Venezia. A Palazzo Ducale presentazione del libro “Olivolo, archeologia alle origini di Venezia. Scavi 1986-1992 a San Pietro di Castello” a cura di Massimo Dadà e Claudio Negrelli (All’Insegna del Giglio)

Venerdì 15 maggio 2026, alle 15, nel Salone del Piovego di Palazzo Ducale a Venezia, presentazione del libro “Olivolo, archeologia alle origini di Venezia. Scavi 1986-1992 a San Pietro di Castello” a cura di Massimo Dadà e Claudio Negrelli (All’Insegna del Giglio). Venezia conserva nelle sue isole e nei suoi antichi nuclei insediativi le tracce più profonde della propria storia. Tra questi luoghi, San Pietro di Castello, l’antico Olivolo, occupa un posto centrale per comprendere le origini della città e le trasformazioni del paesaggio lagunare nel Medioevo. L’incontro sarà introdotto da Corrado Azzollini, soprintendente ABAP per la città metropolitana di Venezia; Fabrizio Magani, direttore generale ABAP; e dall’università Ca’ Foscari Venezia con i saluti istituzionali. Il libro sarà presentato dal prof. Richard Hodges, già presidente dell’American University of Rome, con la moderazione del prof. Sauro Gelichi, già professore ordinario di Archeologia Medievale all’università Ca’ Foscari di Venezia. Prenotazione obbligatoria: https://librosanpietrodicastello.eventbrite.it. Un’occasione importante per tornare a riflettere, attraverso l’archeologia, sulle radici più antiche di Venezia e sul ruolo di San Pietro di Castello nella formazione della città medievale.

Olivolo, archeologia alle origini di Venezia. “Il libro dedicato agli scavi archeologici condotti tra il 1986 e il 1992 presso l’isola di San Pietro di Castello, nel cuore dell’antico Olivolo”, scrive Fabrizio Magani, “costituisce un contributo essenziale alla conoscenza delle origini di Venezia e rappresenta al contempo un atto pienamente coerente con i principi e gli obiettivi della tutela pubblica del patrimonio culturale. La sua pubblicazione giunge a colmare una lacuna lunga oltre trent’anni, dando finalmente forma organica e pubblica a una documentazione archeologica tra le più significative per la ricostruzione delle prime fasi insediative della città lagunare. Con la sua articolata sequenza stratigrafica e con l’eccezionale conservazione di strutture lignee e sistemi di bonifica, il sito di San Pietro di Castello si impone oggi come uno dei luoghi fondativi della Venezia medievale. La ricchezza delle informazioni raccolte, oggi ordinatamente presentate e interpretate, consente di leggere con nuova chiarezza le trasformazioni che interessarono questo margine orientale dell’arcipelago veneziano tra il Tardoantico e l’alto Medioevo, con evidenze che rimandano non solo alla formazione di spazi abitativi e religiosi, ma anche a sistemi di organizzazione ambientale e produttiva. La pubblicazione, frutto di una solida collaborazione tra la soprintendenza ABAP per il Comune di Venezia e Laguna e il dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari, si inserisce in un percorso di tutela che ha saputo unire, con rigore e visione, le esigenze della conservazione, dell’approfondimento scientifico e della comunicazione pubblica”.
Roma. In Curia Iulia la conferenza “Egitto, storie di dèi egizi e la docta religio del Corpus Hermeticum nel Rinascimento italiano”, a cura di Claudia La Malfa (American University of Rome) per il ciclo Aegyptophilia, a cura di Carmelo Occhipinti e Claudio Castelletti
Giovedì 27 novembre 2025, alle 16.30, in Curia Iulia a Roma, la conferenza “Egitto storie di dèi egizi e la docta religio del Corpus Hermeticum nel Rinascimento italiano”, a cura di Claudia La Malfa (American University of Rome). Accesso da largo della Salara Vecchia. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento su https://egitto27novembre.eventbrite.it. Dopo i saluti istituzionali di Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo, introduzione di Claudio Castelletti, università di Roma Tor Vergata. Nel 2024, per iniziativa del Corso di Studi magistrali in Storia dell’Arte dell’università di Roma Tor Vergata, il Dipartimento di Studi letterari, filosofici e di Storia dell’Arte dello stesso Ateneo ha istituito in convenzione col museo Egizio di Torino il laboratorio di ricerca EgyLab, dedicato alla ricezione dell’Egitto dall’Antichità greco-romana all’età contemporanea, diventato laboratorio didattico a partire dall’anno accademico 2025-2026. Nel quadro delle attività di EgyLab, il Dipartimento ha promosso nel 2025 in convenzione col parco archeologico del Colosseo un ciclo di conferenze “Aegyptophilia”, a cura di Carmelo Occhipinti e Claudio Castelletti, patrocinato dal DiVA – Dipartimento di valorizzazione del patrimonio culturale, dal museo Egizio, Torino, dall’Accademia d’Egitto, dall’Institutum Romanum Finlandiae – Villa Lante al Gianicolo, dalla Fondazione Marco Besso e dal 3ARC – Ancient Art Architecture Reception Center. Il ciclo è stato ideato non solo come un’occasione di confronto interdisciplinare tra studiosi e studiose di diversa formazione scientifica e metodologica (archeologi, egittologi, storici, storici dell’arte, storici dell’architettura, ecc.), ma anche come uno “spazio” di condivisione e accessibilità del sapere, per promuovere e valorizzare il dialogo tra cultura egiziana e cultura europea, in particolare italiana.

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