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Roma. Al Cnr presentazione, anche on line, del libro a fumetti “La scoperta di Troia” di Emiliano Barletta con disegni di Chiara Raimondi (BeccoGiallo editore): un viaggio dove il passato prende forma attraverso il disegno

L’archeologia può essere raccontata anche… a fumetti? Venerdì 27 marzo 2026, alle 16.30, nell’aula Marconi del Consiglio nazionale delle Ricerche, in piazzale Aldo Moro a Roma, presentazione del libro a fumetti “La scoperta di Troia” di Emiliano Barletta con disegni di Chiara Raimondi (BeccoGiallo editore): un viaggio dove il passato prende forma attraverso il disegno. Con gli autori intervengono la prof.ssa Maja Gori (università di Trento) e Angela Abbadessa della Confederazione italiana Archeologi. L’incontro è in presenza a Roma, oppure online su Microsoft Teams: https://teams.microsoft.com/meet/37000637271879…-

Copertina del libro a fumetti “La scoperta di Troia” di Emiliano Barletta con disegni di Chiara Raimondi

La scoperta di Troia. Chi ha davvero scoperto la città di Troia? Dietro a questa domanda si cela una delle vicende più controverse e affascinanti della storia dell’archeologia. Tutto comincia nella seconda metà dell’Ottocento, sulle colline dell’attuale Turchia: Frank Calvert, console britannico nei Dardanelli, da anni è convinto che la città cantata da Omero non sia solo un mito ma una realtà sepolta sotto la collina di Hissarlik. Non ha però né i mezzi né la fama per dimostrarlo, solo ostinazione e intuizione. La svolta arriva grazie all’incontro con Heinrich Schliemann, un commerciante poliglotta arricchitosi con il traffico di armi, dotato di un carisma enorme e di un’ossessione smisurata per i poemi omerici. Schliemann ha quello che Calvert non possiede: denaro, sfrontatezza e la forza di imporre la propria versione della realtà, che riesce a trasformare in un racconto epico. Inizia così una collaborazione destinata a trasformarsi in un conflitto. Se Calvert cerca prove, Schliemann cerca gloria. Se Calvert vuole documentare ogni ritrovamento, Schliemann vuole solo possederlo. Nel giro di pochi anni, gli scavi diventano il teatro di un duello di alleanze infrante e tesori nascosti. I metodi brutali di Schliemann, pur portando alla luce reperti straordinari, distruggono per sempre tracce preziose dell’antica Troia. Una vicenda con il ritmo di un’avventura e la tensione di un dramma umano. Un confronto ventennale tra lo studioso silenzioso e il genio del marketing, tra chi cerca la verità e chi costruisce leggende. Una storia che ribalta tutto quello che credevamo di sapere su una delle scoperte archeologiche più famose al mondo.

 

“Archeologia professionale: istruzioni per l’uso”: incontro promosso a Bologna da Confederazione italiana archeologi e Alma Mater Studiorum

La locandina dell’incontro a Bologna “Archeologia professionale”

Quali sono le competenze professionali di un archeologo? Quali le attività lavorative oltre allo scavo? Che differenza c’è tra lavoratore dipendente, socio di cooperativa, lavoratore autonomo a partita IVA, ATP e STP? Quali sono le prospettive contrattuali degli archeologi e alle situazioni lavorative in regione? Sono alcuni degli interrogativi cui cercherà di dare una risposta l’incontro “Archeologia Professionale: Istruzioni per l’Uso”, promosso da CIA (Confederazione Italiana Archeologi – Sede Regionale Emilia Romagna) in collaborazione con Alma Mater Studiorum Università di Bologna – Dipartimento di Storia Culture Civiltà, lunedì 26 febbraio 2018, alle 15, in aula Prodi (DiSCi), piazza San Giovanni in Monte 2, a Bologna. Proprio la Confederazione Italiana Archeologi punta con questo incontro a porre le basi per una sede Cia anche in Emilia Romagna che rappresenti e tuteli tutti gli archeologi fornendo assistenza di fronte ai problemi che la professione incontra quotidianamente. Modera l’archeologa Valentina Di Stefano. Aprono i lavori Federica Mazzoni, presidente commissione Cultura nel Comune di Bologna; e Tommaso Magliaro, segretario nazionale Cia. Intervengono su “La legislazione vigente” Luigi Malnati, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio della città metropolitana di Bologna e delle province di Modena Reggio Emilia e Ferrara; Angela Abbadessa, Cia-archeocontratti; Raffaella Boni, Cia-consulente fiscale. Su “La formazione possibile” Elisabetta Govi, etruscologa dell’università di Bologna; Enrico Giorgi, metodologie della ricerca archeologica all’università di Bologna. Su “L’esperienza attuale” Cristina Ambrosini, direttore museo Archeologico di Forlì; Diana Neri, direttore museo Archeologico di Castelfranco Emilia; Cecilia Milantoni, archeologa; Laura Belemmi, Tecne (Rimini); Gloria Capelli, Gea (Parma); Claudio Calastri, Archeoimprese; Fabio Fagella, Legacoop. Chiude i lavori una tavola rotonda.