fronte al Museo Classis Ravenna rispettano rigorosamente il distanziamento sociale di 1 metro l’una dall’altra, fermo restando che per l’accesso agli spettacoli verranno adottate tutte le misure preventive che consentono di fruire in maniera sicura dell’area. Quando a febbraio si è interrotta bruscamente la programmazione artistica dei diversi soggetti che proponevano spettacoli dal vivo è evidente che si è venuta a creare una situazione di estrema difficoltà. Noi, su invito dell’assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna, abbiamo proposto un’opportunità che è stata accolta con grande entusiasmo dai tanti amici presenti, ossia quella di ospitare all’interno della nostra consueta rassegna estiva, che fino allo scorso anno si svolgeva presso l’Antico Porto di Classe, gli spettacoli che non sono potuti andare in scena. Enrico Menghi, responsabile eventi della Fondazione RavennAntica, si è fatto carico di coordinare tutte queste diverse realtà, contribuendo a realizzare un cartellone di ben 36 spettacoli, che ci auguriamo contribuiscano a far trascorrere a tutti gli spettatori un’estate all’insegna della cultura e della spensieratezza”.

Il concerto di Ravenna Jazz “Que sera, sera” Omaggio a Doris Day apre la rassegna “Classe al chiaro di luna”

MUSICA. La rassegna – come detto – inaugura martedì 30 giugno 2020 alle 21 (apertura cancelli alle 20) presso l’arena estiva del Museo Classis Ravenna – Parco Archeologico di Classe con il concerto di Ravenna Jazz “Que sera, sera” Omaggio a Doris Day. Il 4 luglio 2020 La Toscanini Next propone il concerto “Evergreen & Pop: brani intramontabili e grandi artisti della musica sono riproposti da un’orchestra formata 11 elementi under 35, che coinvolge generi, stili e sonorità differenti per un viaggio nella musica tra medley dei Queen e dei Pink Floyd. Bronson Produzioni presenta sul palco del Museo Classis Ravenna due grandi artisti: Dente, tra i più apprezzati cantautori italiani, con il meglio del suo repertorio, in programma il 10 luglio 2020. Canzoni essenziali, ricercate nei testi e negli arrangiamenti, che l’hanno reso celebre in oltre dieci anni di carriera. Il 24 luglio 2020 è la volta di Bugo e del suo formidabile repertorio. Intelligente, determinato, imprevedibile è da sempre un pioniere della musica italiana, “l’inafferrabile rivoluzionario della canzone italiana”. Il 25 luglio 2020 Emilia Romagna Concerti porta in scena Le stagioni di Vivaldi. Concerto per Sant’Apollinare. Il genio di Vivaldi viene riproposto per l’occasione dalla Young Musicians European Orchestra. Dopo il successo riscosso lo scorso anno all’Antico Porto di Classe, anche quest’anno si ripercorre la storia della musica italiana e straniera grazie alle più famose tribute band che rendono omaggio ai grandi interpreti del passato con show innovativi, realizzati anche con l’utilizzo di strumenti multimediali di ultima generazione. Avremo: il tributo agli U2 con gli Underskin (2 luglio 2020), l’omaggio a De Andrè dei Faber’s Social Club (7 luglio), il tributo a Freddy Mercury con i Magic Queen (9 luglio), l’omaggio a Mina e Mia Martina con i Minamia (14 luglio), il tributo ai Pink Floyd con i Like Black Holes (16 luglio), il concerto dedicato a Lucio Dalla con Ricky Portera (21 luglio), l’omaggio agli Abba con gli Abbashow (23 luglio), il tributo a Zucchero a cura degli Sugar Time (28 luglio), il concerto tributo ai Kiss con gli Still Alive (30 luglio), il concerto omaggio a Vasco Rossi con i Blansconvolti Vasco Tribute Band (4 agosto), il concerto tributo a Lucio Battisti con Mauro Masè (11 agosto), concerto omaggio al R&B della BB Soul Band (13 agosto), le grandi colonne sonore da Morricone a Bernstein con i EnsembNino Rota Ensemble (18 agosto). A chiudere la parte musicale della rassegna, il 27 agosto 2020, è La Corelli con il concerto Mozart vs Rossini – gli EST sfidano la classica. Se Mozart e Rossini fossero vissuti ai giorni nostri come avrebbero realizzato i loro capolavori? Con violino, violoncello e contrabbasso gli EST (Electric String Trio) daranno una loro personale interpretazione.

I Burattini di Mattia portano a “Classis al chiaro di luna” lo spettacolo “La Vendetta della Strega Morgana”

TEATRO. All’interno della rassegna vi sono anche gli spettacoli teatrali, rivolti sia ai grandi che ai più piccoli. Il Teatro del Drago e il Festival Internazionale dei Burattini e delle Figure Arrivano dal Mare! propongono appuntamenti di burattini tradizionali dell’Emilia-Romagna. Ecco tutti i titoli e le date: I Burattini di Mattia – La Vendetta della Strega Morgana (6 luglio 2020), All’InCirco Teatro – Ecomonsters Puppets Show (13 luglio), Teatro del Drago – Fagiolino Asino Burattino (20 luglio), Teatro del Drago – Il Grande Trionfo di Fagiolino Pastore e Guerriero (27 luglio), Teatro alla Panna – Hansel e Gretel (3 agosto), Teatro del Drago – Il Rapimento del Principe Carlo (10 agosto), L’Aprisogni – Il castello di Tremalaterra (17 agosto), Pupi di Stac/Teatro del Drago – I Tre Porcellini (24 agosto). Accademia Perduta/Romagna Teatri presenta due spettacoli di puro divertimento portati in scena da artisti che, partiti dalla Romagna, sono oggi protagonisti della comicità nazionale: il 17 luglio 2020 Paolo Cevoli Show, che prendendo spunto dal repertorio dell’artista, noto anche come Palmiro Cangini, assessore alle “varie ed eventuali”, riesce sempre a strappare un sorriso e a volgere uno sguardo positivo sulla realtà. Il 6 agosto 2020 Ivano Marescotti porta in scena Andrà tutto stretto. La pandemia ci ha bloccato in casa per mesi, ma ci ha permesso di sperimentare le nuove tecnologie per lavoro o per studio e di riscoprire alcuni valori del passato, non ultimo la passione per il buon cibo e per le tradizioni culinarie familiari. E in casa “us megna bén”, tanto da trasformare l’illusorio motto “Andrà tutto bene” in “Andrà tutto stretto”. Ravenna Teatro, dopo due felici edizioni al Teatro Rasi, riprende l’immaginifico itinerario di Storie di Ravenna, immaginato per il Museo Classis Ravenna, cornice d’eccellenza in cui proseguire il racconto sulla città tra passato e presente. Gli appuntamenti, a cura di Alessandro Argnani, Luigi Dadina, Giovanni Gardini, Alessandro Luparini, Roberto Magnani, Laura Orlandini, Alessandro Renda, affrontano i seguenti argomenti: il 20 agosto Una via verso il mare. Il porto di Ravenna attraverso i secoli; il 25 agosto 2020 La Basilica e la città. Storie di Sant’Apollinare. Spettacolo a cura del Comune di Ravenna del 31 luglio 2020: Tantum ergo – Oratorio civile per Antonella Ceci e Leo Luca Marino, vittime ravennati della strage di Bologna del 2 agosto 1980. Testo e regia di Eugenio Sideri. Saluti di Michele de Pascale, sindaco di Ravenna e Virginio Merola, sindaco di Bologna. Evento promosso e organizzato dal Comune di Ravenna, con il sostegno della Federazione delle cooperative della provincia di Ravenna, in ricordo della strage alla stazione di Bologna. In caso di maltempo lo spettacolo è rimandato a sabato 1° agosto 2020.

Carlo Lucarelli tra gli ospiti di “ScrittuRa Festival 2020 – Classics In Classis”

LETTERATURA. La rassegna ospita anche la sesta edizione di ScrittuRa Festival 2020 – Classics In Classis, a cura di Matteo Cavezzali, che dialogherà con gli autori. Nel mese di agosto sono previsti 4 ospiti d’eccezione: il 7 agosto 2020 Domenico Quirico racconta “La sconfitta dell’Occidente”, il 14 agosto Carlo Lucarelli presenta “Noir: da Edipo al commissario De Luca”, il 21 agosto Ilaria Gaspari propone “Lezioni di felicità dell’antica filosofia greca”, ed infine, il 28 agosto, Marilù Oliva chiude la rassegna letteraria con “L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre”. Per le prevendite degli spettacoli collegarsi al sito http://www.classealchiarodiluna.it e selezionare l’evento a cui si vuol partecipare: si verrà subito reindirizzati al sito della biglietteria online per terminare l’acquisto.

Con la riapertura del museo Classis Ravenna inaugurata la mostra “Tesori ritrovati. Il banchetto da Bisanzio a Ravenna”, un focus e una riflessione sulla ritualità del banchetto tardoantico col confronto tra i piatti provenienti dal museo civico Archeologico di Cesena e il Tesoretto di Classe

L’ingresso della mostra “Tesori ritrovati. Il banchetto da Bisanzio a Ravenna” al museo Classis Ravenna (foto Ravennantica)

Il logo del nuovo museo Classis Ravenna

La speranza degli organizzatori della fondazione RavennAntica era che l’apertura della mostra coincidesse con la riapertura di musei e monumenti e potesse essere una preziosa ed efficace occasione di rilancio per tutte le attività. Sono stati premiati. Così il 13 giugno 2020 con il museo Classis Ravenna nel museo Classis Ravenna è stato possibile inaugurare la mostra “Tesori ritrovati. Il banchetto da Bisanzio a Ravenna”, curata da Giuseppe Sassatelli, presidente di RavennAntica-fondazione Parco archeologico di Classe; Isabella Baldini, docente di Archeologia Cristiana e Medievale all’università di Bologna; e Fabrizio Corbara, conservatore del museo Classis Ravenna; promossa e organizzata dalla fondazione Parco Archeologico di Classe – RavennAntica, dal Comune di Ravenna – assessorato alla Cultura e dalla soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì – Cesena e Rimini. La mostra, che rimarrà aperta fino al 20 settembre 2020, e che si inserisce perfettamente nel percorso espositivo del museo Classis Ravenna approfondendone alcuni aspetti: attraverso la selezione degli oggetti esposti, fornisce un focus e una riflessione sulla ritualità del banchetto tardoantico: grazie al confronto tra i piatti provenienti dal museo civico Archeologico di Cesena e il Tesoretto di Classe, costituito da sette cucchiai e una patera, è possibile tracciare la storia e l’evoluzione del simposio, comprenderne la ritualità, valorizzando e mettendo in dialogo le diverse realtà museali del territorio, favorendo uno scambio di saperi e conoscenze sul nostro passato.

Piatto in argento dorato (missorium), fine IV secolo o inizi del V secolo d.C. conservato al museo Archeologico di Cesena (foto Ravennantica)

“Il valore e i significati di questa mostra”, dichiara l’assessore alla Cultura Elsa Signorino, “si esprimono sotto molteplici punti di vista, a partire dal fatto che essa coincide con la riapertura del museo Classis e in generale dei luoghi della cultura, sulla quale la città di Ravenna sta investendo massimamente, sia per ciò che concerne la promozione del patrimonio Unesco sia per quanto riguarda la realizzazione di eventi, naturalmente nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza; perché la ripartenza non può prescindere dalla cultura, che è una leva di crescita umana, sociale ed economica irrinunciabile. D’altra parte questa mostra valorizza le collezioni permanenti del museo Classis, costituendo così un’intrigante occasione per tornare a visitarlo. E nello stesso tempo ospita i preziosi piatti di Cesena, che successivamente saranno esposti a Budapest, concretizzando così un’altra importante lezione che ci lascia la complessa esperienza che stiamo vivendo: le istituzioni devono collaborare tra loro alla ripartenza. In questo caso lo hanno fatto attraverso un dialogo ravvicinato e ricco tra le diverse testimonianze del proprio patrimonio. Le relazioni e gli scambi reciproci possono e devono essere la strada maestra per uscire più forti e più uniti da questo difficile momento”. E il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale: “Dopo questo pesante periodo di chiusura forzata a causa dell’emergenza da Covid-19, il nostro meraviglioso museo Classis Ravenna riapre con l’interessantissima mostra temporanea “Tesori Ritrovati. Il banchetto da Bisanzio a Ravenna”. Il percorso espositivo è il risultato di un importante lavoro condiviso tra Fondazione RavennAntica e il Comune di Ravenna, con la volontà, pur nella complessità del momento, di dare un positivo segnale di rilancio del valore della nostra progettualità culturale e di uno degli spazi più importanti della nostra città. Una mostra affascinante e coinvolgente, che invito tutti e tutte a visitare”. Gli fa eco il primo cittadino di Cesena, Enzo Lattuca: “Il Comune di Cesena è lieto di contribuire attraverso il prestito dei preziosi missoria, patrimonio del museo Archeologico, alla realizzazione del percorso di mostra che il museo Classis ha magistralmente costruito. I due piatti argentei ritrovati nell’area cesenate sono i documenti di maggiore notorietà del nostro museo e per la nostra città motivo di orgoglio. Rappresentano il nostro passato e documentano il tramonto dell’epoca romana che è stata particolarmente significativa per il nostro del territorio, ancora oggi conformato secondo un sistema centuriato che non ha eguali”.

Particolare del medaglione centrale del piatto in argento dorato, con scena di banchetto all’aria aperta e rappresentazione di stalliere con cavallo (fine IV secolo o inizi del V secolo d.C.) conservato al museo Archeologico di Cesena (foto Ravennantica)

“L’inaugurazione di una mostra”, sottolinea Giorgio Cozzolino, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, “è sempre un’occasione lieta ma lo è ancora di più in questo caso perché, simbolicamente, segna la ripartenza degli Istituti culturali del nostro territorio dopo un fermo dovuto a una criticissima situazione emergenziale. Ma è anche, inutile negarlo, il coronamento di un iter amministrativo, fatto di autorizzazioni, assicurazioni, vincoli conservativi ed espositivi, ripensamenti e rilanci. La soprintendenza ha curato e coordinato gli aspetti autorizzativi ai sensi del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio nonché il prestito dei due missoria cesenati, opere di proprietà statale solitamente esposte al museo civico Archeologico di Cesena, veri “tesori” restituiti da un’archeologia d’altri tempi, fatta di molte scoperte fortuite e pochi scavi stratigrafici. Il senso di questa operazione è di rafforzare una collaborazione scientifica sempre più stretta tra le molteplici realtà culturali del territorio romagnolo, per promuovere conoscenza e anche per far tornare la voglia di uscire di casa e di rincontrarsi al museo”.

L’esposizione del Tesoretto di Classe alla mostra “Tesori ritrovati. Il banchetto da Bisanzio a Ravenna” al museo Classis (foto Ravennantica)

La narrazione prende avvio dalla documentazione del ritrovamento di alcuni oggetti da mensa in argento scoperti a Cesena e nell’area archeologica dell’Antico Porto di Classe ed esposti in mostra: nell’immaginario collettivo, il tema del tesoro nascosto e ritrovato per caso è al centro di numerosi rinvenimenti archeologici. In antico, molti occultamenti venivano fatti intenzionalmente per proteggere beni preziosi a fronte di una minaccia imminente (guerre, lotte civili, epidemie). Il sotterramento, nelle intenzioni di chi lo ha fatto doveva essere provvisorio e con la speranza del recupero. In realtà, come dimostrano i piatti di Cesena e il tesoretto di Classe, spesso si rivela definitivo perché per molte ragioni non è stato possibile recuperarli e pertanto sono rimasti nascosti sotto terra fino al momento della loro scoperta casuale.

Scena di banchetto all’aria aperta, particolare del medaglione centrale di piatto in argento dorato conservato al museo Archeologico di Cesena (foto Ravennantica)

Partendo dalla rappresentazione del banchetto, incorniciata al centro di uno dei due piatti di Cesena, l’esposizione sviluppa un racconto sulla produzione di vasellame da mensa tardoantico e le rappresentazioni figurative di banchetto che circolavano tra le aristocrazie del tempo, derivate da modelli prestigiosi, funzionali a precise esigenze di affermazione e di esaltazione sociale. I ceti dirigenti della tarda antichità hanno molti modi per autorappresentarsi. Uno dei principali è commissionare oggetti preziosi ad artigiani specializzati. Un settore di grande prestigio è quello dell’argenteria: coppe, boccali, posate e grandi piatti sono tra gli oggetti più richiesti dalle aristocrazie. Spesso questi oggetti recano delle raffigurazioni di miti antichi o scene agresti e di banchetto. Nel secondo piatto di Cesena, ad esempio, è presente l’immagine di un amorino e di ghirlande. Il senso di queste rappresentazioni sta nei modelli culturali elaborati dai committenti. Importanti personaggi vogliono comunicare il loro status symbol e le loro radici culturali.

Il tesoretto di Classe, composto da sette cucchiai e una patera, databile agli inizi del VII secolo d. C. (foto Ravennantica)

Particolare del monogramma di Teoderico in uno dei cucchiai del tesoretto rinvenuto a Classe (foto Ravennantica)

Nel caso del Tesoretto di Classe, costituito da sette cucchiai e una patera, è interessante notare le differenti incisioni riportate sulle posate, una delle quali è ornata con un monogramma inciso che comprende le lettere T E O D C ed è molto simile a quello rappresentato sulle emissioni monetali di Teodorico: tutto ciò ci fa intuire che l’ultimo suo possessore aveva assemblato oggetti eterogenei provenienti da servizi da tavola differenti, uno dei quali particolarmente illustre. Il banchetto è uno dei momenti sociali più importanti nella vita dell’aristocrazia tardoantica, un’occasione di incontro, di esibizione del proprio status e di condivisione di valori comuni. Tra i valori del simposio è anche il rispetto della condizione gerarchica dei commensali, che trova espressione nell’arredo del triclinio e nella disposizione degli invitati. Una vera novità è costituita dalla tavola da pranzo, che nella maggior parte dei casi assume la forma – ben nota da immagini, fonti letterarie e rinvenimenti archeologici – di una mensa semicircolare in marmo, attorno alla quale si disponevano radialmente i letti per gli invitati (stibadia), in modo tale che essi potessero appoggiare il gomito al lungo cuscino collocato tra i letti e la mensa dalla quale venivano prese le vivande. All’interno dell’esposizione è presente la ricostruzione di uno stibadium (divano per banchetto) in dimensioni reali, che si può trasformare in anfiteatro per i bambini.

Uno Stibadium ricostruito nel disegno di Giorgio Albertini

“La mostra”, spiega uno dei curatori, Giuseppe Sassatelli, “è dedicata ad alcuni preziosi oggetti da mensa in argento scoperti a Cesena e nell’area dell’Antico Porto di Classe occultati in antico dai loro proprietari per proteggerli a fronte di una minaccia imminente (guerre, epidemie) con la speranza di un recupero che poi non c’è mai stato. Solo in età contemporanea e del tutto casualmente gli archeologi li hanno portati alla luce giustificando il titolo “tesori ritrovati”. Sia nella loro funzione che nelle loro decorazioni i due piatti di Cesena, la patera e i cucchiai di Classe evocano il banchetto, inteso come momento significativo della cerimonialità e dell’ideologia dei ceti dirigenti di età tardo-antica e bizantina. Il banchetto si svolge nel rispetto rigoroso della condizione gerarchica dei commensali, disposti attorno a un nuovo tipo di tavola da pranzo, una mensa semicircolare in marmo, attorno alla quale si dispongono radialmente i letti degli invitati (stibadia). È una novità importante che supera il triclinio delle fasi precedenti, destinato a una coppia di commensali, e introduce un nuovo modo di banchettare che pur conservando una gerarchia dei commensali apre la strada a soluzioni più socializzanti ed egalitarie che poi avranno grande fortuna nelle “tavole rotonde” del Medioevo. Ma due altre motivazioni ci hanno animato e sostenuto nella realizzazione di questo progetto. La prima è che il museo ha tra i suoi obiettivi quello di ricostruire pagine importanti della storia della città e del territorio. E il coinvolgimento di una comunità vicina come quella di Cesena va nella direzione di far conoscere e valorizzare il patrimonio storico e culturale che ci circonda. La seconda ragione è ancora più importante. Nonostante lo tzunami del coronavirus ci spingesse in altre direzioni, abbiamo voluto mantenere questo impegno non solo per tenere fede alla progettualità culturale del Museo di una mostra annuale, ma anche nella speranza – che poi si è fortunatamente avverata – che l’apertura della mostra coincidesse con la riapertura di musei e monumenti e potesse essere una preziosa ed efficace occasione di rilancio per tutte le nostre attività. Confidiamo che la determinazione e il coraggio con cui abbiamo fatto questa scelta, tutt’altro che facile, possa dare presto i suoi frutti”.