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L’antica Cina protagonista al Muciv-museo Preistorico etnografico “L. Pigorini” all’Eur-Roma del ciclo di conferenze col prof. Di Branco dell’associazione “Amici della scuola archeologica italiana di Atene”

Prezioso tripode del XVIII secolo dalla Cina conservato al museo Preistorico etnografico “Luigi Pigorini” di Roma-Eur

L’associazione Amici della Scuola archeologica italiana di Atene

È dedicato all’antica Cina il nuovo ciclo di conferenze dell’associazione “Amici della scuola archeologica italiana di Atene”, organizzate da Maria Antonietta Rizzo e tenute dal prof. Marco Di Branco, università di Roma “Sapienza”. L’associazione (Syllogos) “Amici della Scuola Archeologica Italiana di Atene” nasce in Roma, per atto pubblico, il 26 maggio 1995 su impulso del prof. Antonino Di Vita e con l’intervento di ventotto soci fondatori. Tra questi prevalgono i docenti universitari, ma non mancano magistrati, funzionari pubblici -dello Stato in particolare- pensionati e casalinghe. Scopo dell’associazione è: promuovere, in sede nazionale ed internazionale, la conoscenza delle funzioni e dell’attività della Scuola archeologica italiana di Atene (SAIA); favorire le relazioni tra gli studiosi e i cultori, anche non professionali, dell’archeologia con particolare riferimento ai campi specifici di azione della Scuola; contribuire al miglioramento e all’arricchimento del patrimonio bibliografico della SAIA e alla sua utilizzazione; contribuire all’acquisizione delle attrezzature necessarie per il raggiungimento delle finalità della Scuola.

L’impressionante colpo d’occhio dell’esercito di terracotta nel mausoleo del primo imperatore della dinastia Qin, scoperto nel 1974 a Xian in Cina

Il prof. Marco di Branco dell’università La Sapienza di Roma

Il ciclo di conferenze, tutte al Museo delle Civiltà – sala conferenze del museo Preistorico etnografico “Luigi Pigorini” all’Eur – Roma, inizia sabato 26 gennaio 2019, alle 11, con “Storia e archeologia della Cina: dalla Preistoria agli Stati combattenti”. In questo primo incontro si torna agli albori del continente asiatico per addentrarci in un’esplorazione storica, antropologica e archeologica che investirà la nascita della filosofia cinese, i primi esempi di letteratura, le più antiche credenze religiose fino all'”arte della guerra”, ripercorrendo le più antiche tappe di una delle civiltà più complesse e affascinanti del mondo antico. Il ciclo continua il 23 febbraio 2019, “Il Primo imperatore e la sua armata di terracotta”; il 30 marzo 2019, “Storia e archeologia della Cina: dai Qin ai Tang”; il 13 aprile 2019, “Introduzione per immagini al pensiero cinese: tra filosofia e religione”; il 25 maggio 2019, “Sulla via della seta: il percorso”. Ultima conferenza il 22 giugno 2019, “Sulla via della seta: il viaggio”.

“L’esercito di terracotta” invade Napoli: in mostra per la prima volta in Italia ben 300 reperti, tra statue, armi, carri, oggetti scoperti nella necropoli di Xian, patrimonio dell’Umanità. Tra questi reperti ben 170 guerrieri del primo imperatore della dinastia Qin, Shi Huang. Viaggio nella Cina di 2200 anni fa

L’impressionante colpo d’occhio dell’esercito di terracotta nel mausoleo del primo imperatore della dinastia Qin, scoperto nel 1974 a Xian in Cina

Era il marzo 1974 quando un contadino di nome Yang Zhifa rinvenne, durante lo scavo di un pozzo, alcune fosse che contenevano statue in terracotta di soldati in armi con tanto di carri e cavalli. Il caso, come spesso succede nelle grandi scoperte dell’archeologia, aveva permesso di rinvenire a Xian (Cina) il mausoleo del primo imperatore cinese della dinastia Qin, Shi Huang (260 a.C. – 210 a.C.), sino ad allora ritenuto scomparso. L’esercito di terracotta di Xian, circa ottomila statue di guerrieri, a difesa della sepoltura di Shi Huang,, una delle scoperte eccezionali del XX secolo, come la tomba del faraone Tutankhamon in Egitto, o le grotte preistoriche di Lascaux in Francia, o la città imperiale inca di Machu Picchu in Perù, dal 1987 è stato inserito nell’elenco del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Per chi ha in programma un viaggio nel capoluogo della provincia cinese di Shaanxi, una delle quattro grandi capitali dell’antica Cina, o per chi la visita del mausoleo di Shi Huang resterà solo un sogno irrealizzabile, Napoli offre fino al 28 gennaio 2018 una straordinaria occasione per un viaggio nell’antica Cina di 2200 anni fa.

Il suggestivo allestimento della mostra “L’esercito di Terracotta e il Primo Imperatore della Cina” (foto Mario Zifarelli)

La cinquecentesca basilica dello Spirito Santo a Napoli

Nella suggestiva cornice della Basilica dello Spirito Santo, nella centralissima via Toledo a Napoli, è allestita la prima italiana della mostra internazionale “L’esercito di Terracotta e il Primo Imperatore della Cina”, a cura di Fabio Di Gioia, l’esposizione più completa mai creata sulla necropoli, sulla vita del Primo Imperatore e sull’Esercito di Terracotta, ottava meraviglia del mondo per l’impatto visivo, perfettamente restituito dall’estensione della Basilica cinquecentesca dello Spirito Santo. In Italia infatti nel 1994 erano stati esposti dieci guerrieri e due cavalli a Venezia e Roma; nel 2008 a Torino erano arrivati solo due guerrieri di terracotta, mentre a Milano nel 2010 sono stati esposti un cavallo, un consigliere, un balestriere e sei lancieri. A Napoli, invece, si possono ammirare ben 300 reperti, tra statue, armi, carri, oggetti scoperti nella necropoli di Xian. Tra questi reperti ben 170 guerrieri; copie fedeli da calchi sugli originali realizzati in Cina da artigiani che hanno seguito le antiche tecniche per ottenere un effetto sovrapponibile agli originali. Disposti nella navata centrale della basilica, i 170 guerrieri offrono un colpo d’occhio suggestivo che riproduce l’esatta disposizione osservabile sul sito originario in Cina. “I pezzi sono stati elaborati fin nel più minuzioso dettaglio da artigiani cinesi appartenenti alla regione degli scavi”, spiegano gli organizzatori, “e realizzati con particolare attenzione ai dettagli al fine di mantenere la stessa bellezza e originalità degli originali. Le statue, le armi, le armature, i carri da guerra, il vasellame e gli oggetti che richiamano alla vita quotidiana dell’antica Cina presenti in mostra, sono stati riprodotti direttamente dagli originali grazie a calchi, ora preziosissimi, che è stato possibile applicare solo una volta. Le sculture sono state rifinite secondo il metodo antico, da artigiani cinesi della regione di Xi’An. La spettacolarità di queste riproduzioni è dovuta al realismo dei magnifici decori ed è rafforzata da affascinanti suggestioni luminose e audiovisive”.

La straordinaria resa di dettagli nei soldati di terracotta in mostra a Napoli

Il manifesto della mostra “L’esercito di terracotta e il primo imperatore della Cina”

“La scelta di Napoli per esporre la grande mostra internazionale sull’Esercito di Terracotta e il Primo Imperatore”, spiega il curatore Fabio Di Gioia, “poggia su importanti affinità culturali. Basti pensare alla grandiosa e vivida operosità che fu necessaria alla realizzazione dell’imponente meraviglia oggi ritrovata nella Necropoli di Xian, all’ingegnosa capacità organizzativa, alla velocità di produzione e alla notevole raffinatezza del lavoro degli artigiani che hanno dato volto e carattere sempre diversi a oltre 8mila sculture”. E continua: “Altro segno di vicinanza culturale con il carattere della città e le sue tradizioni è l’importanza data nel quotidiano al culto dei morti e alla vita oltre la morte. Sempre per analogia, a Napoli anche la scultura in sé, tanto nelle rappresentazioni del sacro quanto in quelle del profano, possiede una particolare forza evocativa. La rappresentazione fisica e tridimensionale della realtà sa essere arte da contemplare e nel contempo strumento molto efficace di comunicazione. Alla medesima combinazione di fattori, il Primo Imperatore della Cina, Qin Shi Huang, affidò, in maniera stupefacente e grandiosa, la sua sicurezza ultraterrena. Nelle nostre intenzioni,  la mostra di Napoli è anche un’occasione importante per collegare e stimolare l’attività di Istituzioni ed eccellenze culturali e del territorio e del bacino regionale. Tale attività darà il via alla programmazione di appuntamenti di grande interesse e occasione di studio per scuole, licei, università e accademie”.

Il carro con quadriga al centro della mostra “L’esercito di terracotta” a Napoli

L’esercito è composto da riproduzioni di guerrieri in terracotta, vestiti con corazze in pietra e dotati di armi, poste di guardia alla tomba dell’imperatore Qin Shi Huang. Di queste statue sono state riportate alla luce circa 8000 guerrieri, 18 carri in legno e 100 cavalli in terracotta. Si tratta di una replica fedele dell’armata che aveva contribuito a unificare la Cina. Tuttavia, nelle fosse sono state trovate poche armi, poiché furono saccheggiate dai ribelli che si insediarono sul trono imperiale: la dinastia Han. Dalle posizioni delle mani e del corpo delle statue, si possono immaginare le tecniche di combattimento di fanti, alabardieri, arcieri e balestrieri. Si combatteva soprattutto a piedi: i carri e i cavalli servivano per dirigere i movimenti della fanteria. La cavalleria fu introdotta più tardi, per affrontare i guerrieri nomadi che in battaglia utilizzavano appunto i cavalli. Le statue colpiscono per il loro realismo e nei particolari: la tecnica usata per realizzarli consisteva nel compattare cerchi di argilla in modo da creare un tubo (il torace) e completate con l’aggiunta di gambe e braccia. La struttura poi veniva ricoperta di blocchetti di argilla per creare le uniformi e poi decorata.

Un soldato dell’imperatore con il suo cavallo nel suggestivo allestimento nella basilica dello Spirito Santo

L’esposizione di Napoli si snoda in 1800 metri quadri all’interno della Basilica di Santo Spirito, riaperta appositamente per questa esposizione, attraversando quella che fu la storia del Primo Imperatore, il suo esercito, le conquiste militari, la creazione e il mantenimento dell’Impero, lo straordinario processo di costruzione dell’Esercito di Terracotta, la tomba dell’Imperatore e gli scavi archeologici. Fanno parte dell’esposizione – come si diceva – 170 soldati in dimensioni reali, quale imponente scenografia di uno spettacolo di luci e suoni, che presenta in maniera viva e vibrante una intera sezione della fossa n.1. Altrettanto spettacolari le repliche identiche dei carri in bronzo scoperti in una delle fosse. Questa esperienza si rivolge ad un pubblico di qualsiasi età. E proprio per poter apprezzare lo splendore di questi tesori, sono state predisposte videoproiezioni di grandi dimensioni, audioguide e zone interattive. Il risultato è l’emozione di un viaggio magnifico in quello che viene considerato, assieme alle sue meraviglie, uno dei fatti storici più rilevanti del mondo.