Archivio tag | Alberto Broglio

Fimon Molino Casarotto (Arcugnano, Vi). Presentazione dei risultati delle ricerche archeologiche riprese dopo anni per definire con più precisione la frequentazione del sito preistorico (dalla fine del IV millennio agli inizi del III) e comprendere meglio le cosiddette “aree di abitazione”

Fimon_Molino Casarotto_fase-degli-scavi-2022_foto-sabap-vr

Una fase della campagna di scavo al sito di Fimon Molino Casarotto ad Arcugnano di Vicenza (foto sabap-vr)

La ripresa delle ricerche nel sito di Fimon Molino Casarotto (Arcugnano, VI) è il primo intervento sul campo nel quadro del “Progetto di promozione culturale e scientifica dei siti pre-protostorici delle valli umide dei Colli Berici (Vicenza)”, protocollo d’intesa siglato nel 2021 tra soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza e Dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova. Lo scavo stratigrafico in corso consentirà il recupero dei materiali archeologici qui ancora conservati e permetterà di definire con maggiore precisione la cronologia assoluta delle fasi di frequentazione del sito, ma è finalizzato soprattutto ad effettuare analisi scientifiche di ultima generazione per meglio comprendere le attività antropiche che si svolgevano nelle c.d. “aree di abitazione”, oltre al quadro paleo-ambientale circostante. Queste analisi verranno svolte al Dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova, in una serie di laboratori di ultima generazione che sono stati creati grazie al progetto GEODAP. E lunedì 19 settembre 2022, alle 11, a Fimon, sul luogo dello scavo Molino Casarotto, presentazione dei risultati delle ricerche.

Fimon_Molino Casarotto_copertura-area-scavo-2022_foto-sabap-vr

La copertura a protezione dell’area di scavo 2022 nel sito di Fimon Molino Casarotto (Arcugnano, Vi) (foto sabap-vr)

L’insediamento di Molino Casarotto venne alla luce durante l’estrazione della torba nel 1942 presso la località “Persegaro” nelle Valli di Fimon (Arcugnano, VI). Grazie all’intervento di Gastone Trevisiol, che seguiva in quanto ispettore onorario della soprintendenza i lavori di estrazione, le prime strutture furono accuratamente rilevate e pubblicate postume nel 1946 (Trevisiol 1944-45). Tra il 1969 ed il 1972 il sito venne scavato da parte del prof. Alberto Broglio dell’università di Ferrara e del prof. Lawrence Barfield dell’università di Birmingham (Barfield, Broglio 1986). Gli scavi furono svolti secondo le più moderne metodologie analitiche disponibili per l’epoca. Vennero messe in luce tre aree di abitazione, con delle piattaforme di pali orizzontali poggianti sul limo lacustre nel quale erano conficcati, con funzione di costipamento e drenaggio, numerosi pali verticali. Ciascuna area di abitazione presentava un focolare e furono recuperati abbondanti materiali ceramici e litici, inquadrabili nello stile geometrico-lineare della facies dei Vasi a Bocca Quadrata.

Fimon_Molino Casarotto_team-scavi-2022_foto-sabap-vr

Alcuni partecipanti allo scavo 2022 sul sito di Fimon Molino Casarotto

La campagna di scavo del 2022, finanziata all’interno del progetto “GEODAP” di cui è Principal investigator il prof. Cristiano Nicosia e diretta insieme al funzionario archeologo della soprintendenza Paola Salzani, mira a valutare le condizioni di conservazione del deposito a cinquant’anni esatti dagli scavi Barfield-Broglio. Nel 2020 infatti, il prof. Nicosia aveva effettuato prospezioni geo-magnetiche ad altissima risoluzione nell’areale degli scavi novecenteschi, stabilendo che una metà del deposito della c.d. II area di abitazione, risparmiato all’epoca degli scavi del 1969-1972, era ancora in situ.

A Stallavena di Grezzana, laboratori e visite guidate al sito paleolitico del Riparo Tagliente (60mila-10mila anni fa) in occasione della 52.ma campagna di ricerche archeologiche dell’università di Ferrara

Il sito paleolitico dei Riparo Tagliente a Stallavena di Grezzana (Vr) scoperto nel 1958 da Francesco Tagliente (foto unife)

Antonio Guerreschi (università di Ferrara) e Francesco Tagliente al Riparo Tagliente (foto unife)

“Ho seguito un richiamo. È difficile da spiegare. Ma io sentivo che in quegli anfratti dei monti Lessini le prove della presenza dell’uomo preistorico erano lì che aspettavano solo di essere scoperte. E, anche se all’epoca ero solo un appassionato, sentivo che aspettavano me”. Così mi raccontava Francesco Tagliente, che ho avuto la fortuna di avere compagno di corso all’università di Padova dove, lui ormai pensionato, aveva deciso di iscriversi per coronare una vita unica con una laurea. Sì, perché il suo nome sarebbe rimasto indelebile, legato a una delle scoperte preistoriche più importanti del Novecento in Italia, quel riparo che, dalla sua scoperta nel 1958 a Stallavena di Grezzana (Vr) sul fianco destro della Valpantena, alle propaggini occidentali dei monti Lessini, a 250 metri di altezza, è noto appunto come Riparo Tagliente, e che conserva le testimonianze di frequentazioni antropiche del Paleolitico Medio e Superiore (60.000-10.000 anni fa), di gruppi di cacciatori-raccoglitori. Qui vissero uomini dell’epoca del Neanderthal e anche più recenti, da 13.500 a 11.000 anni fa. Oltre a oggetti e manufatti artistici è stata trovata anche una tomba paleolitica.

Dal 1967 al Riparo Tagliente le ricerche archeologche sono condotte dall’università di Ferrara (foto unife)

L’archeologa Federica Fontana

Le ricerche vennero avviate nel 1962 da una équipe di studiosi del museo civico di Storia Naturale di Verona, composta da Francesco Zorzi, Angelo Pasa e Franco Mezzena. Il Museo di Verona rimase protagonista delle ricerche fino al 1964, ed è solo nel 1967, dopo la scomparsa di Zorzi e Pasa, che l’Università di Ferrara assunse la direzione degli scavi. A partire da questa data i lavori furono seguiti dal prof. Piero Leonardi e successivamente dal prof. Alberto Broglio. Ad oggi, responsabile delle ricerche è la dott.ssa Federica Fontana, subentrata dopo il pensionamento del prof. Antonio Guerreschi nel 2009.

Ipotesi di ricostruzione dell’ambiente del Riparo Tagliente popolato dall’uomo di Neanderthal (foto unife)

Visite guidate e laboratori al Riparo Tagliente: la locandina degli appuntamenti 2019

E sarà proprio Federica Fontana che accoglierà anche quest’anno i visitatori che accederanno al sito paleolitico del Riparo Tagliente aperto in questi giorni per la 52.ma campagna di ricerche archeologiche dell’università di Ferrara, dal 30 settembre all’11 ottobre 2019. I partecipanti alla campagna di ricerche svolgono le seguenti attività: documentazione delle evidenze stratigrafiche; lavaggio, vaglio, siglatura e catalogazione dei reperti archeologici; attività didattiche rivolte alle scolaresche e agli adulti, manutenzione del cantiere. Come si vede, quindi, c’è una precisa attenzione al pubblico cui vengono dedicati due pomeriggi. Il primo, venerdì 4 ottobre 2019, è riservato ai più giovani con “Una giornata nella Preistoria”. Nei due turni, alle 15 e alle 16.30, i giovani preistorici saranno impegnati in laboratori di archeologia sperimentale come la scheggiatura della selce. Proprio il Riparo Tagliente ha restituito un’abbondante produzione di industria litica. Ma i ragazzi impareranno anche la lavorazione delle materie vegetali, e quindi a produrre quei colori che poi utilizzeranno per riprodurre le pitture dell’uomo del Paleolitico. E alla fine saranno accompagnati a visitare il sito. La settimana successiva, giovedì 10 ottobre 2019, toccherà agli adulti che, alle 15 e alle 16.30, saranno portati a scoprire i segreti del sito con una visita guidata a tu per tu con l’uomo di Neanderthal.