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Roma. Allo Stadio Palatino al via la 22ma edizione di “Letterature. Festival internazionale di Roma”: cinque serate sul tema “La memoria del mondo” in omaggio a Italo Calvino nel centenario della nascita

roma_stadio-palatino_letterature-festival_locandinaLo Stadio Palatino, all’interno del parco archeologico del Colosseo, torna ad ospitare “Letterature. Festival internazionale di Roma” il 3, 5, 9, 11, 13 Luglio 2023: cinque serate, alle 21, sul tema “La Memoria del Mondo” che vedranno alternarsi sul palco autori italiani e stranieri. Ingresso gratuito dal Portale del Vignola, via di San Gregorio. “Letterature. Festival internazionale di Roma”, storica manifestazione dell’Estate Romana, giunta alla 22ma edizione, è promossa dall’assessorato alla Cultura di Roma Capitale e curata dall’Istituzione Biblioteche di Roma con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con parco archeologico del Colosseo, SIAE-Società Italiana degli Autori ed Editori. Il programma è a cura di Simona Cives, responsabile della Casa delle Letterature, con il contributo di un comitato scientifico composto da protagonisti di grande rilievo del panorama letterario, quali Paolo Di Paolo, Melania Mazzucco, Davide Orecchio, Igiaba Scego e Nadia Terranova. La regia e gli interventi artistici sono a cura di Fabrizio Arcuri.

Il titolo scelto è “La memoria del mondo”, in omaggio all’opera di Italo Calvino del quale ricorre quest’anno il centenario della nascita. La memoria del mondo, una narrazione contemporanea sull’origine dell’universo, ci lancia in una molteplicità di visioni e di futuro e pone una riflessione sulla trasmissione del sapere e il racconto della letteratura. La ventiduesima edizione del Festival si avvale del patrocinio del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Italo Calvino e del Laboratorio Calvino. Quest’anno il racconto del Festival passa anche attraverso un’immagine che porta la firma dell’illustratrice Laura Riccioli. Una giovane donna vestita con un abito variopinto prende slancio dalle rovine del Palatino arrivando quasi a toccare la Luna, con la leggerezza e l’aspirazione al futuro presenti nell’idea di mondo dello scrittore. “Celebrare la storia e l’arte in tutte le sue forme è il nostro impegno quotidiano”, commenta Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. “Attraverso eventi come il Festival Letterature, la fusione tra passato e presente può ispirare riflessioni profonde sull’importanza della letteratura e sul suo impatto sulla società. Quest’anno celebriamo i 100 anni dalla nascita di Italo Calvino, uno dei narratori italiani più importanti del secondo Novecento, la cui influenza nella cultura italiana si estende oltre il panorama letterario. Anche quest’anno siamo fieri di essere partner di questa storica manifestazione, con l’auspicio di ripetere il successo delle edizioni passate già ospitate presso la Basilica di Massenzio e lo Stadio Palatino”.

roma_stadio-palatino_letterature-festival_3-luglio_locandinaAd aprire la prima serata di lunedì 3 luglio 2023 sarà l’attore Luigi Lo Cascio con la lettura del racconto “La memoria del mondo”. Gli autori invitati a leggere un inedito saranno lo scrittore, poeta e saggista basco Fernando Aramburu, vincitore del Premio de la Crítica 2016, del Premio Nacional de Narrativa 2017 e del Premio Strega Europeo 2018, e la scrittrice statunitense d’origine giapponese Julie Otsuka, finalista al National Book Award 2011 e vincitrice del PEN/Faulkner Award for Fiction e del Prix Femina Étranger 2012. Chiude la serata lo scrittore francese Jean-Baptiste Del Amo, vincitore del Prix Goncourt du Premier Roman 2008 e del Prix du Roman Fnac 2021.

roma_stadio-palatino_letterature-festival_5-luglio_locandinaIl secondo appuntamento di mercoledì 5 luglio 2023 vedrà la partecipazione della scrittrice pluripremiata canadese Margaret Atwood, due volte vincitrice del Booker Prize, più volte candidata al Premio Nobel per la Letteratura, voce tra le più importanti della narrativa e della poesia canadesi, dello scrittore Premio Strega Paolo Giordano e della scrittrice e saggista messicana due volte finalista al National Book Critics Circle Award e al Kirkus Prize Valeria Luiselli, che con le sue opere ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali come il Rathbone Folio Prize 2020 e il Dublin Award 2021.

roma_stadio-palatino_letterature-festival_9-luglio_locandinaLa terza serata di domenica 9 luglio 2023 ospiterà il vincitore o la vincitrice del Premio Strega 2023, la scrittrice britannica Jeanette Winterson, vincitrice del Whitbread Prize, e lo scrittore turco Burhan Sönmez, presidente del Pen International, vincitore del Václav Havel Library Award e finalista al Premio Strega Europeo 2023. Chiuderà la scrittrice e giornalista tedesca di origine ucraina vincitrice del Premio Strega Europeo 2015 e dello Schubart-Literaturpreis Katja Petrowskaja.

roma_stadio-palatino_letterature-festival_11-luglio_locandinaI protagonisti di martedì 11 luglio 2023 saranno il giovane Bernardo Zannoni, vincitore del Premio Campiello 2022 e Bagutta Opera Prima 2022, e il poeta ed editore inglese Sam Riviere. La serata si concluderà con la partecipazione dello scrittore statunitense William T. Vollmann, vincitore del National Book Award 2005, figura di spicco della letteratura americana degli ultimi trent’anni.

roma_stadio-palatino_letterature-festival_13-luglio_locandinaL’ultimo appuntamento di giovedì 13 luglio 2023 vedrà salire sul palco del Palatino il romanziere e accademico francese David Diop, vincitore del Prix Goncourt des lycéens, del Prix Kourouma, del Premio Strega Europeo 2019, del Los Angeles Times Book Prize for Fiction e, primo francofono, dell’International Booker Prize. A seguire lo scrittore il Premio Strega Nicola Lagioia e la scrittrice di origine etiope Maaza Mengiste, vincitrice del Premio The Bridge 2019 per la Narrativa e finalista al Booker Prize 2020.

roma_stadio-palatino_letterature-festival_3-13-luglio_locandinaQuest’anno il programma sarà accompagnato da artisti e acrobati del circo contemporaneo che racconteranno la parola di Calvino proiettandoci nei suoi immaginari impossibili. Giacomo Costantini / Circo El Grito saranno protagonisti di una performance di boleadoras argentinas e incursioni acrobatiche, Anton Monastyrsky eseguirà un numero di Acrohula hop, Valeriya Davydenko si produrrà in uno spettacolo di Equilibrio in contorsione, Paolo Locci/Brigata Totem si esibirà in una performance con il palo cinese, Barbara Fiorenza e Claudio Ladisa presenteranno uno spettacolo di Acrobatica aerea. Le cinque serate saranno tutte accompagnate da musiche composte ed eseguite dal vivo da Teho Teardo.

 

Roma. In Curia Iulia presentazione, in presenza e on line, del libro “Gli animali a Roma. Tre millenni di interazione con l’uomo” di Jacopo De Grossi Mazzorin e Claudia Minniti

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Un gabbiano del Colosseo (foto PArCo)

In passato gli animali hanno avuto un ruolo fondamentale nella vita dell’uomo, fornendogli cibo, protezione, compagnia, svago, agevolazione nel movimento e di questa lunga interazione uomo-animale rimangono tracce nei documenti letterari, epigrafici, archivistici e iconografici, ma soprattutto negli scavi archeologici che ne restituiscono i resti. Martedì 20 giugno 2023, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la presentazione del libro “Gli animali a Roma. Tre millenni di interazione con l’uomo” (All’Insegna del Giglio sas) di Jacopo De Grossi Mazzorin e Claudia Minniti. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Paolo Carafa, dipartimento di Scienze dell’antichità Sapienza Università di Roma; Riccardo Santangeli Valenzani, dipartimento di Studi umanistici università Roma Tre. Sarà presente l’autrice Claudia Minniti. Ingresso da Largo della Salara Vecchia n.5. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su eventbrite.it. Diretta streaming sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo. Il libro racconta tre millenni di storia di animali e uomini a Roma, partendo dai resti animali studiati in quarant’anni anni di ricerche e rinvenuti nei numerosissimi scavi archeologici che sono stati effettuati nell’area urbana e nel territorio limitrofo, integrando le conoscenze che ne derivano con quelle ricavate dalle altre fonti.

Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, l’incontro “Riflessi e Contrasti” con Dacia Maraini, Piergiorgio Odifreddi, Lucia Goracci, Padre Enzo Fortunato, Lorenzo Chiuchiù, Alfonsina Russo, Marco Capasso, Paolo Ansideri

roma_curia-iulia_incontro-riflessi-e-contrasti_locandinaVenerdì 16 Giugno 2023, alle 20, la Curia Iulia ospita l’incontro “Riflessi e Contrasti” con Dacia Maraini, Piergiorgio Odifreddi, Lucia Goracci, Padre Enzo Fortunato, Lorenzo Chiuchiù, Alfonsina Russo, Marco Capasso, Paolo Ansideri. Organizzato da Francescani di Casa Kolbe, associazione Oicos riflessioni, Marco Capasso Studio Creativo in collaborazione con il parco archeologico del Colosseo e con il contributo di Auxilium, Società Cooperativa Sociale. Accesso gratuito con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su www.eventbrite.it. Ingresso da largo della Salara Vecchia n.5. L’evento sarà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook del PArCo. Introducono Alfonsina Russo, direttore parco archeologico del Colosseo; e Padre Enzo Fortunato, francescano, scrittore. Gli “oratori”: Piergiorgio Odifreddi, matematico, su “Matematica e religione”; Dacia Maraini, scrittrice, conversazione su “Letteratura e società” con Lorenzo Chiuchiù, scrittore. I “senatori”: Lucia Goracci, giornalista RAI; Marco Capasso, architetto. Conduce Paolo Ansideri, fondatore Oicos riflessioni.

Roma. In Curia Iulia presentazione del libro “Aedes Vestae. Archeologia, Architettura e Restauro” a cura di Alfonsina Russo, Federica Rinaldi e Giulia Giovanetti. In presenza e on line. A seguire il progetto digitale di valorizzazione dell’area dell’Aedes Vestae 

roma_curia-iulia_libro-aedes-vestae_russo-rinaldi-giovannetti_presentazione_locandinaVenerdì 9 giugno 2023, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la presentazione del libro “Aedes Vestae. Archeologia, Architettura e Restauro” (Gangemi editore) che riunisce gli atti della giornata di studio dedicata al monumento, tenutasi presso il parco archeologico del Colosseo il 9 giugno 2021. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Domenico Palombi, dipartimento di Scienze dell’antichità di Sapienza università di Roma. Saranno presenti le curatrici Alfonsina Russo, Federica Rinaldi e Giulia Giovanetti (parco archeologico del Colosseo). Conclude Pierre Gros, Académie des Inscriptions et Belles-lettres, Institut de France, Paris. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione su eventbrite.it. Diretta streaming sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo. Al termine della presentazione sarà illustrato il progetto digitale di valorizzazione dell’area dell’Aedes Vestae e dei reperti architettonici a cura di Roberta Altieri, Francesca Caprioli e Federica Rinaldi.

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Smontaggio dei ponteggi del cantiere di restauro del Tempio di Vesta (foto PArCo)

Libro “Aedes Vestae. Archeologia, Architettura e Restauro”. L’intervento conservativo dell’aedes vestae nel foro romano, a quasi cent’anni dalla sua anastilosi, ha rappresentato un’occasione di ricerca, tutela e valorizzazione del monumento in un’ottica multidisciplinare. il coinvolgimento di differenti specialisti – archeologi, architetti, restauratori, rilevatori, ingegneri, strutturisti e archivisti – ha permesso l’acquisizione di una base di dati imprescindibile sia per la progettazione e l’esecuzione dell’intervento sia per un nuovo esame del bene. a due anni dal completamento del cantiere, questi atti rappresentano il raggiungimento di un duplice obiettivo, quello conservativo e quello della conoscenza, entrambi necessari per traghettare pienamente il passato nel futuro, nell’ottica della tutela e della valorizzazione.

Roma. Tra i cieli del Colosseo: inaugurato il nuovo ascensore, totalmente reversibile, che permette a tutti di raggiungere i livelli più elevati della cavea e godere di una vista mozzafiato sull’anfiteatro flavio

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Vedute mozzafiato sull’arena dell’anfiteatro flavio dal terzo ordine del Colosseo (foto PArCo)

 

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Il nuovo ascensore posto all’interno del fornice XXVII del Colosseo (foto PArCo)

Tra i cieli del Colosseo, in ascensore. Cento gradini avevano finora impedito la fruizione della galleria posta tra il II e il III ordine del Colosseo. Il nuovo ascensore posizionato all’interno del fornice XXVII del Colosseo, inaugurato il 31 maggio 2023 alla presenza del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, supera questi ostacoli, permette a tutti i visitatori del parco archeologico del Colosseo di raggiungere i livelli più elevati della cavea e, grazie alla sua struttura vetrata, offre una vista mozzafiato sull’arena del Colosseo. L’opera è stata realizzata da: Metal Working per le strutture metalliche, Ahrcos per le opere edili e Maspero Elevatori per la realizzazione della cabina dell’ascensore. Le visite con l’ascensore panoramico alla galleria intermedia e da qui all’attico del Colosseo sono previste a partire dal mese di giugno 2023, tutti i giorni della settimana, con un orario eccezionale e ricco di suggestioni, compreso tra le 7.30 e le 9.00 del mattino. Le modalità di visita sono disponibili sul sito https://colosseo.it nella sezione Biglietti / Early Morning.

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Il ministro Gennaro Sangiuliano all’inaugurazione del nuovo ascensore al Colosseo (foto PArCo)

“Da oggi il Colosseo è ancora di più patrimonio dell’umanità, accessibile a tutti fino al III ordine dal quale è possibile ammirare la magnificenza di un monumento straordinario, opera della romanità senza pari al mondo. Grazie a questa realizzazione, cittadini e turisti avranno un’ulteriore opportunità per poter godere, senza impedimenti, di una visita la più agevole possibile all’Anfiteatro Flavio, nel nome di una cultura autenticamente inclusiva”, ha dichiarato il Ministro Sangiuliano.

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Il nuovo ascensore del Colosseo che porta al III ordine dell’anfiteatro flavio (foto PArCo)

Sin dalla sua istituzione il parco archeologico del Colosseo ha inserito nella sua mission il tema dell’accessibilità fisica, culturale e cognitiva, adoperandosi per accogliere tutto il pubblico con adeguati sussidi alla visita (segnaletica, mappe tattili, guide easy to read) e ovviamente con percorsi in grado di superare i dislivelli. Nell’ambito di questo obiettivo il PArCo ha ampliato ulteriormente la già estesa fruibilità del Colosseo, inaugurando un ascensore che garantisce a tutti i visitatori, con maggiore attenzione nei confronti di chi ha difficoltà motorie, di superare i 100 ripidi gradini che separano il I ordine dalla galleria intermedia, godendo di una visuale unica dell’intero monumento.

L’ascensore nasce dalla sinergia tra il PArCo e l’Orchestra Italiana del Cinema, protagonista nel 2018 di un evento finalizzato alla eradicazione della poliomelite nel mondo. In tale occasione fu proiettato nell’arena dell’Anfiteatro Flavio il film “Il Gladiatore” di Ridley Scott, alla presenza di Russel Crowe con le celebri musiche di Hans Zimmer eseguite dal vivo. Marco Patrignani, Presidente dell’Orchestra, in quella occasione prese anche l’impegno di sponsorizzare il nuovo ascensore. Il taglio del nastro è stato preceduto da una speciale performance a cura dell’Orchestra Italiana del Cinema che si è esibita sulle indimenticabili note del premio Oscar Hans Zimmer.

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Il punto di uscita dall’ascensore al III ordine del Colosseo (foto

“Il Colosseo è patrimonio dell’umanità e come tale è importante il suo ruolo sociale e umanitario”, ha dichiarato il direttore del parco archeologico del Colosseo Alfonsina Russo. “Ringrazio Marco Patrignani e l’Orchestra Italiana del Cinema, perché si sono impegnati a realizzare un impianto che concretizza un principio fondamentale, ossia che la cultura è e dovrà essere sempre più un diritto da cui nessuno deve sentirsi escluso. Uno degli obiettivi prioritari che, da sempre, caratterizza l’attività del PArCo è quello dell’accessibilità sia culturale che fisica, con percorsi attrezzati per tutte le tipologie di pubblico. Da oggi, grazie al nuovo ascensore sarà possibile, per tutti i visitatori, godere di uno sguardo di grande suggestione sui cieli di Roma”. E Marco Patrignani: “Non avrei mai pensato, essendo un uomo che si occupa di musica e cinema, di seguire personalmente la realizzazione di un nuovo ascensore al Colosseo, dalla fase progettuale alla sua inaugurazione. Cinque lunghi anni per far sì che una poderosa struttura di ferro e cristallo potesse dare gioia a milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo. È come se fosse stato costruito con la forza delle emozioni e dei sogni, che sembrano eterei e sono invece potentissimi”.

Realizzato nel pieno rispetto delle indicazioni del PArCo e delle normative vigenti, l’ascensore è in linea con la specificità del luogo e si inserisce in modo armonico nel monumento, riducendo al minimo l’occupazione degli spazi e nell’assoluto rispetto delle murature esistenti, grazie all’utilizzo di punti di ancoraggio a pressione che garantiscono la totale reversibilità dell’opera. La realizzazione dell’ascensore consente a tutti, senza alcuna esclusione, di raggiungere la galleria tra il II e III ordine, restituita alla fruizione dopo un accurato lavoro di restauro, con finalità conservative e di messa in sicurezza. Uno spazio oggi pienamente percepibile nella sua lunga storia anche grazie ad un suggestivo e mirato sistema di illuminazione che valorizza le strutture, le superfici intonacate e i graffiti, e ad un allestimento didattico volto ad un’efficace esperienza di visita.

Roma. Per l’International Museum Day in Curia Iulia conferenza su “Sostenibilità, benessere e natura al Parco archeologico del Colosseo”

roma_PArCo_international-museum-day_locandinaIn occasione della Giornata Internazionale dei Musei ICOM la Curia Iulia ospita una conferenza di approfondimento sui progetti del PArCo dedicati al benessere ispirati dal principio “Salus per Artem”, sulle attività di sostenibilità ambientale, monitoraggio e protezione del patrimonio archeologico attraverso le biotecnologie. Appuntamento giovedì 18 maggio 2023, alle 16.30, in Curia Iulia. Ingresso da largo della Salara Vecchia, 5. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su www.eventbrite.it. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo: https://www.facebook.com/parcocolosseo. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Francesca Boldrighini, parco archeologico del Colosseo, su “Il progetto Parco Green”; Andrea Schiappelli, parco archeologico del Colosseo, su “Salus per Artem: stare bene al PArCo”; Gabriella Strano, parco archeologico del Colosseo, su “L’ecosistema PArCo tra passato, presente e futuro”; Aldo Winkler, istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, su “Foglie e licheni per il controllo delle polveri sottili al Palatino”; Gianluca Damiani, associazione Ornis Italica, su “Osservare la biodiversità del PArCo”.

Roma. Per “Dialoghi in Curia” incontro, in presenza e on line, con Domenico Palombi (Sapienza università di Roma) su “Horrea Piperataria: lo scavo, la storia, il contesto”: presentazione dei risultati del “Progetto Velia. Archeologia e storia urbana di un quartiere centrale di Roma antica”

roma_dialoghi-in-curia_horrea-piperataria_palombi_locandina“Horrea Piperataria: lo scavo, la storia, il contesto” è il titolo del nuovo appuntamento, in presenza e on line, di “Dialoghi in Curia” promossi dal parco archeologico del Colosseo. Giovedì 4 maggio 2023, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la conferenza di Domenico Palombi, dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza università di Roma, che presenta i risultati del “Progetto Velia. Archeologia e storia urbana di un quartiere centrale di Roma antica”, nato nel 2018 grazie alla sinergia tra il dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza università di Roma e il parco archeologico del Colosseo. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite: https://www.eventbrite.it/e/604772048477. Posti individuali riservati per i titolari della Membership Card. Ingresso da Largo della Salara Vecchia, 5. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo. Il progetto mira alla ricostruzione storico-topografica dell’antico, centralissimo quartiere della Velia e intende approfondire la conoscenza del contesto urbanistico, storico e architettonico connesso al sito, alla architettura e alle funzioni degli Horrea Piperataria. Il rinnovato studio di questo particolare complesso di magazzini imperiali, così come dell’intero settore urbano della Velia, si avvale di indagini geofisiche, stratigrafiche, ricerche archivistiche e nuove analisi sulle strutture antiche al fine ricostruire la forma, le componenti e la storia urbana di una delle aree più rappresentative del centro di Roma, ripetutamente coinvolta nelle trasformazioni della città antica e dagli sconvolgimenti che hanno avuto luogo dal Medioevo all’età contemporanea.

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Domenico Palombi (Sapienza università di Roma)

Domenico Palombi è professore associato di Archeologia classica alla Sapienza università di Roma, dipartimento di Scienze dell’Antichità. Dal 2018 è direttore del “Progetto Velia”. Socio della Pontificia accademia romana di Archeologia e di altre Istituzioni d ricerca, Direttore responsabile della rivista Archeologia classica, ha ricoperto diversi incarichi accademici e ricevuto onorificenze scientifiche. Si occupa, in particolare, della storia urbana di Roma, con particolare attenzione alla ricostruzione dei significati culturali, politici, sociali, religiosi e ideologici delle singole componenti del paesaggio urbano. Al valore simbolico dell’antico e alla storia dell’archeologia romana nel periodo compreso tra l’istituzione di Roma Capitale e l’affermazione del regime fascista ha dedicato alcuni contributi, concentrandosi su contesti significativi della città contemporanea e su importanti figure della scena archeologica italiana ed europea.  Tra i suoi filoni di ricerca rientrano, inoltre, i rapporti politici e culturali tra Roma e il Lazio in epoca arcaica e repubblicana, la memoria dell’antico nella storia della cultura dal Rinascimento all’età contemporanea, l’analisi storico-archeologica del suburbio di Roma e la ricomposizione della forma della città imperiale.

Roma. Per “Dialoghi in Curia” incontro, in presenza e on line, presentazione del libro “Basilica Iulia I. Gli Scavi di Laura Fabbrini (1960 – 1964). Strutture, Stratigrafie e Materiali dalla prima età Repubblicana alla Costruzione Augustea” a cura di Marco Galli (Sapienza università di Roma) e Tommaso Ismaelli (CNR)

roma_dialoghi-in-curia_libro-basilica-iulia-I-gli-scavi-di-laura-fabbrini_presentazione_locandinaLa Curia Iulia ospita la presentazione del volume dedicato ai risultati del Progetto Basilica Iulia, finalizzato alla pubblicazione degli scavi condotti tra 1960 e 1964 al di sotto del grande edificio augusteo. Appuntamento giovedì 27 aprile 2023, alle 16.30, in Curia Iulia, con la presentazione del libro “Basilica Iulia I. Gli Scavi di Laura Fabbrini (1960 – 1964). Strutture Stratigrafie e Materiali dalla prima età Repubblicana alla Costruzione Augustea” a cura di Marco Galli, dipartimento di Scienze dell’Antichità Sapienza università di Roma, e Tommaso Ismaelli, CNR Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Johannes Lipps, Johannes Gutenberg-Universität Mainz, e Paolo Liverani, università di Firenze. Saranno presenti gli autori. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione su eventbrite.it o, in alternativa, in streaming su https://www.facebook.com/parcocolosseo.

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Copertina del libro “Basilica Iulia I. Gli Scavi di Laura Fabbrini (1960 – 1964). Strutture, Stratigrafie e Materiali dalla prima età Repubblicana alla Costruzione Augustea”

Il volume presenta i risultati del Progetto Basilica Iulia, sviluppato in collaborazione tra Consiglio nazionale delle Ricerche, parco archeologico del Colosseo e Sapienza università di Roma, e finalizzato alla pubblicazione degli scavi condotti da Laura Fabbrini (soprintendenza Archeologica di Roma IV) tra 1960 e 1964 al di sotto della vasta fabbrica augustea. La valorizzazione della fondamentale documentazione di scavo, la realizzazione di nuove campagne di rilievo e di prospezioni geofisiche, lo studio sistematico dei materiali archeologici, accompagnato da analisi archeometriche, costituiscono la solida base per un’approfondita rilettura delle trasformazioni del lato meridionale del Foro Romano, tra la prima età repubblicana e la riscoperta in età moderna della Basilica Iulia. Nella prima parte del volume si ricostruisce un quadro del tutto inedito delle vicende dell’edificio augusteo in età imperiale e tardo-antica, restituendo viva concretezza alle funzioni amministrative, politiche ed economiche del grandioso monumento forense. Lo sguardo si estende poi alle trasformazioni del paesaggio d’età medievale e rinascimentale, fino a evidenziare il ruolo centrale svolto della Basilica Iulia per la storia della ricerca archeologica nel Foro Romano. Nella seconda parte, si indagano le fasi più antiche dell’area occupata dal monumento augusteo, grazie alla ricchissima messe di dati raccolti da Fabbrini. Significative novità riguardano innanzitutto la prima frequentazione dell’area, all’alba della fondazione della repubblica, il profondo riassetto del quartiere nella media età repubblicana, con la creazione dell’aedes poi appartenuta a Publio Cornelio Scipione Africano, e la realizzazione della Basilica Sempronia (169 a.C.) per la prima volta oggetto di una proposta ricostruttiva. In seguito, della Basilica di Cesare si evidenzia il collegamento con le gallerie del Foro, mentre viene ricostruito l’imponente cantiere augusteo. Ampio spazio, infine, è dedicato agli approcci metodologici più innovativi, dal rilievo alle prospezioni geofisiche, così come all’approfondita discussione della cultura materiale, fondamentale per definire non solo la lunga diacronia del settore meridionale del Foro Romano ma anche i consumi e le pratiche alimentari, anche grazie ad analisi gas-cromatografiche e allo studio di resti archeobotanici e archeozoologici.

Roma. Per “Dialoghi in Curia” incontro, in presenza e on line, con Paolo Sommella (accademico dei Lincei e professore emerito di Topografia Antica alla Sapienza Università di Roma) su “Enea nel Lazio. A cinquant’anni dalla scoperta dell’Heroon di Lavinium” nell’ambito della mostra “Il viaggio di Enea. Da Troia a Roma” al Tempio di Romolo nel Foro Romano

roma_dialoghi-in-curia_conferenza-enea-nel-lazio_sommella_locandina“Enea nel Lazio. A cinquant’anni dalla scoperta dell’Heroon di Lavinium” con Paolo Sommella, accademico dei Lincei e professore emerito di Topografia Antica alla Sapienza Università di Roma, è il nuovo appuntamento della rassegna “Dialoghi in Curia” del parco archeologico del Colosseo, inserito nel ciclo di conferenze attorno alla mostra “Il viaggio di Enea da Troia a Roma” allestita al Tempio di Romolo nel Foro Romano, cui appunto è legato un interessante programma di conferenze e visite guidate mirate all’approfondimento di temi specifici o dei luoghi del parco archeologico del Colosseo legati al mito di Enea. Martedì 4 aprile 2023, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la conferenza “Enea nel Lazio. A cinquant’anni dalla scoperta dell’Heroon di Lavinium”. Introduce Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo. Ingresso da largo della Salara Vecchia, 5. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su www.eventbrite.it o, in alternativa, in streaming su https://www.facebook.com/parcocolosseo.

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L’Heroon di Enea a Lavinium (foto museo archeologico lavinium)

Mezzo secolo fa veniva alla luce a Lavinium, grazie ad uno scavo di emergenza dovuto ad una aratura pesante, un complesso monumentale che fu poi al centro dell’interesse scientifico per vari anni, a causa dei suoi significati storici e cultuali. L’Heroon di Enea è l’evidenza archeologica più antica dei tre gruppi distinti di monumenti (XIII Altari ed edificio arcaico) del Santuario extraurbano (Aphrodision) posto a Sud Ovest dell’odierno borgo di Pratica di Mare. Si tratta di un tumulo funerario risalente al VII sec. a.C., che conteneva una tomba ad inumazione con una cassa in lastre tufacee, da attribuire ad un eminente personaggio del centro laurentino, verosimilmente un principe, sepolto con gli oggetti personali e un ricco corredo tra cui decine di vasi, oggetti in metallo, alari e spiedi in ferro ed un carro simbolo del potere.

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Paolo Sommella, accademico dei Lincei

Paolo Sommella, già professore ordinario (prima di Topografia e urbanistica poi di Topografia di Roma e dell’Italia antica) alla Sapienza università di Roma, ha pubblicato oltre 120 titoli, con saggi monografici, articoli e relazioni di scavo. È presidente della Commissione Internazionale per la Tabula Imperii Romani, su nomina dell’Union Académique Internationale (UAI) di Bruxelles e direttore della Forma Italiae, patrocinata dall’Unione Accademica Nazionale. Ha eseguito e diretto scavi archeologici a Roma (Sant’Omobono), Pratica di Mare (Lavinium), Sibari, Atri, Peltuinum (L’Aquila), Venosa, Grumentum e in altri centri italiani. Dirige le collane editoriali “Forma Italiae” (Olschki, Firenze) e “Città antiche in Italia” (L’Erma di Bretschneider, Roma). Tra i numerosissimi e prestigiosi incarichi e riconoscimenti accademici si ricordano quelli di socio dell’Accademia nazionale dei Lincei e di presidente dell’Istituto nazionale di Studi romani.

Roma. Nella chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, conclusi i lavori di restauro del tetto crollato, presentazione – in presenza e on line – del libro “Carcer Tullianum. Il Mamertino al Foro Romano” a cura di Alfonsina Russo e Patrizia Fortini (L’Erma di Bretschneider)

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La chiesa di San Giuseppe dei Falegnami che insiste sul Carcer-Tullianum a Roma (foto PArCo)

La chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, già di San Giuseppe a Campo Vaccino, sorge alle pendici orientali del Campidoglio, in prossimità del Foro Romano e della chiesa dei Santi Luca e Martina. La chiesa originaria venne eretta al di sopra del Carcere Mamertino, a sua volta sovrastante il Tullianum. Si tratta di due ambienti sovrapposti che costituisco quello che per i Romani era il “carcer”: un ambiente di passaggio in attesa dell’esecuzione capitale dei condannati. In queste carceri perirono personaggi famosi come Giugurta, Vercingetorige, i partecipanti alla congiura di Catilina e secondo la tradizione vi furono rinchiusi anche San Pietro e San Paolo. Nel 1540 la Congregazione dei Falegnami aveva preso in affitto la chiesa di San Pietro in Carcere sopra il Carcere Mamertino per svolgere le proprie riunioni e funzioni religiose. Tuttavia, ben presto, data l’inadeguatezza dell’angusto edificio, la confraternita sentì l’esigenza di erigere una chiesa più ampia e accogliente. La chiesa fu consacrata l’11 novembre del 1663.

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Il soffitto cassettonato della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami dopo i restauri (foto PArCo)

Martedì 28 Marzo 2023, alle 11, nella chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, a 5 anni dal crollo del tetto e a conclusione dei lunghi lavori di ricostruzione e di restauro del cassettonato, sarà presentato il libro “Carcer Tullianum. Il Mamertino al Foro Romano” a cura di Alfonsina Russo e Patrizia Fortini (L’Erma di Bretschneider). Sono previste visite all’Oratorio, al museo e all’area archeologica. Saranno illustrate le più recenti indagini e la storia del complesso che si trova a ridosso delle pendici NE del Colle Capitolino, al di sotto della seicentesca chiesa di S. Giuseppe dei Falegnami con annesso Oratorio. Le strutture del Carcer Tullianum (“Carcere Mamertino” di comune memoria) costituiscono uno dei complessi monumentali di età repubblicana più rilevanti del Foro Romano (area del Comizio) e più cari alla fede cristiana perché legato alla figura di San Pietro. Connesso al sistema sostruttivo/difensivo del Campidoglio sin dall’età arcaica (le cosiddette “Mura Serviane”), il Carcer Tullianum, secondo quanto attestato dalle fonti classiche, fungeva da luogo di reclusione dei nemici di Roma condannati a morte ed era composto da due nuclei distinti, il Carcer ed il Tullianum (ambiente ipogeo). Introducono monsignor Remo Chiavarini, responsabile Opera Romana Pellegrinaggi; Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono monsignor Pasquale Iacobone, presidente della Pontificia commissione di Archeologia Sacra; Fulvio Cairoli Giuliani, accademico dei Lincei e professore emerito di Sapienza Università di Roma; Andrea Augenti; professore di Archeologia medievale all’università di Bologna. Conclude Patrizia Fortini, archeologa, già funzionaria del parco archeologico del Colosseo. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su www.eventbrite.it. Ingresso da Clivo Argentario 1. Diretta streaming sul profilo Facebook del parco archeologico del Colosseo.

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Copertina del libro “Carcer Tullianum. Il Mamertino al Foro Romano” di Alfonsina Russo e Patrizia Fortini

“Carcer Tullianum. Il Mamertino al Foro Romano”. A ridosso delle pendici NE del Colle Capitolino, al di sotto della seicentesca chiesa di S. Giuseppe dei Falegnami con annesso Oratorio, si conservano le strutture del Carcer-Tullianum (“Carcere Mamertino” di comune memoria) uno dei complessi monumentali di età repubblicana più rilevanti del Foro Romano (area del Comizio) e più cari alla fede cristiana perché legato alla figura di San Pietro. Connesso al sistema sostruttivo/difensivo del Campidoglio sin dall’età arcaica (le cd. “Mura Serviane”) il Carcer-Tullianum, secondo quanto attestato dalle fonti classiche, fungeva da luogo di reclusione dei nemici di Roma condannati a morte ed era composto da due nuclei distinti, il Carcer ed il Tullianum (ambiente ipogeo). Con Carcer si intende l’ambiente a pianta trapezoidale con gli ambienti attigui, di età repubblicana (fine IV-II a.C.), che fu monumentalizzato nel I d.C. per disposizione senatoria, come recita l’iscrizione dedicatoria posta a coronamento della facciata in travertino che si apre rivolta verso il Foro Romano, edificata in quella occasione. Nel suo insieme si presenta come un sistema di strutture lapidee in opera quadrata, articolate e a varie quote, a ridosso delle pendici dell’Arce capitolina rivolte verso la valle del Foro Romano. Il complesso creava una possente quinta muraria che fa da sfondo al Foro Romano e in stretta relazione con gli edifici dove si svolgeva la vita politica, giudiziaria e giuridica di Roma: la Curia, il Comizio e i tribunali. Tullianum è la denominazione dell’ambiente ipogeo in blocchi di peperino (IV a.C. con una probabile fase di fine V a.C.) caratterizzato dalla sorgente che risale, per pressione, dal piano pavimentale attraverso una piccola apertura quadrata in fase con il pavimento stesso. Originariamente a pianta circolare (tholos) – come rivelato dagli scavi – assume la forma in pianta ad arco di cerchio, quando la costruzione del prospetto esterno del Carcer ne determina in parte lo smantellamento. Nessun dato è emerso dallo scavo per riconoscervi la funzione di cisterna; lo stesso condotto, che fino all’ultima campagna d’indagine scaricava all’esterno l’acqua raccolta nel pozzo, è moderno. Risale sicuramente alla prima età imperiale la teca rinvenuta sul piano pavimentale scavata appositamente per ospitare il materiale di età arcaica e repubblicana deposto dopo un’azione rituale svoltasi in un giorno d’autunno. Questo deposito e la sorgente portano a concludere, con un certo margine di sicurezza, che il Tullianum originariamente fosse stato costruito per una sorgente sacralizzata: forte il richiamo alla fonte dove, raccontano gli autori antichi, Tarpea incontra per la prima volta il re dei Sabini nemici dei Romani, Tito Tazio, e prendono avvio la serie di accadimenti che portano al tradimento da parte della giovane e alla sua morte È suggestivo pensare che l’acqua del Tullianum (“Acqua Tulliana”) sia quella presente nel racconto del tradimento di Tarpeia. La giovane romana, figlia di Spurio Tarpeio comandante della rocca capitolina, incontra Tito Tazio, capo dei nemici Sabini, presso una fonte (non se ne tramanda il nome) situata al di fuori delle mura dell’arce capitolina verso la piana che ospiterà poi il Foro Romano. Segue il tradimento e la punizione: Tarpea è uccisa seppellita viva sotto il cumulo degli scudi sabini. Anche il padre, ritenuto colpevole per aver perso la postazione, è giustiziato, precipitato per mano degli stessi Romani dall’alto della rupe ricordata come Rupes Tarpeia o Saxum Tarpeium. La rupe che oggi si tende a collocare sull’Arx nel settore che sovrasta il Carcer-Tullianum, il luogo votato per eccellenza alla uccisione dei nemici del Popolo Romano. Il complesso continua a vivere trasformato in età alto medievale in luogo di un culto cristiano, luogo che dal XII secolo si connota dedicato agli Apostoli Pietro e Paolo: la chiesa di S. Pietro in Carcere. Anche se coperta dalle fondazioni della chiesa S. Giuseppe dei Falegnami costruita nel XVI secolo, rimarrà sempre aperta al culto, impedendone così la distruzione. In un vano del Carcer coperto dalle fondazioni della chiesa seicentesca è ricavata alla metà del XIX secolo una cappella destinata ad ospitare il “Crocifisso delle Carceri”, un crocifisso ligneo esposto in precedenza alla pietà popolare sulla facciata in travertino del Carcer. Il Carcer-Tullianum e le strutture rinvenute dopo i recenti scavi fanno oggi parte del percorso espositivo del museo che ne racconta la complessa storia.