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Egitto. Il quarto sarcofago in legno dorato di Tutankhamon dal museo Egizio di Tahrir è stato spostato al Grand Egyptian Museum, destinato a ospitare tutto il Tesoro del Re Ragazzo

Il Grand Egyptian Museum ospiterà tutto il Tesoro di Tutankhamon (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Un altro “pezzo” del tesoro di Tutankhamon, il quarto sarcofago in legno ricoperto d’oro, dal museo Egizio di Tahrir è giunto nella sua nuova dimora: il Grand Egyptian Museum, 490mila metri quadrati, che ospiterà in una speciale sezione i 5600 oggetti preziosi del tesoro di Re Tut. Lo ha annunciato Il maggiore generale Atef Moftah, supervisore generale del progetto del Gem e dell’area circostante: “Il trasferimento è stato effettuato nel rispetto di tutte le misure di sicurezza dalla Polizia del Turismo e delle Antichità e sotto la supervisione dei restauratori e dei curatori dei musei. Sebbene questo sia il più piccolo dei sarcofagi del re Tutankhamon, è considerato uno dei più grandi manufatti del Tesoro del re finora trasferiti finora al museo”.

Il mezzo usato per il trasporto in sicurezza del quarto sarcofago in legno e oro di Tutankhamon (foto ministry of Tourism and Antiquities)
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L’imballaggio per il trasporto del quarto sarcofago di Tutankhamon (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Prima di essere trasportato al Gem secondo gli standard scientifici internazionali, hanno spiegato Moamen Othman, capo del settore dei musei al Consiglio supremo delle antichità, e Issa Zidan, direttore generale degli Affari Esecutivi per il Restauro e il Trasferimento delle Antichità al Gem, il sarcofago è stato esaminato ed è stato preparato un rapporto dettagliato dal punto di vista scientifico e archeologico per documentarne lo stato di conservazione e poter prendere tutte le misure scientifiche necessarie per il restauro e la manutenzione. Quindi è stato smantellato in cinque parti con la stessa tecnica usata dagli antichi egizi, e poi ogni elemento è stato avvolto individualmente con carta giapponese Chu e materiali di irrigidimento appropriati che ne avrebbero garantito la sicurezza durante il processo di trasporto.

Autorità, tecnici e maestranze accolgono il quarto sarcofago di Tutankhamon al Grand Egyptian Museum (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Il team del Grand Egyptian Museum e del Museo Egizio di Tahrir assemblerà nuovamente il sarcofago, nei prossimi giorni, all’interno delle vetrine nelle sale del Tesoro del Re Ragazzo. E sarà oggetto dei necessari interventi di restauro. Gli altri tre sarcofagi di Tutankhamon, ha concluso Al-Tayed Abbas, viceministro del turismo e delle antichità per gli affari archeologici presso il Grand Egyptian Museum, verranno spostati consecutivamente per essere esposti  tutti secondo le più recenti modalità di esposizione museale nelle sale dedicate al Tesoro di Tut, che coprono una superficie di circa 7500 metri quadrati.

Egitto. Nella necropoli di Saqqara la missione egiziana scopre 100 sarcofagi inviolati e sigillati di 2500 anni fa, 40 statue dorate di Ptah Soker, 20 scatole di legno di Horus, e poi statuette, amuleti, ushabti e 4 maschere in cartonnage dorato. I sarcofagi andranno tra il Grand Egyptian Museum, il National Museum of Egyptian Civilization, il museo della Nuova Capitale Amministrativa e il museo Egizio di piazza Tahrir. Le mummie al National Museum of Egyptian Civilization

I sarcofagi in legno inviolati e sigillati, risalenti a 2500 anni fa, scoperti dalla missione egiziana nella necropoli di Saqqara (foto Ministry of Tourism and Antiquities)
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Il ministro al Turismo e alle Antichità Khaled el Anani parla davanti alla distesa di sarcofagi scoperti a Saqqara (foto Ministry of Tourism and Antiquities)

Cento sarcofagi in legno di 2500 anni fa, inviolati e sigillati, ancora in ottime condizioni, contenenti mummie ben conservate, alcune accompagnate con ricchi ornamenti all’interno di pozzi funerari; quaranta statue (alcune dorate) di Ptah Soker, dio della necropoli di Saqqara, venti scatole di legno del dio Horus, due statue di “Phnomus “, una alta 120 cm e l’altra 75 cm, in legno di acacia. Oltre a numerose statuette, amuleti, ushabti e 4 maschere in cartonnage dorato. I ritrovamenti risalgono all’epoca delle dinastie dal VI al IV secolo a.C. e alla dinastia dei Tolomei (IV-I sec. a.C.). È l’ultima scoperta archeologica della missione egiziana dalla necropoli di Saqqara annunciata dal ministro al Turismo e alle Antichità Khaled el Anani alla presenza del maggiore generale Ahmed Rashid, governatore di Giza; l’ambasciatore Badr Abdel Aty, assistente ministro degli Affari Esteri per gli Affari Europei; Mostafa Waziri, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità; il maggiore generale Atef Moftah, supervisore del Grand Egyptian Museum e l’area circostante, e Ahmed Ghoneim, CEO del National Museum of Civilization; Al-Tayeb Abbas, viceministro per gli Affari archeologici presso il Grand Egyptian Museum, e un certo numero di funzionari del ministero, oltre ad alcuni personaggi pubblici e artisti egiziani.

Le statue dorate di Ptah Soker, dio della necropoli di Saqqara, trovate dalla missione egiziana a Saqqara (foto Ministry of Tourism and Antiquities)

L’area di Saqqara – nota al mondo per la piramide a gradoni di Djoser – non finisce mai di stupire. “È la terza grande scoperta fatta negli ultimi tre anni di campagna di scavo nella stessa zona da archeologi egiziani nell’ambito di una missione egiziana”, ha sottolineato con un certo orgoglio il segretario dello Sca, Mostafa Waziri. “Un’area già nota per i ricchi ritrovamenti in passato, come le tombe dei nobili, in cui è stata ritrovata la sacra necropoli di gatti, animali e uccelli. Senza dimenticare la grande scoperta fatta questa primavera della tomba di Wahty, un sacerdote della V dinastia, che ha fatto il giro del mondo”.

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La pulitura delle statue di Ptah Soker scoperte a Saqqara (foto Ministry of Tourism and Antiquities)

È toccato al ministro Khaled el Enani introdurre la scoperta con la proiezione di un cortometraggio sui momenti del ritrovamento. “Questa nuova scoperta rappresenta una continuazione dell’ultima scoperta annunciata lo scorso ottobre, e non siamo certo alla fine della ricerca. Altri ritrovamenti saranno annunciati a breve. Ma prima dobbiamo completare l’estrazione dei sarcofago già individuati per poter poi continuare l’esplorazione dei pozzi al momento ostruiti proprio dalle casse di legno”. I cento sarcofagi appena scoperti saranno distribuiti tra il  Grand Egyptian Museum, il National Museum of Egyptian Civilization, il museo della Nuova Capitale Amministrativa e il museo Egizio di piazza Tahrir. Quelli che saranno trasferiti in quest’ultimo museo arricchiranno la mostra di sarcofagi aperta per celebrare il 118° anniversario della fondazione del museo.

La pulitura di un sarcofago scoperto a Saqqara (foto Ministry of Tourism and Antiquities)

“La scoperta che oggi illustriamo”, ha ribadito il ministro, “non sarà l’ultima nel 2020. Il dottor Zahi Hawass mi ha informato pochi giorni fa di un nuovo ritrovamento a Saqqara. Ma ci vorranno alcune settimane per poterlo presentare al mondo. Lo faremo entro la fine di dicembre o l’inizio del 2021. Ed entro l’anno – ha continuato – apriremo le gallerie Centrale e delle Mummie nel museo nazionale della Civiltà Egizia: evento che sarà accompagnato da una grande parata per trasportare le mummie reali dal museo Egizio di Tahrir alla loro nuova sede”.

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I tecnici procedono alla radiografia della mummia durante la presentazione della scoperta archeologica a Saqqara (foto Ministry of Tourism and Antiquities)

Durante la presentazione della scoperta archeologica, è stato aperto un sarcofago e la mummia al suo interno è stata scansionata con una radiografia. Il segretario dello Sca, Mostafa Waziri, ha sintetizzato il risultato dell’esame radiografico: “Si tratta di un maschio, la sua altezza oscillava tra 165 e 175 cm, era in buona salute durante la sua vita e probabilmente è morto tra i 40 anni e 45 anni”.