Archivio tag | ciclo “Racconti dall’oltretomba. Tra archeologia e antropologia dei resti umani”

Taranto. Al museo Archeologico nazionale si recupera la conferenza on line della prof.ssa Maria Giovanna Belcastro (università di Bologna) su “I resti umani nella ricerca antropologica: potenzialità e limiti”, nell’ambito dei “Mercoledì del MArTA”

Sarebbe stato il terzo appuntamento di aprile dei “Mercoledì del MArTA”, dedicati ai “Racconti dall’oltretomba. Tra archeologia e antropologia dei resti umani”. “Grazie alla disponibilità della professoressa Maria Giovanna Belcastro dell’università di Bologna, recuperiamo uno dei tasselli chiave di questo racconto che ci consente di ripercorrere le tappe salienti dello studio delle vite degli uomini del passato”. La direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti, annuncia così l’appuntamento del 4 maggio 2022 nell’ambito dei “Mercoledì del MArTA”: la conferenza della prof.ssa Maria Giovanna Belcastro su “I resti umani nella ricerca antropologica: potenzialità e limiti”, inizialmente prevista per lo scorso 20 aprile. L’appuntamento del 4 maggio è come sempre in diretta alle 18 sui canali YouTube, Facebook e Linkedln del museo Archeologico nazionale di Taranto. “È noto il valore dei resti umani per ricostruire la storia naturale dell’uomo, la sua nicchia ecologica e cioè le complesse interazioni che ha stabilito con l’ambiente”, spiega la prof.ssa Belcastro. “Tuttavia sono emergenti alcune criticità legate alla sostenibilità della ricerca antropologica e alla gestione dei resti umani in ambito scientifico e museale”. “Potenzialità e limiti”, afferma Eva Degl’Innocenti che introdurrà la relazione, “che consentono alla ricerca antropologica di leggere e interpretare il cambiamento sociale e culturale di ogni civiltà”.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale ultimo incontro del ciclo i “Racconti dall’oltretomba. Tra archeologia e antropologia dei resti umani”: conferenza in diretta on line di Alexandra Chavarria Arnau (università di Padova) su “Aspettando l’aldilà: cimiteri cristiani in età tardoantica”

Mercoledì 27 Aprile 2022, alle 18, ultimo appuntamento del mese con i “Mercoledì del MArTA” in diretta sui canali YouTube, Facebook e LinkedIn del museo Archeologico nazionale di Taranto. La direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, introdurrà la relazione della prof.ssa Alexandra Chavarria Arnau dell’università di Padova su “Aspettando l’aldilà: cimiteri cristiani in età tardoantica”, appuntamento conclusivo della programmazione del mese di aprile 2022 interamente dedicata ai “Racconti dall’oltretomba. Tra archeologia e antropologia dei resti umani” con il coordinamento scientifico della stessa direttrice del MArTA e del dott. Antonio Fornaciari dell’università di Pisa.

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Alexandra Chavarria Arnau (università di Padova)

“Le testimonianze più antiche del cristianesimo primitivo si documentano già dal terzo secolo in ambito funerario, quando cominciano a comparire i primi cimiteri suburbani cristiani che poi danno luogo in molti casi a grandi complessi ecclesiastici con carattere funerario e a volte martiriale”, spiega la prof.ssa Alexandra Chavarria Arnau, docente dell’università di Padova, di Archeologia medievale. Si parlerà di chiese e sepolture, due elementi intimamente legati, oggetto anche di studi supportati dalle recenti tecniche di bioarcheologia, che consente di comprendere meglio i rapporti tra le tombe e gli spazi liturgici.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale per il ciclo i “Racconti dall’oltretomba. Tra archeologia e antropologia dei resti umani” conferenza in diretta on line di Valentina Giuffra (università di Pisa) su “La trapanazione cranica in paleopatologia: un particolare caso tra i martiri di Otranto”

taranto_mercoiledì-del-marta_trapanazione-cranica-in-paleoantropologia_giuffra_locandinaNella Cappella dei Martiri della cattedrale di Otranto sono conservati i resti scheletrici di centinaia di abitanti della cittadina pugliese, uccisi il 14 agosto del 1480, durante l’assalto delle milizie turche comandate dl condottiero ottomano, Ahmet Pascià. Il “Mercoledì del MArTA” del 13 aprile 2022 è dedicato al tempio cristiano idruntino e alle reliquie dei martiri beatificati nel 1771 e canonizzati il 12 maggio 2013 da Papa Francesco, grazie alla relazione della prof.ssa Valentina Giuffra (università di Pisa) “La trapanazione cranica in paleopatologia: un particolare caso tra i martiri di Otranto” in diretta alle 18 sui canali Facebook, YouTube e LinkedIn del museo Archeologico nazionale di Taranto. La conferenza rientra al ciclo di aprile dedicato interamente ai “Racconti dall’oltretomba. Tra archeologia e antropologia dei resti umani”, con il coordinamento scientifico della direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, e del dott. Antonio Fornaciari (università di Pisa).

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I resti scheletrici dei martiri conservati nella omonima cappella della cattedrale di Otranto (foto MArTa)

Tra i resti scheletrici dei martiri di Otranto che rifiutarono di convertirsi all’Islam, disposti in Cattedrale, dietro cinque grandi vetrate, per una calotta cranica è stata osservata la perforazione del cranio, con ben 16 traforazioni perfettamente rotondeggianti e di varie dimensioni, praticate probabilmente dopo la morte dell’individuo. “La trapanazione cranica è il più antico intervento chirurgico attestato dalla paleopatologia e le evidenze provengono da tutti i continenti a partire dalla Preistoria fino all’epoca moderna”, spiega Valentina Giuffra. “Le lesioni sono il risultato di una trapanazione multipla effettuata con uno strumento dotato di una grande punta arrotondata che ha prodotto polvere d’osso. È difficile risalire alle ragioni di questa trapanazione multipla, ma l’analisi dei testi di storia della medicina di epoca moderna ha fornito la chiave di volta per chiarire il mistero. I testi infatti riferiscono l’uso di polvere di cranio umano come ingrediente per la cura dell’epilessia e di altri disturbi per i quali non esisteva una spiegazione razionale”. Nell’appuntamento di mercoledì 13 aprile si esamineranno anche i testi di alcuni autori del XVIII secolo che suggerivano proprio l’utilizzo dell’osso polverizzato di individui deceduti di morte violenta e non sepolti, come è appunto accaduto nel caso di Otranto.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale saranno i “Racconti dall’oltretomba. Tra archeologia e antropologia dei resti umani” ad animare i “Mercoledì del MArTA” di aprile in diretta sui canali social

Saranno i “Racconti dall’oltretomba. Tra archeologia e antropologia dei resti umani” ad animare i “Mercoledì del MArTA” del mese di aprile 2022. Coordinamento scientifico: Eva Degl’Innocenti (direttrice del MArTA) e Antonio Fornaciari (università di Pisa). Tutti gli appuntamenti saranno alle 18 di ogni singola data, in diretta sulle pagine istituzionali del museo Archeologico nazionale di Taranto di Facebook, YouTube e LinkedIn. Quattro appuntamenti in cui il mistero più profondo del ciclo della vita dell’uomo sarà trattato parlando dell’approccio alla morte durante le varie epoche: dai martiri di Otranto, alla sepoltura moderna, passando per ricerca antropologica e cimiteri cristiani in età tardoantica. Antonio Fornaciari (università di Pisa) il 6 aprile 2022 inaugurerà i “Mercoledì del MArTA” di aprile con la sua relazione su “La morte addomesticata”: la doppia sepoltura nell’Italia Moderna”. Il 13 aprile 2022, invece, Valentina Giuffra (università di Pisa) ci condurrà sino al 14 agosto 1480 quando oltre 800 cittadini idruntini furono massacrati dalle milizie turche che tentavano di conquistare la città di Otranto, in Puglia. Valentina Giuffra ci parlerà de “La trapanazione cranica in paleontologia: un particolare caso tra i martiri di Otranto”. Il 20 aprile 2022 Maria Giovanna Belcastro (università di Bologna) relazionerà, invece, su “I resti umani nella ricerca antropologica: potenzialità e limiti”. Per l’ultimo appuntamento di aprile, il 27, Alexandra Chavarria Arna (università di Padova) ci parlerà di “Aspettando l’aldilà: cimiteri cristiani in età tardoantica”.