Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA”, appuntamento on line con Rita Auriemma (Università del Salento) su “Trasporti pesanti. Le vie liquide del marmo e della pietra” introdotta da Eva Degl’Innocenti e Barbara Davidde. Con Italo Spada (Cetma) presentazione dell’app interattiva “Nave delle colonne di Porto Cesareo: il viaggio incompiuto”

Numerosi relitti sulle coste pugliesi, calabre e siciliane attestano l’esistenza di una “via del marmo” diretta principalmente a Roma, ma anche l’Adriatico restituisce carichi analoghi, destinati ai programmi monumentali, e non solo, delle città prossime alle sue rive. Il 14 aprile 2021 nell’ambito dei “Mercoledì del MArTA”, incontro on line dal museo Archeologico nazionale di Taranto con la professoressa Rita Auriemma (università del Salento) che darà vita a un racconto avvincente “Trasporti pesanti. Le vie liquide del marmo e della pietra”. Introdurranno i lavori la direttrice del museo di Taranto, Eva Degl’Innocenti, e Barbara Davidde Petriaggi, soprintendente nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo. Vi sarà anche la presentazione dell’app immersiva e interattiva sulla “Nave delle colonne di Porto Cesareo: il viaggio incompiuto” a cura di Rita Auriemma e Italo Spada. L’appuntamento è mercoledì 14 aprile 2021, alle 18, in diretta sui canali Facebook e YouTube del MArTA.


La professoressa Rita Auriemma dell’università del Salento
Il mare di Puglia conserva evidenze archeologiche sia lungo le sue coste, che sott’acqua. Ne sono validi esempi gli antichi luoghi di culto e le ville che sorgono sui litorali, ma anche i reperti che per secoli sono stati accolti dalle acque cristalline dello Ionio. È il segno di quel ponte, istmo tra Oriente e Occidente, che la regione del tacco d’Italia da sempre rappresenta. “Il relitto di Porto Cesareo racconta la storia di un tragico naufragio a largo delle coste del Salento ionico di una nave proveniente dall’Egeo tra il II e III sec. d.C. e quella di un prosperoso e prezioso commercio di marmi”, spiega Rita Auriemma. “Il mare è la via più adatta ai “trasporti pesanti”, come pietre e marmi per l’edilizia, l’arredo, la statuaria, le sepolture. Sebbene fosse praticato anche in età più antica, il commercio dei marmi, sia grezzi (semplici blocchi di cava), sia semilavorati o ultimati (colonne, capitelli, sarcofagi, lastre di rivestimento, statue, vasche, bacini, ecc.), assume in età romana, soprattutto imperiale, dimensioni considerevoli: fin dal I sec. d.C. si riscontra un’organizzazione statale per la raccolta e l’uso del marmo, che faceva capo all’imperatore. Le imbarcazioni impiegate per questi trasporti speciali (naves lapidariae) raggiungevano portate eccezionali; la nave che aveva trasportato dall’Egitto l’obelisco per il circo Vaticano (alto 26 metri, attualmente a piazza S. Pietro) fu affondata e riempita di calcestruzzo per creare le fondazioni del Faro del porto ostiense di Claudio. Da Assuan, sempre in Egitto, l’imperatore dalmata Diocleziano aveva fatto venire le colonne di granito rosso che decoravano il suo palazzo a Spalato, vanto dell’Adriatico”.

Italo Spada del consorzio Cetma
Nel corso della conferenza di mercoledì 14 aprile 2021, Rita Auriemma con l’ausilio di Italo Spada (Area Manager per il gruppo di ricerca di Produzioni Virtuali e Design della Comunicazione della Divisione di Disegno Industriale del Consorzio CETMA) presenterà anche l’app interattiva, realizzata per raccontare in maniera immersiva e coinvolgente l’ultimo viaggio delle colonne di Porto Cesareo.
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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