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Napoli. Dal 12 settembre parte ogni 15’ la nuova linea Anm 3M che collega i tre importanti musei e siti culturali cittadini: Museo e Real Bosco di Capodimonte, museo Archeologico nazionale di Napoli e Catacombe di San Gennaro. Soddisfatti Bellenger, Giulierini e padre Loffredo

Il nuovo bus della linea 3M che a Napoli collega il museo Archeologico nazionale di Napoli, il Museo e Real Bosco di Capodimonte e le Catacombe San Gennaro (foto dal sito http://www.ilriformista.it)

3M come i tre musei che collega: Capodimonte, Mann e Catacombe. È la nuova linea urbana di Napoli che collega, in meno di 15 minuti, tre importanti musei e siti culturali cittadini: il museo Archeologico nazionale di Napoli, il Museo e Real Bosco di Capodimonte e le Catacombe San Gennaro. La linea 3M sarà operativa tutti i giorni, dal 12 settembre 2020, tra le 7 e le 20 circa (ultima partenza dal Museo e Real Bosco di Capodimonte-Porta Miano alle 20.05)  con un minibus di recentissima acquisizione. Il percorso circolare prevede fermate a corso Amedeo di Savoia, via Santa Teresa degli Scalzi, via Pessina, via Conte di Ruvo, via Costantinopoli, piazza Museo e ritorno verso Capodimonte. Il Museo e Real Bosco di Capodimonte avrà due fermate: Porta Miano (capolinea) e Porta Piccola, con un’ulteriore fermata intermedia su via Miano. “L’iniziativa di ANM”, commenta Paolo Giulierini, direttore del Mann, “consolida ancora di più il virtuoso rapporto tra Catacombe, Capodimonte e Mann, nell’ottica della valorizzazione del concetto di profonda interrelazione tra rete culturale e infrastrutture: Napoli sta trovando applicazioni pratiche virtuose in tal senso a prescindere dal fatto che il soggetto gestore sia Stato, ente locale o privato”.​ E Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte che da anni si batte per un’intensificazione del trasporto pubblico locale a beneficio dei visitatori della Reggia e della sua importante collezione, ma anche per i tantissimi fruitori del Real Bosco, ancora più numerosi in questo periodo post Covid: “Finalmente con questo servizio si capirà che la leggendaria lontananza di Capodimonte è solo una mancanza di collegamenti. Capodimonte non è più lontano dal Centro di Napoli che il Louvre del 14°, 16° o 20° arrondissement di Parigi, non è più lontano della National Gallery per i londinesi che vivono a Holland Park, a Notting Hill o Camden town. Semplicemente a Londra e Parigi ci sono gli autobus e la metropolitana. Ringrazio perciò ANM e Comune di Napoli per questo collegamento che unisce i musei, la cultura e quindi rafforza la civiltà della Città”. Pienamente soddisfatto anche padre Loffredo, direttore delle Catacombe di Napoli: “Siamo felici della notizia, il trasporto pubblico urbano è parte dell’esperienza del visitatore che sceglie la nostra città e i luoghi della nostra cultura. È un dovere accogliere al meglio i nostri visitatori e metterli in condizione di raggiungere facilmente la collina di Capodimonte. Questo permette anche una migliore collaborazioni tra le nostre istituzioni culturali”.

TourismA. Alle catacombe di Napoli il premio nazionale Francovich della società degli Archeologi medievisti italiani: un riconoscimento alla gestione innovativa dei ragazzi del rione Sanità guidati da don Antonio Loffredo. Premiata dal pubblico l’area archeologica di S. Maria di Siponto

Le catacombe di San Gennaro a Napoli premiate dalla Simi col “Francovich 2016”

Don Antonio Loffredo con i ragazzi del rione Sanità a Napoli

Il più emozionato sul palco del centro congressi di Firenze era senz’altro don Antonio Loffredo attorniato dai ragazzi della cooperativa la Paranza a TourismA, salone internazionale dell’archeologia, per il premio nazionale Francovich. “Se succede al rione Sanità di Napoli, c’è speranza per tutti”, ha commentato commosso alla presenza del ministro Dario Franceschini nel ricevere dalle mani di Giuliano Volpe, presidente Sami e presidente del Consiglio Superiore Beni Culturali e Paesaggistici del MiBACT, il premio Francovich 2016, riconoscimento istituito nel 2013 dalla Società degli Archeologi Medievisti Italiani (Sami) per chi rappresenta la migliore sintesi fra rigore dei contenuti scientifici ed efficacia nella comunicazione verso un pubblico di non specialisti. E quest’anno il premio è stato assegnato alle catacombe di Napoli, precisamente quelle di San Gennaro e San Gaudioso “per l’appassionata ed efficace opera di promozione culturale e sociale, per la capacità di coinvolgimento della comunità di patrimonio del rione Sanità e per l’innovativa gestione dal basso  di un importante complesso archeologico”, raggiunto – come si diceva – grazie alla gestione innovativa dei ragazzi del rione Sanità, guidati da don Antonio Loffredo con la cooperativa la Paranza e il sostegno della Fondazione San Gennaro, che ha portato nel 2016 un boom di visite, che quest’anno ha superato i centomila ingressi.

Il suggestivo allestimento dell’area di Santa Maria di Siponto

La commissione, presieduta da Giuliano Volpe, è composta da Paola Galetti (professore di Storia medievale, università di Bologna), Federico Marazzi (professore di Archeologia medievale, università di Napoli “Suor Orsola Benincasa”), Antonella Pinna (dirigente Regione Umbria), Piero Pruneti (direttore di Archeologia Viva), Ugo Soragni (direttore generale Musei, MiBACT), Anna Maria Visser (professore di Museologia, università di Ferrara). Dallo scorso anno alla votazione dei soci della Sami si è aggiunto anche il voto pubblico dei non soci, in modo da allargare il più possibile la partecipazione e mobilitare, in tal modo anche sensibilizzandoli, i cittadini italiani e in particolare le comunità locali più direttamente coinvolte. Il premio del pubblico è stato conferito all’area archeologica di Santa Maria di Siponto “per il progetto coraggioso e innovativo, capace di coniugare i resti archeologici e una suggestiva installazione di arte contemporanea e di offrire con efficacia evocativa la percezione dei volumi architettonici della chiesa paleocristiana”.