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Roma. Dopo 1800 anni l’acqua è tornata alle Terme di Caracalla con lo Specchio d’acqua inaugurato con la prima di “Rhapsody in blue” di Gershwin con Ccn AterBalletto. Il direttore Mirella Serlorenzi: “Il progetto vuole restituire la percezione, la comprensione, la fruizione del monumento come era in antico ponendo al centro i bisogni di arricchimento culturale dei visitatori”

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Riflessi nello Specchio d’acqua alle Terme di Caracalla a Roma (foto ssabap-roma)

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Lo Specchio d’acqua alle Terme di Caracalla by night a Roma (foto ssabap-roma)

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AterBalletto alle Terme di Caracalla a Roma (foto ssabap-roma)

Dopo oltre mille anni l’acqua, elemento fondativo e vitale di tutti gli impianti termali, torna alle Terme di Caracalla con lo Specchio d’acqua: un intervento di architettura contemporanea promosso dalla Soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro. Il progetto nato dalla collaborazione di Mirella Serlorenzi, direttore del sito, con l’architetto Hannes Peer, rende le suggestioni degli ambienti termali con nebulizzazioni, zampilli e giochi di luce che avranno la funzione di evocare le antiche Terme. Lo specchio è stato realizzato dall’impresa Angeloni Angelo, con Daniele Romani e Alessandro Maiocchetti. Cui si aggiunge l’elemento del riflesso delle architetture archeologiche nello Specchio d’acqua. La Soprintendenza Speciale di Roma, sabato 13 aprile 2024, ha voluto festeggiare con la Capitale il ritorno dell’acqua alle Terme Antoniniane regalando ai cittadini un pomeriggio di spettacolo, cultura e bellezza con Aterballetto che ha portato in scena per la prima volta a Roma “Rhapsody in Blue”, una nuova coreografia creata da Iratxe Ansa e Igor Bacovich per il centenario della più famosa partitura di George Gershwin composta nel 1924.

Danzare su uno specchio d’acqua tra le maestose architetture delle Terme di Caracalla sulle musiche di “Rhapsody in blue” di George Gershwin. “Rhapsody in blue”, spiegano I coreografi Iratxe Ansa e Igor Bacovich, “è di per sé un giocattolo fantastico per un coreografo, per un creativo. Essendo così potente, così allegra, così frizzante, è percorsa da varianti di forma costanti, e sembra di attraversare una foresta incantata: nel giro di pochi passi, di pochi minuti, incontri un essere magico, un cielo irreale che cambia di colore sopra di te… ci si muove in questo mondo fantastico, dove la rapsodia regala uno spazio sonoro dove tutto è possibile, dove da ogni angolo fanno capolino elementi sempre nuovi e tu sei continuamente sorpreso. I corpi reagiscono ad input concitati e sempre diversi. Abbiamo giocato con tutto questo, chiudendo gli occhi e sognando nuovi mondi ogni volta che entravamo in contatto con un nuovo tema”.

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“Rhapsody in blue” con AterBalletto alle Terme di Caracalla a Roma (foto ssabap-roma)

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Zampilli nello Specchio d’acqua alle Terme di Caracalla a Roma (foto ssabap-roma)

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Giochi d’acqua nello Specchio alle Terme di Caracalla a Roma (foto ssabap-roma)

Anelli di una storia comune che si riallacciano l’uno all’altro creando una partitura di meraviglia. Le Terme di Caracalla tornano a essere il fulcro di un progetto culturale di ampio respiro che è iniziato sulle note di “Rhapsody in Blue” di George Gershwin. Una magia a passo di danza che si riflette nello Specchio. Lo Specchio è solo l’inizio di una rivoluzione alle Terme di Caracalla che ha l’ambizione di diventare un sito archeologico riprogettato in chiave contemporanea, all’insegna delle migliori pratiche di conservazione, restauro e valorizzazione per rendere il complesso monumentale all’avanguardia nella fruizione culturale della Capitale. Il Soprintendente Daniela Porro ha presentato il progetto insieme al direttore del monumento Mirella Serlorenzi in uno scenario di emozioni evocate dal ritorno dell’acqua alle Terme Antoniniane. Come ha spiegato Serlorenzi il progetto nasce da “un principio inderogabile: restituire la percezione, la comprensione, la fruizione del monumento come era in antico ponendo al centro i bisogni di arricchimento culturale dei visitatori, da qualsiasi parte del mondo essi provengano”. Sulle note di “Rhapsody in blue” diventata geniale coreografia ad opera di Iratxe Ansa e Igor Bacovich e interpretata da Ccn Aterballetto lo Specchio alle Terme di Caracalla svela, come ha aggiunto Serlorenzi: “Una visione ampia e generale che superi il concetto romantico della rovina per restituire agli imponenti resti archeologici il potenziale storico di cui sono portatori mettendo a punto progetti di studio e ricerca di ampio respiro e soprattutto la riconnessione urbanistica con la città”. L’opera è frutto di connessioni e collaborazioni uniche, a cominciare da Cristiano Leone, curatore artistico, Hannes Peer, architetto dello Specchio, Maurizio Pinotti, responsabile tecnico delle Terme, gli architetti Paolo Bornello, Andrea Grandi e Carmelo Garazzo, al paesaggista Beppe Provasi, il tutto con la collaborazione dello staff di Caracalla con Leandro Lentini, Barbara Ciarrocchi e Alba Casaramona e con il contributo di Electa, Rosanna Cappelli, Anna Grandi, Gabriella Gatto, di Francesco Giambrone, sovrintendente del Teatro dell’Opera, Stefano Rossi per l’aiuto nell’allestimento del palco e a Francesco Arena del Teatro dell’Opera per i consigli pratici, dell’Ufficio amministrativo della Soprintendenza con Ebe Pulcini, Daphne Iacopetti e Veronica Pepe, Luca Del Fra e Valentina Catalucci dell’Ufficio stampa e Silvia Agostinetto e Paola Caramadre dell’Ufficio comunicazione.

Roma. Visita guidata gratuita sulla via Flaminia della tomba di Fadilla e della tomba dei Nasoni con gli archeologi Roberto Narducci e Barbara Ciarrocchi. Prenotazione obbligatoria

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L’interno della tomba di Fadilla in via Casali Molinario a Roma (foto ssabap-roma)

Venerdì 20 gennaio 2023, esattamente un anno dopo l’avvio delle aperture calendarizzate, si terranno le visite guidate alla tomba di Fadilla e alla tomba dei Nasoni sulla via Flaminia: due turni, massimo 15 persone. Alle 9.30, appuntamento in via Casali Molinario: Tomba di Fadilla; alle 10.30, appuntamento in via Flaminia, 961: Tomba dei Nasoni. La prenotazione è obbligatoria compilando il modulo a questo link https://forms.gle/BsYYRu2ztn4LiKzE7. Ogni visita comprende l’accesso alla Tomba di Fadilla e alla Tomba dei Nasoni. Sono ammesse prenotazioni singole, è necessario ripetere l’operazione di prenotazione per ogni partecipante. Si consiglia di raggiungere il luogo dell’appuntamento qualche minuto prima dell’inizio della visita e di indossare la mascherina. In caso di disdetta si prega di inviare una email all’indirizzo ss-abap-rm.urp@cultura.gov.it. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.

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L’interno della tomba dei Pisoni sull’antica via Flaminia a Roma (foto ssabap-roma)

Il nome si deve a una piccola lapide in marmo con incisa la dedica di un marito all’amata moglie che lo aveva preceduto nel regno dei morti. Grazie all’epigrafe funeraria, alla tomba scoperta nel 1923 in via dei Casali Molinario, è stato attribuito il nome di Tomba di Fadilla. Insieme alla Tomba dei Nasoni, distante poche centinaia di metri, è stata inserita in un percorso di visite guidate gratuite a cadenza mensile a cura dell’archeologo responsabile del sito, Roberto Narducci, e dell’archeologa Barbara Ciarrocchi che ogni mese conduce i visitatori alla scoperta della storia dei luoghi di sepoltura della via Flaminia.

Roma. Da gennaio, il terzo giovedì del mese la soprintendenza speciale apre al pubblico le tombe di Fadilla e dei Nasoni, due tesori dell’antica via Flaminia

L’interno della tomba dei Pisoni sull’antica via Flaminia a Roma (foto ssabap-roma)
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Mosaico della Tomba di Fadilla sull’antica via Flaminia (foto ssabap-roma)

Il 2022 inizia con una novità nell’offerta culturale proposta dalla Soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, e ancora una volta l’attenzione si concentra sul patrimonio archeologico dislocato in aree periferiche. Dal 20 gennaio 2022, ogni terzo giovedì del mese, aprono al pubblico due tesori dell’antica via Flaminia: le tombe di Fadilla e dei Nasoni. Su iniziativa del funzionario responsabile Roberto Narducci e dell’archeologa Barbara Ciarrocchi i due siti, distanti circa 400 metri l’uno dall’altro, saranno aperti alle visite guidate con prenotazione obbligatoria ogni terzo giovedì del mese. Ecco tutti i dettagli per partecipare. Il calendario: il terzo giovedì del mese (a partire da giovedì 20 gennaio 2022). Il percorso di visita e gli orari: primo turno di visita alle 10.30 con inizio in via dei Casali Molinario davanti l’ingresso della Tomba di Fadilla e termine in via Flaminia 961 alla Tomba dei Nasoni; secondo turno di visita alle 12 con inizio in via Flaminia 961 davanti l’ingresso della Tomba dei Nasoni e conclusione in via dei Casali Molinario con visita alla Tomba di Fadilla. Modalità di accesso: è consentito l’accesso, nel rispetto delle normative sanitarie in vigore (Green Pass rafforzato e mascherina), a un massimo di 10 persone per turno di visita; l’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti; prenotazione obbligatoria scrivendo a: ss-abap-rm.malborghetto@beniculturali.it nella email di prenotazione è necessario indicare: turno di visita selezionato, numero di partecipanti per ogni singola prenotazione, nome, cognome e un recapito email. Le prenotazioni verranno raccolte fino alle 12 del mercoledì precedente l’apertura. Per gruppi già organizzati superiori alle 10 unità si ricorda che è necessario rivolgersi preventivamente all’Ufficio Valorizzazione (responsabile Angelina De Laurenzi – contatti: ss-abap-rm.valorizzazione@beniculturali.it).

Dettaglio affresco della Tomba di Fadilla sull’antica via Flaminia (foto ssabap-roma)

La Tomba di Fadilla. Piccola e ben conservata è stata scoperta nel 1923 in via dei Casali Molinario. L’edificio deve il suo nome a una piccola lapide in marmo, inserita sulla parete destra, con una epigrafe funeraria dedicata dal marito alla moglie Fadilla, nome diffuso nella famiglia degli Antonini. Questo elemento, la tipologia della tomba e i bolli laterizi sui mattoni permettono di datare il monumento alla fine del II secolo d.C. Ben conservato è l’intero impianto decorativo, a partire dal pavimento a mosaico, in bianco e nero, con ottagoni collegati da piccoli quadrati a formare un ampio disegno geometrico. Su tre pareti, la quarta è occupata dalla porta di ingresso, si aprono altrettanti arcosoli. Le quattro pareti, la volta e gli arcosoli conservano una delicata decorazione pittorica caratterizzata da riquadri che racchiudono animali e figure umane. Grazie all’intervento di restauro sono state pulite le superfici pittoriche e del mosaico, con successivo consolidamento di quelle parti dove la adesione e la coesione del colore o dei tasselli musivi mostrava piccoli segni di cedimento. Infine, per permettere una lettura più armonica delle decorazioni delle volte è stato effettuato un ritocco pittorico reversibile su alcune lacune.

L’ingresso della Tomba dei Nasoni sull’antica via Flaminia (foto ssabap-roma)

La Tomba dei Nasoni. La tomba è stata scoperta nel 1674 al chilometro 8,300 della via Flaminia, da allora ha tuttavia attraversato varie vicissitudini, che ne hanno compromesso parzialmente la conservazione, ciò nonostante rappresenta un monumento di grande importanza. A rendere l’idea di come fosse l’edificio al momento della sua scoperta restano le 35 tavole realizzate dal pittore e incisore Pietro Santi Bartoli, pubblicate nel 1680 con il titolo Le pitture antiche del sepolcro dei Nasoni, nella via Flaminia. Grazie a queste immagini infatti si è a conoscenza dell’esistenza di una facciata in marmo a forma di tempietto, oggi scomparsa, dove si apriva una porta sormontata dalla tabula inscriptionis che ha permesso di attribuire il sepolcro a Quintus Nasonius Ambrosius e dunque alla famiglia dei Nasoni. Il sepolcro, del II secondo secolo d.C., è oggi costituito da un ambiente rettangolare con volta a botte, articolato in tre nicchie in ciascuno dei lati lunghi e una nella parete di fondo. La complessa decorazione, suddivisa da una cornice in due registri alterna riquadrature in stucco e pitture rappresentanti temi mitologici, dettagliatamente ricostruiti anche grazie alle riproduzioni di Bartoli, che hanno permesso la creazione di una serie di pannelli esplicativi. Le nicchie sono decorate da grandi scene simboleggianti la sopravvivenza dopo la morte e la speranza di un luogo di beatitudine. Il complesso funerario ha richiesto un complesso intervento, nel corso dei secoli infatti nell’area era presente una forte attività di cava e la tomba stessa ha subìto delle spoliazioni (al nipote di Papa Clemente X fu consentito di strappare tre frammenti di affreschi, che trovarono poi sistemazione nella sua villa all’Esquilino).