archivio | Uncategorized RSS per la sezione

Pozzuoli e Cuma ospitano l’evento finale della IV edizione del Festival Internazionale Rotta di Enea con lo spettacolo teatrale “L’arrivo di Virgilio”

Nei luoghi simbolici della Rotta di Enea: nel Rione Terra, presso il Duomo di San Procolo Martire e sull’acropoli di Cuma si svolgerà il 10 e 11 maggio 2025 l’evento finale della IV edizione di F.I.R.E, Festival Internazionale della Rotta di Enea, nella nuova formula di eventi diffusi per valorizzare la Rete delle Città Virgiliane. La Rete è nata per promuovere i valori rappresentati dall’opera di Publio Virgilio Marone, poeta europeo per eccellenza, con il racconto delle origini mediterranee della civiltà europea narrato dall’Eneide. Le città virgiliane sono quelle legate alla biografia, alle origini e ai luoghi frequentati da Virgilio, tra cui Mantova, Borgo Virgilio, Cremona, Milano, Roma, Atella, Napoli, Brindisi, Bacoli, Quarto, Erice, Centola Palinuro. Nelle prime edizioni di F.I.R.E. sono state valorizzate la cultura e le tradizioni di alcune delle nazioni appartenenti al network. Nel 2021, infatti, è stata protagonista la Grecia; nel 2022 è stato il turno dell’Albania, mentre nel 2023 il tema è stato incentrato su “Il cratere di Enea: Napoli e/è il Mediterraneo”.

Le due mattinate del 10 e 11 maggio 2025 propongono ai partecipanti un itinerario tra archeologia, arte e drammatizzazione, attraverso la riflessione su quei valori fondativi per la civiltà occidentale ed europea, che il Mediterraneo Antico ci ha lasciato in eredità attraverso opere come l’Eneide: l’incontro tra popoli e culture come elemento di progresso, il culto dell’accoglienza, il rispetto per le tradizioni, l’atteggiamento inclusivo e di cura per le persone fragili, il seme della speranza. In un mondo in continua trasformazione l’eredità di Virgilio e il suo anelito alla pace, la figura dell’Enea profugo e la sua attenzione a vecchie e nuove generazioni ci mostrano ancora oggi una strada da seguire. Sabato 10 alle 12 l’incontro in Duomo tra L’Associazione Rotta di Enea, il Parco archeologico dei Campi Flegrei e la Diocesi di Pozzuoli con la presenza delle autorità locali. Domenica 11 alle 11,30 si svolgerà al parco archeologico di Cuma la rappresentazione dell’opera teatrale “L’arrivo di Virgilio”, tratta dal romanzo “La morte di Virgilio” di Hermann Broch, da un’idea di Giovanni Cafiero, con Raffaele Gangale e Andrea Sirianni nei panni del poeta mantovano e dell’imperatore Ottaviano Augusto, con le performer Luna Marongiu e Cristina Putignano e la regia di Cinzia Maccagnano. La manifestazione è realizzata con il contributo della Regione Campania (Avviso pubblico per la realizzazione di progetti per la promozione turistica e la valorizzazione dei territori della Regione Campania del 15.07.2024).

Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei (foto regione siciliana)

“Interpretare il territorio significa essere in grado di dare valore ai suoi contenuti più intimi” dichiara Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei “La valorizzazione del patrimonio culturale flegreo che il Parco porta avanti si fonda sul riconoscimento di questo portato e della sua trasformazione in messaggi e narrazioni che possano assegnare all’antico un nuovo valore contemporaneo”. “Il 1° giugno del 2022”, ricorda il presidente della Rotta di Enea, Giovanni Cafiero, “poco dopo la cerimonia di certificazione della Rotta di Enea come Itinerario del Consiglio d’Europa, Papa Francesco affermò che “un modello emblematico di come affrontare la crisi ci è offerto dalla figura mitologica di Enea, il quale, in mezzo alle fiamme della città incendiata, carica sulle spalle il vecchio padre Anchise e prende per mano il giovane figlio Ascanio portandoli entrambi in salvo”. A questi significati e alla figura di Virgilio – continua Cafiero – sono dedicati i due giorni conclusivi della IV edizione del Festival: resilienza, capacità di combattere le avversità attraverso le armi della pietas e della cooperazione, cura della tradizione e speranza per un futuro migliore costituiscono il grande insegnamento che ci viene da Virgilio e che siamo orgogliosi di condividere con la comunità flegrea, che resiste e coltiva il proprio avvenire contro ogni avversità”. “Enea e Paolo sono entrambi, pur con le loro diversità e i diversi obiettivi, protagonisti di un viaggio attraverso il Mediterraneo dalle forti implicazioni culturali” dice don Roberto della Rocca, Responsabile diocesano di Pozzuoli per i Beni Culturali “portatori di un linguaggio universale e soprattutto dell’inizio di un nuovo mondo”.

Verona. Al museo di Storia Naturale presentazione del libro “Faraoni e fiori. La meraviglia dei giardini dell’antico Egitto” (Il Mulino) di Divina Centore, egittologa del museo Egizio di Torino, nell’ambito della nuova edizione di Giardini Aperti a Veronetta 

Mercoledì 7 maggio 2025, alle 17, nella Sala Conferenze “Sandro Ruffo” del museo civico di Storia naturale di Verona, presentazione del libro “Faraoni e fiori. La meraviglia dei giardini dell’antico Egitto” (Il Mulino) dell’egittologa Divina Centore, nell’ambito della nuova edizione di Giardini Aperti a Veronetta che anche quest’anno, il 24 e 25 maggio 2025, permetterà di visitare giardini e spazi verdi, normalmente non aperti al pubblico, del quartiere di Veronetta. L’evento, organizzato dalla Libreria Gulliver di Verona in collaborazione con l’associazione Giardini Aperti di Verona e il museo di Storia naturale di Verona, è l’occasione per presentare al pubblico il nuovo libro di Divina Centore: un appuntamento che connette il mondo della natura con quello della lettura, un viaggio alla scoperta dei segreti dei giardini dell’antico Egitto, un volo tra il fascino dei quei tempi e ricchi spunti botanici. La presentazione sarà l’occasione per avere un confronto con l’autrice che sarà in dialogo con Gaia Guarienti.

Copertina del libro “Faraoni e fiori. La meraviglia dei giardini dell’antico Egitto” di Divina Centore (Il Mulino)

Faraoni e fiori. La meraviglia dei giardini dell’antico Egitto. Alla scoperta dei segreti dei giardini dell’antico Egitto. Un viaggio tra natura, mito e storia che sorprende e incanta. Tebe, 1350 a.C. Sotto il sole ardente, brilla una gemma nascosta: il giardino di Nebamun, alto funzionario del tempio di Amon. Qui palme da dattero, fichi, alberi di persea, ninfee e papiri riflettono il potere e la ricchezza del proprietario. Oasi simili si trovano dentro templi e altri contesti sacri, come anche in residenze private. Quello dei suoi splendidi giardini è un aspetto poco conosciuto della civiltà egizia, eppure resti archeobotanici, testi antichi e pitture sfidano l’immagine di un paese quale terra arida e desertica e ci mostrano come gli egizi sapessero creare giardini e orti incantevoli che oltre a fornire cibo, materie prime e medicine, avevano profondi significati simbolici e tramandavano storie meravigliose.

L’egittologa Divina Centore

Divina Centore, egittologa, laureata a Pisa nel 2018, lavora al museo Egizio di Torino nel dipartimento “Interpretazione, Accessibilità e Condivisione”. Tra i suoi compiti principali c’è il supporto scientifico all’ufficio come content creator e divulgatrice scientifica. Per quanto concerne il suo background egittologico, fa parte del team editoriale della Rivista del Museo e cura la pubblicazione online degli Atti dei Convegni del Museo Egizio. I suoi principali interessi di studio sono la ceramica, la flora dell’antico Egitto e l’Egittomania.

#domenicalmuseo: il 4 maggio ingresso gratuito a musei e parchi archeologici statali. Intanto al 1° maggio Roma fa il pieno nella classifica assoluta: 1° Colosseo (31.520 ingressi), 2° Foro romano e il Palatino (22.639 ingressi) e 3° Pantheon (16.593)

Domenica 4 maggio 2025 si rinnova l’appuntamento con la #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito nei luoghi statali della cultura, ogni prima domenica del mese. Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura, con accesso con prenotazione consigliata o obbligatoria, dove richiesta. La scorsa #domenicalmuseo, il 6 aprile 2025, ha registrato 336.270 ingressi.

Intanto sono stati resi noti i dati degli ingressi per il 1° maggio 2025 quando i luoghi della cultura hanno fatto registrare dati di affluenza particolarmente significativi su tutto il territorio nazionale, superando i 235mila ingressi. E Roma ha fatto la parte del leone: ai primi tre posti della classifica assoluta: 1° Colosseo (31.520 ingressi), 2° Foro romano e il Palatino (22.639 ingressi) e 3° Pantheon (16.593).

Record di visitatori, oltre 31mila, per il 1° maggio 2025 (foto PArCo)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 31.520; Foro Romano e Palatino 22.639; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 16.593; area archeologica di Pompei 12.360; parco archeologico di Ercolano 2.343; museo e area archeologica di Paestum 2.025; Villa Adriana 1.956; area archeologica di Ostia antica 1.809; museo Archeologico nazionale di Napoli 1.693; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 1.566; museo Archeologico di Venezia 1.451; parchi Archeologici di Crotone e Sibari – Le castella – Isola Capo Rizzuto KR 1.434; Terme di Caracalla 1.409; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.127; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.048.

Torino. A Palazzo D’Azeglio, il museo Egizio promuove la conferenza “Making and using copper alloys in Ancient Egypt” di Frederik Rademakers (British Museum), in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

Le leghe di rame rappresentano i metalli più ampiamente utilizzati nell’antico Egitto. La loro importanza, sia per scopi decorativi che funzionali, non può essere sottovalutata, eppure le reti di produzione e approvvigionamento sottostanti rimangono in gran parte oscure. Se ne parla al museo Egizio di Torino nella conferenza “Making and using copper alloys in Ancient Egypt” di Frederik Rademakers (British Museum): appuntamento martedì 15 aprile 2025, alle 18.30, a Palazzo d’Azeglio in via Principe Amedeo 34 a Torino, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/making-and-using-copper… In inglese con traduzione simultanea in sala. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino. In questa conferenza verrà presentata una panoramica delle attuali ricerche archeologiche sulla produzione delle leghe di rame, con un’attenzione particolare agli approcci interdisciplinari. La combinazione di scavi sul campo, analisi dei materiali e archeologia sperimentale ha portato, negli ultimi anni, a una comprensione più approfondita di diversi processi importanti. Tuttavia, molti aspetti di questa grande industria rimangono enigmatici, e sarà necessaria molta più ricerca lungo tutta la storia faraonica per rivelare la storia delle tecnologie metallurgiche. Questa presentazione illustrerà lo stato della ricerca nei diversi periodi, con un focus particolare sul Nuovo Regno, dove le ricerche in corso stanno facendo luce sulla complessa natura della produzione dei metalli e sulla sua importanza per altri mestieri antichi.

L’egittologo Frederik Rademakers (Bristish museum)

Frederik Rademakers è un esperto di tecnologie dei materiali antichi e di provenienza. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Institute of Archaeology dello University College London nel 2015 e ha successivamente ricoperto la posizione di post-dottorato presso il Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente della KU Leuven. Nel 2021 è entrato a far parte del Dipartimento di Ricerca Scientifica del British Museum come scienziato dei materiali inorganici. Ha studiato i metalli dalla preistoria fino al XIX secolo e in un’area geografica che va dall’Europa all’Africa centrale, ma gran parte del suo lavoro si è concentrato sulla metallurgia antica in Egitto e Sudan. Ha partecipato a missioni sul campo ad Amarna, Ayn Soukhna, Kerma, Pi-Ramesse e Ouadi el-Jarf, e ha collaborato con diverse collezioni museali europee. Attualmente è responsabile (PI) di un progetto triennale finanziato dall’AHRC/DFG, volto a valutare le interazioni tra le attività artigianali ad alta temperatura durante il Nuovo Regno, progetto condotto congiuntamente con la co-responsabile Anna Hodgkinson della Freie Universität Berlin.

Palestrina (Roma). Al via i Ludi Fortunae, rievocazione storica dei giochi in onore della Dea Fortuna Primigenia: un viaggio unico tra battaglie, rituali, giochi e sapori di un tempo lontano. Ecco il programma

Domenica 13 aprile 2025 Palestrina (Roma) si trasforma in un autentico scenario dell’epoca romana, con la rievocazione storica dei Ludi Fortunae in onore della Dea Fortuna Primigenia. Appuntamento dalle 10.30 in piazza della Liberazione – Parco Barberini di Palestrina per un viaggio unico tra battaglie, rituali, giochi e sapori di un tempo lontano. Un’occasione unica per vivere la storia, tra spettacolo, cultura e divertimento. Ingresso libero. In programma spettacoli gladiatori alle 13 e alle 17.30: duelli mozzafiato in onore della Dea, con combattimenti storicamente accurati. Showcooking e degustazioni alle 12.30 e alle 17: un’archeocuoca guiderà alla scoperta dei sapori dell’antica Roma con dimostrazioni e assaggi esclusivi. Rievocazione di un accampamento militare: si potrà esplorare un vero castrum romano e scoprire le tecniche di guerra e la vita quotidiana dei legionari. Tavoli didattici e laboratori interattivi per grandi e piccoli. Sorti e rituali antichi: scoprire il destino nelle tavolette oracolari. Mosaico e decorazioni romane: creare un capolavoro ispirato agli antichi artisti. Armi e armature: toccare con mano l’equipaggiamento dei guerrieri romani. Cosmesi e medicina nell’antichità: scoprire i segreti della bellezza e della cura del corpo.

Reggio Calabria. Due giornate di approfondimento nell’ambito della mostra temporanea “Cyprea. La rete di Afrodite”. Ecco il programma

“Afrodite” esposta nella mostra “Cyprea. La rete di Afrodite” (foto giuseppe asciutto e sonia cogliandro)

Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria ospita il 10 e l’11 aprile 2025 due giornate di approfondimento nell’ambito della mostra temporanea “Cyprea. La rete di Afrodite”, in esposizione in piazza Paolo Orsi del MArRC fino al 27 aprile 2025. Gli incontri – realizzati con il patrocinio del ministero dell’Istruzione di Cipro e del ministero della Cultura italiano – vedranno la partecipazione di studiosi, docenti e istituzioni internazionali. Le due giornate rappresentano un’occasione unica per approfondire il legame tra linguaggio, mito e arte, creando un ponte tra le antiche radici della cultura mediterranea e il dibattito contemporaneo. Attraverso studi interdisciplinari, laboratori e riflessioni, studiosi e professionisti offriranno nuove chiavi di lettura sulla figura di Afrodite, mettendo in luce la sua centralità nei processi di trasmissione culturale e artistica, dal passato ad oggi.

Il 10 aprile 2025, a partire dalle 9, si terrà la giornata di laboratori linguistici “Il gioco delle parole”, dedicata agli studenti delle scuole della provincia di Reggio Calabria, con approfondimenti sulla lingua greca, grecanica e greco-cipriota. L’iniziativa – organizzata e coordinata da Stefania Pennacchio, direttore artistico della mostra e Vassilis Vassiliades, artista cipriota, con il supporto di Claudia Ventura e Giuseppina Cassalia, funzionari del MArRC – si avvale della direzione scientifica di Daniele Macris, presidente dell’associazione culturale Ellenica dello Stretto. Saranno proposte attività laboratoriali mirate all’analisi dei rapporti culturali e dei testi antichi, con il supporto di reperti archeologici di straordinaria rilevanza e attraverso una visita alla mostra temporanea. Aprono i due giorni di lavoro i saluti istituzionali di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC, e del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, la cui presenza al Museo sottolinea l’impegno dell’amministrazione nel promuovere la conoscenza delle radici linguistiche e culturali del territorio. Un contributo importante, che rafforza il ruolo del MArRC come luogo di dialogo e crescita per la comunità scolastica e cittadina. Seguiranno gli interventi di Stefania Pennacchio e Daniele Macris, e i messaggi istituzionali del ministro dell’Istruzione di Cipro, Athena Michaelidou, e dell’ambasciatore di Cipro a Roma, Yiorgos Christofides. Tra i docenti coinvolti, Freedom Pentimalli, vicepresidente di Jalò tu Vua; Giovanna Carbone, docente di greco calabro; Spirios Antonellos, direttore del dipartimento Cultura ed Educazione del ministero di Cipro, e Maria Alexandrou, funzionario del dipartimento Culturale di Cipro.

L’11 aprile 2025, dalle 16, si terrà la giornata di studi dedicata alla figura di Afrodite e alla sua rappresentazione nella cultura e nell’arte, grazie anche al supporto dell’associazione Amici del Museo e ANMIG sezione Reggio Calabria. Dopo i saluti istituzionali di Fabrizio Sudano, Athena Michaelidou, Yiorgos Christofides e Stefania Pennacchio, interverranno esperti e studiosi per esplorare il mito della dea da diverse prospettive. Giorgio Calcara, curatore della mostra, aprirà i lavori con un intervento su “Cyprea: il guscio protettivo di un’idea”. Seguiranno le riflessioni di Stefania Pennacchio su “Incenso, latte e rose. Sul perché l’arte contemporanea ha bisogno di bellezza”, di Fulvia Toscano, Direttore di Naxos Legge, su “Dire Afrodite. La dea ‘tessitrice di inganni’ e i suoi cantori”, e di Domenica Galluso, vice direttore dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, su “Afrodite nell’arte”. Approfondimenti archeologici saranno offerti da Martina D’Onofrio, che discuterà “Afrodite e il sacro: il culto della dea in età greca”, da Daniela Costanzo, che tratterà “Afrodite a Locri Epizefiri: spazi, iconografie e forme rituali”, e da Fabrizio Sudano, con un intervento sulla “Presenza di Afrodite nelle subcolonie locresi di Medma e Hipponion”. Concluderà la giornata Giorgia Tulumello, con uno studio su “Afrodite in Sicilia: la prostituzione sacra ad Erice”. I lavori saranno coordinati e moderati da Mariangela Preta, Direttore del Polo Museale di Soriano Calabro.

Siracusa. Al via “Abitare nel Mediterraneo tardoantico”, V edizione del Convegno internazionale del CISEM: occasione di confronto sull’edilizia abitativa tardoantica. Ecco tutto il programma

Dal 9 al 12 aprile 2025, Siracusa ospita “Abitare nel Mediterraneo tardoantico”, V edizione del Convegno internazionale del CISEM, che si tiene tra il parco archeologico di Siracusa Eloro Villa del Tellaro e Akrai, e l’auditorium del museo Archeologico regionale “Paolo Orsi”. L’evento offrirà un’importante occasione di confronto sui temi dell’edilizia abitativa tardoantica, con approfondimenti metodologici e nuovi dati di ricerca. Come nelle precedenti edizioni, il convegno favorirà il dibattito scientifico per ampliare la conoscenza dell’architettura residenziale di età tardoantica nel Mediterraneo, presentando studi inediti e riflessioni critiche. Il programma prevede: 9-10-11 aprile 2025, sessioni di studio dedicate a temi generali sull’edilizia abitativa tardoantica, con focus su contesti specifici; 12 aprile 2025, escursione alla Villa romana del Tellaro. Durante i giorni del convegno sarà possibile visitare anche l’area archeologica della Neapolis di Siracusa e il museo Archeologico regionale “Paolo Orsi”.

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 9 APRILE 2025. Alle 8.30, accoglienza dei partecipanti; 9.15, inaugurazione – saluti di benvenuto. SESSIONE 1. ASPETTI TIPOLOGICI E FORME ARCHITETTONICHE Alle 9.40, Lale Özgenel (Middle East Technical University), “Design and Implementation Strategies in Late Antique Elite Houses”; 10, Elena Klenina, Andrzej B. Biernacki (Faculty of History), Adam Mickiewicz (University, Poznań), “The residence of Theodoric the Great in Novae (Moesia Secunda). A preliminary approach”; 10.20, Stefan Pop-Lazić (Institute of Archaeology, Belgrade), Vujadin Vujadinović (National Museum Čačak), Bojan Popović (Institute of Archaeology Belgrade), “Recent Research Results (2021–2024) on Maximianus Herculius’s Palace near Sirmium – Glacov Salaš Site (Sremska Mitrovica, Serbia)”; 10.40, discussione; 11, coffee break; 11.20, Riccardo Villicich (Università di Parma), “Ostentazione e lusso ai tempi di Ravenna capitale. Le ville “nel centro del potere”; 11.50, Roberta Santarelli (Sapienza Università di Roma), “Collegamenti spaziali nel complesso massenziano: nuove prospettive sulla Villa, il Circo e il Mausoleo attraverso l’analisi delle strutture e le indagini geognostiche”; 12.10, Rafael Hidalgo Prieto (Università di Siviglia), “Las termas del palacio de Cercadilla en Córdoba”; 12.30, Paolo Baronio (Scuola Superiore Meridionale, SSM-ACMA), “Su una particolare forma edilizia tardoantica: le corti a sigma nell’architettura residenziale tra IV e VI secolo”; 12.50, discussione; 13.30, pausa pranzo. SESSIONE 2. ARREDO, OGGETTI D’USO E APPARATI DECORATIVI (PARTE 1) Alle 15, Diego Piay (Università di Oviedo), “Esplorando l’eredità di Omero, Analisi dei mosaici con rappresentazioni dell’Iliade e dell’Odissea nelle ville tardoantiche”; 15.20, Carmelo Bennardo, Annalisa Storaci (Parco archeologico e paesaggistico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai), Katia Balistreri (Ekklesiasterion restauro conservativo s.r.l.), “La villa romana del Tellaro (Noto – Sr): il restauro dei mosaici”; 15.40, Meryam Chebbi (Sorbonne Université), “Étude des mosaïques tardives dans les maisons de Thuburbo Majus, réflexions sur la permanence de thèmes iconographiques classiques”; 16, Patrizio Pensabene (Università La Sapienza di Roma), Paolo Barresi (Università Kore di Enna), “Volubilis, maison d’Orphée: architettura e arredi domestici”; 16.20, Olivia V. Reyes Hernando, Cesáreo Pérez González (IE Universidad, Segovia), “Marmora en la arquitectura de la villa romana de Las Pizarras (Coca, Segovia)”; 16.40, discussione; 17, presentazione dei poster.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 10 APRILE 2025. SESSIONE 2. ARREDO, OGGETTI D’USO E APPARATI DECORATIVI (PARTE 2) Alle 9.20, Georgios Deligiannakis (Open University of Cyprus), “Vying bishops at sixth century Boeotian Thebes”; 9.40, Carla Sfameni (CNR-Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, Roma), “Musica, danza e spettacoli teatrali nelle residenze tardoantiche, tra fonti iconografiche e letterarie”; 10, Giulia Marsili (Università di Bologna), “La fine dei lararia: spazi e oggetti della religiosità domestica nella tarda antichità”; 10.20, discussione; 10.40, coffee break. SESSIONE 3. TOPOGRAFIA RESIDENZIALE (PARTE 1) Alle 11, Inge Uytterhoeven (Koç University), “Widening the Housing Focus: Late Antique Upper-Class Houses in Western Anatolia placed within their broader urban context”; 11.20, Konstantinos T. Raptis (Ephorate of Antiquities of Thessaloniki), “The residential topography of late antique Thessaloniki: continuities and changes in urban housing from the 3rd to the 7th centuries”; 11.40, Jerzy Żelazowski (Facoltà di Archeologia, Università di Varsavia), “Sinesio di Cirene e le sue residenze in Cirenaica”; 12, Suela Xhyheri (Istituto archeologico di Tirana), “Skënder Muçaj, Late antique dwellings in Albania. The case of Byllis”; 12.20, discussione; 12.40, pausa pranzo; 14, visita al parco archeologico di Siracusa. SESSIONE 3. TOPOGRAFIA RESIDENZIALE (PARTE 2) Alle 16.20, Davide Gorla (Università Cattolica di Milano), Luca Polidoro (Direzione regionale Musei nazionali Lombardia), “Residenze tardoantiche nel suburbio e nell’ager di Milano”; 16.40, Ilaria Verga (Laboratorio di storia delle Alpi Università della Svizzera italiana), “Ripensare le dinamiche territoriali grazie alle dimore tardoantiche: il caso dell’ager comensis”; 17, Barbara Bianchi, Luisa Del Pietro, Elena Martelli, Luca Polidoro (Direzione regionale Musei nazionali Lombardia), “La villa romana di Desenzano del Garda tra vecchi e recenti studi: nuove prospettive di ricerca per l’edilizia residenziale e la cultura materiale tardo antica in area gardesana”; 17.20, Simonetta Menchelli, Silvia Marini, Rocco Marcheschi (Università di Pisa), “Luni: la topografia residenziale fra Bizantini e Longobardi”; 17.40, discussione; 18, assemblea dei membri del CISEM.

PROGRAMMA VENERDÌ 11 APRILE 2025. SESSIONE 3. TOPOGRAFIA RESIDENZIALE (PARTE 3) Alle 9.20, Isabella Baldini (Università di Bologna), “L’ultima residenza di Costante II: considerazioni sul palatium imperiale di Siracusa”; 9.40, Kristina Gergeta Sotončić (Muzej Grada Rovinja – Rovigno, Museo della Città di Rovinj – Rovigno, Croazia), “Topografia dell’architettura residenziale di epoca romana nella città di Pola e le sue trasformazioni nella tarda antichità”; 10.20, Corinne Rousse (Aix Marseille université, CNRS, Centre Camille Jullian, Aix-en-Provence, France), Gaetano Benčić (Zavičajni Muzej Poreštine – Museo del territorio parentino, Poreč – Parenzo, Croazia), “Continuità e discontinuità dell’insediamento rurale nel territorio settentrionale di Parentium in Istria (Croazia) nella tarda Antichità (IV-VI sec.)”; 10.40, discussione; 11, coffee break. SESSIONE 4. TECNICHE COSTRUTTIVE, TRACCE DI CANTIERE E MATERIALI EFFIMERI Alle 11.20, Claudia Lamanna (Università di Bologna), “La distribuzione dell’acqua nelle abitazioni private di età tardoantica: testimonianze a confronto”; 11.40, Alessio Toscano Raffa (CNR, Istituto di Scienze del patrimonio Culturale, Catania), Mariano Morganti (Università di Catania), Greta Crespo (Università di Messina), Donata Giglio (Università di Catania), Veronica Russotti (Università di Catania), “La Villa Romana di Patti Marina (Me): dieci secoli di storia. Nuove sequenze cronologiche e dinamiche di trasformazione del sito”; 12, Rosa Lanteri, Ermelinda Storaci (Parco archeologico e paesaggistico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai), Davide Tanasi (University of South Florida), Filippo Pisciotta (Aix-Marseille Université, CNRS), “La Villa Romana del Tellaro (Noto) alla luce delle nuove indagini e revisione dei materiali”; 12.20, Miguel Ángel Valero Tévar (Universidad de Castilla-La Mancha), “El uso de materiales efímeros en el transporte del agua en la Villa de Noheda, y otros procesos de aprovisionamiento”; 12.40, Romina Marchisio (Università Cattolica di Milano), “I palazzi dipinti dei Tetrarchi”: analisi dei cicli figurativi perduti alla luce delle testimonianze archeologiche e delle fonti scritte”; 13, discussione; 13.30, pausa pranzo; 14.30, visita al museo “P. Orsi”. SESSIONE 5. TRASFORMAZIONI EDILIZIE NELL’ALTO MEDIOEVO Alle 16, Lucia Arcifa (Università di Catania), “Tradizioni architettoniche di aree mediterranea: le ‘capanne’ in pietra a secco con copertura toloide della Sicilia bizantina”; 16.20, Manfredi Mangia (Sapienza Università di Roma), “Paesaggi siciliani: la rete abitativa nell’ennese e la viabilità ad essa correlabile tra la fine della tarda antichità e la prima età tematica (VI-VIII secolo d.C.)”; 16.40, Brikena Shkodra, Eduard Shehi (Institute of Archaeology, Academy of Science, Tiranë), “Housing Dynamics in Dyrrachium between Late Antiquity and Early Middle Ages”; 17, Ivan Gargano (Istituto di Archeologia di Belgrado), “Eredità imperiali: percorsi divergenti tra Spalato e Romuliana”; 17.20, Albert V. Ribera i Lacomba, Josep M. Macias Solé (Institut Català d’Arqueologia Clàssica), “El complejo del siglo VIII de Pla de Nadal (Riba Roja de Túria, València), algo más que un palacio”; 17.40, discussione e chiusura del convegno; 20.30, cena del convegno.

Sabato 12 aprile 2025. Visita alla Villa del Tellaro.

Copertina degli Atti del IV Convegno Internazionale del CISEM

È disponibile la pubblicazione degli Atti del IV Convegno Internazionale del CISEM, tenutosi all’Università di Castilla-La Mancha (Cuenca, Spagna) dal 7 al 9 novembre 2022. Curato da Isabella Baldini, Carla Sfameni e Miguel Ángel Valero Tévar, il volume raccoglie i contributi presentati al convegno, che affrontano diversi aspetti dell’architettura residenziale tardoantica, tra cui continuità e trasformazioni degli edifici, scenografia del potere, e studio degli arredi e delle decorazioni di domus e ville. Il volume include casi studio dall’Asia Minore alla Lusitania, con particolare attenzione alla Hispania tardoantica, in omaggio alla sede dell’evento. Il Cnr-Ispc ha contribuito all’organizzazione del convegno e alla curatela del volume, confermando il suo impegno nella ricerca interdisciplinare sull’edilizia abitativa tardoantica.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Veio Lost City? Ricerche in corso su una città che riemerge” di Laura Michetti, terzo appuntamento del ciclo “Chi (Ri)cerca Trova. I professionisti si raccontano al Museo”

roma_villa-giulia_chi-ri-cerca-trova_veio-lost-city_laura-michetti_locandina“Veio Lost City? Ricerche in corso su una città che riemerge”: terzo appuntamento del 2025 con il ciclo “Chi (RI)cerca trova. I professionisti si raccontano al Museo”, in cui si presentano la ricerca scientifica e i progetti di studio che coinvolgono il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Venerdì 28 marzo 2025, alle 16, Laura Michetti porte i partecipanti a scoprire le nuove ricerche in corso nell’antica Veio. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it.

veio_parco_santuario-del-portonaccio_foto-mic

Il santuario di Apollo o del Portonaccio nel parco archeologico di Veio (Roma) (foto mic)

Quella degli Etruschi è una storia di città. Città che nel corso del primo millennio a.C. hanno primeggiato nell’Italia preromana e controllato vasti territori in direzione della costa e verso l’entroterra, sfruttandone le risorse naturali, gestendo quelle minerarie, avvalendosi delle vie di comunicazione fluviali e marittime, interagendo alla pari con le grandi realtà della compagine mediterranea. Città ancora esistenti, dove la vita non si è mai interrotta da quasi tremila anni. Oppure città sepolte, abbandonate e ancora in parte da far emergere e da capire appieno, come Veio, centro interno gravitante sulla valle tiberina, ma aperto a una dimensione di contatto al pari delle città costiere. Una città che merita ancora grande attenzione. Da un lato, lost city, dall’altro prezioso laboratorio dove sperimentare nuovi modelli di indagine e di valorizzazione. Le ricerche intraprese e in corso di progettazione da parte della Sapienza università di Roma – in stretta collaborazione con la soprintendenza, con il museo di Villa Giulia e con gli enti preposti alla tutela del sito – sono volte a far emergere sempre meglio l’identità di una grande città etrusca che ha fatto del controllo attento del proprio territorio uno dei tratti strategici della propria identità.

laura-maria-michetti_sapienza

L’etruscologa Laura Maria Michetti

Laura Michetti è professore associato di Etruscologia e Antichità italiche alla Sapienza università di Roma, coordinatrice del curriculum di Etruscologia del dottorato in Archeologia e direttrice del museo delle Antichità etrusche e italiche. Membro ordinario dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici, dal 2016 dirige la missione di scavo presso il porto e il santuario etrusco di Pyrgi. La sua attività di ricerca è incentrata sull’archeologia del sacro, sul rapporto tra città e territorio in Etruria, sulle produzioni artigianali e gli aspetti del rituale funerario nell’Italia preromana.

Roma. Riapre al pubblico la biblioteca storica del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Oltre 20mila volumi su storia, arte e archeologia etrusco-italica

roma_villa-giulia_biblioteca-storica_vista-tempio-orizzontale_foto-etru

La biblioteca storica del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: sala con vista sul tempietto di Alatri (foto etru)

Da venerdì 14 marzo 2025 riapre al pubblico, su prenotazione, la storica biblioteca del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia in un ambiente completamente rinnovato e accogliente. Una riapertura attesa da molti studiosi, ricercatori e appassionati di storia, arte e archeologia che potranno apprezzarla come prezioso luogo di studio per la ricerca etruscologica e non solo. Ad attenderli un patrimonio bibliografico di oltre 20 mila volumi fra monografie, periodici ed estratti fra i quali alcune vere e proprie rarità bibliografiche, che si è costituito a partire dal 1891 ed è cresciuto progressivamente con il lavoro della soprintendenza per l’Etruria meridionale e con importanti donazioni provenienti dalle biblioteche degli ispettori Raniero Mengarelli e Maria Santangelo e del soprintendente Mario Moretti. La Biblioteca è consultabile su prenotazione ogni martedì e venerdì, dalle 9 alle 13, con il supporto del personale del Museo per la ricerca e la consultazione. Per info e prenotazioni scrivere all’indirizzo: mn-etru.biblioteca@cultura.gov.it.

roma_villa-giulia_biblioteca-storica_sala-consultazione_foto-etru

La biblioteca storica del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: sala consultazione (foto etru)

“Siamo davvero orgogliosi di aver restituito al mondo della ricerca un patrimonio librario straordinario che da oggi torna a essere fruibile dopo un decennio di chiusura al pubblico”, afferma la direttrice del Museo, Luana Toniolo. “Si tratta di una delle biblioteche più fornite sul mondo dell’archeologia e dell’arte etrusco-italica e ci auguriamo possa rappresentare un punto di riferimento importante per studiosi, ricercatori e appassionati aprendo nuovi orizzonti alla ricerca scientifica”.

roma_villa-giulia_frontespizio-del-volume-di-Giovanni-Pinza_1915_foto-etru

Biblioteca storica del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: frontespizio del libro “Etnologia antica toscano-laziale” di Giovanni Pinza (1915) (foto etru)

Nata come biblioteca di istituto con lo scopo di fornire supporto scientifico e materiali di studio per il lavoro degli archeologi impegnati nella tutela del patrimonio, è diventata nel tempo un punto di riferimento per studiosi e ricercatori esterni grazie alla sua primaria specializzazione nell’archeologia e nella storia dell’arte del mondo etrusco-italico. Oggi riapre, grazie al costante lavoro di sistemazione, inventariazione e catalogazione dei volumi, coordinato dal funzionario archeologo Antonietta Simonelli, proponendosi di diventare un laboratorio per nuove idee e ricerche.

roma_villa-giulia_frontespizio-guida-Museo-di-Villa-Giulia_ 1918_di-Alessandro-della-Seta_foto-etru

Biblioteca storica del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: frontesèizio della guida “Il Museo di Villa Giulia” di Alessandro della Seta (1918) (foto etru)

Tra i primi testi presenti negli inventari, il magnifico volume in grande formato di Giovanni Pinza, professore di paleoetnologia nella Reale Università di Roma, risalente al 1913 e acquistato all’epoca per 50mila lire. Fra le raccolte più importanti, la biblioteca accoglie il fondo Massimo Pallottino, riconosciuto di rilevante interesse storico nel 1995 e parte integrante della biblioteca Guglielmo Marconi del CNR. Si tratta del frutto della costante attività di ricerca svolta nell’arco di 70 anni dall’illustre studioso, uno dei massimi esponenti dell’archeologia italiana del Novecento. La sua biblioteca raccoglie in modo organico la produzione scientifica nel campo degli studi etruscologici organizzata in 6000 monografie, 610 periodici italiani e stranieri e più di 8000 estratti, frutto del lavoro di corrispondenza con studiosi di tutto il mondo.

Firenze. A Firenze Archeofilm 2025 prima assoluta del film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro: ai piedi della rupe di Orvieto sacralità e storia si intrecciano da oltre duemila anni

film-campo-della-fiera-e-il-pozzo-del-tempo_d-alessandro_locandina

A pochi giorni dalla presentazione ufficiale a tourismA 2025, di cui archeologiavocidalpassato.com ha dato conto (vedi Firenze. A tourismA 2025 sono stati presentati gli eccezionali risultati dello scavo del pozzo di Campo della Fiera (Orvieto) e del film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo”: dal Fanum Voltumnae al falso dei Templari. Ecco le dichiarazioni in esclusiva per archeologiavocidalpassato.com del regista Massimo D’Alessandro, dell’archeologo Danilo Leone e del direttore di Asso Mario Mazzoli | archeologiavocidalpassato), siamo arrivati al debutto. Sabato 8 marzo 2025, alle 12, nell’ambito di Firenze Archeofilm 2025, al cinema La Compagnia di Firenze, proiezione in prima assoluta del film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” (Italia 2024, 52’), diretto da Massimo D’Alessandro e prodotto dalla A.S.S.O. ETS in collaborazione con l’associazione Campo della Fiera e il dipartimento di Studi umanistici dell’università di Foggia.

Nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto, si trova Campo della Fiera, un luogo straordinario in cui sacralità e storia si intrecciano da oltre duemila anni. Identificato come la sede del leggendario Fanum Voltumnae, santuario federale degli Etruschi. Il sito ha poi visto passare le diverse epoche diventando un centro spirituale e amministrativo dei Romani e successivamente un insediamento francescano. Le indagini archeologiche condotte negli ultimi vent’anni hanno portato alla luce manufatti di inestimabile valore: antichi templi, mosaici, ceramiche pregiate e un profondo pozzo mai esplorato, custode di tesori dimenticati. Attraverso ricostruzioni storiche, interviste esclusive e riprese spettacolari, “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” accompagna il pubblico in un affascinante viaggio alla scoperta della vita, del declino e della rinascita di questo sito unico. Uno dei reperti rinvenuti nel pozzo, inoltre, apre uno squarcio nel velo di mistero che avvolge i Templari e un possibile intrigo storico.