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Altino (Ve). Al parco archeologico “Altino 2×1”: visita guidata speciale al museo e alle aree archeologiche

Bronzetto di devoto offerente dal santuario del dio Altino, IV-III secolo a.C. conservato al museo Archeologico nazionale di Altino (foto di Agnese Lena)

Mosaici pavimentali della Domus della Pantera presso l’Area archeologica del Decumano di Altino (età augustea) (foto parco archeologico altino)

L’hanno chiamata “Altino 2×1”: è la giornata speciale al parco archeologico di Altino (Ve). Domenica 29 giugno 2025, alle 16, è in programma una visita doppia: il personale del Parco accompagnerà i partecipanti in un percorso dedicato alla storia di Altino attraverso le collezioni del Museo e le strutture dell’antica città visibili nelle aree archeologiche. La visita è su prenotazione; è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri. Per info e prenotazioni info.parcoaltino@cultura.gov.it

Altino. Riapre al pubblico l’area archeologica: la porta approdo “si svela” senza copertura, nuova cartellonistica. Riprendono gli scavi. E al museo c’è “Altino a puntate”. La direttrice Bressan: “Primi passi verso il parco archeologico”

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La porta d’approdo, senza la tensostruttura per la visione al pubblico, nell’area archeologica di Altino (foto drm-veneto)

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Nuova cartellonistica all’ex museo Archeologico di Altino (foto drm-veneto)

Riapre al pubblico, sabato 1° aprile 2023, l’area archeologica di Altino (Ve) che si mostrerà “rimessa a nuovo”. In queste settimane infatti alla sostituzione delle balaustre in legno e della scalinata dell’area archeologica del decumano ma ad accogliere i visitatori ci sarà una nuova cartellonistica con la grafica del museo: si vedranno le antiche pavimentazioni e la porta approdo finalmente liberata della tensostruttura che ne rendeva complicata la visita ma anche la già conosciutissima Casa della Pantera e presto anche la cloaca di recente scoperta. “Si vedono i primi passi di un percorso a lungo termine di quello che sarà il parco archeologico di Altino”, dice Marianna Bressan, direttrice del museo nazionale e area archeologica di Altino (direzione regionale Musei Veneto): “le aree archeologiche stanno cambiando pelle e questo è solo l’inizio di un percorso di cambiamento che sarà ancora a medio termine e rivoluzionerà la fruizione degli spazi”.

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Visite guidate nel cantiere aperto dell’area residenziale di Altino con l’iniziativa “Scavi Aperti” (foto drm-veneto)

Contestualmente alla riapertura ricominceranno gli scavi in vista della creazione di un allestimento ad hoc della parte della cloaca pensato per lasciarla a vista per la pubblica fruizione. Scoperta negli scavi più recenti la cloaca è un’infrastruttura a volta (di cui sono rimasti alcuni mattoni d’attacco) con spallette, anche quelle in mattoni alte un metro e mezzo ben visibili e una pavimentazione di lastroni di trachite. Sul fondo, durante gli scavi, sono emersi oggetti di uso quotidiano, pettini, oggetti in osso per la cura del corpo, vasellame da mensa e piccole lucerne decorate, oggetti in osso per la cura del corpo, frammenti in vetro, piccoli strumenti in bronzo, pezzi di attrezzi da artigiani (come ad esempio un manico di mannaia) finiti nella fognatura attraverso gli ampi tombini dell’epoca.

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“Altino a puntate”: visite guidate al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)

Intanto anche nella sede del Museo continuano le novità: mentre gli esterni sono stati impreziositi con nuovi reperti lapidei (la stele di Axia, la base di statua onoraria di Carminio) è cambiato anche l’approccio al pubblico. Tra le altre iniziative è partita infatti una nuova modalità di visita, “Altino a puntate” organizzata come una sorta di serie tv: ad episodi. “Offriamo una visita al mese a cura del personale del museo e un’altra con me nei depositi o in scavo”, spiega Bressan. “Questo ha avuto l’effetto immediato di fidelizzare le persone, che si sono abbonate per seguire gli appuntamenti fissi”. La fidelizzazione insomma sta funzionando, anche a giudicare dai dati degli abbonamenti raddoppiati rispetto al 2023. I lavori sono nati nell’ambito del Grande Progetto Beni Culturali con il quale il ministero della Cultura ha finanziato le attività necessarie a trasformare Altino in un parco archeologico, sono stati affidati alla ditta PETRA di Padova con la direzione lavori di Massimo Dadà della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e laguna.

Altino (Ve). Sotto i mosaici emergono lacerti di pavimenti in cementizio, tipo “terrazzo alla veneziana”: gli scavi in corso riportano alla luce lo strato più antico della città romana. E mercoledì al via “Scavi aperti”

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Scavi in corso nel quartiere augusteo di Altino (Ve): sotto i mosaici lacerti di pavimento in cementizio, la fase più antica della città romana (foto drm-veneto)

A guardarli da lontano sembrerebbero proprio dei “terrazzi alla veneziana”. Siamo nell’area archeologica di Altino (Ve) dove da marzo sono iniziate le ricerche archeologiche per saperne di più sulla storia della “Venezia prima di Venezia”. Gli ampi lacerti di pavimenti in cementizio fanno capolino sotto i mosaici attualmente esposti e ben conservati (come quelli della Casa della Pantera) e raccontano una storia ancora più antica, di un quartiere residenziale antecedente a quello esposto e che nessuno ha più visto dagli anni ’60. “Prima messa in luce, poi di nuovo interrata”, racconta Marianna Bressan, direttrice del museo nazionale e dell’area archeologica di Altino, “la pavimentazione è riemersa durante i lavori di scavo cominciati un mese fa ad Altino, in particolare nell’area archeologica del quartiere residenziale augusteo”. Gli scavi, che rappresentano una delle azioni del Grande Progetto Beni Culturali con il quale il ministero della Cultura ha finanziato le attività necessarie a trasformare Altino in un parco archeologico, sono stati affidati alla ditta PETRA di Padova con la direzione lavori di Massimo Dadà della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna.

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Veduta aerea dell’area archeologica di Altino tagliata in due dalla strada provinciale (foto drm – veneto)

Le pavimentazioni, però, non sono l’unica “novità”. “Nella zona dei nuovi cantieri (aperti, questi sì, ex novo), che si sviluppano nell’area archeologica in direzione del Museo, sono riaffiorate alcune strutture murarie, una delle quali potrebbe essere la prosecuzione della banchina già scoperta in passato lungo il canale Sioncello, attivo in quest’area fino al I secolo a. C. e interrato alla fine dello stesso secolo per ampliare i quartieri abitativi della città. È presto per tirare delle conclusioni definitive”, continua Bressan. “Gli esperti sono al lavoro, ma dopo un mese di scavi abbiamo già diverse ipotesi sulle quali lavorare. Aspettiamo intanto tutta la cittadinanza alla scoperta degli scavi che permetterà loro di vedere cosa nasconde il sottosuolo di Altino”. Mercoledì 27 aprile 2022 sarà infatti possibile per tutti gli interessati vedere gli scavi dal vivo, nel corso dell’iniziativa “Scavi aperti”. L’appuntamento per tutti è alle 15.30 al Museo; da lì partirà la visita allo scavo in corso e a condurla saranno proprio la direttrice del Museo, Marianna Bressan, e il direttore dei lavori, Massimo Dadà della Soprintendenza.