Pompei. In attesa della riapertura della Casa dei Vettii, una tra le più ricche e famose di Pompei, in esclusiva su ITsART il docufilm di Francesco Serpico “Eterna Pompeii. Il restauro della Casa dei Vettii”, uno sguardo poetico e inedito sul restauro della domus

Il restauro in corso nella Casa dei Vettii a Pompei (foto parco archeologico di pompei)
La Casa dei Vettii, uno degli edifici iconici del sito archeologico dell’antica Pompei, sta per essere riaperto al pubblico dopo un lungo restauro. Nell’attesa, dal 29 luglio 2022, in esclusiva su ITsART – la piattaforma streaming con il meglio dell’arte e della cultura italiana – sarà possibile scoprire il teaser della prima produzione originale ITsART nata in collaborazione con il parco archeologico di Pompeii e realizzata da Except “Eterna Pompeii. Il restauro della Casa dei Vettii” https://www.itsart.tv/it/content/b3289c8e-c652-4196-b4c9-86bf43a26d33?utm_source=Press&utm_medium=link&utm_campaign=PR&utm_id=Press%26PR – un’opera densa di storia e bellezza, un racconto esclusivo che narra il restauro in corso alla Casa dei Vettii.

“Penteo dilaniato dalle baccanti”: dettaglio degli affreschi dell’oecus SE della Casa dei Vettii a Pompei (foto parco archeologico di pompei)
La Casa dei Vettii è una tra le più ricche e famose di Pompei, posta sotto la protezione di Priapo dio della prosperità, dipinto a destra della porta, che simboleggia la prosperità economica dei proprietari, i fratelli Aulus Vettius Restitutus e Aulus Vettius Conviva, liberti, divenuti ricchi grazie al commercio. Perno della dimora è il grande giardino colonnato (peristilio), ricco di statue con zampilli d’acqua, su cui si affacciano le stanze più riccamente decorate. Tra queste il famoso salone con i fregi di Amorini in atto di svolgere le principali attività produttive dell’epoca, dalla vendita del vino alla pulitura delle vesti, dalla coltivazione dei fiori alla vendemmia, dall’oreficeria alla creazione di profumi. Nella zona della cucina invece vi era un bel larario (edicola sacra) dipinto, mentre l’ambiente adiacente, decorato con una serie di quadretti erotici, era forse destinato ad una schiava prostituta Eutychis, che si offriva per due assi, come racconta un graffito all’ingresso della casa.

Il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, sul set di “Eterna Pompeii” (foto parco archeologico di pompei)
In esclusiva gratuita da ottobre su www.itsart.tv “Eterna Pompeii. Il restauro della casa dei Vetti”, diretto da Fabrizio Fichera e prodotto da Maurizio Vassallo, raccoglie le testimonianze di Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei; Arianna Spinosa, funzionario architetto del Parco e direttore dei lavori di cantiere; Roberto Pisani, Kim Jiwon, Daniela Ricciardone, Giorgia Facciolongo, Ignazio Carlo Raucci, Chiara Coticelli e Sara Pagano. Scritto da Filippo Nicosia, il documentario si connota per uno stile narrativo unico che si distacca dai canoni del linguaggio documentaristico convenzionale per fondere in uno tre differenti linguaggi e modalità di ripresa.

L’attore Francesco Serpico sul set del docufilm “Eterna Pompeii” (foto parco archeologico di pompei)
Così, il racconto filmico ed evocativo si tinge dei colori dell’alba e del tramonto per incontrare le doti attoriali di Francesco Serpico, mentre quello più prettamente documentaristico parla in maniera naturale e coinvolgente dei lavori di restauro lasciando emergere l’umanità della squadra e la bellezza delle persone coinvolte. Il terzo linguaggio, infine, quello più televisivo, che a tratti rimanda al documentario classico o al reality, conferisce leggerezza e vicinanza attraverso la presenza di battute in camera look e la ricerca di interazione tra Francesco e il pubblico a casa.
Per l’occasione, i visitatori del Parco Archeologico di Pompei potranno soffermarsi davanti ai monitor collocati all’ingresso dell’area archeologica e scoprire alcuni estratti del documentario. “Eterna Pompeii. Il restauro della casa dei Vetti” è contenuto unico dedicato a un restauro storico che con stile fresco e dinamico affronta il tema della tutela dell’immenso patrimonio storico e culturale dell’Italia e l’importanza della valorizzazione di opere e siti inestimabili che appartengono all’umanità. Il documentario è fruibile dall’Italia, dalla Gran Bretagna e dall’UE tramite PC, MAC, Smartphone e Tablet. È possibile scaricare l’applicazione ITsART dagli Store ufficiali di Android, iOS, Android TV, Google TV, oppure dagli Store delle principali marche delle Smart TV (è possibile visualizzare i dettagli sulla compatibilità dei dispositivi nelle FAQ visitando la sezione “Assistenza” del nostro sito web). Per vedere il contenuto basterà registrarsi gratuitamente al sito www.itsart.tv. ITsART è anche sui social con i profili ufficiali: Facebook, Instagram, Twitter, Youtube, LinkedIn e al sito www.itsart.tv.
Pompei. Con “Raccontare i cantieri” ogni giovedì di maggio e giugno ai possessori della My Pompeii Card il parco archeologico apre i suoi più importanti cantieri di valorizzazione e restauro

Il restauro in corso nella Casa dei Vettii a Pompei (foto parco archeologico di pompei)
“Raccontare i cantieri” è la nuova iniziativa lanciata dal parco archeologico di Pompei per gli abbonati alla My Pompeii Card. Ogni giovedì, dal 5 maggio fino al 23 giugno 2022, il parco archeologico di Pompei apre al pubblico i suoi più importanti cantieri di valorizzazione e restauro: la casa delle Nozze d’argento, la casa dei Dioscuri, la Villa suburbana di Civita Giuliana, la casa dei Vettii, le fontane pubbliche, la torre di Mercurio, la casa di Castricio e la casa della Biblioteca presso l’Insula Occidentalis, la Villa di Diomede, le Terme Femminili del Foro, il cantiere per la manutenzione del verde, il parco del Polverificio Borbonico, la Villa San Marco. Si tratta di strutture di grande prestigio, presso le quali sono in corso interventi di messa in sicurezza e restauro, che saranno raccontati direttamente dagli addetti ai lavori. Un’occasione per conoscere la delicata e al tempo stesso complessa attività di restauro, attraverso il racconto e la visione in diretta degli esperti sul campo – archeologi, architetti, restauratori e ingegneri – ma anche di poter fruire in anteprima assoluta di dimore di eccezionale pregio e raffinatezza o di straordinaria condizione di ritrovamento.

“Raccontare i cantieri”: la mappa dei cantieri aperti al pubblico a Pompei (foto parco archeologico di pompei)
“Raccontare i cantieri” è organizzata in due turni di visita per ciascun cantiere – alle 11 e alle 12 – per massimo 20 persone per turno: sarà possibile prenotarsi per accedere ad uno dei cantieri, secondo il seguente calendario: 5 maggio 2022, Villa di Diomede, Civita Giuliana; 12 maggio 2022, Casa dei Dioscuri, Casa dei Vettii (in italiano e in inglese); 19 maggio 2022, Vivaio e verde di Pompei, Torre di Mercurio; 26 maggio 2022, Fontane pubbliche (in italiano e in inglese), Casa della Biblioteca; 9 giugno 2022, Casa di Castricio, Villa San Marco (in italiano e in inglese); 16 giugno 2022, Casa delle Nozze D’Argento, Terme Femminili del Foro; 23 giugno 2022, Insula dei Casti Amanti (in italiano e in inglese), Parco Polverificio Borbonico. L’iniziativa è riservata agli abbonati alla My Pompeii card. La prenotazione potrà essere effettuata al seguente indirizzo mail: mypompeiicard@beniculturali.it.
Pompei. Nuova eccezionale scoperta nella Regio V: liberata tutta la stanza con Leda e il cigno, un’alcova raffinata e sensuale, e nell’atrio trovato un affresco di Narciso. “Amore e soavità dei sensi, nelle più svariate forme, trasudano dalle stanze di questa elegante dimora di via del Vesuvio”

L’eccezionale affresco con Narciso che si specchia, ritrovato nell’atrio della casa di via del Vesuvio nella Regio V di Pompei (foto Parco archeologico di Pompei)

Le raffinate decorazioni dell’alcova con Leda e il cigno emerse dallo scavo completo dell’ambiente (foto Parco archeologico di Pompei)
Alla scoperta nell’autunno scorso, in via del Vesuvio, nell’ambito degli scavi nella Regio V di Pompei, dell’affresco sulla parete della camera da letto con una sensuale, ammiccante, rappresentazione della bellissima Leda, moglie di Tindaro re di Sparta, mentre viene ingravidata da Giove che, pur di averla, si è trasformato in cigno, si era intuito che quello realizzato all’interno di una ricca casa, probabilmente di un facoltoso commerciante, era un affresco eccezionale: il mito greco di Leda e il cigno, che pure a Pompei è abbastanza diffuso, non era mai stato trovato “con questa iconografia decisamente sensuale, che sembra guardare al modello scultoreo di Timoteo, importante scultore greco del IV secolo a.C.”, aveva sottolineato Massimo Osanna, allora direttore generale del parco archeologico di Pompei (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2018/11/19/pompei-a-luci-rosse-dalla-camera-da-letto-della-casa-di-via-del-vesuvio-leccezionale-sensuale-affresco-con-leda-moglie-del-re-di-sparta-ingravidata-da-zeus-trasformatosi-in-cigno-e-l/). Ora gli scavi della domus sono andati avanti restituendo non solo un’alcova sensuale e raffinata riemersa nella sua totale bellezza, come aveva già prospettato lo splendido quadretto di Leda e il cigno; ma alle spalle dell’ambiente è tornata in luce anche parte dell’atrio della dimora, con pareti dai vividi colori e l’affresco di Narciso, al centro di una di esse, che lo vede specchiarsi nell’acqua rapito dalla sua immagine, secondo l’iconografia classica. Amore e soavità dei sensi, nelle più svariate forme, trasudano dalle stanze di questa elegante dimora che, già dal corridoio di ingresso, accoglieva gli ospiti con l’immagine vigorosa e di buon auspicio del Priapo, anche essa già documentata mesi fa e in analogia con quella della vicina Casa dei Vettii.

La direttrice Alfonsina Russo e il direttore scientifico Massimo Osanna nell’alcova con Leda e il cigno (foto Parco archeologico di Pompei)

Le raffinate decorazioni nello spazio di incasso del letto nella stanza con Leda e il cigno (foto Parco archeologico di Pompei)
“Ancora straordinarie scoperte dal cantiere della Regio V”, dichiara Massimo Osanna. “Si ripropone nell’atrio della casa la scena di un mito, quello di Narciso, ben noto e più volte ripetuto a Pompei. Tutto l’ambiente è pervaso dal tema della gioia di vivere, della bellezza e vanità, sottolineato anche dalle figure di menadi e satiri che, in una sorta di corteggio dionisiaco, accompagnavano i visitatori all’interno della parte pubblica della casa. Una decorazione volutamente lussuosa e probabilmente pertinente agli ultimi anni della colonia, come testimonia lo straordinario stato di conservazione dei colori”.
Decori raffinati di IV stile caratterizzano l’intera stanza di Leda, con delicati ornamenti floreali, intervallati da grifoni con cornucopie, amorini volanti, nature morte e scene di lotte tra animali. Finanche sul soffitto, rovinosamente crollato sotto il peso dei lapilli, si estendeva l’armonia di questi pregiati disegni, i cui frammenti sono stati recuperati dai restauratori per ricomporne la trama. Interessante, nell’atrio di Narciso, è la traccia ancora visibile delle scale che conducevano al piano superiore, ma soprattutto il ritrovamento nello spazio del sottoscala, utilizzato come deposito, di una dozzina di contenitori in vetro, otto anfore e un imbuto in bronzo. Una situla bronzea (contenitore per liquidi) è stata invece rinvenuta accanto all’impluvio.
“La bellezza di queste stanze, evidente già dalle prime scoperte, ci ha indotto a modificare il progetto e a proseguire lo scavo per portare alla luce l’ambiente di Leda e l’atrio retrostante”, dichiara la neo direttrice Alfonsina Russo. “Ciò ci consentirà in futuro di aprire alla fruizione del pubblico almeno una parte di questa domus. Lo scavo della stessa è stato possibile nell’ambito del più ampio intervento di messa in sicurezza e riprofilamento dei fronti di scavo, previsto dal Grande Progetto Pompei, che sta interessando gli oltre 3 km di perimetro che costeggia l’area non scavata di Pompei. Nel rimodulare la pendenza dei fronti che incombevano minacciosamente sulle strutture già in luce, sono venute fuori questi eccezionali ritrovamenti. In questa delicata fase, il collega Massimo Osanna sta proseguendo la direzione scientifica dello scavo per fornire il suo prezioso e competente supporto e garantire una linea di continuità scientifica alle attività di scavo”.
Pompei a luci rosse: dalla camera da letto della casa di via del Vesuvio l’eccezionale sensuale affresco con Leda, moglie del re di Sparta, ingravidata da Zeus, trasformatosi in cigno. È l’ultima scoperta dagli scavi nella al Regio V. Dalla stessa domus in agosto era uscito l’affresco con Priapo che si pesa il fallo
Dal loro talamo gli sposi o gli amanti di quella ricca casa, probabilmente di un facoltoso commerciante, potevano ammirare (o ispirarsi) alle imprese amatorie nientemeno che di Giove, il re degli dei. Sulla parete della camera da letto ecco infatti una sensuale, ammiccante, rappresentazione della bellissima Leda, moglie di Tindaro re di Sparta, mentre viene ingravidata da Giove che, pur di averla, si è trasformato in cigno. L’affresco con il mito di Leda e il cigno è l’ultima eccezionale scoperta fatta a Pompei, durante i lavori di riprofilamento dei fronti di scavo della Regio V a Pompei. Esplicito e sensualissimo, ricco di colori e sfumature che ne sottolineano l’altissima qualità esecutiva, l’affresco è stato ritrovato in via del Vesuvio, una via parallela alla via dei Balconi che nei mesi scorsi ha restituito reperti straordinari. “Un ritrovamento eccezionale e unico”, conferma all’ANSA il direttore del parco archeologico Massimo Osanna, “perché il riferimento al mito greco, che pure a Pompei è abbastanza diffuso, non era mai stato trovato con questa iconografia decisamente sensuale, che sembra guardare al modello scultoreo di Timoteo, importante scultore greco del IV secolo a.C.”.

Specchio in argento con il mito con Leda e il cigno, parte del “Tesoro di Boscoreale” scoperto nel 1895, oggi conservato a Parigi (foto Musee du Louvre)
A Pompei l’episodio di Giove e Leda gode di una certa popolarità – ricordano in soprintendenza -, poiché è attestato in varie domus, con diverse iconografie (la donna è in genere stante, e non seduta come nell’affresco della domus di via del Vesuvio, e in alcuni casi non è raffigurato il momento del congiungimento carnale). Tra le varie rappresentazioni si ricordano quelle del Citarista, della Venere in conchiglia, della Regina Margherita, di Meleagro, dei Capitelli Colorati o di Arianna, della Caccia Antica, di Fabio Rufo, della Fontana d’Amore, e forse anche nelle case di L. Rapinasius Optatus e degli Amorini Dorati. Il mito di Leda e il cigno compare anche in affreschi staccati da Ercolano e da Villa Arianna a Stabia, oggi al museo Archeologico nazionale di Napoli e, a conferma della popolarità del soggetto, su uno specchio d’argento del tesoro di Boscoreale oggi al Louvre.

Lo sguardo obliquo di Leda che sembra guardare chi entra nella stanza da letto (foto di Cesare Abbate)
Ancora un’immagine femminile dunque che riaffiora dai nuovi scavi della Regio V e si aggiunge ai raffinati volti di donna dipinti in medaglioni di alcuni ambienti lungo via del Vesuvio e alla figura di Venere e Adone dalla casa con giardino, già emersi. La scena piena di sensualità rappresenta – come si diceva – il congiungimento tra Giove, trasformatosi in cigno, e Leda, moglie di Tindaro re di Sparta: “L’affresco – sottolinea Osanna – è ammiccante e piuttosto licenzioso con lo sguardo obliquo di Leda che sembra incrociare gli occhi di chi entra nella stanza”. Dal doppio amplesso – racconta il mito -, prima con Giove e poi con Tindaro, nasceranno, fuoriuscendo da uova, i gemelli Castore e Polluce (i Dioscuri), e poi Elena – futura moglie di Menelao re di Sparta e causa della guerra di Troia – e Clitennestra, poi sposa (e assassina) di Agamennone re di Argo e fratello di Menelao.
L’ambiente che conserva il dipinto è posto accanto al corridoio di ingresso (fauces) dove già era stato individuato nell’agosto di quest’anno l’affresco del Priapo che si pesa il fallo. La figura di Priapo, a Pompei ben conosciuto per la raffigurazione che campeggia all’ingresso della casa dei Vettii, è apparso per la seconda volta in questa domus poco distante. Dio della mitologia greca e romana, era secondo buona parte delle fonti, figlio di Afrodite e di Dionisio. Leggende minori lo vogliono invece figlio di Afrodite e di Ermes o Ares, o Adone o Zeus. Era, gelosa del rapporto adulterino di Zeus con Afrodite, si vendicò con Priapo e gli diede un aspetto grottesco, con enormi organi genitali. Il fallo, così spesso raffigurato in affreschi e mosaici dell’epoca, era ritenuto origine della vita, e per gli antichi romani un simbolo apotropaico, utilizzato contro il malocchio o per auspicare fertilità, benessere, buon commercio e ricchezza. Non è un caso, difatti, che poco oltre un altro fallo in tufo grigio dipinto è emerso, lungo la strada, su una parete del vicolo dei Balconi.
Per esigenze di sicurezza del sito gli altri ambienti di questa ricca dimora non potranno essere riportati alla luce. Tanto che per mettere in salvo e proteggere i due splendidi affreschi, anticipa il direttore, “si valuterà con i tecnici e con la direzione generale archeologia l’ipotesi di rimuoverli e di spostarli in un luogo dove potranno essere salvaguardati ed esposti al pubblico”. E continua: “La tutela a Pompei, condotta correttamente e sistematicamente porta a straordinari rinvenimenti. Ricerca, conoscenza (e dunque scavo), tutela e conservazione sono aspetti tutti strettamente connessi e non si possono portare avanti se non in maniera sistemica. Via del Vesuvio (da cui provengono i nuovi affreschi), via delle Nozze d’Argento e via dei Balconi, dove si stanno concentrando i lavori di messa in sicurezza, sono stati in passato oggetto di crolli ripetuti e perdita di materia archeologica (come il volto di Priapo). Interventi non sistematici fatti a posteriori, quando ormai il danno era avvenuto, hanno tamponato momentaneamente le criticità senza risolverle. Il progetto attuale è invece un imponente intervento caratterizzato da sistematicità e rigore metodologico che risolverà le criticità nel complesso, riprofilando i fronti di scavo per tutta la loro estensione. Le forze messe in campo annoverano per la prima volta a Pompei una nutrita équipe interdisciplinare di professionisti, che vede all’azione quotidianamente archeologi, architetti, ingegneri, geologi e vulcanologi, restauratori. Il team di archeologi inoltre è composto da specialisti nello scavo stratigrafico, paleobotanici, archeozoologi, antropologi fisici, insomma tutte le professionalità che permettono di portare avanti un cantiere di archeologia globale. Per gli affreschi inoltre sono stati coinvolti i professionisti dell’ISCR”.









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